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Albert Pujols: la leggenda vivente del baseball

Getty Images
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di Michele Dodde 

E’ stato scritto che ad esaminare gli aspetti della sua carriera ed i successi raggiunti, oltre a valutare i pensieri di quanti hanno avuto l’opportunità di ammirare il suo talento per circa due decenni, ora che Josè Alberto Pujols Alcantara, in arte solo Albert Pujols, ha deciso che smetterà di giocare quest’anno, il baseball senza di lui sui diamanti non sarà più lo stesso poiché lui è riuscito con grande carisma a diventare una leggenda vivente per essere entrato di diritto all’età di 42 anni nell’esclusivo e prestigioso “Club 700”. E’ questo un particolare club che annovera attualmente solo quattro membri, ovvero quei giocatori che durante la loro carriera sportiva in ambito della Major League sono riusciti a raggiungere la linea dei 700 homers ed andare oltre: Barry Bonds con 762, Hank Aaron con 755, Babe Ruth con 714 ed ora lui che durante la straordinaria gara di venerdì 23 settembre 2022 con i due home run realizzati è stato giustamente osannato dal pubblico presente. 

Ma questo venerdì sarà ricordato anche per una particolare atmosfera che ha spolverato di magia l’intero contesto poiché gli eventi sono stati realizzati presso il Dodgers Stadium durante la gara tra i padroni di casa ed i Cardinals di St. Louis. Bene, lo scorso anno Pujols indossava proprio la casacca dei Dodgers prima di ritornare con calibrate aspettative pari ad un contratto annuale di 2,5 milioni di dollari nella sua casa madre che è stata la franchigia di St. Louis già da quando giovane rookie fu prescelto e con i quali debuttò in Major League il 2 aprile del 2001, come esterno sinistro, e poi andando ad iniziare la sua conta personale di home run il 6 aprile con il primo fuoricampo su un lancio del pitcher Armando Reynoso dei Diamondbacks. 

Resterà con i Cardinals per dieci anni durante i quali si realizzerà come infuocato bomber nel box di battuta inanellando ben 466 homers ed insostituibile prima base a monte di una borsa annuale di 100mila dollari.

 

Dunque, al termine del suo contratto nel 2011, fu oggetto di particolare interesse ancora una volta da parte degli stessi Cardinals per un ulteriore rinnovo di pari anni innalzandogli la borsa a 210 milioni di dollari ma dopo diverse valutazioni, scartando anche l’abboccamento con i Miami Marlins, Albert accettò l’8 dicembre la “sofferenza” di vestire la divisa dei Los Angeles Angels di Anaheim intascando un budget di 254 milioni che ricambiò però con un potenziale di 222 homers. 

Via via il suo bionico swing interessò sempre più la cronaca e gli appassionati delle cifre tanto che furono tramandate le diverse e seguenti puntualizzazioni: il suo 100esimo home run fu realizzato il 20 giugno 2003 contro i Dodgers sul lancio di Odalis Perez, il 30 settembre 2005 fu la volta del 200esimo contro i Reds sul lancio di Matt Belisle, il 4 luglio del 2008 la folla applaudì il 300esimo contro i Cubs sul lancio di Bob Howry, il 26 agosto 2010 la pallina targata 400 volò oltre la recinzione contro i Nationals sul lancio di Jordan Zimmermann, il 22 aprile 2014 su lancio di Taylor Jordan, sempre contro i Nationals, il tabellone segnapunti evidenziò il suo 500esimo ed il 3 giugno 2017 contro i Twins su lancio di Ervin Santana lo score appuntò il  600esimo delineandolo così di fatto il quarto giocatore più giovane a raggiungere tale traguardo.

 

Nella foto sotto il 700mo homerun - Photo by Gary A. Vasquez/USA Today Sports, via Reuters

Ecco allora che venerdì 23 settembre avvengono due magici eventi: al terzo inning dinnanzi a 50.041 accalorati tifosi pur avversi Albert Pujols su un lancio del lanciatore partente dei Dodgers Andrew Heaney incoccia la pallina spedendola a timbrare oltre i 133 metri sino al padiglione del campo sinistro alzando la quota dei suoi home run a 699 per poi sublimarsi al quarto inning ipnotizzando un lancio del rilievo Phil Bickford colpendo la pallina e facendola viaggiare, sempre verso il campo sinistro, per oltre 119 metri nel mentre si caratterizzava e si vestiva col numero 700.

 

Certamente in futuro si scriverà che Pujols nel mentre entrava nel box di battuta per la seconda volta abbia chiacchierato amichevolmente con la mazza prescelta quasi a confidarle di diventare l’unico sapiente testimone idoneo ad inoltrare al pubblico i ringraziamenti per la standing ovation con cui era stato accolto mentre entrava nello stadio, quel Dodgers Stadium particolare che gli aveva rinverdito la gran voglia di giocare dopo il deludente ultimo anno con gli Angeles.

 

Ed inoltre racconteranno che mentre terminava il suo vincente percorso sulle basi abbia infine rivolto anche un affettuoso pensiero ai fans che stavano festeggiando a St. Louis e nel suo paese d’origine, la Repubblica Domenicana, con la cui nazionale aveva disputato il World Baseball Classic 2006. 

Si, perché Albert Pujols è nato a Santo Domingo il 16 gennaio del 1980 ed in seguito è stato naturalizzato statunitense.

 

Ma va da se che grazie ad un eccezionale fisico e ad una forte determinazione egli poi sia riuscito ad imporsi e ad essere conosciuto come un giocatore metodico e coerente tanto da riscuotere nell’ambiente il soprannome di “The Machine”. E la sua continua preparazione gli ha permesso di realizzare 200 home run sui lanci di lanciatori mancini e 500 su quelli destri.

 

Ancora in verità molti sono stati i riconoscimenti registrati durante la sua carriera tra i quali si evidenziano due anelli delle World Series, tre premi quale MVP, due Guanti d’oro e soprattutto sei Silver Sluggers. Certamente avendo già realizzato quest’anno 21 home run ed a prestar fede che questa sua 22esima stagione sarà l'ultima, Pujols diventerà il secondo giocatore dopo Ted Williams ad aver confezionato più di 20 home run sia nella sua prima quanto nella sua ultima stagione nella Major League.

 

Tuttavia tra le pieghe dei critici da bar scorre un po' di veleno perché alcuni cronisti stanno ipotizzando che la data di nascita di Pujols non sia quella e che egli l’abbia taroccata…ma può essere questa una negatività o un elemento in più per rafforzare la sua leggenda?. La verità allora è che il baseball non sarà più lo stesso senza di lui.

 

Michele Dodde

 

 

N.d.r. Attualmente Albert Pujols è arrivato a quota 703 Home Runs

 

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Commenti: 2
  • #1

    Maria Luisa Vighi (martedì, 04 ottobre 2022 12:37)

    Ma leggendo di questi risultati 'straordinari' e descritti con minuziosa cura e dettaglio non viene anche a voi un po',solo un po', di invidia con un'occhiata al vostro fisico da divano e ai vostri muscoli 'questi sconosciuti'?!

  • #2

    Claudio (martedì, 04 ottobre 2022 13:51)

    L’invidia proprio no, perché alla età di 79 , bisognerebbe peccare anche di incommensurabile superbia ; invece ammirazione per un atleta di grande merito che ha saputo conquistarsi oltre che ai trofei , anche la stima ed il ricordo degli appassionati di questo intrigante sport.