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World Series 2023 - Gara 1 - Com'è andata

da MLB.com 

di Frankie Russo

DIAMONDBACKS @ RANGERS

La domanda che in molti si ponevano era se una finale delle World Series tra le peggiori due squadre degli ultimi due anni potesse mai essere una serie che ofrisse delle emozioni. Ebbene, questi scettici hanno avuto la risposta in Gara 1, una gara difficilmente più emozionante. Dodici anni dopo aver perso una gara considerata la migliore mai giocata nella storia delle World Series, i Ranges sono ancora protagonisti. E’ una finale che pochi potevano immaginare tra due squadre che hanno terminato entrambe seconde nella loro divisione; entrambe hanno vinto a zero sia la Wild Card che le LDS ed entrambe hanno vinto in trasferta gara 6 e 7 delle LCS per conquistare il diritto di disputare le World Series.

I Rangers si affideranno alla potenza dell’MVP dell’ALCS Adolis Garcia che ha al suo attivo nella postseason 20 RBI, 4 gare consecutive con HR. I D-backs si avvalgono dell’aggressività di Corbin Carroll che è il primo giocatore a realizzare 25+ HR e 50+ basi rubate in una stagione, il 5° giocatore a rubare 2 basi in due gare consecutive ed è il 6° giocatore a battere  3 valide in gara 7 delle champion series. Un’altra arma dei Diamondbacks è che sono giocatori con pochi strikeout, tutti sanno mettere la palla in gioco e sono aggressivi sulle basi e hanno un’ottima difesa. A differenza dei lanciatori e dei battitori, queste sono qualità che non vanno mai in crisi. 

 

Grazie anche al poco controllo di Zac Gallen della zona dello strike, troppo spesso si trova indietro nel conteggio e questo non rappresenta una buona ricetta per avere successo contro una squadra come i Rangers che ottengono uno scalpitante primo inning. E’ il rookie 21enne Carter che dà il via alle segnature con un doppio che spinge Seager a casa per l’1-0. E’ subito 2-0 quando lo stesso Carter segna sulla valida di Garcia.

 

Nelle prime due riprese le mazze di Arizona trovano difficoltà ad impattare i lanci di Eovaldi fino a quando nel 3° le serpenti del deserto rispondono a Eovaldi con una ripresa da manuale facendo ciò che sanno far meglio, costruire punti. Apre Erik Thomas con una battuta che supera con un balzo Eovaldi e viene raccolta davanti al sacchetto di seconda da Seager, ma troppo tardi, Thomas è salvo in prima. Longoria torna alle World Serie dopo 15 anni e si presenta con una valida a destra. Corridori in prima e seconda che avanzano su sacrificio di Perdomo. E’ il turno di Carroll che batte un triplo e il punteggio è in parità. 

 

Qui il capolavoro e scuola di fondamentali di Carroll. Con Marte in battuta dal lato destro del box, la difesa dei Rangers gioca dentro e spostato molto sul lato destro, ivi compreso il 3B Jung che si posiziona molto lontano dal sacchetto. Carroll ne approfitta, ed ogni lancio il suo vantaggio secondario è a circa metà corsia. Marte batte sul 1B Lowe che raccoglie e spara a casa, ma troppo tardi, Carroll anticipa ed è salvo a casa per il 3-2 Arizona. Ancora una volta Arizona esegue alla perfezione la sua filosofia di gioco: Arrivare-Avanzare-Segnare.

 

Nella parte bassa sembra che Gallen possa controllare l’attacco di Texas ma poi si complica la vita concedendo un doppio e tre basi su ball che portano il punteggio sul 3-3. I D-backs ristabiliscono il vantaggio con un solo HR di Pham nel 4° e sull’RBI con il doppio di Marte nel 5°. E’ la 17^ gara consecutiva nella PS che Marte batte valida. 

Nonostante il difficile inizio, Zac Gallen arriva al 5° con Arizona in vantaggio per 5-3 per poi lasciare il monte al trio Ryan Thompson, Joe Matinply e al poco preciso ma efficace Kevin Ginkel che portano a 13 le riprese lanciate dal bullpen senza concedere punti.

 

Poi arriva il 9° che conferma la vecchia regola che quando s’inizia con una base su ball, spesso si pagano le conseguenze. Infatti dopo che Tavares arriva per ball, Seager impatta il primo lancio di Sewal che finisce al secondo livello a destra per il 5 pari. Poteva Lovullo forse pensare di mascherare una base intenzionale a Seager? Avrebbe significato mettere il punto del pareggio in base e il punto della vittoria a casa base con un trio di tre pericolosi battitori a seguire, Carter, Garcia e Garver. Con una eliminazione e avendo sul monte il closer che non aveva concesso ancora un punto nei playoff, Lovullo accetta la sfida con la conseguenza che sappiamo. Ovviamente, ogni decisione del giorno dopo sarebbe stata quella giusta. 

 

Merito va riconosciuto al bullpen di Texas che per 6,1 riprese ha tenuto a freno l’attacco di Arizona limitandola a solo due valide, nessuna base su ball con 6 strikeout. 

 

L’11^ e decisiva ripresa inizia con il mancino Kyle Nelson che elimina Carter con una volata a destra. Garcia, che già in precedenza aveva eguagliato il record di David Freese per numero di RBI nella postseason con 21, stabilisce il nuovo record quando la sua infrenabile mazza s’incontra con il 96,7mph sinker di Miguel Castro e finisce nelle tribune a destra per un walk-off HR per il 6-5 che aggiudica Gara 1 ai Texas Rangers. Nelle ultime 5 gare Garcia ha battuto 5 HR e 15 RBI. 

 

Non fosse stato per l’HR di Seager nel 9°, questa opportunità non sarebbe mai arrivata per Garcia. Ma Seager non è nuovo a questo tipo di imprese, già in Gara 7 nell’ALCS serie, Seager aveva battuto un HR contro Cristian Javier che aveva portato i Rangers in vantaggio sugli Astros. Ma questi sono i momenti in cui le star devono fare un passo in avanti e prendere per mano la propria squadra. Ed è anche il motivo per cui a loro vengono offerti lucrosi salari, non tanto per le statistiche, ma per ciò che fanno nella postseason.

 

La vittoria per i Rangers ha rappresentato una specie di redenzione. Dei 63 anni da quando esistono, ben 62 sono stati una delusione. Se Gara 1 è stata una indicazione, allora Texas è a un quarto di strada per cambiare la loro storia. 

 

Frankie Russo

 

 

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