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E' guerra! - 1^ parte

di Frankie Russo

tratto da totallytigers.com

Fino alla settimana scorsa si confidava in un accordo tra le parti tenuto conto delle gravi conseguenze che avrebbe il baseball in genere se ci fosse ancora un altro campionato ridotto dopo quello del 2020. Ora resta oltremodo difficile non essere pessimisti dopo aver conosciuto il risultato dell’ultimo incontro tra la MLB e il sindacato giocatori.  Sin dall’inizio si è capito che da parte dei proprietari non c’era nessuna intenzione di aderire ad alcun accordo. Nell’attuale situazione avrebbero troppo da perdere se non fossero tutti unanimemente d’accordo. Avrebbe influito troppo sulle loro entrate. Agli occhi di alcuni sarebbero sembrati dei prepotenti, e nessuno di loro voleva essere ritenuto il responsabile di un campionato ridotto. Sarebbe stato come tradirsi a vicenda. Alcuni sarebbero sembrati addirittura degli stupidi, ed infine, ultimo ma forse più importante, prevale l’avidità. Semplicemente i proprietari non hanno nessuna intenzione di spostarsi dalle loro posizioni, il loro scopo è di infierire un colpo mortale al sindacato dei giocatori e ai giocatori stessi. 

Iniziamo con il dire che i proprietari potevano fare a meno di dichiarare il blocco delle trattazioni la sera del 1° dicembre 2021. Vi erano diverse altre soluzioni per evitare lo stallo, la più semplice era di far iniziare prima le negoziazioni e da lì cominciare le trattative. Invece no, hanno preso la decisione più drastica. E’ stato un chiaro messaggio al sindacato allo scopo di indebolire il loro potere contrattuale. 

Sin dall’inizio del blocco le organizzazioni non possono contattare i giocatori, nessuna possibilità per i giocatori di contattare il manager o i loro coach. Non è possibile nemmeno verificare se vi sono giocatori infortunati e a quelli in fase di recupero da infortuni è vietato l’uso delle strutture di proprietà della società.

 

Si è entrati in una selva oscura. (che Dante mi perdoni!). Non si parla di baseball in TV e tanto meno sui vari siti. Non si vede più la faccia di un giocatore manco a pagarlo. Il baseball è divenuto invisibile.

 

Che idea brillante! Non è che il baseball è in crisi per un calo di interesse o altro. Nossignori! I proprietari stanno continuando la loro silenziosa marcia incontrando a malapena il sindacato. Da dicembre vi sono stati solo due incontri di un’ora ciascuno evitando qualsiasi discussione sulle questioni fondamentali che sono cruciali per un accordo.

 

I giocatori hanno avanzato un’altra proposta, i proprietari hanno risposto che avrebbero fatto una contro proposta. Invece giovedì hanno chiesto l’intervento di un mediatore federale. Ma era solo uno stratagemma, un’opportunità per mettere in cattiva luce i giocatori. Una trovata per dimostrare che stavano trattando in buona fede. Infatti, dopo appena un’ora hanno rilasciato una pubblica dichiarazione accusando il sindacato di essere irragionevole e avido.

 

La mediazione è un metodo che si usa quando le due parti si sono incontrate per un certo numero di volte, nel corso di più mesi e non riescono a trovare una soluzione. E non è certamente questo il caso quando ci sono state un totale di meno di 3 ore di negoziazione. Quindi, non c’è da sorprendersi se il sindacato ha rifiutato la proposta.

 

Prima di tutto fu un metodo già usato durante lo sciopero del 94/95 e il risultato fu orribile. In secondo luogo, qualsiasi mediazione non sarebbe in grado di arrivare al nocciolo della questione.  

 

Problema finanziario. Non vi sarebbe stata nessuna possibilità di accedere ai registri contabili delle società e quindi avere una profonda conoscenza delle finanze. Un altro problema è che il Servizio federale di mediazione e conciliazione è un “servizio di processo”, non di soluzioni. Qualunque cosa suggeriscano non è legale o tantomeno vincolante. E’ semplicemente ridicolo che i proprietari si siano rifiutati di negoziare e che abbiano anche chiesto una mediazione. La verità è che i proprietari non vogliono assolutamente arrendersi, vogliono tutto per sé stessi. 

 

Sotto: MLB average total regular season home attendance per team from 2005 to 2021 (statista.com)

Statistica di presenza spettatori media per squadra nella stagione regolare

Non importa che le presenze allo stadio abbiano toccato il minimo storico degli ultimi 37 anni, o che sono diminuite del 34% dal 2019 allo scorso anno.  Le trasmissioni sportive inerenti il baseball e gli ascolti radio sono scesi del 12%.

 

Il baseball sta sanguinando e la MLB vuole creare le condizioni affinché ci sia un altro campionato ridotto e risparmiare esborsi di denaro. Tutto questo quando sono ancora freschi nella memoria gli scellerati danni avvenuti nel 94/95. Allora la presenza di spettatori diminuì del 20% e ci sono voluti anni per far tornare il pubblico allo stadio.

 

Questo spiega anche perché la MLB chiuse gli occhi davanti al problema dell’uso degli steroidi che comportò l’aumentare del numero di HR (BOTR 23/11/21). Se la stagione 2022 inizierà con più di 3 settimane di ritardo, la MLB può tranquillamente aspettarsi una ulteriore e catastrofica riduzione di interesse e di spettatori. Il baseball potrebbe veramente entrare in coma. 

 

Pensate che tutto sia solamente una questione di soldi per i giocatori? No! Dietro ci sono altri due grossi problemi che riguardano 1) una scala salariale costantemente decrescente per i giocatori, 2) un'opportunità decrescente per i giocatori di avere un contratto della durata di oltre un paio d'anni. La questione è molto complessa e sarebbe troppo lungo entrare nei dettagli, ma cercheremo di rendere l’idea il più semplice possibile.

 

I giocatori ad inizio carriera sono vincolati alle loro società per 6-7 anni con uno stipendio minimo (o quasi). Una volta che sono liberi di firmare altrove, sono più anziani e vorrebbero un aumento di stipendio. Invece succede sempre più spesso che le squadre li ignorino e si concentrino sull'ingaggio di giocatori giovani ai quali offrire uno stipendio minimo al fine di massimizzare i loro profitti. E stanno utilizzando le sabermetriche per massimizzare il talento e ridurre al minimo le retribuzioni.

 

Nel 2021 vi sono stati più di 500 debuttanti nelle majors. Prima dell’era delle statistiche avanzate, rientrava nella normalità se ce ne fossero 100. Questo ha comportato che nel 2021 circa il 46% dei giocatori delle majors ha guadagnato meno di 500.000$ (il minimo salariale per un anno intero è di 570mila). A questo si aggiunge il fatto che i salari sono stati in costante diminuzione negli ultimi 6 anni. 

 

Un altro caso di eccessivo guadagno si verifica con giocatori che sono sotto controllo contrattuale ma che hanno ottime, per non dire superlative prestazioni. Prendiamo per esempio Vladimir Guerrero Jr che ha guadagnato 600 mila dollari nel 2021. Ha ricevuto diversi premi tra cui MVP dell’All Star Game (divenendo anche il più giovane) e risultando secondo nella nomina di MVP dell’AL. D’altro canto, si può fare una stima che Guerrero ha portato introiti alla sua società per circa 54 milioni di dollari. Ripeto: 54 milioni di dollari!

Poi vi sono i giocatori intorno ai 30 anni che sono ancora bravi, ma non più spettacolari, e comunque trovano difficoltà a trovare squadra a meno che non vogliano firmare per poco danaro. E’ una categoria di giocatori che sta lentamente uscendo dal mercato. E le loro preoccupazioni sono più che valide. Questi giocatori sono sotto contratto con il minimo salariale nel migliore dei loro anni, ma non possono ottenere il pieno potenziale di guadagno. Questo lo notiamo anche e specialmente con i free agent. Assistiamo anche a molti giocatori che si ritirano ancora in giovane età impossibilitati a firmare un contratto dignitoso.

 

Il sindacato chiede che i giocatori possano avere un migliore trattamento quando ancora nel migliore degli anni, e se i giocatori sotto contratto sono tra i migliori, hanno proposto che venga istituito un fondo di 100 milioni di dollari da condividere tra questi giocatori. I proprietari hanno risposto proponendo un fondo di 10 mila dollari. 

 

Un altro problema che i giocatori vogliono risolvere è la mancanza di competizione, un problema che dovrebbe essere sostenuto anche da tutti gli appassionati. Essi vogliono disincentivare le società a mettere in campo squadre non competitive. Per quanti anni gli Astros si sono classificati ultimi prima di vincere le World Series? Eppure era la società delle majors che conseguiva più profitti di tutte. Nemmeno i Tigers guadagnavano quando la squadra era vincente una decade fa, ma ha cominciato a conseguire utili una volta che ha iniziato la ricostruzione. 

 

Le squadre che si classificano nelle ultime posizioni hanno diritto alle prime scelte nelle selezioni e ad esse vengono corrisposti  milioni di dollari allo scopo di essere investiti per migliorare la squadra, ma nessuna di queste squadre si attiene alla regola. Attualmente 4 società sono indagate per aver utilizzato tali somme come profitto invece di investirle nell’organizzazione. E’ sotto gli occhi di tutti il numero di squadre che volutamente non sono competitive e forse almeno la metà delle squadre nel 2021 era in questa condizione.

 

Si è potuto notare come è in aumento anche il numero di squadre che finiscono con un record perdente. Ovviamente è una strategia che non viene resa pubblica, ma c’è la pretesa da parte delle società che i tifosi accorrano allo stadio per applaudire la loro squadra del cuore, anche se di scarsa qualità.

 

In sostanza i giocatori vogliono migliorare lo spettacolo per i loro tifosi, vogliono migliorare la qualità del gioco, vogliono che siano eliminati gli incentivi per le squadre non competitive che obbligherà le società a mettere in campo una squadra di qualità.  

 

L’ultimo incontro tra le parti non è andato bene, si racconta che si sono sentiti strilli e liti tra cui quelli di Max Scherzer che fa parte della commissione dei giocatori.

 

Continueremo nei prossimi giorni il resoconto di quanto sta succedendo fornendo le notizie apprese da un ex GM che ora fa l’analista per conto di una radio nazionale USA. 

 

Frankie Russo

 

 

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