· 

La leggenda del ventriloquo Jack "Waddy" Wadsworth

 

di Frankie Russo

 

tratto da MLB.com

Nel corso degli ultimi 150 anni vi sono stati diversi giocatori che si sono messi in mostra per capacità che non hanno nulla a che fare con quelle tecniche. Walter Carlisle, un ex acrobata circense, effettuò un triplo gioco dall’esterno centro senza alcuna assistenza. Rube Foster usava il fumo della sua pipa per trasmettere i segnali ai corridori. Pat Venditte usò le sue capacità ambidestre per divenire il primo lanciatore nella storia ad essere uno switch-pitcher. Ma una delle più strane, e diciamo la verità, la più divertente delle storie inedite del baseball fu quella di Jack “Waddy” Wadsworth. Un personaggio del quale quasi nessuno ha sentito parlare e non era neppure un grande giocatore. Wadsworth lanciò per quattro anni nelle majors per gli allora Cleveland Spiders, uno per gli Orioles e altri due per i Lousville Colonels con un record di 6-38 e un PGL di 6,85 e concesse 100 basi su ball in più rispetto al numero di strike out in carriera. Detiene anche il record per inefficienza in una gara del 1894.

Nonostante non riuscisse ad eliminare gli avversari dal monte, trovò il modo almeno di farli espellere dalle partite.

 

In una edizione del Baseball Digest del 1952 fu riportato che:

Il vero vanto di Wadsworth è il fatto che in molte occasioni usava le gare per esercitare le sue doti di ventriloquo. Grazie a quest’arte, egli provocò una quantità innumerevole di espulsioni. 

 

Egli riusciva dal monte di lancio a far sentire la sua voce a casa base provocando l’espulsione dei battitori. Sempre secondo il reportage del Digest, Wadsworth usava il suo talento in situazioni critiche delle gare o quando entravano nel box battitori pericolosi. Una volta fece espellere “Big” Dan Brouthers usando una frase che, almeno alla fine dell’800, era un grave insulto:

 "Se non sperperassi i tuoi soldi nell'alcol, tua moglie non dovrebbe occuparsi del bucato."

 

Un’altra volta fece espellere Roger Connor, ora nella Hall Of Fame, che era il primo in graduatoria per fuoricampo prima dell’avvento di Babe Ruth. Connor entrò nel box di battuta pronto ad aumentare il suo numero di HR ma poi alle orecchie del giudice di casa base, Hank O’Day pervenne una frase:

Hank, tu hai tanti di quei difetti per cui io non ne vorrei nemmeno uno”.

La frase ovviamente non piacque a O’Day che non ci pensò due volte a buttarlo fuori.

 

Wadsworth era talmente bravo che nemmeno i suoi compagni di squadra riuscivano ad individuare la sua voce fino a quando non partecipò ad uno spettacolo di chiesa per ventriloqui. Non trascorse molto tempo da allora che anche gli arbitri vennero a conoscenza delle sue doti che posero fine alle sue fantasiose gesta e a molte ingiuste espulsioni. 

 

Chissà se a 100 anni di distanza l’arte del ventriloquo può tornare in auge nelle majors. Non potrebbe ogni squadra assumere un ventriloquo? Non sarebbe forse divertente vedere espulso senza colpe Shohei Othani mentre si attinge ad entrare nel box di battuta? Non potrebbe essere questo un sottile trucco da usare per eliminare un avversario pericoloso? 

 

Forse si, ma dubito che la tecnologia di oggi farebbe passare la cosa inosservata. 

 

Frankie Russo

 

Sotto, il ventriloquo Andrea Fratellini a Zelig

Scrivi commento

Commenti: 0