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I Presidenti Federali - #1

da MLB.com 

di Franco Ludovisi

STENO BORGHESE

il Principe Steno Borghese è il primo Presidente Federale della mia vita nel Baseball. Lo incontro per la prima volta e lo frequento a lungo a Bitburg (Germania) quando io facevo parte della Nazionale Italiana che lui accompagnerà poi a Barcellona ai Campionati Europei del 1960. E’ persona assai amabile, di grande cultura, molto rappresentativo, cordialissimo con noi tutti giocatori con cui relaziona cordialmente anche se a volte il nostro comportamento è piuttosto irrispettoso per la persona e per il ruolo che ricopre. 

Ricordo ancora la pacata risposta che diede all’ironico benvenuto del Comandante della Base Americana di Bitburg che ci diceva, in pratica, che eravamo poca cosa, ma eravamo però guidati da un Principe! La risposta di Borghese mise in evidenza che in passato si era diventati nobili per epiche imprese condotte a termine con coraggio ed audacia, cosa che appunto la nostra Nazionale era intenzionata a fare sotto la sua guida ai Campionati Europei.

 

Ricordo ancora il piacere che provai sentendolo suonare in maniera perfetta il pianoforte del Grand Hotel di Barcellona; anche qui commenti ironici di alcuni di noi denunciarono una caduta di stile. Presidente in sintonia coi primi passi del nostro sport in Italia. (nella foto il Principe Steno Borghese è il secondo da sinistra - Foto tratta da 100libripernettuno.it)

GIUSEPPE GHILLINI

 

L’ing. Giuseppe Ghillini da Casalecchio di Reno segue il Principe Steno Borghese alla guida della Federazione Baseball Italiana.

 

Ghillini era uso scendere dalla sua villa che sovrastava il campo di baseball a Casalecchio – primo campo costruito in quel di Bologna, da lui voluto e realizzato - in compagnia di un suo grande amico e cugino il Colonnello Marzoli - entrambi sempre accompagnati dal fido bulldog del Colonnello stesso - per essere presente spesso ai nostri allenamenti e sempre alle partite.

 

Uomo cordiale, pragmatico, a volte paterno, altre paternalista, fu personaggio amabile ed amato.

Di personale ricordo, fra l’altro, una bella litigata fra di noi avendo io concesso a quelli della Società di calcio - che giocavano sul nostro stesso impianto che era polivalente - di posizionare la nostra gabbia di battuta lontano dalla bandierina del corner per agevolare chi doveva battere il calcio d’angolo da quella posizione.

 

Tu fai l’allenatore e basta!” Urlò Ghillini al mio indirizzo. “Al resto pensa la Società!”

E se diceva così voleva dire che aveva buoni motivi per non aderire alla richiesta.

Replicai duramente: avrei fatto le cose che ritenevo giuste e mi sembrava giusto agevolare la corretta pratica di un altro sport fatto sul nostro comune impianto.

 

Dissi queste cose davanti a un mio collega di lavoro accanito tifoso di calcio che poi, in separata sede, mi chiese chi fosse la persona a cui avevo risposto in maniera così decisa; quando seppe che era il mio Presidente di Società ed anche Presidente Federale mi chiese se ero matto a scontrarmi a quel modo.

 

Il mio collega non sapeva dei rapporti che intercorrevano fra noi del baseball e che la “politica” veniva sempre battuta dalla sincerità dei rapporti interpersonali nel nostro mondo.

 

Almeno allora.

 

Un colpo di mano di Bruno Beneck all’assemblea delle Società tenutasi a Firenze per il rinnovo della carica del Presidente porrà fine all’avventura di Giuseppe Ghillini ai vertici federali.

 L’applauso fragoroso fatto dall’Assemblea al Presidente uscente farà dire a Beneck, nella stessa occasione, che si augurava di essere salutato, al termine del proprio mandato, da una analoga ovazione.

 

Ciò non avverrà.*

 

Franco Ludovisi

 

Segue

 

Nella foto in alto l'Ing. Giuseppe Ghillini (Foto tratta dal profilo Facebook del gruppo: Casalecchio, tutta un'altra storia

 

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