Come insegnare ai ragazzi a lanciare strike

di Frankie Russo

Libera traduzione da theseason.gc.com

In un precedente articolo del 23 Marzo 2015 abbiamo pubblicato una prima parte di questo argomento trattato dal coach Dan Spring. Qui di seguito la seconda parte.

 

Nel precedente articolo ho parlato dell’ importanza per i pitcher di lanciare strike e che la velocità ha poca rilevanza se non si riesce a comandare il lancio. Ora che siamo d’accordo che centrare la zona dello strike è fondamentale, la domanda successiva è: “Come s’insegna a un giovane pitcher a lanciare strike”.

Purtroppo la meccanica di lancio è piuttosto complicata, ma c’è un aspetto fondamentale che aiuta a correggere molte delle altre imperfezioni; è facile da riconoscere, e aiuterà a lanciare più strike. E non sono necessarie 10.000 ore di sedute di allenamento per individuarlo!

Ho lavorato con migliaia di giovani lanciatori durante la mia carriera e posso affermare senza ombra di dubbio che una delle più evidenti cause dell’inconsistenza dipende dalla mano del guanto. Proprio così, è la mano del guanto che crea la maggior parte dei problemi. Molto spesso il motivo per cui i giovani non riescono a lanciare strike non dipende dall’equilibrio, dall’azione del braccio o dal passo, anche se questi sono tutti componenti molto importante della meccanica.

Mancano di precisione perché la mano del guanto è completamente senza controllo durante la meccanica, generalmente allargano il braccio verso la prima base per i destri, o verso la terza per i mancini, e questo sbilanciamento causa una serie di altri errori che rende impossibile essere consistenti.

 

Se vedete il vostro giocatore allargare il braccio verso la prima, o finire dietro la schiena dopo il lancio, vi posso garantire è molto difficile che riesca a trovare costanza nei suoi lanci. Un’altra conseguenza è che perdono velocità, ma questo è un problema secondario.

 

Ho visto questo incorretto ed eccessivo movimento del guanto creare problemi a tutti i livelli di baseball della Little League, da quando iniziano a 8 anni fino a dodici anni, e spesso si vedono anche giocatori di posizione commettere lo stesso errore perdendo precisione nel tiro.

 

Più che con le parole, il concetto è ancora più facile da comprendere guardando il video.

 

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Commenti: 5
  • #1

    Lucio Taschin (martedì, 23 febbraio 2016 10:40)

    Concordo che l'uso del guanto sia fondamentale per correggere tantissime cose nella meccanica e influisce direttamente nell'azione del braccio.
    Penso che si aumenti decisamente la possibilità di tirare strike nei giovani soprattutto se prestiamo attenzione al TEMPISMO ovvero controllando che quando il piede anteriore atterri la mano di tiro sia pronta ad eseguire il gesto e non sia in ritardo come spesso accade. TEMPISMO e DIREZIONE li ritengo i due topics per tirare strike nei giovani lanciatori!

  • #2

    ADRIANO VARALDA (mercoledì, 24 febbraio 2016 12:10)

    l'aspetto tecnico del gesto è secondario, prima è fondamentale lo sviluppo delle capacità coordinative generali e speciali durante le "fasi sensibili", nello specifico capacità di apprendimento motorio, cap. di direzione e controllo del movimento e cap. di adattamento e trasformaziuone del movimento. Tutto questo difficilmente viene svolto, i tecnici che operano con i bambini non hanno competenze adeguate (non per colpa loro !!).

  • #3

    Paolo (mercoledì, 24 febbraio 2016 13:57)

    Adriano se hai tempo e voglia mi contatti? info@baseballontheroad.com
    Ciao!
    Paolo Castagnini

  • #4

    franco ludovisi (giovedì, 25 febbraio 2016 12:22)

    Quello che dice Adriano è sicuramente vero.
    La realtà però e che i tecnici di baseball difficilmente conoscono come sviluppare le capacità coordinative dei prospetti che si avvicinano al baseball.
    Ed alcuni di essi dicono anche che non spetta a loro questo insegnamento.
    Per cui è giocoforza insegnare l'aspetto tecnico del gesto - che loro dovrebbero ben conoscere - piuttosto che non fare nulla.

  • #5

    alfredo (venerdì, 26 febbraio 2016 14:10)

    avere a che fare con l'attività giovanile è abbastanza complicato e le formule che finora abbiamo utilizzato (guanto ecc) lasciano il tempo che trovano.
    Tanto di cappello al sig Varalda che ha individuato con chiarezza quali strade percorrere.