Il modo giusto di comunicare

Nella foto il lanciatore Jordan Zimmermann con il manager Ron Gardenhire (Robin Buckson, Detroit News)
Nella foto il lanciatore Jordan Zimmermann con il manager Ron Gardenhire (Robin Buckson, Detroit News)

di Frankie Russo

Libera traduzione da thedetroitnews

E’ una gara di MLB che si è disputata qualche settimana fa. Il lanciatore, frustrato per aver concesso una valida che segna due punti con due eliminati, rimane a metà tra il monte di lancio e casa base. Questo è il primo errore. Il secondo, quello che ha veramente indispettito il manager, è quando il lanciatore è rimasto sul monte mentre il corridore dalla seconda sprintava a casa segnando un altro punto. Il lanciatore avrebbe dovuto recarsi dietro casa base per la copertura anche perché il tiro dall’esterno aveva anche superato l’uomo di taglio. Il battitore, divenuto corridore, avrebbe potuto raggiungere facilmente la seconda. Le parole del manager: “Quando alleni devi prestare attenzione ai dettagli, alle cose più semplici come ad esempio un lanciatore non esegue le coperture.  Il mio compito non è di sgridarlo, ma di essere sicuro che egli sappia di aver sbagliato”.

Il manager non ha fatto una sceneggiata. Le telecamere hanno solo potuto inquadrare il manager e il suo lanciatore avere una conversazione.  Non importava il fatto che era la sua 238^ gara e che il suo salario è di 24 milioni di dollari l’anno. Tutti devono giocare la partita nel modo giusto.

 

E’ una regola” continua il manager, “E’ ad esempio come si attacca la palla e tutte quelli piccole cose che non dovremmo più ricordare ai giocatori di questo livello, ma sono cose che dobbiamo fare. Se un giocatore arriva in ritardo, bisogna trovare il modo e il momento giusto per fargli capire che sta sbagliando. In qualità di manager, dobbiamo sempre tenere queste cose sotto controllo e sincerarsi che tutti ne siano a conoscenza”.

 

"Non importa se è il giocatore più pagato o meno pagato della squadra, un veterano o un rookie all’inizio della sua carriera, se non hai rispetto per lo sport, è giusto che qualcuno te lo faccia notare."

 

All’inizio della mia carriera” continua il manager, “ avevo l’abitudine di affrontare a muso duro i giocatori, ma adesso preferisco parlare con loro, avere una piacevole conversazione. Una volta che capiscono che hanno sbagliato e si vergognano di loro stessi e nei confronti della squadra, questa diventa una lezione che vale più di una sgridata”.

 

Il lanciatore ovviamente ha capito immediatamente il suo errore: messaggio inviato, messaggio ricevuto e nessun risentimento.

 

Forse per un giovane coach agli inizi un simile comportamento sarebbe una sfida per se stesso, ma per un manager veterano, l’esperienza insegna a gestire le situazioni nel modo giusto.

 

Frankie Russo

 

 

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