Raffaele Zappia, un tecnico fuori dal coro

di Michele Dodde

Dopo una lunga malattia è venuto a mancare la sera del 7 aprile Raffaele Zappia, un tecnico fuori dal coro del gioco del baseball e che per sua determinazione e capacità ha lasciato una indelebile traccia innovativa sull’approccio e condivisione interpretativa sulla conduzione del gioco rimandando il tutto sul suo pregevole libro “L’Arte della battuta e la Corsa sulle basi”. Nato a Bianco Calabria ma trasferitosi a Genova con la famiglia, da intimo talento sportivo conosce il baseball, lo appassiona e sale sul monte di lancio, terribile mancino, già all’età di diciassette anni nella massima serie con i colori del Cus Genova contrapposto all’inossidabile Giulio Glorioso in casacca Incom Lazio. 

Vicissitudini lavorative lo condurranno nel Salento e nel 1973, quando chi scrive ebbe modo di assemblare il novello roster del Cus Lecce, Zappia ne diviene una insostituibile pedina oltre ad assumere il ruolo di preparatore. La sua visione di gioco ma soprattutto la sua ordinata e scrupolosa spiegazione delle sfumature tecniche fecero emergere i cussini leccesi in tutte le manifestazioni agonistiche regionali che allora annoveravano formazioni in quel di Foggia, Bari, Taranto, Molfetta e Bitritto.

 

Trasferitosi nella cittadina di Matino dove era stato assunto in qualità di Vigile Urbano, nell’autunno del 1977 per favorire un programma sociale giovanile in ambito della locale Libertas, getta le basi di un’attività che all’ombra dei secolari ulivi segnerà per quei giovanissimi la ribalta nazionale.

Raffaele Zappia tra Gigi Carrozza (dx) e  Andrea Castrì (sx)
Raffaele Zappia tra Gigi Carrozza (dx) e Andrea Castrì (sx)

Avendo giocato nei mesi invernali anche al calcio nel ruolo di attaccante, Raffaele resta fedele a questo principio e lo trasporta anche nella conduzione della sua squadra di baseball. Infatti il Matino imporrà sempre il suo gioco privilegiando un incisivo attacco privo di sbavature e sotterfugi e plasmerà giocatori di alta levatura tra cui l’olimpionico Gigi Carrozza, Andrea Castrì che verrà prescelto dagli Yankees di New York, Davide Bove, Luca Barone, Massimiliano Romano ed i suoi stessi figli Massimiliano ed Enzo cui inculca validi principi etici.

 

Egli porterà i colori matinesi a misurarsi con le formazioni di Roma, Firenze, Grosseto, Bologna, Modena, Pesaro, Macerata, Ustica, Paternò, Caserta e Salerno riscuotendo sempre lusinghieri apprezzamenti e sfiorando nel 1988 ai play off la serie “A”. 

 

Mai dimenticò però di incrementare lo stimolo dell’attività giovanile e da manuale fu una finale dei Giochi della Gioventù a Matino cui partecipò con entusiasmo anche l’allora presidente federale Bruno Beneck ponendo così le basi per la costruzione dello splendido diamante con annessa foresteria. Il suo operare che comprendeva senza posa un continuo ed attento studio dei propri atleti per individuarne le giuste qualità sia nella battuta, sia nella corsa e sia nella postura difensiva hanno sempre affascinato gli operatori a lui vicino e che ne hanno fatto una sinergia da portare avanti. 

 

Molti i suoi discepoli tra cui Massimo Vasa e Gianluca Merenda ma particolarmente Fabio Corsano che da lui ha ereditato stimoli, caparbietà e soprattutto l’ideale continuità del baseball a Matino con la nascita e la conduzione degli Angels. Di lui dirà che: “Quando viene a mancare un uomo di sport si perde un tassello importante e positivo della nostra esistenza. Raffaele non è stato per noi di Matino solo un prezioso insegnante ma anche un esempio di sacrificio e dedizione. Servo e servitore, faro e riferimento del baseball salentino e non solo. Ho tanti ricordi che custodirò e condividerò in ogni occasione possibile per non dimenticare e non dimenticarlo. Mi piace e voglio credere che ovunque egli sia lo accompagnino sempre un fungo e qualche pallina. Un sincero ed affettuoso addio, amico mio compagno di mille battaglie”.

 

Una ulteriore testimonianza viene da Taranto dove è Antonio Maggio che lo ricorda come “Un esempio da imitare. Ci ha lasciato una eredità importante non solo a noi pugliesi ma a tutto il baseball nazionale che forse per troppo tempo si è dimenticato di lui”. In effetti poche sono state le attenzioni a lui dedicate, che pure aveva timbrato il cartellino da tecnico per cinquant’anni, ma che, essendo fuori dal coro per scelta e personalità, mai aveva accettato diverse considerazioni.

 

A Raffaele mi legano continui momenti di scelta, condivisioni ed a volte anche screzi superati tutti per la grande passione che ci univa per il baseball ed il suo sviluppo nel Salento. Si, un uomo di sport, un raffinato tecnico, un grande appassionato di baseball, un personaggio che è storia. 

 

Michele Dodde

 

Nota di Paolo Castagnini:

Nei primi anni 2000 Raffaele fu nell'allora staff del Verde/Azzurro il Progetto delle Nazionali Giovanili. Il mio ricordo come coordinatore di quel progetto per quanto riguarda Raffaele (Manager della selezione Sud) è di grande professionalità e allo stesso tempo di grande umanità. Aveva un meraviglioso rapporto con i ragazzi e sapeva valorizzare ognuno di loro. Una grave perdita per il baseball nazionale.

 

Tutti noi di Baseball On The Road ci uniamo alla famiglia in questo momento di dolore

Scrivi commento

Commenti: 4
  • #1

    Anna (venerdì, 08 aprile 2022 18:15)

    Descrizione esemplare

  • #2

    Antonio Consiglio (sabato, 09 aprile 2022 00:22)

    Tributo ai massimi livelli. Tutto meritato. R.I.P. grande amico mio Raffaele

  • #3

    Roberto Cabalisti (sabato, 09 aprile 2022 08:36)

    Un abbraccio di condoglianze alla famiglia. Ci lascia un grande del baseball. Riposa in pace Raffaele ❤️

  • #4

    Beppe Guilizzoni (domenica, 10 aprile 2022 14:47)

    R.I.P Raffaele , ciao .