________________________________ Qual'è il momento giusto per cambiare il pitcher?

Nella foto Adam Wainwright, il pitcher dei St Louis Cardinals sconfitti dai Red Sox nella gara di questa notte per 3-1
Nella foto Adam Wainwright, il pitcher dei St Louis Cardinals sconfitti dai Red Sox nella gara di questa notte per 3-1

di Paolo Castagnini

Nella partita di questa notte c'è secondo me un momento importante, che potrebbe aver cambiato le sorti della gara e forse delle World Series, a favore dei Boston Red Sox. La mia non è una critica verso la scelta di un allenatore, ci mancherebbe, non mi sento all'altezza, ma mi serve per introdurre un elemento strategico di vitale importanza qual'è il cambio del lanciatore. Quando è il momento giusto per cambiare il pitcher?

Durante il corso Allenatori nell'ormai lontano 1984 il nostro istruttore Americano ci disse: "Il cambio del lanciatore dipende da quanta fiducia hai nei tuoi rilievi"

 

Chiunque abbia dovuto fare questo tipo di scelta dalla panchina, dovrebbe ammettere che questo è un parametro tutt'altro che irrilevante. Il mio partente lo tolgo al primo momento di crisi se il suo eventuale sostituto è valido, ma lo lascerò sul monte se il mio bullpen è piuttosto inaffidabile.

Fatta questa premessa, quand'è il momento giusto per il cambio?

Vediamo cosa è successo questa notte al Bush Stadium nella partita persa da St Louis 3-1 contro Boston.

 

Boston Red Sox schiera sul monte Lester, mentre i Cardinals fanno salire Wainwright. Entrambi sono lanciatori estremamente affidabili.

Il primo a soffrire è il pitcher di St Louis che al primo inning viene colpito da Pedroia e Ortiz con due doppi che portano il primo punto per Boston. Da quel momento in poi però Wainwright sale in cattedra ed è buio per tutti.

Dall'altra parte Lester non concede nulla e si arriva così fino al 4° inning con i due lanciatori che controllano perfettamente le mazze avversarie.

 

Nell'attacco del 4° Lester subisce un solo homer da Holiday per il punto del pareggio.

I due manager non muovono i rilievi. Non ci sono motivi che lo richiedano.

 

Nel quinto inning Wainwright soffre e viene colpito da due singoli non consecutivi (questo è importante), ma riesce a salvare il risultato con un nulla di fatto. Potrebbe essere un campanello d'allarme? Secondo me si.

 

Il sesto inning se ne va in tutta tranquillità, ma il risultato parziale del 1-1 all'inizio del 7° attiva tutti circuiti d'allarme dei due manager che infatti iniziano a far muovere i rilievi. Il momento è topico. Ambedue sanno che 7°-8°-9° saranno decisivi e che non ci saranno appelli. E' il momento più importante di ogni partita. I partenti si avvicinano ai fatidici 100 lanci e un piccolo calo potrebbe divenire determinante per l'una o l'altra squadra.

 

La prima parte del 7° inning è dedicata alla difesa di casa e quindi Wainwright inizia il suo inning. L'inizio sembra buono e mette strike out Nava. Ora c'è la parte bassa del lineup e quindi teoricamente la meno pericolosa. Xander Bogaerts, il giovane terza base dei Sox, batte un singolo (primo errore del pitcher). Si presenta l'interbase Drew che va in base per ball (secondo errore del pitcher). Mike Matheny, manager dei Cards però non fa nulla.

 

Si poteva fare qualcosa in questo momento? Forse si. Qualcuno dirà che con il senno di poi sono tutti bravi e come ho anticipato all'inizio lungi da me criticare e basta, ma se vogliamo discutere di strategia dobbiamo pur valutare gli eventi accaduti.

 

Secondo me si poteva fare qualcosa in quanto la situazione di allarme c'era ed era notevole:

  • Eravamo al 7° inning;
  • Il conteggio era 1-1;
  • Nel quinto inning il mio pitcher aveva avuto un momento di crisi;
  • Stava raggiungendo la soglia dei 100 lanci;
  • Il motivo più importante: aveva fatto due errori consecutivi.

 

Quindi la sostituzione ci poteva stare o per lo meno una visita sul monte del pitching coach era a mio avviso d'obbligo. Noi però non conosciamo tutti gli elementi in mano al manager. Fatto sta che il battitore successivo David Ross, picchia un doppio a sinistra per il 2-1 e porta Bogaerts in terza.

 

Matheny però decide ancora una volta di non fare nulla. Il prossimo in battuta è il pitcher dei Red Sox Lester, che quest'anno non ha colpito una sola valida su 24 presenze. Lester infatti è out, ma c'era un solo eliminato e quindi ora sono due e riparte il lineup di Boston.

 

Il Manager Matheny ancora decide di non fare nulla ed è punito ancora una volta con la valida di Ellsbury e buon per lui che entra un solo punto in quanto Ross viene eliminato a casa. Ora il punteggio è 3-1, è il 7° inning di una partita chiusa. Non è un bel momento per St Louis.

 

Lester al contrario di Wainwright sale sul monte tranquillo aiutato anche dal punteggio che ora è a suo favore per 3-1 e dai pochi lanci effettuati, poco più di 70 e chiude agevolmente il 7°

 

Si dice che serve ben poco chiudere il recinto quando i buoi sono scappati. Matheny manda il primo rilievo Carlos Martinez sul monte che con le sue fastball da 96-100 miglia si sbarazza degli avversari.

 

Ora è l'8° inning, sale ancora Lester per i Red Sox, ma al bullpen si stanno scaldando i due lanciatori Giapponesi. John Farrell però non aspetta e fa scendere il suo partente alla prima valida concessa. Lester lascia il posto a Uehara che chiude l'inning con uno strikeout.

 

Al pubblico di St Louis resta solo la consolazione di assistere all'ennesima buona performance del closer Trevor Rosenthal che con le sue palle da 100 miglia chiude l'ultimo attacco Red Sox.

Rimane il nono attacco, ma Uehara non si fa sfuggire la salvezza ed ora Boston è pronta ad accogliere i suoi beniamini per le ultime o forse l'ultima partita.

 

Morale di questo articolo, fatti i dovuti distinguo in quanto nessuno di noi può sapere quanto il manager Matheny stimasse il suo bullpen, quali erano le strategie pianificate per la gara e per quelle successive e quali quindi erano tutti gli elementi per decidere le sostituzioni, possiamo però definire che:

In una partita chiusa, con il punteggio vicino alla parità, oltre la metà della gara, un manager deve tenere alta l'attenzione e percepire ogni campanello d'allarme e considerare che in quella situazione due errori consecutivi di un lanciatore è un motivo valido per la sua sostituzione e per due errori consecutivi s'intende: due valide, due basi ball, una valida più una base ball.

 

Altro concetto a mio avviso importantissimo è quello della visita sul monte. Al primo campanello d'allarme si va sul monte per scambiare due parole con il nostro pitcher, anche solo per raccontare una barzelletta e se per colpa della nostra scelta sta perdendo la partita, non lasciamolo mai solo con se stesso.

 

Condividete l'articolo se lo trovate interessante e commentate!

 

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Commenti: 9
  • #1

    Frankie (martedì, 29 ottobre 2013 15:51)

    Mia opinione è che la decisione più difficile per un allenatore di baseball è quando cambiare il lanciatore. Tutte le ragioni sono state ampiamente ben descritte da Paolo. Nessuno più del manager conosce i propri giocatori, quanta energia hanno ancora, quanta fiducia pone nel suoi rilievi, oltre ai tanti fogli di statistiche che in continuazione consultano. Sono d'accordo con Paolo che ieri sera, dopo i primi momenti di difficoltà, almeno una visita era d'obbligo e forse anche il cambio sul monte. Ma poi andiamo a vedere cosa è successo in gara 6 dell'ALCS tra Boston e Detroit. Il probabile CY winner Scherzer è sul monte al 7° per i Tigers, ha appena concesso un doppio, poi una base su ball (regalo dell'arbitro), ma comunque due corridori in base e 108 lanci. Nonostante sul monte c'è il suo miglior partente, il manager decide il cambio per un lefty/lefty macthup. Base su ball, altro cambio sul monte, battitore successivo, Victorino, Grand Slam, Boston vince 5-2. Due casi analoghi: in uno il manager cambia e perde, nel secondo non cambia e perde lo stesso. Comunque vadano le cose il cambio del lanciatore resta sempre la decisione più difficile per un allenatore di baseball.

  • #2

    Paolo (martedì, 29 ottobre 2013 16:17)

    Grazie per il tuo commento Frankie, la tua analisi è perfetta!

  • #3

    Cesare (mercoledì, 30 ottobre 2013 00:25)

    Secondo me vale quasi sempre la regola 'meglio prima che dopo' però è anche vero che a volte è anche giusto andare 'a sensazione' non è detto che sia sempre così tutto matematico. Poi qui si parla di major league dove i bullpen per scarsi che siano sono sempre fortissimi e di battitori così forti che basta sbagliare la palla di 5 cm che te la ritrovi a 400 piedi. Diverso è nelle nostre realtà. Io ad esempio se debbo affrontare la parte bassa del lineup preferisco cambiare e ancor di più preferisco mettere il rilievo ad inizio ripresa piuttosto che con uno o due uomini in base proprio perché solitamente il rilievo nelle nostre categorie è meno affidabile ma soprattutto meno esperto e quindi si cerca di non metterlo in una situazione di difficoltà. Però in major sicuramente è diverso. Vi dirò di più quando avrò fatto un paio di stagioni nell'american league.

  • #4

    franco ludovisi (mercoledì, 30 ottobre 2013 00:48)

    Durante la mia carriera ho sempre seguito la regoletta che quando il lanciatore metteva di seguito due uomini in base senza dare la possibilità alla difesa di fare out (od errori) allora era tempo di scaldare comunque il rilievo, se non era già pronto.
    Poi nella mia realtà i lanciatori partenti erano di gran lunga migliori dei rilievi e quindi la sostituzione poteva anche non essere immediata.
    Il cambio del lanciatore comporta sempre il rischio di un'entrata non positiva. Così come insistere a mantenere sul monte il lanciatore non più al massimo.
    Nelle leghe professionistiche americane ci sono specialisti per ogni situazione:
    al settimo con un centinaio di lanci nel braccio e non più al top
    forse era opportuno cambiare.

  • #5

    Maverick (mercoledì, 30 ottobre 2013 11:32)

    Ciao a tutti, come giustamente detto, il cambio è la situazione più difficile per un Manager e l'incognita su che approccio avrà il rilievo è ahimè ineludibile. Detto che in MLB, il livello dei rilievi è altissimo e quindi dubbi su questo il Manager non dovrebbe averli (beato lui !), ritengo che in una situazione del genere la visita sul monte sia d'obbligo. Una volta sopra, si parla con il catcher e si decide assieme cosa fare.
    In merito ai rilievi, in una situazione del genere a prescindere di come stia andando il lanciatore partente, io avrei messo a scaldare i rilievi intorno agli 80 lanci, in modo da essere pronto in ogni situazione.
    Ovviamente ritengo che il Manager dei St Louis ne sappia molto ma molto più di me, ma il baseball è bello anche per questo: se ne può parlare molto anche a partita finita ! :-)
    Grazie Paolo per i tuoi articoli sempre interessanti.

  • #6

    franco ludovisi (mercoledì, 30 ottobre 2013 17:17)

    Per FRANKIE e MAVERICK:
    la mia mail personale è francoludovisi@libero.it
    mi piacerebbe relazionare con voi sull'argomento anche in privato.
    Grazie, se mi contattate.

  • #7

    ludovisi franco (giovedì, 31 ottobre 2013 09:56)

    L'invito a sentirci privatamente è esteso anche a Cesare ovviamente:
    me ne ero dimenticato

  • #8

    Michael (domenica, 21 ottobre 2018 13:06)

    Salve, ho guardato la serie dei dodgers brewers e ho notato che i due lanciatori migliori dei dodgers non hanno giocato per quasi tutta la serie,se non 1game o 2, mi aspettavo che in gara 7 venissero schierati dal coach, come mai non è stato cosi ma ha deciso di giocare con altri lanciatori proprio in gara 7 ?

  • #9

    Frankie (lunedì, 22 ottobre 2018 10:01)

    Ciao Michael, la tua domanda richiede un lunga disuisizione che cercherò di rendere il più chiaro possibile. Prima bisogna comprendere chi ritieni come "lanciatori migliori". Stando alla statistiche della RS si possono considerare i migliori Kerchaw (161 IP, ERA 2,73), Buehler (137/2,62), Hill (132/3,66) e Wood (152/3,68). Kershaw ha lanciato più di tutti (10 inn da partente (gara 1 e 5) e 1 da rilievo), Buehler 11,2 (7 in gara 3 e 4,2 in gara 7). Quindi è un po' avventuristico affermare che in gara 7 non ha lanciato il migliore come partente Buehler 4,2) . Con 2 elimiminati nel 5° Roberts ha mandato sul monte Urias (miglior prospetto per un matchup lefty/lefty), succeduto da Madson, rilievo più utilizzato nella LCS 6,1 IP, poi Jansen (closer) per 1,1 ripresa per finire con Kershaw per chiudere il 9. Mi sembra che in gara 7 LAD ha schierato quanto di meglio aveva a disposizione. Per le altre 3 gare dove Kershaw e Buehler non sono stati i partenti, Hill ha lanciato 5 inning in gara 5. Gara 2 e gara 6 sono state affidate al bullpen dove come partente è stato utilizzato Ryu (4 IP in gara 2 e 3 in gara 6) mentre nella RS è stato utilizzato come rilievo. Un'altra considerzione da fare è che nei playoff molti schemi e strategie vengono stravolte e dove, non essendo molto margine di errore, ad ogni minimo segnale di difficoltà, il manager generalmente provvede alla sostituzione, come riportato nell'articolo che ha dato origine alla discussione. Concludo riportatndo le riprese lanciate dai lanciatori maggiormente utilizzati: Buehler 11,2, Kershaw 11, Ryu 7, Madson 6,1, Hill 6 e Jansen 4,2. Tutti gli altri Wood e Maeda (partenti nella RS), Baez, Ferguson, Floro e Urias sono stati ultilizzati solo sporadicamente per occasionali matcup. Spero di essere stato chiaro e continua a seguirci, i vostri interventi ci spingono ad impegnarci sempre più.