
Curva sì, curva no? L’utilizzo degli effetti nel baseball giovanile U12: intervista al pitching coach Alessandro Rosa Colombo”
(Foto di Tom Svoboda tratte dal sito ufficiale WBSC dell'Europeo appena concluso)
Si è appena concluso con un ottimo secondo posto per l’Italia il Campionato Europeo Under 12. Abbiamo assistito a partite di altissimo livello tecnico, dove uno degli aspetti più evidenti — per chi era presente allo stadio di Hluboká o ha seguito le dirette streaming — è stato il largo utilizzo di lanci off-speed da parte dei lanciatori avversari: cambi di velocità, curve e persino slider.
Un dato su tutti: il nostro atleta Eli Bonilla ha ricevuto cinque lanci con effetto consecutivi in un solo turno di battuta.
Per approfondire questo tema, abbiamo raggiunto telefonicamente lo staff della nostra Nazionale di ritorno dall'Europeo e abbiamo chiesto il parere di Alessandro Rosa Colombo, pitching coach della nazionale U12, alla sua ottava esperienza europea, formatore storico del CNT e grande conoscitore del lavoro di Ron Wolforth che oltre ad aver portato il suo contributo in Europa, dal 2015 al 2023 é stato il punto di riferimento della FIBS per la formazione della scuola di lancio nei corsi di primo e secondo livello.
PC - Alessandro, sei un pitching coach di grande esperienza: otto europei all’attivo, formatore CNT, profondo conoscitore del lavoro di Ron Wolforth. L’impressione da Hluboká è che l’Italia sia rimasta l’unica nazionale a non utilizzare off-speed nelle categorie giovanili, mentre le altre ne fanno uso massiccio. È davvero così? E cosa ci dice questa tendenza?

ARC- Sicuramente, tra le squadre che storicamente partecipano da anni a questa competizione, siamo in generale tra quelle che tirano meno off speed e di minore qualità.
É un dato che a mio avviso indica che in Italia abbiamo ancora un approccio all’insegnamento del lancio basato su scarse o vecchie conoscenze metodologiche e tecniche.
Trovo normale che in competizioni di alto livello nelle quali i battitori hanno un approccio molto aggressivo sulle fastball, armati magari di mazze da baseball con prestazioni strabilianti, si debba ricorrere anche a lanci che aiutino a spegnere la loro aggressività e alterino i loro tempi di reazione. Perché non tirarle se sono legali e innocui per la salute del lanciatore?
PC - Parliamo nello specifico della curva: qual è la tua opinione sull’insegnamento di questo tipo di lancio nelle categorie U12? È davvero così dannosa come spesso viene detto, o è una percezione da rivedere alla luce delle competenze moderne?

ARC - Continuiamo a pensare alla curva come il lancio più stressante per il gomito del lanciatore quando invece diversi studi scientifici condotti negli Stati Uniti a seguito dell’aumentare degli infortuni al braccio dei lanciatori di diverse età e livello ci dimostrano invece per assurdo che lo stress maggiore sul gomito lo crea la fastball.
Il vero pericolo di infortuni per i lanciatori risiede in realtà nel prolungato impiego nell’arco della stagione con inadeguati tempi di recupero addirittura più del numero di lanci effettuati in una singola partita, soprattutto se i lanciatori non dispongono di adeguata condizione fisica e lanciano con una meccanica inefficiente.
Quello che mi incuriosisce di più però nel nostro movimento che tende a osteggiare la curva vedendone un pericolo é il fatto che questo lancio demonizzato da molti coach sia in realtà il primo che viene insegnato spesso male e in modo pericoloso ai nostri giovani lanciatori in alternativa al bistrattato e sempre utile cambio di velocità.
Mi viene da chiedere come mai, se fa male, la si insegni.
Il problema é sempre il come e il perché la si insegni magari a ragazzi che hanno difficoltà a lanciare correttamente una fastball per strike ad una velocità accettabile.
Questa é una tendenza che ho potuto riscontrare in più di quindici anni di tryout per la Nazionale U12 o per il progetto Verde Azzurro in circa ottanta lanciatori all’anno per una stima approssimativa di 1200 lanciatori visionati.
PC - Esistono, secondo te, metodi o progressioni didattiche per insegnare la curva in modo sicuro, rispettando la biomeccanica e la crescita fisica dei giovani atleti? Cosa può fare un pitching coach per introdurre questi lanci senza compromettere la salute del braccio?

ARC - Certo che esistono e non differiscono molto da quelli per insegnare a lanciare la fastball. Consistono in esercizi di palleggio a bassissima intensità e in svariate modalità, da seduti a gambe incrociate o con le ginocchia a terra ad esempio per permettere al lanciatore di controllare la corretta posizione della mano e lo spin della palla, fino ai palleggi con il vortex per i più giovani o con la palla da football americano per i più grandi fino al suo inserimento nelle routine di tiro lungo alle opportune distanze. Diventa difficile padroneggiare un lancio come la curva se troppo spesso ci si limita a tirarla solo poche volte e occasionalmente, come spesso vedo nei lanciatori delle rappresentative, durante le sedute di bullpen che dovrebbe essere usato più come uno strumento di verifica del lavoro di apprendimento delle routine di tiro dell’allenamento che come una metodica di allenamento a sé stante.
Occorre chiarire che non é un lancio ad effetto, come ho spiegato prima, a danneggiare il braccio del lanciatore quanto un’inefficienza della catena cinetica del lanciatore a prescindere dal lancio effettuato.
Pensiamo davvero che se fosse un lancio pericoloso in assoluto gli allenatori lo insegnerebbero ai loro atleti? Abbiamo davvero una considerazione così bassa dell’etica degli allenatori di baseball presenti nel mondo o forse é più ragionevole pensare che esistano come in tutte le discipline allenatori più competenti e altri meno? Forse il problema é nel riconoscerli prima magari di assumerli a scatola chiusa solo in virtù di discutibili curricula.
PC - Guardando al futuro: credi che l’Italia debba adattarsi a questa nuova realtà internazionale, oppure ha ancora senso mantenere una linea conservativa e protettiva nelle fasce giovanili?

ARC - Più che adattarsi credo che l’Italia debba investire molto in cultura dell’insegnamento del lancio investendo sui propri allenatori facendoli formare da chi questo lavoro lo svolge professionalmente. Molti allenatori italiani sono competenti e stanno svolgendo un ottimo lavoro. Non ho dati precisi a riguardo ma mi sembra che il numero di giocatori nostrani che firmano per franchigie MLB sia in aumento negli ultimi anni a dimostrazione che figure di spicco con una profonda conoscenza scientifica del lancio e della metodologia chiamate a formarci negli anni passati come Brent Strom, Wolforth ed il suo staff, Cundari e il rivoluzionario metodologo Rob Grey abbiano lasciato un valido e prezioso contributo che deve continuare ad accrescersi nel tempo.
Investire sulla formazione dei lanciatori non serve solo ad ottenere un vantaggio immediato in termini di risultati di gara ma contribuisce ad accresce il livello di gioco di tutto il movimento costringendo i nostri battitori a diventare più forti e le difese a giocare in modo più efficiente. Non é un caso che i campionati di maggior livello siano, sotto tutti gli aspetti, quelli in cui il livello di lanciatori é più alto.
Troppe volte purtroppo affidiamo questo compito a sedicenti esperti che ritengono di poter formare forti lanciatori in virtù magari di un loro passato in pedana venti o più anni fa, formatisi magari con allenatori anch’essi ex lanciatori che sono stati in pedana con successo vent’anni prima di loro con il conseguente triste e assurdo risultato di trasmettere in questo decennio informazioni e metodologie di più di quaranta anni fa in un mondo che oggi si evolve in modo estremamente rapido rendendo anacronistico quanto appreso magari solo qualche anno prima.
L’insegnamento del lancio può essere appreso e trasmesso su basi scientifiche e non sulla trasmissione di tradizioni e falsi miti.
Per renderla più semplice: per essere dei buoni fantini non è indispensabile essere stati in passato dei buoni cavalli.
PC - Grazie Alessandro e complimenti per il grande risultato ottenuto all'Europeo con la conquista della medaglia d'Argento
Intervista di Paolo Castagnini ad Alessandro Rosa Colombo
Per chi volesse approfondire qui sotto i link di due ricerche scientifiche su quanto affermato nell'intervista
1 - The Curveball as a Risk Factor for Injury: A Systematic Review
2- A Biomechanical Comparison of the Fastball and Curveball in Adolescent Baseball Pitchers

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adriano varalda (mercoledì, 09 luglio 2025 09:31)
Terza foto dell'articolo inguardabile meccanica !!!!! o no ?