CHAMPIONSHIP SERIES - # 3

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di Frankie Russo

NLCS G 3 

PADRES - PHILLIES 

JEAN SEGUERA SPINE E ROSE PER I PHILLIES 

Entrando nel 4° inning, Houston aveva un vantaggio di 3 punti quando una battuta di Giancarlo Stanton rimbalza sul piatto e s’innalza verso Valdez creando le prerogative per un disastro. Valdez approccia la presa con troppa noncuranza, la palla cade nel trasferimento dal guanto alla mano, quindi nessuna possibilità per il doppio gioco. Valdez poi commette il secondo errore tentando di tirare in prima mentre cade sulle ginocchia ma il tiro fluttua vero l’esterno destro. New York ringrazia e ora ha due corridori in posizione punto nelle persone di Aaron Judge e Stanton. Con una rimbalzante sul prima base Rizzo porta a casa Judge per l’1-3, il suo 6° RBI della postseason. Stanton segna il punto del 2-3 su valida di Torres. Fosse successo un paio di anni fa, una tale situazione avrebbe quasi sicuramente creato a Valdez una situazione di panico. Ma l’esperienza non si compra, si guadagna sul campo ed è ciò che ha fatto Valdez. Non solo ha lasciato al piatto i due successivi battitori, ma ha eliminato 11 degli ultimi battitori affrontati di cui 7 per SO.

La precedente prestazione di Ranger Suarez non è stata molto soddisfacente forse dovuta all’emozione per la prima presenza nei playoff e oggi, per avere successo contro l’attacco dei Padres, la chiave sarà di tenere la palla bassa. Al contrario Joe Musgrove è reduce da due ottime prestazioni contro i Mets (6 IP - 2 ER) e contro i Dodgers (7 IP, 0 ER). La sua non tanto segreta arma sarà di invitare i Phillies a girare su palle alte nella zona. 

 

Dopo il perfetto 1-2-3 inning di Suarez, Musgrove incontra subito problemi di controllo quando si porta sul conteggio di 3-2 sui primi tre battitori e questo aiuta i Phillies a presentarsi alla loro maniera. Il leadoff Schwarber aveva cominciato la PS con uno 0x16 ma ha poi saputo portare la sua media di arrivo in base a oltre 500. Con un HR Schwarber porta i suoi sull’1-0, i successivi due battitori invece arrivano in base per ball, ma una battuta in DG di Harper e una rimbalzante in diamante di Castellonos pongono fine alla ripresa.

 

In Gara 2 la rimonta dei Padres era iniziata con un battitore colpito e oggi la storia sembra ripetersi. Va anche rilevato che i Padres hanno realizzato punti solo in 4 riprese su 33, ma sono stati sempre big inning. Intervallato dall’eliminazione di Machado, Soto arriva in base colpito e Drury batte valida. Con corridori agli angoli Cronenworth batte sull’interbase Stott ma Seguera in seconda, generalmente noto per la sua ottima difesa, manca la presa che permette ai Padres di posizionare due corridori in base e segnare il punto dellì1-3. Suarez chiude senza ulteriori danni.

 

La parte bassa dell’inning inizia con una valida di Harper subito annullata da una battuta in DG di Castellanos. Con una valida e un doppio di Bohm e Stott, i Phillies posizionano corridori in seconda e terza con Jean Seguera nel box di battuta. Le prestazioni in battuta di Seguera in questa stagione hanno dell’incredibile, in tutto il campionato non ha mai sventolato a vuoto su un lancio offspeed e non si smentisce nemmeno in questa occasione quando impatta un cambio basso fuori la zona dello strike spedendo la palla al centro per 2 RBI e i Phillies guidano ora per 3-1.

 

Ma Seguera oggi è spina e rose per i Phillies. Il suo errore nella parte alta della ripresa ha permesso ai Padres di segnare, ora in battuta porta la squadra in vantaggio per poi farsi trovare dormiente in prima dove viene eliminato su pickoff 1-3 divenendo il primo giocatore nella storia a commettere un errore, realizzare 2 RBI ed essere eliminato con pickoff nello stesso inning. A parte l’errore di presa, va anche riconosciuto a Seguera per aver evitato almeno altre due valide con due spettacolari prese in tuffo.

 

 Nel 5° i Phillies confermano il loro problemi in difesa quando Hoskins in prima manca una facile presa sulla rimbalzante di Grisham il quale finirà per segnare il punto del 3-2 sulle successive due battute in diamante di Nola e di Kim. 

 

Il 6° inizia con il cambio sul monte per i Phillies con Zach Eflin che sostituisce Suarez dopo 68 lanci e una linea di 2 H, 2 R, 3 SO. Eflin mette corridori agli angoli ma questa volta la difesa toglie le castagne dalla padella con un DG 4-6-3.

 

Nella parte bassa, Musgrove sembra avere la gara ancora sotto controllo, ma dopo i primi due eliminati, Castellanos e Bohm battono consecutivi doppi per il 4-2 e decretano la fine gara di Musgrove con 100 lanci, 8 H, 4 R, 2 BB, 5 SO. A Tim Hill è affidato il compito di chiudere l’inning e ottenere le prime due eliminazioni nel 7° pima di lasciare il posto a Pierce Johnson. Per i Phillies invece sono Alvaredo un inning e Dominguez due a chiudere la gara proteggendo il risultato. Dominguez è stato particolarmente efficace avendo eliminato 20 dei 22 battitori affrontati nella PS concedendo solo 2 valide in 6,2 riprese con 13 SO. 

 

A questo punto della serie particolare attenzione deve essere prestata all’utilizzo del bullpen. Infatti, dopo la gara di ieri e iniziando da oggi, il calendario non prevede più giorni di riposo e pertanto la gestione del bullpen, nonché le prestazioni dei partenti diventa di cruciale importanza.

 

Per Gara 4 entrambi i manager si affideranno ai loro quarti partenti, Mike Clevinger per i Padres e Baily Falter per i Phillies. Clevinger ha effettuato 35 lanci in una sessione di bullpen ma accusa ancora dolori al ginocchio mentre Falter non lancia dal 5 di ottobre.  Bob Melvin ha il vantaggio di non aver dovuto utilizzare i suoi top rilievi Nick Martinez, Luis Garcia e Robert Suarez, mentre Rob Thompson dovrà fare a meno di Dominguez dopo i suoi 34 lanci in Gara 3 e resta in dubbio anche Alvaredo che di lanci ne ha effettuati 27.

 

Ma l’obiettivo dei Phillies era vincere Gara 3, per Gara 4, domani è un altro giorno e si vedrà. Qualsiasi minima smagliatura potrebbe comportare il mancato accesso alle World Series. 

 

Frankie Russo

 

Sotto il box della partita e più sotto il condensed Game (clicca sulla foto)



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