________________________________ La Cattedrale dimenticata della Negro League

Photos by Emon Hassan
Photos by Emon Hassan

Traduzione di Frankie Russo, dall'articolo di Garret McGrath su Narrative.ly - Photos by Emon Hassan

Mentre il grande stadio del passato marcisce nel degrado urbano della città di Paterson nel New Jersey, un emozionato tifoso cerca nei ricordi i suoi momenti di gloria. Il baseball ci risveglia i ricordi. Brian LoPinto ed io stiamo trascorrendo una frizzante mattinata d’autunno sul campo bitumato in Paterson nel New Jersey, 15 miglia a ovest di Manhattan. 

Entrando attraverso la finestra della biglietteria, ci troviamo nel bel mezzo delle rovine di uno stadio decadente. Le tribune di cemento a forma di mezza luna sono tappezzate di graffiti, e dappertutto giacciono mucchi d’immondizie: materassi, panni e plastica ammucchiati, degradati dalla pioggia e dal fuoco sono ammassati in un blocco quasi irriconoscibile. Alberi e cespugli prosperano in ogni luogo trasformando i padiglioni in dense boscaglie. E’ la natura che torna a dominare sul cemento ormai marcio.

 

Senza rendermi conto mi trovo sulla pedana del lanciatore, vedo Brian a casa base. Chiudo gli occhi e immagino di essere Satchel Paige, lui è Josh Gibson nel box di battuta, il pubblico è tutto in piedi. E’ la finale del campionato della Negro League che qui fu disputata ottant’anni orsono quando lo stadio di Hinchliffe era uno dei luoghi più belli per assistere a una partita tra afro-americani. Sul conteggio di 2-2 il mio lancio è troppo centrale e Gibson – considerato da molti il più grande battitore di tutti i tempi - addirittura migliore di Babe Ruth, batte la palla profonda all’esterno destro, e prima che il leggendario battitore attraversi casa base, ritorno alla realtà. Il campo è decrepito, le tribune sono vuote e coperte di vegetazione. Chiedo a Brian: “Che cosa possiamo fare per conservare questa cattedrale del baseball?”

Hinchliffe Stadium in Paterson, New Jersey
Hinchliffe Stadium in Paterson, New Jersey

Tutti sanno che Babe Ruth ha battuto 714 fuori campo, Hank Aaron ne ha battuti 755 e Barry Bonds 762. Possiamo confrontarli, possiamo discuterli e possiamo valutarli. Le statistiche sono ormai così radicate nel baseball che a volte è più facile ricordare che si può giocare anche senza tutti questi numeri. Dai documenti rinvenuti, gli storici dicono che Josh Gibson ha battuto poco più di 100 fuori campo, ma le statistiche per la Negro League sono incomplete. Ne avrà potuto battere 800 di fuori campo, come magari ne avrà potuto battere 1.000. Non lo sapremo mai.

Gibson fu introdotto nella Hall of Fame nel 1972, molti anni dopo la sua morte, e la Major League Baseball ha cercato di fare del suo meglio per onorare gli afro-americani, ma siccome lo sport non riporta ciò che non può contare, sarà improbabile vedere il nome di Gibson associato a quelli di Ruth, Aaron e Bonds. Però, dove falliscono i registri, subentra la leggenda.

 

In 1930, Paterson Stadium, set on the future site of Hinchliffe Stadium, was completed in 34 days. (Photo courtesy Brian LoPinto)
In 1930, Paterson Stadium, set on the future site of Hinchliffe Stadium, was completed in 34 days. (Photo courtesy Brian LoPinto)

Nel 1930 il Paterson Stadium, situato dove oggi sorge l’Hinchliffe Stadium, fu costruito in 34 giorni. Robert Peterson, profondo studioso della storia della Negro League, rievoca la leggenda che Gibson sia l’unico giocatore, bianco o nero, ad aver mai battuto una palla sopra il terzo livello del vecchio Yankee Stadium, addirittura fuori dallo stadio. Si racconta anche, che a Menessen, nella Pennsylvania, batté un fuori campo di circa 176 metri. Il mito vuole ancora che Gibson battesse un fuori campo vincente a Pittsburgh e che la palla viaggiò tanto lontano da raggiungere la città di Washington D.C. (390 km! ndr), arrivando il giorno dopo, giusto in tempo per il primo lancio della partita. La palla fu presa al volo da un esterno di Washington e l’arbitro, rivolgendosi alla panchina di Pittsburgh urlò: “Gibson, sei eliminato! Se fosse stato ieri in Pittsburgh!”

 

Siccome la storia della Negro League ci è tramandata solo dai racconti, è emozionante constatare come un gruppo di giocatori semi-professionisti sia rimasto nelle leghe minori e la di cui storia sia stata cancellata dal tempo.

 

Molti storici affermano che il livello di gioco dei neri era uguale a quello dei bianchi che giocavano nelle leghe maggiori. Neil Lanctot, nel suo libro “Negro League Baseball: Ascesa e caduta dell’istituzione nera, pubblicato nel 2004, rievoca che addirittura il gioco dei neri fosse superiore. Le partite erano importanti allo stesso modo e la storia non è del tutto dimenticata.

A Paterson, nel New Jersey, è scolpita nelle pietre.

 

Fine della prima parte (la seconda parte nei prossimi giorni)

 

L'articolo originale lo trovate a questo link corredato di foto stupende.

 

Ringraziamo Frankie Russo per il grande lavoro di traduzione dell'articolo

 

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