Il baseball nell'Antologia dei Fumetti n° 4

di Michele Dodde

4^ parte

3^ parte 2^ parte - 1^ parte


L’antologia dei fumetti sul baseball comunque affonda le sue radici nel lontano 1880 con la famosa ideologica cartolina “Struck Out” ma dopo va dato merito alla Street and Smith, prestigiosa e più antica casa editrice sul baseball tale da essere considerata la carismatica Bibbia cui attingere tutto il sapere su questa disciplina, che incominciò a pubblicare dal 19 aprile del 1896 la “Tip Top Weekly” con le cover ed i disegni interni a cura di Yesterday Cafè, forse uno pseudonimo o forse in linea con quella mentalità che voleva l’artista non firmasse i propri lavori perché una volta pubblicati divenivano proprietà dell’editore.

Inoltre in quel tempo i dagherrotipi costavano molto ed era anche difficile una corretta riproduzione, quindi meglio la rappresentazione grafica anche se non proprio precisa. 

Il settimanale uscì per ben 800 numeri cambiando poi stile e contenuti sino all’odierna pubblicazione che è oggi la “Street & Smith’s Baseball” 

Ancora fu la Street and Smith a pubblicare nella serie Sport Comics un fumetto speciale su “Life Story of Lou Gehrig”.


Il mondo cartaceo giocava allora di fino non esistendo la moderna tecnologia e così nell’anno successivo, dopo la triste dipartita del grande giocatore, fu la Comic Corp. of America a dare alle stampe nella serie World Famous Heroes Magazine due numeri su “Lou Gehrig life Story”.


Il positivo ed amabile interesse su questo grande personaggio fece si che anche il Parents Magazine Istitute nella serie Real Heroes Comics stampasse sei numeri su “Lou Gehrig Story”.


Nacque così un periodo d’oro dei fumetti sul baseball in quanto le edicole furono inondate da diverse pubblicazioni in numeri singoli o in corte serie.

La più interessante, per disegno e qualità, si rivelò la “Babe Ruth Sports Comics”, e non poteva essere diversamente, pubblicata dalla Harvey Enterprises Inc dall’aprile 1949 al febbraio 1951. Il fumetto, oltre alla biografia dello stesso Babe, interessava il lettore sull’interpretazione del regolamento e sull’affermazione di altri giocatori.


Tuttavia interessante fu in quel tempo la competizione tra la Fawcett Pubblicatons e la True Comics nell’andare a scovare gli indici di interesse e che lasciarono quindi alla Parents Magazine Institute ed alla Feature Pubblications solo pochi resti.


La prima pose il suo sigillo su “Jackie Robinson” (1949) con 5 numeri, poi molti numeri unici tra cui quelli dedicati a “Don Newcombe” (1950), “Larry Doby” (1950), “Ralph Kiner: Home Run King” (1950), “Roy Campanella” (1950), “Eddie Stanky” (1951), “Yogi Berra” (1951), “Phil Rizzuto” (1951) la seconda invece andò a scegliere tra gli altri le serie “Bob Feller Story” (1941), “Brooklin Dodgers Story” (1942), e “Joe Di Maggio” (1948). 

Da annotare poi che la sempre innovatrice Street and Smith dal 1945 al 1948 dette alle stampe “True Sport Picture Stories”, riportando in evidenza gli articoli di Leo Durocher, indimenticabile manager dei Brooklin Dodgers, e quella nicchia di preferenza che meritano i “Bill Stern’s Sport Book” (1950). Oltre ad essere un eclettico giornalista sportivo ed attore, Bill Stern nel 1939 fu anche il primo commentatore televisivo di una partita di baseball. Nel fondare poi il suo periodico volle affrontare e narrare diverse ed oscure (o simpatiche) notizie. Una particolarmente cara a chi scrive fu quella del nr. 10 quando in copertina richiamava l’attenzione su una eterna problematica: “Is it true? Nobody loves an umpire” ed ancora la storia di chi inventò la cosiddetta “palla curva”: Arthur Cummings o Fred Goldsmith?. Stern apertamente si schierò su Fred Goldsmith e precisò che per dimostrare come la palla lanciata da Fred effettuasse veramente una curva furono posizionati dei paletti in verticale e in linea retta e, esaminando la traiettoria, di quanto questa si distaccasse dalla linea retta.

 

Continua

 

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