_________________________________ I luoghi comuni nel baseball

Il libro per bambini sulla storia del baseball scritto da John Thorn che ha vinto il premio Bob Davids Award della  Society for American Baseball Research
Il libro per bambini sulla storia del baseball scritto da John Thorn che ha vinto il premio Bob Davids Award della Society for American Baseball Research

di Franco Ludovisi

Se batti sempre la prima, vedi al massimo cinque lanci in una partita

Verissimo, soprattutto se il lanciatore è abituato a lanciare subito strike.

Da tempo immemorabile viene consigliato ai battitori di “guardare il primo lancio”, di non batterlo, di fare lanciare il pitcher avversario per vederne la velocità e tutte le altre caratteristiche che possiede, per attendere semmai il lancio da te preferito ed avere così maggiori possibilità di colpirlo con efficacia.

Tutto giusto certo: purchè la tua palla preferita non venga lanciata proprio al primo lancio, purchè tu sia un lead off (primo nell’ordine di battuta) che non ha mai incontrato quel lanciatore, perché altrimenti avresti potuto osservarlo dalla panchina, dal cerchio di attesa alla battuta, dal campo, se sei già arrivato in base in precedenza e avresti potuto conoscere quindi tutte le caratteristiche di chi vai ad affrontare nel box.

Poi considera che se guardi il primo lancio e se questo risulta uno strike allora al tuo avversario basterà giocarti su due strike e non su tre per metterti a sedere.

 

Ricordo che il mio amico Paolo “Ciga” Ceccaroli mi faceva notare come lui cominciasse la sua serie di lanci su ogni battitore con una curvetta inoffensiva che aveva il solo pregio di entrare sempre nella zona di strike:

“Tanto tutti la lasciano passare e io ottengo così il primo strike facile facile; uno a zero, grande vantaggio.”

 

Non sono contrario a “lasciare passare il primo lancio” in linea di massima, ma penso che ci siano situazioni in cui questo non si debba fare. Ci sono corridori sulle basi in posizione punto? Allora dovrò essere particolarmente aggressivo su ogni lancio “possibile” da battere:

devo far segnare i miei compagni e portarmi io stesso in posizione punto per una eventuale valida di chi mi segue alla battuta.

 

Questo se penso in termini di squadra,

questo se il mio allenatore non mi ha dato disposizioni contrarie

che sono poi disposizioni contrarie alla logica del baseball.

 

Ma un Walk (base su ball) conta come un singolo, senza apprensioni di sorta.

 

Con corridore in terza

 

o in seconda

 

o in seconda e terza, un singolo può portare punti, una base su ball non credo.

 

Ancora: se la base su ball conta come un singolo perché mai si concedono basi intenzionali agli avversari?

 

Perché si pensa di ottenere un vantaggio dal farlo, non un danno.

 

Negli anni 70 cominciarono ad arrivare in Italia i primi allenatori cubani che venivano ad istruirci sulle tecniche del baseball. In una partita di serie C, con corridori in prima e seconda e zero out il coach della squadra di attacco fece fare una smorzata che produsse l’avanzamento dei corridori e l’eliminazione del battitore. I cubani ci chiesero il perché della smorzata: rispondemmo pronti e sicuri che era per far avanzare i corridori e disobbligare le basi evitando la possibilità di un doppio gioco della difesa.

 

“Ma se adesso il lanciatore concede una base intenzionale al battitore le basi non tornano obbligate e la difesa ha un out in più?”

 

Nessuna risposta da parte nostra.

 

Poi ripensando con calma al livello della serie C italiana concludemmo che non era certo che, dopo la base intenzionale, il lanciatore non avrebbe concesso altre basi su ball non intenzionali! . E questa era l’unica nostra giustificazione.

 

 

Ma con due out entrano i punti......

 

I punti segnati con due eliminati possono essere in parte frutto del lavoro fatto in precedenza dall’attacco che ha posizionato corridori in posizione punto con bunt, batti e corri e rubate che prevedono anche eliminazioni per ottenere gli avanzamenti.

 

Con due out i punti che entrano non sono procurati dall’efficienza dei battitori che vanno a battere con due fuori, né tantomeno dalla stanchezza dei lanciatori per aver ottenuto le due prime eliminazioni. Avvengono perché anche con due fuori si può segnare.

 

Ma se vogliamo prendere in considerazione, come esempio, una partita disputata di recente in IBL San Marino-Fortitudo 7 a 9 vediamo che tredici dei sedici punti sono stati segnati con meno di due out. Allora?

 

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