La controversa storia di Dizzy Dean

di Michele Dodde

Ha un risvolto particolare la storia sportiva di Jerome Herman Dean in arte lodato come Jay “Dizzy” Dean. Molto acclamato sui diamanti per il suo indiscutibile e particolare talento sul monte di lancio tanto da aprirgli le porte della Hall of Fame nel 1953 quanto invece poi snobbato e mal supportato in società dai colletti bianchi. Nato a Lucas in Arkansas il 16 gennaio del 1910, Dean era un ragazzo cresciuto in simbiosi con i duri lavori di campagna che gli avevano donato un fisico possente ed un formidabile braccio destro che, una volta entrato nei ranghi della Major League Baseball, gli ha permesso, durante una carriera sportiva di dodici anni, di realizzare una incisiva quanto lodata carriera. Ha indossato onorevolmente le casacche dei St. Louis Cardinals, Chicago Cubs e St. Louis Browns  chiudendo la sua carriera con 150 gare vinte su 283 disputate con un’ERA pari a 3.02.

In particolare Dean raggiunse l’apice della sua notorietà nel 1934 con i colori dei Cardinals quando, oltre a risultare l’ultimo giocatore in ambito della National League a raggiungere il record di 30 vittorie realizzate in un anno e dunque ad essere premiato poi come MVP della Lega, riuscì da incontrastato leader della squadra a conquistare, con l’apporto di Johnny Mize e Joe Medwick, due eccezionali battitori, anche le sue uniche World Series. 

Purtroppo a causa di fastidiosi infortuni al suo bionico braccio fu costretto a chiudere  la sua carriera sportiva nel 1941 quando stava indossando i colori dei Chicago Cubs ma da qui, grazie all’avvento della radio che irradiava le cronache delle gare ed alla sua riconosciuta coinvolgente oratoria da spogliatoio, ebbe inizio una sua altra attività sempre nel mondo del baseball: divenne il commentatore sportivo dei St. Louis Brown.

 

Subito Dizzy con il suo unico gergale modo di raccontare gli eventi sui diamanti sfruttando in modo sapiente la modulazione della sua morbida voce ed il suo marcato accento del sud, oltre ad una vera conoscenza del gioco, si fece distinguere tra i vari radiocronisti divenendo molto popolare e seguito tra gli ascoltatori.

 

Malauguratamente però una sua chiara e vistosa mancanza di un’accettabile grammatica mista ad un limitato uso di adeguati vocaboli fece richiamare l’attenzione di diversi insegnanti di scuola del Missouri che, motivando come fosse il suo linguaggio deleterio e di cattivo esempio per i giovani, perorarono con insistenza presso la Commissione Federale una loro richiesta affinché si avallasse il suo licenziamento dal microfono.

 

A dare corposità a questa richiesta subentrò anche il quotidiano “ The Post Standard” di Syracusa, capoluogo della contea di Onondaga (New York), che pubblicò il 21 luglio del 1946 alcune frasi ideate da Dizzy quando, a corto di vocaboli assennati, voleva dare con enfasi il giusto colore alle azioni con parole inventate ma dal gusto onomatopeico. Tra queste:  “La melma della macellazione è al sicuro in seconda” per dare senso ad una fortunata scivolata in seconda base; “I corridori hanno mantenuto le loro rispettabili basi” a puntualizzare la situazione in diamante in chiusura di un’azione; “Musial (Stanley Frank Musial, un eccezionale battitore n.r.) sta in piedi confidenzialmente al piatto” per indicare che era in attesa della pallina da battere; “C'è un alto barattolo di mais nel campo destro” per evidenziare la presenza di un giocatore in campo esterno; "Non mancare di perdere la partita di domani." quale chiaro arrivederci allo spettatore per la gara dell’indomani.

Dizzy Dean (Photo Reproduction by Transcendental Graphics/Getty Images)
Dizzy Dean (Photo Reproduction by Transcendental Graphics/Getty Images)

Il buon Dizzy in verità non si adombrò più di tanto né avanzò scuse ma anzi, spiegando un po' il suo background, esortò i ragazzi a sfruttare al meglio il loro tempo a scuola precisando che: “Forse sto macellando un po' la lingua inglese. Beh, tutto quello che devo dire è che quando io, mio fratello e mio padre stavamo raccogliendo cotone in Arkansas, non abbiamo avuto molte possibilità di andare a scuola. Sono contento invece che oggi i ragazzi abbiano questa possibilità".

 

Tuttavia quando la notizia del tentativo degli insegnanti di far rimuovere Dean dai microfoni raggiunse il pubblico più ampio, si verificò una inaspettata presa di posizione da parte dei giovani e degli appassionati. Centinaia di telegrammi sommersero la Commissione Federale a sostegno dell'ex lanciatore ed i toni esplicativi indicavano che: "Preferiamo ascoltare Dizzy piuttosto che gli insegnanti ogni giorno, quindi che non cambi il suo stile" ed anzi altri apertamente incoraggiavano il cronista in modo esplicito: “ Caro Dizzy, tu e tutti noi appassionati ascoltatori almeno sappiamo di cosa si sta parlando durante le tue cronache, il che è più di quanto si possa dire di alcuni insegnanti".

 

Era chiaro che gli ascoltatori si divertivano molto ad ascoltare le configurazioni dei giochi descritti da Dean poiché consapevolmente, pur non disponendo di un ampio vocabolario, sapevano che egli era capace di inventarsi tutte le parole di cui aveva bisogno in quel momento in modo spassoso.

 

Dunque Dizzy non lasciò il microfono poiché ai suoi fan non importava che avesse sempre le parole giuste ed anzi gioivano per le diverse contorsioni e continuò a farlo per oltre 25 anni. Poi chiuse la sua vita il 17 luglio del 1974 e nel 1999 il settimanale “The Sporting News” lo ha inserito all'85º posto nella classifica dei migliori cento giocatori di tutti i tempi.

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Marcella (venerdì, 10 dicembre 2021 08:28)

    La sostanza val più della forma?
    Il gergo usato dall'ex giocatore pare anticipare alcuni ulteamoderni canoni linguistici, che noi antichi dinosauri della comunicazione, faticosamente, cerchiamo di apprezzare