
Sabato 9 agosto 2025, Jen Powol, ha arbitrato una partita di Major League tra gli Atlanta Braves e i Miami Marlins e siccome Jen è una donna, la cosa è particolarmente risaltata, anche e soprattutto perché è la prima volta che succede ed è quindi la prima volta che una donna ha arbitrato in MLB. Pertanto, 28 anni dopo la prima donna ad arbitrare nel basket americano nella NBA e dieci anni dopo la prima arbitra in NFL, ossia nel football americano, anche la MLB ha rotto il “tetto di cristallo”, pare si dica così, facendo arbitrare una donna. C’è chi potrebbe dire che è un altro passo per la parità tra uomini e donne, ma per me è solo un passo importante per quella che è la normalità: ciò che dovrebbe sempre essere, se c’è la volontà e la voglia di fare vicendevolmente “cose da uomini”, da parte delle donne, perché tradizionalmente considerate maschili, e “cose da donne”, per la stessa ragione, da parte degli uomini.
Ad ogni modo, bene così! Jen era contentissima, perché ha avverato un suo sogno e questo è sempre bello quando accade; del resto erano anni che arbitrava nelle Minors e questo lavoro le è sempre piaciuto: ci guadagna da vivere e si prepara duramente per farlo.
Duro lavoro quello dell’arbitro, anche se c’è chi, come il tredicenne Bradley, non vede l’ora di intraprendere questa carriera.
Ma chi è Bradley? Bradley è un giovane tifoso dei Cardinals che quando va allo stadio, dietro al piatto di casa base, ci va vestito di tutto punto come un arbitro professionista, riprendendo e talvolta anticipando le chiamate degli arbitri.
Chi mai andrebbe allo stadio vestito come un arbitro? Non mi è mai successo di vedere qualcuno vestito da arbitro allo stadio, pur avendo visto brutture di ogni tipo, perché non si capisce come mai, ma c’è chi si sente libero di andarci vestito in maniera eccentrica e talvolta anche imbarazzante, ma anche questo fa parte dello spettacolo e allora va bene così, anche, perché poi qualcuno potrebbe accusarmi di body shaming e non sia mai …
Torniamo al giovanissimo Bradley, bimbo di 13 anni che una volta scovato dalle telecamere è stato pure ed ovviamente intervistato, durante il trittico di partite tra i Cubs e i Cardinals; la cosa stupefacente è che ad ogni domanda dell’intervistatore ha sempre risposto iniziando ogni frase con un “Yes Sir”, vale a dire un “Sì Signore” da far impallidire qualsiasi accademia militare e con rigore scientifico ha definito cosa fosse la collisione e il check swing, oltre ad elencare i suoi arbitri preferiti e ribadire di fare il tifo prima per gli arbitri e poi per i Cardinals.
Del resto se gli arbitri esistono ed è un bene che vi siano, da qualche parte, in qualche momento della loro vita, avranno ben deciso che quello dell’arbitro era il loro ruolo nel gioco del baseball.
Da ultimo, tornando in campo e parlando di giocatori di baseball, voglio parlare di Evan Longoria.
Longoria era un Terza Base e oltre al nome che indubbiamente ricorda la ben più famosa attrice Eva Longoria, con quel che ne viene, si è reso protagonista di un episodio davvero spettacolare.
Longoria, infatti stava rispondendo alle domande di una giornalista a bordo campo, quando ad un certo punto, si è girato di colpo, prendendo con la massima nonchalance, al volo e a mano nuda una palla che gli era stata lanciata, o meglio battuta da un compagno di squadra e che stava per colpire la giornalista. Tutto questo lasciando di stucco la giornalista e francamente tutti noi! Probabilmente si tratta di un fake, ma a me piace pensare che sia vero, anche se, forse è tutto finto … o forse no.
Allegra Giuffredi
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