Compilare un lineup

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.com

La consistenza è ciò di cui coach e giocatori sono sempre alla ricerca. Il modo in cui un coach struttura il suo ordine di battuta può dipendere da come i propri giocatori producono, e conoscere a priori la propria posizione nel lineup può spesso portare a risultati soddisfacenti. Almeno questo è il pensiero di Heath Andrews, coach del Wylie East High School in Texas che afferma:

Io sono un tipo molto abitudinario e credo lo siano anche i ragazzi. Nel baseball si tratta sempre di sentirsi a proprio agio, quindi, una volta che prepariamo qualcosa nella preaseson, ognuno conosce il suo ruolo e quale sarà il proprio compito. Noi abbiamo studiato un certo lineup e sta funzionando, pertanto non ho intenzione di cambiare strategia.

 

Andrews naturalmente ha le sue idee nel compilare l’ordine di battuta e concorda con coloro che posizionano i migliori battitori nelle prime posizioni, ma ha anche trovato la soluzione per meglio bilanciarlo. Andrews preferisce chiudere il lineup con giocatori che hanno le caratteristiche di un leadoff per avere più possibilità di arrivare in base quando si presentano i battitori più potenti, e per lui sta funzionando.

 

Il suo ultimo in battuta si adatta perfettamente al ruolo, ha una media arrivi in base molto alta mettendo in condizione i migliori di battere punti a casa. Questa sua convinzione lo ha portato al successo nella sua esperienza di sedici anni.

 

La sua filosofia è che se la parte bassa del lineup riesce a produrre, tutta la parte restante sarà in grado di produrre, e pertanto lui presta molta attenzione a chi posiziona tra il sesto e nono posto. In quella zona del lineup lui preferisce battitori che sono anche veloci sulle basi, battitori che fanno contatto, che difficilmente rimangono strike out, insomma che trovano un modo qualsiasi per arrivare in base.

 

Una cosa che Andrews evita è di far battere nella nona posizione il suo giocatore più debole, che invece cerca di nascondere nel mezzo. E’ una strategia che applicava agli inizi della carriera, ma con il passare degli anni ritiene che avere un buon giocatore al nono posto può fare la differenza.

 

Qualora un giocatore si senta meno importante essendo stato relegato così basso nel lineup, è sufficiente spiegargli che si tratta solo nel primo turno di battuta. A seguire lui avrà la stessa importanza del leadoff, facendo di lui uno dei punti focali dell’attacco,  e questo dovrebbe essere sufficiente per farlo sentire  orgoglioso.

 

Fin qui il pensiero di Andrews che poi è una strategia che troviamo spesso applicata nelle majors. Tony LaRussa, manager eletto nella Hall Of Fame, dovendo far battere il lanciatore in quanto giocava nella National League a volte lo posizionava nell’ottava posizione, una strategia che ancora oggi di tanto in tanto vediamo applicata anche da Joe Maddon con i Cubs.

 

Anche nell’American League, pur potendo avvalersi del Battitore Designato e pertanto avendo un lineup più bilanciato e potente, è ormai prassi vedere nell’ottava e nona posizione giocatori con le caratteristiche del leadoff.

 

Qualche dubbio può sorgere sul fatto che quanto stabilito ad inizio stagione possa funzionare per tutto il corso del campionato. Ma come si sa, giocatori a tutti i livelli possono attraversare un periodo di crisi e come i giocatori devono apportare le dovute correzioni ed aggiustamenti, così anche i coach devono adeguarsi alle esigenze del momento.

 

Ovviamente tutto è realizzabile e possibile quando a disposizione si hanno i giusti giocatori. Il nostro intento è di mettere a disposizione dei lettori più materiale possibile in modo che possano attuare le strategie che più si adeguano alle loro esigenze e più si adattino al roster a disposizione.

 

Frankie Russo

 

 

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