MLB verso l’espansione e un profondo restyling geografico?

Il Commissario MLB Rob Manfred (Wikipedia)
Il Commissario MLB Rob Manfred (Wikipedia)

Il Commissario MLB Rob Manfred (Wikipedia)di Paolo Castagnini

Negli ultimi giorni, il commissario Rob Manfred ha alimentato l’attenzione dei media e dei tifosi parlando di un possibile allargamento della Major League Baseball da 30 a 32 squadre, con annessa ristrutturazione geografica delle divisioni.  Manfred ha chiarito che l’allargamento non è più considerato un’ipotesi remota: «Questa non è una questione di “se”, ma di “quando”», ha dichiarato, segnalando che l’obiettivo è avere le due nuove città scelte entro la fine del suo mandato nel 2029, anche se le squadre inizieranno a giocare qualche stagione dopo.  

Nel corso della sua partecipazione alla “Little League Classic” trasmessa da ESPN, Manfred ha motivato il piano di espansione evidenziando i benefici in termini di riduzione del carico di viaggio per i giocatori, maggiore efficienza nel palinsesto televisivo e coinvolgimento del pubblico locale:

«Se espandiamo, avremo l’opportunità di riallineare geograficamente… risparmieremmo molto stress da viaggi ai nostri giocatori… il calendario playoff diventerebbe più attraente per network come ESPN» 

 

Un articolo del Houston Chronicle suggerisce come, per esempio, gli Astros – oggi parte dell’AL West nonostante la vicinanza geografica a squadre centrali – potrebbero finire in una nuova “Central Division” con Rangers, Royals e Rockies, beneficiando così di spostamenti più ragionevoli 

 

Manfred ha lasciato intendere che questo riallineamento potrebbe portare alla dissoluzione delle tradizionali American League e National League, sostituendole con un sistema più simile a quello di NBA o NHL, con conference orientali e occidentali Questa prospettiva ha inevitabilmente acceso il dibattito tra conservatori e innovatori del baseball.

L'attuale mappa MLB (Wikimedia)
L'attuale mappa MLB (Wikimedia)

Tra le città più frequentemente citate come possibili sedi di nuove squadre si segnalano:

• Nashville e Salt Lake City, con progetti concreti come “Big League Utah” per SLC che ha addirittura presentato il rendering per uno stadio multiuso.

• Altri candidati includono Portland, Austin, Charlotte e Montréal, in attesa di sviluppi su stadi e sostenibilità economica.

 

Diversi approcci sono allo studio:

• 4 divisioni da 8 squadre: permetterebbe un’organizzazione solo geografica, ma comporterebbe significativi spostamenti di squadre tra le leghe.

• 8 divisioni da 4: opzione più conservativa, con minori trasferimenti e migliore conservazione delle rivalità storiche .

 

Pro:

• Meno viaggi, migliore programmazione televisiva, e forte incentivo ad attirare nuovi mercati.

• Possibilità di rinnovamento e competitività tramite notevole modernizzazione.

 

Contro:

• Molti tifosi considerano sacrilego mettere a rischio rivalità storiche come Cubs–Cardinals o Giants–Dodgers, o perfino gli interi legami AL vs NL .

• L’idea di un “super-division” tra squadre come Mets–Yankees–Red Sox–Phillies ha ricevuto reazioni cupe, cariche di nostalgia 

 

Il commissioner Rob Manfred sta muovendo la MLB verso un’evoluzione strutturale significativa: entro il 2029 spera di scegliere due nuove città per stimolare una riorganizzazione geografica che migliori efficienza e appeal mediatico. Tuttavia, l’eventuale dissoluzione delle leghe tradizionali e la revisione delle rivalità storiche scatenano profonde reazioni tra tifosi e commentatori. In sostanza, MLB 2.0 appare in cantiere, ma il successo dipenderà dalla capacità di coniugare innovazione e rispetto per l’identità del gioco.

 

Paolo Castagnini

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    leo marchi (giovedì, 28 agosto 2025 15:47)

    Gli Athletics hanno già abbandonato Oaklands ed hanno disputato la stagione ( e anche la prossima) in un campo di Minor League in attesa che venga costruito uno stadio nella città dove si trasferiranno ( sembra Las Vegas)