I luoghi comuni nel baseball - Guarda il primo lancio

di Franco Ludovisi e Frankie Russo

da un articolo di Franco Ludovisi pubblicato nel maggio 2014

Se batti sempre la prima, vedi al massimo cinque lanci in una partita

Verissimo, soprattutto se il lanciatore è abituato a lanciare subito strike.

Da tempo immemorabile viene consigliato ai battitori di “guardare il primo lancio”, di non batterlo, di fare lanciare il pitcher avversario per vederne la velocità e tutte le altre caratteristiche che possiede, per attendere semmai il lancio da te preferito ed avere così maggiori possibilità di colpirlo con efficacia.

Tutto giusto certo: purché la tua palla preferita non venga lanciata proprio al primo lancio, purché tu sia un lead off (primo nell’ordine di battuta) che non ha mai incontrato quel lanciatore, perché altrimenti avresti potuto osservarlo dalla panchina, dal cerchio di attesa alla battuta, dal campo, se sei già arrivato in base in precedenza e avresti potuto conoscere quindi tutte le caratteristiche di chi vai ad affrontare nel box.

Poi considera che se guardi il primo lancio e se questo risulta uno strike allora al tuo avversario basterà giocarti su due strike e non su tre per metterti a sedere.

 

Ricordo che il mio amico Paolo “Ciga” Ceccaroli mi faceva notare come lui cominciasse la sua serie di lanci su ogni battitore con una curvetta inoffensiva che aveva il solo pregio di entrare sempre nella zona di strike:

Tanto tutti la lasciano passare e io ottengo così il primo strike facile facile; uno a zero, grande vantaggio.”

 

Non sono contrario a “lasciare passare il primo lancio” in linea di massima, ma penso che ci siano situazioni in cui questo non si debba fare. Ci sono corridori sulle basi in posizione punto? Allora dovrò essere particolarmente aggressivo su ogni lancio “possibile” da battere:

devo far segnare i miei compagni e portarmi io stesso in posizione punto per una eventuale valida di chi mi segue alla battuta.

 

Questo se penso in termini di squadra,

questo se il mio allenatore non mi ha dato disposizioni contrarie

che sono poi disposizioni contrarie alla logica del baseball.

 

Ma un Walk (base su ball) conta come un singolo, senza apprensioni di sorta.

 

Con corridore in terza

 

o in seconda

 

o in seconda e terza, un singolo può portare punti, una base su ball non credo.

 

Ancora: se la base su ball conta come un singolo perché mai si concedono basi intenzionali agli avversari?

 

Perché si pensa di ottenere un vantaggio dal farlo, non un danno.

 

Negli anni 70 cominciarono ad arrivare in Italia i primi allenatori cubani che venivano ad istruirci sulle tecniche del baseball. In una partita di serie C, con corridori in prima e seconda e zero out il coach della squadra di attacco fece fare una smorzata che produsse l’avanzamento dei corridori e l’eliminazione del battitore. I cubani ci chiesero il perché della smorzata: rispondemmo pronti e sicuri che era per far avanzare i corridori e disobbligare le basi evitando la possibilità di un doppio gioco della difesa.

 

“Ma se adesso il lanciatore concede una base intenzionale al battitore le basi non tornano obbligate e la difesa ha un out in più?”

 

Nessuna risposta da parte nostra.

 

Poi ripensando con calma al livello della serie C italiana concludemmo che non era certo che, dopo la base intenzionale, il lanciatore non avrebbe concesso altre basi su ball non intenzionali! . E questa era l’unica nostra giustificazione.

 

 

Ma con due out entrano i punti......

 

I punti segnati con due eliminati possono essere in parte frutto del lavoro fatto in precedenza dall’attacco che ha posizionato corridori in posizione punto con bunt, batti e corri e rubate che prevedono anche eliminazioni per ottenere gli avanzamenti.

 

Con due out i punti che entrano non sono procurati dall’efficienza dei battitori che vanno a battere con due fuori, né tantomeno dalla stanchezza dei lanciatori per aver ottenuto le due prime eliminazioni. Avvengono perché anche con due fuori si può segnare.

 

Ma se vogliamo prendere in considerazione, come esempio, una partita disputata in IBL San Marino-Fortitudo 7 a 9 vediamo che tredici dei sedici punti sono stati segnati con meno di due out. Allora?

Frankie Russo contribuisce alla discussione con questa traduzione dal sito MLB.com scritto da Lyle Spencer nel 2014 dal titolo: Aggression psychology: First pitches can be a big hit  - Hitters who go after it if they like what they see can make hay with initial offerings che tradotto significa: Psicologia aggressiva: I primi lanci possono portare a grandi risultati - Se ai battitori piace quello che vedono, possono trarne grande vantaggio

 

Josh Hamilton era in gran forma, sembrava essere tornato quello che aveva terrorizzato i lanciatori avversari quando era con i Rangers. Adesso potrebbe stare fuori per almeno due mesi a seguito di un infortunio al pollice sinistro, conseguenza di una scivolata a testa prima in prima base.

 

Hamilton significa molto per tante persone. La sua tecnica di scivolata può essere discutibile, ma per coloro ai quali piace osservare battitori aggressivi, lui è tra i primi assieme a Miguel Cabrera.

 

Fanno sorridere a Hamilton le occasionali critiche rivolte a Joey Votto, prima base dei Cincinnati Reds, per le molte basi su ball ottenute.

 

Non avrai mai ragione” dice Hamilton. “Sarai criticato per essere troppo aggressivo, e sarai criticato per non essere abbastanza aggressivo.

 

Votto è sempre in agguato contro i lanciatori avversari. Ha una media battuta in carriera di 443, 726 bombardiere e 30 fuori campo su 443 palle messe in gioco sul primo lancio.

 

Dal mio punto di vista” continua Hamilton, “ ai lanciatori piace andare in vantaggio. Se sanno che sei uno che gira il primo lancio, cercheranno di colpire gli angoli. Quando ti va tutto bene, con quei lanci puoi fare danni; se sei in crisi, non potrai fare molto con quegli stessi lanci. Ho sentito tifosi dire che dovrei essere meno aggressivo, ma poi non lo dicono quando sto battendo bene.

 

I numeri in carriera di Hamilton confermano la sua tesi. Su 587 primi lanci messi in gioco, ha una MB di 397, MBB di 739, 50 fuori campo e 151 PBC.

 

Prima dell’infortunio, e nelle ultime 8 gare, Hamilton guidava l’American League in percentuale arrivo in base+bombardiere (OPS) con 1.287, e un record di 3 su 4, un fuori campo e 2 PBC girando sul primo lancio.

Ma nessuno è più pericoloso in queste situazioni di Miguel Cabrera, re dei bombardieri. Le sue medie in carriera girando sul primo lancio sono di 414 di MB e 772 MBB su 960 opportunità, realizzando 86 fuori campo e battuto a casa 299 punti, numeri che possono essere rapportati a un anno e mezzo di turni alla battuta.

 

I lanciatori sembrano diventati più prudenti nei suoi confronti. Nelle prime tre partite della stagione è riuscito a mettere in gioco solo due primi lanci, di cui uno è stato un fuori campo da due contro Ryan Webb degli Orioles.

 

Considerati i notevoli progressi registrati dai lanciatori che ormai dominano la scena, sembra essere più prudente che mai, evitare di andare in svantaggio nel conto. Quindi, una diritta come primo lancio, potrebbe essere il migliore lancio da girare.

 

Come Hamilton, anche Cabrera ha una visione molto semplice al riguardo. Lo “slugger” è sempre alla ricerca di un lancio da spaccare ed è contento di regalare un souvenir ai tifosi sugli spalti.

 

“Io cerco di essere aggressivo” dice Cabrera. “ Io vado lì per battere, e girerò la mazza al primo lancio buono che mi arriva.”

 

L’approccio l’ha portato alla conquista della Tripla Corona nel 2012 (non succedeva dal 1967, ndr), due elezioni a MVP dell’American League nel 2012 e 2013, e tre volte alla conquista del titolo di migliore battitore dell’AL.

 

Il suo compagno di squadra, Tori Hunter, è semplicemente sorpreso dalla su abilità di colpire forte lanci che magari altri riuscirebbero a stento a mandare in foul. E afferma:

 

Cabrera è un grande atleta. Colpisce forte lanci all’altezza delle spalle o giù alle ginocchia, sul filo esterno e ancora riesce a mandarli oltre la recinzione. Appartiene semplicemente a un altro pianeta.”

 

Il manager dei LA Dodgers Don Mattingly, grande battitore degli anni ’80, crede che non debba essere una regola fissa, anche se non scarta completamente l’idea.

 

Sono d’accordo a girare il primo lancio quando so che di fronte ho un lanciatore che tira strike,” dice Mattingly. “Ma non credo sia una buona strategia quando il lanciatore non ha controllo. Nei primi turni raramente ho girato al primo lancio, preferivo studiare l’avversario. Così facendo avevo anche un’idea di cosa avrebbe lanciato più tardi nella partita. Ma se vedevo un lancio che mi piaceva, non avevo dubbi a girare.”

 

Nella sua carriera Mattingly ha messo in gioco il primo lancio solo 444 volte realizzando una MB di 363, una MBB di 489 e 10 fuori campo.

 

Matt Kemp, esterno dei Dodgers, è un vero sostenitore del primo lancio con una MB di 414, 742 di MBB e 26 fuori campo su 365 palle messe in gioco sul primo lancio. E ha le idee molte chiare in merito:

 

Bisogna essere sempre pronti per battere. Non bisogna lasciare lanci che sono i tuoi preferiti.”

 

Kemp non deve convincere di questa filosofia nemmeno il compagno di squadra Hanley Ramirez il quale, su 637 primi lanci messi in gioco, ha una MB in carriera di 400, MBB di 730 e 50 fuori campo.

 

Il manager dei LA Angels Mike Scioscia ha una diversa interpretazione delle statistiche, e sostiene:

 

Analizzando isolatamente questi numeri, possono essere fuorvianti. Possono verificarsi tante variazioni. Infatti, non indicano quanti primi lanci sono stati mancati o battuti in foul o come ha influito sul resto del turno alla battuta quando il primo lancio non è stato messo in gioco.”

 

Comunque Kemp è pericoloso anche con il conteggio di 0-1 con una MB di 460, MBB di 707 e 16 fuori campo su 311 contatti. Sullo stesso conteggio invece, Cabrera batte 399, 677 di MBB e 46 fuori campo su 691 turni. Con due strike, la media scende drasticamente, Kemp approda a 193 e Cabrera a 229.

 

Nel 2013 Hamilton e Cabrera erano primo e secondo nell’AL con la media più alta di sventolate a primi lanci. Il primo nella NL, Carlo Gomez di Milwuakee, ha battuto 402, 738 di MBB su 107 primi lanci. Quindi, nessuna sorpresa se il manager dei Brewres Ron Roenicke incoraggia Gomez a essere aggressivo sul primo lancio. Infatti, all’inizio di stagione aveva realizzato 3 su 5 e un fuori campo quando facendo contatto al primo lancio.

 

Seguendo l’approccio di Mattingly, Mike Trout, stella degli Angels, batte 358, 642 MBB sventolando a soli 67 primi lanci e sostiene:

“Voglio il lancio nella mia zona preferita. Preferisco essere eliminato dopo aver visto tanti lanci anziché esserlo al primo lancio.”

 

Il ricevitore dei Giants Buster Posey, MVP della NL nel 2012, è molto selettivo battendo 386 e 608 con 8 fuori campo su 166 primi lanci messi in gioco.

 

Il superstar degli Yankees Derek Jeter, su 1.632 sventolate a primi lanci, ha una media di 379, 561 e 54 fuori campo.

 

Considerando i cambiamenti dei tempi, la pazienza al piatto oggi è a un livello massimo mai raggiunto. I battitori vedono una media di 3,8 lanci per ogni turno alla battuta.

 

Niente di male a essere pazienti, è solo che non è quanto interessa a grandi battitori come Cabrera, Hamilton, Kemp e Ramirez.

 

I due articoli sono apparsi su Baseball On The Road nel Maggio 2014

 

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Commenti: 1
  • #1

    franco ludovisi (giovedì, 22 aprile 2021 10:12)

    Anche di recente ho scritto qualcosa su un altro luogo comune, questo molto banale, ma molto praticato che hanno molti giocatori nell'entrare ed uscire dal campo cioè di saltare la linea di foul.
    Unica giustificazione:
    rispetto per chi ha segnato il campo!
    Oppure scaramanzia e quì entriamo nell'imperscrutabile!!!!!