Non ci sono più i "ladri" di una volta!

Nella foto il grandissimo "ladro" Vince Coleman
Nella foto il grandissimo "ladro" Vince Coleman

Premessa di Paolo Castagnini 

Quest'oggi il primo di due articoli a tema "rubare". Il secondo sarà pubblicato domani. Sembra che la tendenza in MLB sia quella di rubare di meno per rischiare di meno. Scelta avvallata dalle nuove ricerche nel campo della Sabermetrica. Vediamo cosa ci raccontano questi due articoli che il nostro Frankie Russo ha preparato per noi. L'argomento è molto interessante non solo per la MLB, ma anche per i nostri campionati.

Auguro a tutti oltre ad una buona lettura anche di avere una squadra di grandi "ladri di basi" perché una cosa è certa: La rubata è una delle cose più belle del nostro sport! 

 

Non si ruba più

 

di Frankie Russo

Libera traduzione dall'articolo su ESPN.com

 

Ogni lanciatore, ad ogni livello ha il suo segnale di lettura, qualcosa che ti fa intuire dove lancerà. Vince Coleman ne era un grande studioso. Sapeva che quando Frank Viola apriva e chiudeva il guanto, stava per lanciare un cambio. Quando Dave Stewart portava le mani ben sopra la testa stava per lanciare uno ‘split-finger’, ma quando iniziava il caricamento con le mani sotto il mento, stava per lanciare una veloce.  Coleman ricorda ancora che il Cy Young vincitore Dwight Gooden guardava nel guanto prima di lanciare un off-speed, caso contrario era una veloce. I pitcher hanno le loro abitudini, quelle erano le sabermetriche e le analisi di una volta, i giocatori usavano prendere nota di ognuno.

 

Questi piccoli segnali sono stati il motivo per cui Coleman ha guidato la classifica dei ‘ladri’ di base per sei stagioni consecutive nella NL. Doug Drabek e Charlie Nagy, per esempio, giravano il piede verso l’interno quando lanciavano a casa. Insomma, Coleman era un vero studioso dei lanciatori e i risultati sono che, con 753 basi rubate è sesto nella classifica di tutti i tempi. 

Nella foto Dee Gordon, Miami, leader in basi rubate (58) nel 2015 (Mike Ehrmann / Getty Images)
Nella foto Dee Gordon, Miami, leader in basi rubate (58) nel 2015 (Mike Ehrmann / Getty Images)

Hanno forse i corridori odierni perso quel vantaggio? Il numero di basi rubate nelle majors nel 2015 (2.505) è stato il più basso dal 1974 (2.488) e all’epoca c’erano sei squadre in meno. La media di squadra per gara è stata di 0,52, la più bassa dal 1973, 259 in meno rispetto al 2014 e 724 in meno rispetto al 2012.

 

 

Alcuni sostengono che è perché c’è stato un sensibile incremento di informazioni in merito, più video, i dati sono più precisi e anche i lanciatori sono più attenti nei loro movimenti per evitare di offrire i vantaggi che invece una volta caratterizzavano i loro predecessori.  Ma anche la difesa contro la rubata è in continua evoluzione.

 

Il declino non è solo il risultato di una velocizzazione della meccanica o miglioramento della tecnica dei ricevitori. I tempi di esecuzione non sono molti diversi da quelli di cinque anni orsono, e i corridori non sono nemmeno diventati più lenti. Il numero di basi rubate è stato pressoché uguale dal 2008 al 2014, ma è fortemente diminuito nel 2015, e lo stesso dicasi anche per i tentativi di rubata. Le squadre ora hanno più mezzi per studiare le loro tendenze e quelle degli avversari, e ciò vale anche per la corsa sulle basi.

Year SB CS Success Rate
2008 0,58 0.21 73,4 %
2009 0,61 0,23 72,6 %
2010 0,61 0,23 72,6 %
2011 0,67 0,26 72,0 %
2012 0,66 0,23 74,2 &
2013 0,55 0,21 72,4 %
2014 0,57 0,21 73,1 %

Coleman, che è oggi responsabile per la corsa sulle basi per i Chicago White Sox, crede che le sabermetriche abbiano una grossa responsabilità per la situazione attuale. Rubare oggi non ha un grande valore nelle statistiche avanzate, fattore che ha come conseguenza che un colto rubando, non solo toglie un corridore dalle basi comportando una eliminazione, ma in sostanza il gioco non vale la candela.

 

Quando Billy Beane (autore di Moneyball, ndr) afferma che in una gara ci sono 27 eliminazioni, e per quanto concerne la sua squadra, nessuna di esse sarà conseguenza di un colto rubando, allora il corridore non è a suo agio sulle basi. Sarà invece il manager a decidere per lui quando correre, e in tale condizioni un buon corridore di base non può avere successo, non può essere il coach a decidere per lui. 

 

Le squadre oggi prestano maggiore attenzione alle probabilità di segnare, considerando qual è il valore di una eliminazione contro il valore di guadagnare 27 metri. Molti studi nel merito hanno dimostrato che la media minima di successo (cioè la media per cui un tentativo di rubata non aiuta la squadra né influisce sul numero di punti segnati) è di circa il 70%. Se non si raggiunge questa media di successi, le sabermetriche suggeriscono che si stanno regalando troppi out. 

I corridori oggi sono impauriti. Quando giocavano nella Little League, al college o nelle minors erano pieni di confidenza, avevano piena fiducia in sé stessi. Poi come arrivano nelle majors, i primi consigli sono: “Attento al pick-off”. Non essere il primo eliminato in terza. Attenzione alle linee”.  Tutto ciò crea solo uno stato di intimidazione.

 

Coleman è convinto che l’istinto, il ritmo e il timing per avere successo deve dipendere dal giocatore, non dal manager o dalle statistiche. Lui stesso è convinto che non avrebbe avuto tanto successo se fosse stato il manager a decidere per lui. Ai giocatori va insegnato come prendere vantaggio e con molte ripetizioni come evitare un pick-off. Spetta al giocatore capire quando può rubare e tentare una rubata ritardata.

 

La sua velocità, o lentezza, non deve essere un fattore determinante. Non è la velocità che di un giocatore fa un buon corridore sulle basi, è l’intelligenza, l’attenzione, l’aggressività e la capacità di anticipare e leggere l’avversario. Il successo della rubata è nel saper prendere vantaggio e partire al momento giusto.

 

Anche nelle majors Coleman vede giocatori prendere vantaggio in modo sbagliato. Esiste una posizione fondamentale da cui partire, ma deve essere insegnata, e quando la tecnica viene acquisita, il primo passo diventa folgorante. E’ questo il vero segreto per rubare una base.

 

La posizione a cui fa riferimento Coleman è con il peso del corpo sugli avampiedi che permette lo sprint e di guadagnare tempo. Troppo spesso si vedono corridori con il peso sui talloni. Invece bisogna trovarsi in una posizione pronta per scattare appena si intuisce che il pitcher lancia a casa, bisogna anticipare il movimento, bisogna saper leggere i suoi movimenti.

 

Un altro fattore che non esisteva ai tempi di Coleman è lo slide-step (il lanciatore fa il passo direttamente verso casa n.d.r.), ma anche qui Coleman ha la sua teoria. Secondo Coleman questa tecnica diminuisce la velocità di lancio che generalmente sarà una dritta, e che in definitiva finisce per favorire il battitore che è in grado di intuire il tipo di lancio.

 

Coleman è fermamente convinto che saper correre sulle basi può avere una ripercussione significativa anche nel gioco moderno. La sua preparazione alla gara era di arrivare in base, e da lì avrebbe avuto la possibilità di dominare l’avversario. A lui non importava se facevano un pitch-out o se tiravano in base per tenerlo vicino, lui sapeva che avrebbe rubato sul primo o sul secondo lancio, creando non poco scompiglio alla squadra avversaria.

 

Domani il secondo articolo

 

Frankie Russo

 

 

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