Allenare i giovani: una lezione di vita 2^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da:

Baseball Excellence

Una lezione di vita

2^ parte - Leggi la 1^ parte

Il genitore troppo affettuoso

Troppo spesso assistiamo a una situazione che può inibire la crescita e la maturità di un giovane atleta. È il genitore che non riesce a vedere le carenze tecniche e caratteriali del proprio figlio. Dopo aver allenato per 41 anni e aver visto migliaia di genitori, ora capisco le parole di mio padre quando mi diceva “lo sport giovanile non costruisce il carattere, lo rivela”. 

Mio padre non mi ha mai allenato, ma da genitore ha dato sempre ragione al coach, anche quando aveva torto. Se mi lamentavo del coach o della squadra, egli era sempre dalla parte loro. Era come parlare con un sordo, come per dire “sei colpevole fino a prova contraria”.

 

Quando mostravo poca sportività o un’attitudine sbagliata, era oggetto di discussione a casa e mio padre non mi ha mai dato ragione. Oggi gli sono molto grato perché mi ha aiutato a vedere le cose da diverse angolazioni. Il mio consiglio per i genitori è di amare i figli, ma non viziarli.

 

I genitori dovrebbero essere degli insegnanti e non invadenti. Dovrebbero insegnare non solo come giocare, ma come pensare e come difendersi, come comportarsi indipendentemente da mamma e papà. A loro figli va  insegnato come comportarsi interpersonalmente, come comunicare e interagire con gli altri e come affrontare le difficoltà, come correggere da soli gli errori e i fallimenti commessi durante la gara, come pensare con la propria testa, come imparare dai propri errori e da quelli degli altri.

 

Tutti abbiamo avuto a che fare con genitori che mancano di obiettività nei confronti dei figli, coloro che trovano sempre delle scuse e addossano le colpe agli altri per le loro mancanze. Purtroppo questi genitori trasmettono le stesse cose ai loro figli.  È una cruda realtà e questo concetto prevale in tutti gli sport. 

Chi allena i propri figli deve trattarli alla stessa stregua degli altri quando sono in campo e pretendere che essi siano di esempio solo nello sforzo e nel comportamento e non nei risultati finali.

 

Essi devono guadagnare il posto in squadra per ciò che fanno e non per chi sono, e questa è un’altra lezione di vita che comprenderanno da grandi. Inoltre questo farà guadagnare la stima dei compagni e dei genitori e farà si che essi saranno allenabili anche nel futuro ai livelli più alti.

 

Nessuno ama i figli più dei propri genitori, ma non devono essere oggetto di vanto quando si parla con gli altri genitori, anzi è consigliabile il contrario. Le persone si annoiano a sentire un genitore vantare in continuazione il proprio figlio, è preferibile parlare degli altri o della squadra.

 

Questo tipo di genitore spesso accorcia anche la carriera del figlio. A causa della loro infatuazione non riescono a vedere i difetti, vedono solo il loro figlio di 10 anni che batte 500, ma non vedono che allarga troppo il passo e che le mani sono troppo basse. Insomma, vedono solo ciò che vogliono vedere. Molti di questi genitori vedono il figlio di 7/12 anni già nelle majors senza sapere che magari non riuscirà nemmeno a superare la selezione al liceo. Infatti a 14 anni molti hanno già smesso.

 

Molti di questi genitori permettono ai loro figli di sognare troppo con la scusa del “DIVERTIMENTO”. Altri sembrano adulare i figli con la scusa che stanno avendo una esperienza positiva. Il baseball giovanile deve essere un divertimento e una esperienza positiva per OGNI RAGAZZO.

 

Vi saranno alti e bassi. È estremamente importante imparare a dare il meglio di sé stessi per il bene della squadra, saper perdere e affrontare le difficoltà individualmente.  Si avrà una maggiore soddisfazione lavorando duro e preparandosi per sconfiggere una squadra che vi ha battuto in precedenza. Sarà maggiormente soddisfacente ricominciare a battere dopo essere uscito da una crisi in battuta. Si avrà maggiore soddisfazione arrivare a disputare le finali di un torneo per merito e non per rinuncia di un’altra squadra.

 

Queste sono lezioni che molti genitori impediscono  ai loro figli di sperimentare. Molte spesso intervengono troppe volte e troppo presto. Addirittura vi sono genitori che organizzano una propria squadra per schierare il proprio figlio come interbase e posizionarlo terzo nell’ordine di battuta. Probabilmente il ragazzo si divertirà molto, all’inizio, ma quale lezione di vita potrà apprendere da questo favoritismo? 

 

Lezioni ed esperienze di vita. Ogni anno imparo ad amare sempre più il baseball, amo allenare e amo stare lì e guardare i giovani che crescono e imparano a giocare questo grande gioco. Come coach, noi possiamo avere una influenza molto positiva sui ragazzi che alleniamo.

 

Non per essere insignito di lode,

Non per essere accusato di colpe,

Ma per conoscere a fondo le proprie virtù.

Sono queste le caratteristiche di un grande uomo…

Saskya Pandita (monaco tibetano 1182- 1251)

 

Frankie Russo

 

 

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