Il baseball nell'Antologia dei Fumetti n° 5

di Michele Dodde

5^ parte

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1^ parte

 

Dopo la solitaria apparizione di “Vic Verity” nel 1946, solo la Will Eisner Productions, forte del proprio staff redazionale, dopo un lungo periodo di gestazione, cercò nel 1949 di realizzare un immaginario eroe del diamante con storie a seguire.

Eppure, nonostante l’immensa inventiva dello stesso Will Eisner, convinto di poter ripetere il successo di The Spirit anche sull’argomento baseball, e di quella copia conforme che era Jules Feiffer e l’apporto in redazione di Wooley,  Holmes e Blaisdell, la grande aspettativa fallì e l’emergente storia di “Rube Rooky”, ragazzo acqua e sapone che dal nulla sarebbe dovuto diventare un campione in Major League, si esaurì malinconicamente con il numero uno. 

Meritevole anche il progetto dell’Approved Comics Inc che dal 1951 al 1952 fece uscire “Baseball Thrills”, dieci numeri di autentica poesia del gioco curata sempre da Bob Feller. 

Anche il magazine “Blue Bolt” della Novelty Press nel 1948 cercò di veicolare l’eroe della casa editrice, Dick Cole, nel mondo del Baseball ma al pubblico dei lettori, grandi e/o piccoli, non piaceva la fantasia che guidava la mano alle matite dei vari autori quanto invece piacevano le toccanti sceneggiature di quei tanti atleti che avevano avuto il pregio e la fortuna di accasarsi nelle franchigie della Major League e le vicissitudini interne dei club stessi.

Così la Fawcett Pubblications presentò le più accattivanti pubblicazioni quali, nel 1951, “Yogi Berra, Baseball Hero” e nel 1952 “The Thrilling True Story of The Baseball Giants” ed analogo titolo per “…of The Baseball Yankees” entrambe curate da Charles Dexter, giornalista poliedrico che già realizzava la rivista “Baseball Digest”.


Nel 1955, reclamizzato come “le fantastiche avventure del re degli Home Run”, la Comics Code tenta nuovamente di lanciare un fantasioso personaggio, l’irresistibile bomber “Swat Malone” disegnato in modo innovativo da Hy Fleishman, ma anche per questo personaggio la storia nacque e terminò nell’unico numero di settembre.

Strana storia questa di Malone però in quanto la scrittrice Michelle Nolan nel suo libro “Ball Tales”, a pag. 104, dà per certo che il più noto Bernard Malamud, nello scrivere il suo “The Natural”, si sia fatto influenzare più del dovuto dalla sceneggiatura di questo fumetto così come, va anche a precisare, si sia verificato un rocambolesco copia incolla là nel finale e proprio nella scelta della mazza per l’ultimo fuori campo: “Old Faithfull” per Malone, “Wonder Boy” per Hobbs.

 

 

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