_________________________________ I fuoricampo rubati a Babe Ruth

di Frankie Russo

Nel 1919 Babe Ruth, nel suo ultimo anno con i Red Sox, realizzò 29 fuori campo, decretando il nuovo record stagionale per la Major League che in precedenza era di 27 stabilito nel 1884. L’anno successivo Ruth ne realizzò 54, poi 59 l’anno dopo e finalmente nel 1927 il numero massimo di 60. Il primato resistette per più di 40 anni, fino al 1961 quando Roger Maris ne realizzò 61 (da cui fu tratto il film “61”, ndr), per essere superato a sua volta da Mark McGwire nel 1998 con 70, e da Barry Bonds con 73 nel 2001.

Nella sua carriera Ruth stabilì molti altri primati. A fine carriera aveva battuto un totale di 714 fuori campo, record durato fino al 1974 quando fu Hank Aaron a superarlo. Aaron si ritirò avendo realizzato un totale di 755 fuori campo e, nel 2007, Bonds realizzò il 756°  terminando la carriera con 762, l’attuale primato. 

Ma i fuori campo ai tempi del Babe non erano gli stessi comparati ai nostri giorni. Ed è probabile che, applicando le regole odierne, Ruth avrebbe potuto battere ben più fuori campo di Maris, McGwire, Aaron e Bonds.

 

Le regole di allora hanno sicuramente influito in senso negativo sul numero totale di fuori campo battuti da Ruth.

Primo: nel caso in cui veniva  battuto un fuori campo a fine partita con il punto vincente in base, al battitore veniva riconosciuto il numero di basi utili per far segnare il punto vincente al corridore, quindi non veniva attribuito un fuori campo.

Secondo: se la palla battuta colpiva un oggetto oltre la recinzione e tornava in campo, la palla era considerata viva e in gioco. Sappiamo che nel 1930 è accaduto due volte in Philadelphia che Ruth colpì un “poteva essere fuori campo” che invece rimbalzò sull’altoparlante posizionato oltre la recinzione per poi ritornare in campo.

 

Nel 1931 L’American League apportò dei cambiamenti nella definizione di fuori campo la cui applicazione però non ebbe effetti retroattivi.

Un’altra importante innovazione fu che una palla battuta oltre la rete in campo buono, anche se poi fosse terminata in territorio foul dopo aver superato il palo, era da considerare un fuori campo, regola in vigore ancora oggi. Antecedentemente, tale battuta era considerata foul, un lungo strike insomma, addirittura al battitore veniva conteggiato il terzo strike.

Alcuni storici asseriscono che questa regola sia costata a Ruth almeno 75 (!) fuori campo. A questo punto è lecito affermare che Babe Ruth è stato migliore di quanto indicano i numeri.

 

L’uomo, però, che forse è ritenuto il più potente battitore nella storia del baseball viene troppo spesso ignorato. A detta di molti Josh Gibson, un ricevitore la cui carriera fu relegata nella Negro League a causa dell’apartheid allora vigente, è il giocatore ad aver realizzato più fuori campo, probabilmente 800, e questo numero è ben impresso sulla sua targa affissa nella Hall of Fame.

 

 

Aggiungiamo che per i lettori abituali di Baseball on the Road, il nome di Gibson non dovrebbe risuonare nuovo in quanto è stato fatto riferimento alle sue prestazioni nell’articolo “Hincliffe Field” pubblicato in tre puntate, la prima delle quali il 26 gennaio.

 

 

Qui sotto la targa di Josh Gibson nella Hall of Fame. Considerato il più  forte battitore della Negro League. Il potente battitore/ricevitore realizzò circa 800 fuori campo nella Lega e Indipendent Baseball nel corso dei suoi 17 anni di carriera. Ha conquistato il titolo di miglior battitore della Negro League nel 1936-38-42-45.

 

 

 

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