________________________________ Baseball e fumetti

di Michele Dodde

John Doe è un intrigante personaggio che vive e si muove in un mondo del tutto reale tuttavia gestito, o meglio condizionato, da una serie di particolari personaggi che eternamente sono sempre al di fuori del tempo e dello spazio. Ideato da Roberto Recchioni e Lorenzo Bartoli, John Doe prende vita grazie alle matite di diversi cartoonist che ne delineano spessore e fascino. John Doe è l’enigmatico direttore di una stranissima agenzia, la “Trapassati Inc.”, il cui compito specifico è quello di occuparsi della gestione della morte e di altri casi inconsueti inerenti vari personaggi modificandone a volte le cause o gli effetti.

Questa fortunata serie edita da Eura Editoriale (ora Aurea Editoriale) nel 136° episodio dal titolo: “E’ nata una stella”, pubblicata su Skorpio nr. 45 e 46 del 2009, con testo di Lorenzo Bartoli, ed una suggestiva sceneggiatura dello stesso, fa muovere il nostro eroe nel magico mondo del baseball con una consequenzialità fascinosa lasciando poi la realizzazione grafica al disegno di Spartaco Ripa.

 

“E’ nata una stella” dunque è la storia di Matt O’Brady, giocatore meraviglia del roster dei Mets che, prima di diventare tale, era considerato “il peggior brocco mai messo sotto contratto dai Mets” come racconta Jim, un lanciatore di riserva il cui compito è quello di tenere in caldo i battitori, e continua poi a raccontare che certamente O’Brady , “era in quella squadra perché suo padre è uno dei finanziatori. Ma non lo avrebbero mai fatto giocare…ridevano di lui tutti”.

Il brutto anatroccolo scaldava la panchina quindi e pur dichiarandosi sempre pronto e pieno di adrenalina naufragava miseramente nel box di battuta anche su palle lente. 

 

Un giorno inconsapevolmente ed in modo fortuito incontra Fame, una donna idealizzata piuttosto sotto tono e come fame certamente non desiderabile. La gentilezza di Matt ed i suoi occhi dolci e mansueti da vittima sacrificale fanno innamorare Fame che lo segue nella sua preparazione sportiva e, vedendolo deriso dai suoi stessi compagni di squadra, gli trasmette la giusta fame di affermazione (tavole 22 – 23).

 

Il cambiamento da brutto anatroccolo a splendido cigno lo si intuirà dagli occhi che diventeranno di una tigre e che di fatto trasformeranno Matt O’Brady in un vero fuoriclasse dopo aver spolverato tutti quegli iniziali dubbi instillatigli da un padre che non gli aveva permesso di crescere. La sua maturazione lo farà diventare una stella assoluta del baseball.

 

Una storia melò che sintetizza molte altre storie conosciute o meno ma che sia stato uno sceneggiatore italiano a cimentarsi nella prova dove il baseball diventa oggetto e soggetto mi fa ancora di più apprezzare il lavoro di Bartoli. Non così in verità la matita di Ripa che ha racchiuso il tutto in trenta tavole: il suo tratto, personalmente, l’ho trovato molto superficiale e sintetico teso tuttavia a cogliere le emozioni e la vitalità dei personaggi dandogli i giusti contenuti di linearità. È una sua scelta ma anche una sua responsabilità. “E’ nata una stella” dunque è una bella storia che si legge con intensa avidità immergendosi in una fantasia da primi della classe.

 

Qui sotto le immagini del fumetto (clicca per ingrandire)

 

 

 

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