Il lineup di Joe Maddon

Nella foto la formazione dei CUBS del 4 Luglio (da @cubbyblue)
Nella foto la formazione dei CUBS del 4 Luglio (da @cubbyblue)

di Frankie Russo  

da ESPN.com

Identificare come riportare in auge l’attacco dei Cubs non è di facile soluzione, è stato un lavoro in progresso negli ultimi anni, sia per la regular season che per i playoff. La squadra batte abbastanza per realizzare fuoricampo, ma deve trovare il modo di segnare in altri diversi modi. E’ necessario saper mettere la palla in gioco con corridori in base. Il primo a credere che bisogna cambiare è Joe Maddon. La sua convinzione è che per segnare punti senza spedire la palla oltre la recinzione è saper battere in tutti gli angoli del campo, specialmente in campo opposto. Secondo il data base di ESPN, a fine di maggio i Cubs risultano essere sesti con 84 battute in campo opposto rispetto al 19° posto della scorsa stagione.

La scelta iniziale come leadoff era caduta su Ian Happ, ma il numero di sventolate a vuoto e strike out ha fatto fallire l’esperimento, almeno per il momento.

 

Segni di miglioramenti vi sono stati ma il problema di portare a casa corridori dalla terza con meno di due eliminati persiste. Infatti la media dei Cubs è del 44%, ben cinque punti sotto la media della lega. Troppa inconsistenza ultimamente si è registrata anche con il numero di basi su ball e con i fuoricampo in diminuzione. Ma è pur vero che i campionati non si vincono a maggio e c’è tempo per gli aggiustamenti.

 

Allora qual è il pensiero di Maddon nel merito?

Mentre ad inizio stagione aveva pensato di schierare il potente mancino Kyle Schwarber come leadoff, lontano dai suoi pensieri era di muovere lo slugger Kris Bryant in quella posizione. Certo, non è un giocatore con le caratteristiche da velocista come Rickey Henderson o Dexter Fowler, ma inserendo battitori potenti come leadoff sta diventando una strategia sempre più comune.

 

E’ una strategia difficile da accettare per i puristi perché si è sempre tramandato da generazione in generazione che per battere leadoff la caratteristica principale era essere di bassa statura e molto veloci. Ma a cosa serve avere un corridore veloce se non arriva in base? Quindi, Maddon ci sta provando, ma è tutto da verificare se Bryant come leadoff può rappresentare la soluzione  nel lungo termine.

Una media di arrivo in base di 390 potrebbe suggerire che Bryant è un ottimo candidato, e 377 quando batte leadoff in un inning sembra essere la conferma. Non esiste garanzia fino a che punto la mossa potrà funzionare, ma se c’è qualcuno che lo può fare, certamente quel qualcuno è Kris Bryant. Eppoi, se lo fa Bryce Harper dei Washington Nationals, uno tra i migliori giocatori oggi sul mercato, perché non lo potrebbe fare anche Bryant?

 

Quando si fa cenno alla consistenza nel lineup, generalmente ci si riferisce al battitore leadoff, e un giocatore dalle caratteristiche di Bryant sembra essere una scelta naturale.  Per il momento resta ancora un work in progress.

 

Un altro problema di abbondanza per Maddon riguarda gli esterni; chi schierare e quando a secondo delle situazioni.

Schwarber è un giocatore difficile da tenere fuori dal lineup tenuto conto della sua potenza e dell’abilità di mettere la palla in gioco, ma la difficoltà di battere lanciatori mancini rappresenta un ostacolo. Durante la off season Schwaber ha lavorato molto sulle curve con la macchina lanciapalle e i miglioramenti fino ad ora evidenziati fanno crescere i dubbi se inserirlo nel lineup o meno.

 

L’alternativa potrebbe essere Albert Almora Jr. che possiede migliore difesa ma è ben lontano dalle prestazioni in attacco di Schwarber. Inoltre non è da trascurare l’opzione di Happ che è switch-hitter con potenza da entrambi i lati e dotato di discreta velocità.

 

E’ ancora presto, siamo a metà campionato e quindi Maddon ha tempo per mettere i pezzi al posto giusto per quando ad agosto e settembre il campionato entrerà nel vivo. 

 

Frankie Russo

 

 

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