________________________________ Quel fastidioso "mettila dentro!"

Il Pitching coach dei Boston Red Sox John Farrell chiama il rilievo  sul pitcher Josh Beckett - Foto tratta da @siracuse.com
Il Pitching coach dei Boston Red Sox John Farrell chiama il rilievo sul pitcher Josh Beckett - Foto tratta da @siracuse.com

Ti trovi al sesto inning, sei in vantaggio per 5-4, ma dieci minuti fa lo eri per 5-0. Ci hanno ripresi! tutti i tuoi compagni sono con te, tutti fanno il tifo per te; tutti meno uno. Quando senti quella voce ti sale una specie di rabbia dentro, è come avere un avversario in squadra. <<E dai, mettila dentro no!>> Ma questo lo sa che tu sputi sangue ad ogni allenamento mentre lui se ne sta comodamente vicino alla sua base e poi magari quell'unica palletta che rotola pure la sbaglia! <<mettila dentro! tira strike!>> ma vai a farti......

E' da sei mesi che corri tutte le sere, 40 minuti, poi fai il tuo bullpen, gli elastici, lo streaching, loro invece se ne stanno li a chiacchierare raccogliendo le palle del batting pratice. Poi fanno due giri di mazza, due bunt, che magari sbagliano, e poi si divertono: battuta in campo opposto, batti e corri, volata per l'RBI, e via così. Nel frattempo tu ti fai dieci volte da palo a palo, flessioni, lanci lunghi finché il braccio non ti cade in pezzi. Lui però è sempre li, e si permette di dire a te che cosa devi fare. <<Mettila dentro!, mettila li!, falli battere!>> Si, li faccio battere così se arriva a te non la prendi nemmeno con il retino. Maledetta palla che non entra!

 

Time! No, no, no, non può togliermi ora, ce la faccio. <<Ciao Coach!   - Come va? -  Bene! - be! proprio bene, bene, non direi. Due valide e tre basi su ball di fila........ -  No, no, è che.... ce la faccio, ce la faccio. -  e il braccio, come va il braccio? - Il braccio? è perfetto!  -  Ok, ok, non ti preoccupare poi andiamo a battere noi, ora tocca al nono in battuta, ci sono due out tu concentrati e mettilo al piatto  ok? - Grazie coach!>>

 

Ecco, sei li, sai che è la tua ultima possibilità e poi sarà il cambio. Raccogli tutte le tue forze, non vuoi mollare. Quella maledetta palla ora entra. I tuoi compagni sono con te, tutti ad incitarti, <<fallo secco!>> Tutti meno uno << dai, mettila dentro!>>

Un respiro profondo, devo stare calmo, mi voglio isolare dal mondo:

BALL primo lancio! dai, dai, ce la fai.

BALL TWO.

 

La mano accompagna la palla e l'appoggia là, non sei più in grado di dirle filo esterno, filo interno, bassa esterna. Basta che entri.

STRIKE ONE!

<<Bravo, bravo, mettegliene un'altra!>> Calmo, stai calmo, ancora un respiro, BALL THREE.

 

Ecco, sei alla fine, sai che la prossima palla sarà la tua condanna a morte. Lassù sulle tribune ti stanno guardando. Vedi delle macchie di colore, ma è tutto sfocato. Senti i compagni, ma c'è sempre il maledetto che ti urla "mettila dentro!"

Resistere, resistere, respiro profondo ed ecco, parte il lancio, potrebbe essere l'ultimo, no, forse ci siamo! è un bel filo interno, alle mani, alle mani, gira, gira, Toc!

 

Palla colpita rotolante verso il prima base, è semplice, è fatta, è l'ultimo out, poi mi riposerò e sarò pronto per il settimo inning. La palla rotola, rotola. Il guanto del tuo compagno è basso, ma non del tutto. E' lui che voleva la mettessi dentro, ora la palla è passata sotto le sue gambe, non ci sarà quell'ultimo out. Ti sale la rabbia.

Ecco! ti ho ascoltato, l'ho messa dentro, proprio li per far battere su di te, perché tu capisca, ma forse non capirai mai.

 

TIME! RELIEF PITCHER!

 

Morale del racconto: Ad un lanciatore in crisi non dite mai "mettila dentro, tira strike!"

 

Scritto da Paolo Castagnini

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