Articoli a tema tecnico pubblicati nel 2014

________________________________ Lanciatori: Off season - Tirare o riposare?

Nella foto Carson Fulmer con Valderbilt University vincitori delle College World Series 2014 (Peter Aiken/Getty Images)
Nella foto Carson Fulmer con Valderbilt University vincitori delle College World Series 2014 (Peter Aiken/Getty Images)

di Paolo Castagnini

Dopo aver letto le opinioni di numerosi pitcher cresciuti in Italia proseguiamo con il tema del lancio, caro a moltissimi coach. Inizia oggi infatti una nuova rubrica settimanale dedicata ai lanciatori. La rubrica, curata dal nostro infaticabile Frankie Russo, tratterà i moltissimi problemi che tutti i pitching coach devono affrontare prima, durante e dopo la stagione agonistica. Questa volta però la fonte non sarà il mondo della MLB, ma College e University Americane - forse più vicine a noi - attraverso le opinioni dei loro manager e pitching coach. Visto il periodo di off season ci sembrava la cosa migliore partire da un articolo che rispondesse ad una domanda: Durante l'inverno, usare il braccio per lanciare o meglio tenerlo a riposo? 

Buona lettura! 

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_________________________________ Più gioco!

La stretta di mano tra Catanoso e Nanni prima della settima gara dei play-of (Foto Bassani)f
La stretta di mano tra Catanoso e Nanni prima della settima gara dei play-of (Foto Bassani)f

Riprendiamo il ragionamento interrotto nel mese di agosto riguardante il miglioramento del baseball dal punto di vista dello spettacolo. Dopo l'articolo del 25 agosto ecco un nuovo pezzo di Mauro Paglioli sull'argomento.


PIU' GIOCO!

di Mauro Paglioli

 

Il baseball è un gioco meraviglioso, ma non solo da giocare, anche da vedere, per gli spettatori, in quanto è, o dovrebbe essere, una sequenza continua di azioni e di pause, tale da emozionare e tenere legati alla sedia dello stadio per un certo numero di ore. Dico subito che, a mio avviso, le fasi di gioco effettivo di ATTACCO e DIFESA potrebbero e dovrebbero durare mediamente la META’ del tempo che durano ora nel nostro campionato. Cercherò ora di spiegare come e perché.

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________________________________ Com'è nato il Bullpen moderno

Nella foto il rilievo Yankee Dellin Betances (Alex Goodlett/Getty Images North America)
Nella foto il rilievo Yankee Dellin Betances (Alex Goodlett/Getty Images North America)

di Frankie Russo

Traduzione dall'articolo su fivethirtyeight.com

How Bullpens Took Over Modern Baseball

Charles “Charlie” Feeny, un giornalista sportivo che nei suoi 40 anni di attività dal 1946 al 1986 seguì i NY Giants, NY Yankees, NY Mets e Pittsburgh Pirates, ebbe una volta a dire:

 

“Statemi ben  a sentire. Potete mettere in quel dugout il più bravo manager del mondo e me nell'altro con i due più bravi rilievi. Vi garantisco che vincerò tutte le partite!” Il 9 luglio scorso i NY Yankees giocavano a Cleveland e dopo 6,2 inning, con il punteggio di 4 pari, il partente Brandon McCarthy fu sostituito sul monte dal rilievo Matt Thornton che con solo due lanci a 97mph eliminò l’avversario con una rotolante. 

 

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________________________________ Gli aspetti mentali della battuta

Marco Mazzieri al clinic di Castelfranco Veneto
Marco Mazzieri al clinic di Castelfranco Veneto

di Paolo Castagnini

Affrontare i vari aspetti della battuta è per un tecnico un dovere, ma nello stesso tempo anche un piacere e ascoltare una lezione di battuta di Marco Mazzieri manager della Nazionale Italiana lo è ancora di più anche se l'argomento è un po' la ripetizione di quello presentato alla Coach Convention di Gennaio 2014, come ha tenuto a precisare il tecnico azzurro ad inizio presentazione. L'intervento però è a mio avviso estremamente interessante sia per chi era all'ultima Coach Convention sia per chi è la prima volta che lo ascolta.


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________________________________ L'importanza della difesa

Nella foto Andrelton Simmons shortstop dei Braves (Pouya Dianat/Atlanta Braves/Getty Images)
Nella foto Andrelton Simmons shortstop dei Braves (Pouya Dianat/Atlanta Braves/Getty Images)

di Frankie Russo

Traduzione dell'articolo da ESPN:Braves stress the importance of defense

Ci sono giorni in cui il lanciatore è in giornata no, ed è in quelle situazioni che la difesa assume un ruolo molto importante.

Raccogliere una pallina è uno di quegli aspetti del gioco che lascia spazio a diverse valutazioni: qualcuno si sofferma sul territorio che il difensore riesce a coprire, e mentre qualcuno si sofferma sul posizionamento, qualcun altro osserva la reattività, qualcuno ritiene meglio giocare più profondo mentre qualcuno altro ritiene meglio giocare meno profondo.

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________________________________ Parliamo di battuta con Marco Mazzieri

Nella foto il Manager della Nazionale Italiana Marco Mazzieri
Nella foto il Manager della Nazionale Italiana Marco Mazzieri

di Paolo Castagnini

L'occasione della Nazionale Italiana in allenamento in questi giorni a Verona era un boccone troppo ghiotto per lasciarlo sfuggire e quindi approfittando della consueta disponibilità del Manager Marco Mazzieri ho pensato di fare una cosa gradita ai numerosi lettori di Baseball On The Road registrando un video tecnico sulla battuta che come tutti sanno è il fondamentale prediletto da Marco. Giovedì 4 Settembre Marco Mazzieri aveva un allenamento specifico di battuta con Lorenzo Avagnina e Giovanni Pantaleoni.

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_________________________________ La sfida di un hitting coach

Nella foto Greg Walker durante un batting practice
Nella foto Greg Walker durante un batting practice

di Frankie Russo

Traduzione dell'articolo di Ken Rosenthal "The challenges of a hitting coach" pubblicato su Foxsport.com

Per Greg Walker la parola magica è motivare.

L’attacco dei Braves non sta andando molto bene, segna una media di 3,78 punti a partita, tra le più basse della National League. Naturalmente non è un problema solo dei Braves, l’attacco è in crisi per quasi tutte le squadre delle majors, ma questo non è una consolazione per il loro hitting coach, Greg Walker, il quale ha il compito di far diventare consistente ciò che è inconsistente. 

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________________________________ Cambiare i lanciatori contando i lanci è veramente la soluzione del problema?

Nella foto Brad Ausmus, manager dei Tigers (AP Photo)
Nella foto Brad Ausmus, manager dei Tigers (AP Photo)

di Frankie Russo

Traduzione dall'articolo su Detroit Free Press a firma di George Sipple 

Il manager dei Tigers Brad Ausmus ha detto che gli piace l’approccio di David Price di rimanere sul monte. Questa è stata una dichiarazione rilasciata prima della sconfitta per 1-0 di giovedì, quando Price aveva lanciato 8 inning, concedendo un triplo nel primo inning, dopo un errore difensivo e quindi un punto non guadagnato. Da quel momento nessun altro avversario avrebbe raggiunto la prima. In caso di pareggio, e Il modo in cui stava lanciando, probabilmente avrebbe indotto il manager a lasciarlo sul monte nel nono e forse anche per il 10°. In otto inning Price aveva tirato 100 lanci con nove kappa. Sostiene Ausmus:

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________________________________ Una nuova immagine del baseball - 4^ e ultima parte

Una famiglia allo stadio
Una famiglia allo stadio

di Paolo Castagnini

Continuo l'analisi sulla crisi di numeri del baseball italiano. Questa è un'opinione, la mia, ma dai riscontri ricevuti attraverso i commenti scritti da molti di voi l'argomento raccoglie certamente molto interesse. Alcuni condividono la mia analisi e anzi la stanno arricchendo con ulteriori proposte, altri propongono alternative differenti. Ambedue le posizioni sono interessanti e rendono il dibattito estremamente positivo. Nell'articolo n° 1 vi ho presentato la mia idea sulle linee generali per iniziare a pensare all'immagine del nostro sport da un punto di vista differente. Nel secondo ho espresso la mia opinione su alcuni atteggiamenti che rendono la partita lenta e con pause troppo lunghe. Nel terzo articolo infine ho affrontato il problema di come è possibile rendere alcune di queste pause opportunità, anziché problemi.

 

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________________________________ Una nuova immagine del baseball - 3^ parte

di Paolo Castagnini

Da alcuni giorni sono entrato nell'argomento "crisi del baseball italiano" Nel primo articolo scrivevo che dovremmo cambiare l'immagine del nostro sport nei confronti non tanto degli appassionati, ma per conquistare le persone comuni, quelli che di baseball e softball ne sanno veramente poco. Avere solamente il pubblico di intenditori non aiuta nessuno. Sostenevo che occuparsi ora di sport e attirare pubblico è sempre più difficile e che il problema non si limita al baseball, ma a qualsiasi intrattenimento che non sia il grande spettacolo che può contare sulla grancassa dei media. Nel secondo articolo ho affrontato l'argomento del perché il baseball è visto come sport noioso.

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________________________________ Una nuova immagine del baseball - 2^ parte

Big Papi - David Ortiz, sputa sulla mano prima di posizionarsi nel box
Big Papi - David Ortiz, sputa sulla mano prima di posizionarsi nel box

di Paolo Castagnini

Nell'articolo precedente ho presentato un quadro della situazione non esattamente positivo della situazione del baseball e softball italiano e dal numero di viste e dagli interventi che avete postato direi che l'interesse per questo tema è notevole. Ognuno di noi appassionati probabilmente avrà un'opinione su questo e probabilmente anche una possibile soluzione. Io di certo non pretendo di possedere quest'ultima, ma mi permetto di affrontare il problema e provare a suggerire alcuni accorgimenti, dati soprattutto dall'esperienza ottenuta in questi ultimi anni, essendo stato per molte volte a contatto con il baseball americano. Il fulcro del problema nell'intervento precedente si basava su una constatazione e cioè che le persone cosiddette comuni, cioè non appassionati, trovano il nostro sport noioso.

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________________________________ Una nuova immagine del baseball - 1^ parte

Lo stadio dei Pirati a Rimini
Lo stadio dei Pirati a Rimini

di Paolo Castagnini

Che il baseball e softball italiano siano in piena crisi di numeri questo è fuori discussione. Difficoltà a reclutare, a costruire squadre e soprattutto gestirle; pochi soldi, volontariato in crisi, poco interesse dei media ed infine pubblico fortemente diminuito. C’è anche un altro dato di fatto: quasi tutti gli sport a “minore interesse” soffrono il momento storico. Persino il calcio non ne è indenne. Si, anche il calcio risente di questi problemi fatto salvo il “grande calcio”, ma questa è un’altra cosa ed è legata allo spettacolo. Quindi lo sport “tutto” è in crisi ad esclusione dello “sport/spettacolo”. Il reclutamento è difficoltoso per tutti (parlo di numeri relativi e cioè ora rispetto prima); i volontari sono sempre meno; i soldi degli sponsor sono sempre meno (colpa della crisi); la sedentarietà unita alla comodità televisiva è sempre di più e quindi niente stadio. La forbice tra lo sport e lo sport/spettacolo è sempre più aperta.

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________________________________ You got framed

Nella foto il catcher Jonathan Lucroy
Nella foto il catcher Jonathan Lucroy

di Frankie Russo

You got framed - Sei stato inquadrato

La nuova tecnologia ci mostra quanto è preziosa l’abilità di un ricevitore che riesce a trasformare un lancio sugli angoli in uno strike “chiamato”.

(Premessa: la traduzione del verbo “to frame” è “inquadrare”, termine che nulla ha a che fare con il baseball. Pertanto, riteniamo opportuno non ricorrere alla traduzione letteraria e utilizzare la terminologia originale “to frame” o “framing”. ndr).

Traduzione dall'articolo su ESPN BY HARRY PAVLIDIS Foto: BRAD MANGIN/MLB PHOTOS/GETTY IMAGES

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________________________________ Standing Ovation, Captain!

di Paolo Castagnini

La notte magica della All Star Game 2014 ha consacrato il più grande Campione di questa ultima generazione. La NIKE gli ha dedicato l'immagine emblematica che racchiude in se tutto quanto si possa dire di Derek Jeter: RE2PECT - RISPETTO al Numero 2. Derek Jeter, il più grande degli ultimi ventanni. Che cosa significa essere il più grande? Significa essere campioni nello sport come nella vita. Lui che del rispetto ha fatto il suo modo di essere con i compagni, con gli allenatori, con gli arbitri e con gli avversari.

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________________________________ Quali sono i segreti di un fuoricampo?

di Paolo Castagnini

Questa notte alle 02.00 ora italiana presso il Target Field di Minneapolis inizierà l'Home Run Derby 2014.

L'annuale sfida tra i grandi campioni della MLB è il momento forse più spettacolare della manifestazione All Star Game, una grande Kermesse che si ripete ogni anno.

Ma quali sono i segreti di un fuoricampo? Perchè una pallina da baseball battuta da una mazza di legno possa andare oltre la recinzione quali sono le caratteristiche dello swing?

ESPN SPORT SCIENCE ci risponde con un servizio tradotto come sempre per noi Frankie Russo

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________________________________ Lezione di un coach Americano

Nella foto Stan Luketich
Nella foto Stan Luketich

di Paolo Castagnini

Siamo nel momento clou della stagione agonistica 2014 e anch'io, come voi amici coach, sono nella fase importante del campionato. Il giro di boa è già alle spalle e tra poche domeniche tutto sarà concluso. 24 partite con la mia nuova squadra  di Bolzano, sono tutta la stagione di un Campionato di Serie B. Il mio impegno è stato quello di fornire il più possibile nuovi stimoli ai miei atleti a volte con successo, altre volte meno, ma sempre con la massima volontà possibile. In questa ottica si inserisce MLB Envoy Program, un progetto della MLB che divulga il gioco del baseball al di fuori dagli Stati Uniti.

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_________________________________ Il capro espiatorio

di Paolo Castagnini

C'è un vizio tutto italiano che imperversa in molte persone e lo sport non ne è esente anzi lo esalta. Mi riferisco al vittimismo o ricerca del capro espiatorio per i propri fallimenti. Il popolo Italiano che fondamentalmente si misura attraverso il calcio e la politica, esterna tutte le sue incazzature contro qualcuno o contro un dato colore.

Il vittimismo si trova anche nel baseball italiano; in molti giocatori e persino in squadre intere.

La ragione primaria di fallimento è comunemente l'arbitro o come specifica Michele Dodde, l'Ufficiale di Gara.

 

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________________________________ Etica per essere e divenire un umpire

di Michele Dodde

Ezio Cardea ha proposto sui siti di Mybaseball e Baseballmania alcune riflessioni personali inerenti la “postura” dell’Ufficiale di Gara chiamato a giudicare i lanci, la sua enfasi di voce e la gestualità relativa. Sono riflessioni che fanno scaturire diverse considerazioni tutte tese a migliorare qual muto dialogo tra umpire e pubblico. In effetti, già quando il baseball aveva lasciato i principi di amatorialità e con gli umpire John Gaffnev, chiamato “honest” per bravura tecnica, che fu il primo a giudicare i lanci posizionandosi dietro il ricevitore, e Ben Young che fu il primo a concepire una congeniale divisa (pantaloni e camicia “blue” da cui il nomignolo degli umpire in slang) ed a scrivere il primo codice di etica con il canovaccio di una mitica meccanica a due, fu solo nel 1905 che l’umpire Cy Rigler inventò i segnali, ovvero i gesti che avrebbero indicato al pubblico il giudizio attuato in quanto si evidenziò già da allora la necessità di indicare al pubblico la decisione presa senza ombra di dubbio alcuno.

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________________________________ Come difendersi dallo shift?

di Frankie Russo

Sunto tratto da due articoli di ESPN di Jayson Stark e Doug Mittler

Lo shift difensivo è ormai all’ordine del giorno, ma quali sono le reazioni dei battitori che lo devono affrontare. Per i primi 120 anni della storia del baseball, gli interni si sono pressoché schierati sempre alla stressa maniera, indipendentemente dalle tendenze del battitore. Ma otto anni fa i Tampa Bay Rays spostarono l’interbase dall’altra parte del sacchetto di seconda quando affrontavano David Ortiz. Oggi, considerata la quantità di tecnologia a disposizione, tutte le squadre adottano il loro personale modo di usare lo shift, ed in particolare contro i potenti battitori mancini.

Soluzione? Battere in campo opposto. O, come affermava Wee Willie Keeler, che ha una targa nella Hall of Fame, la chiave del successo è battere la palla dove non ci sono difensori.

 

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_________________________________ La partitella

di Paolo Castagnini

E’ fuori discussione che nel baseball più si gioca e meglio è. Più partite si fanno e più bravi si diventa. E’ invece usanza in Italia quella di fare molti allenamenti e poche partite. Un Campionato giovanile si limita a 12/16 partite ogni anno, ad esclusione delle società più attive che partecipano a tornei.

Se si pensa che la maggior parte delle squadre giovanili inizia l’attività in ottobre i calcoli sono presto fatti: 9 mesi a 2 allenamenti settimanali significa 72 allenamenti e 12 partite, un assurdo!

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________________________________ Meglio una striscia con battute valide o con arrivi in base?

Nolan Arenado dei Rockies (Foto by Christian Petersen/Getty Images)
Nolan Arenado dei Rockies (Foto by Christian Petersen/Getty Images)

di Frankie Russo

Qualche settimana fa si è interrotta la striscia di Nolan Arenado dei Colorado Rockies relative a 27 partite consecutive in cui ha battuto valide.

Nello stesso periodo Jose Bautista dei Toronto Blue Jays aveva un’altra striscia in corso, quella di essere arrivato in base in 38 partite consecutive.

Quella di Bautista, ad ogni modo, è passata in secondo ordine.

Perché?

 

 

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________________________________ Finalmente basta collisioni anche in Italia?

Una serie di immagini tratte dal sito Baseballmania che certificano collisioni accadute quest'anno nelle giovanili
Una serie di immagini tratte dal sito Baseballmania che certificano collisioni accadute quest'anno nelle giovanili

di Paolo Castagnini

Il sito www.baseballmania.eu ci da una bella notizia. Il Consiglio Federale del 22 maggio ha stabilito di “sperimentare la regola contro gli scontri a casa base varata dalla IBAF” durante lo svolgimento del Torneo delle Regioni 2014.

All'interno dell'articolo a firma di Francesco Zucconi e Tiziano Pellegrini delle giovanili del Rimini, ci sono esempi reali, corredati da foto di Giovanni Soatin, sulla gravità di collisioni a casa base accadute in questi primi mesi nei Campionati Giovanili. Come i nostri lettori sanno Baseball On The Road si è sempre espressa a favore della fine di questa pericolosa azione di gioco. Qui sotto il link all'articolo di Baseballmania

 

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________________________________ Accorcia la mazza e mettila in gioco!

di Frankie Russo

Quante volte, mentre nel box di battuta con corridore in terza e meno di due eliminati, abbiamo sentito gridare dal dugout e dal pubblico:

Accorcia la mazza e metti la palla in gioco”!

Ma ci siamo poi mai chiesti fino a che punto questa tecnica ci porta i risultati sperati, cioè se veramente si segnano più punti?

Da un’analisi di David Shoenfield di ESPN si rileva che non è proprio così.

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________________________________ The Unwritten Rules - 3^ e ultima Parte

La copertina di "The Code" un libro di Ross Bernstein (272 pagine) sul codice di comportamento nel Baseball
La copertina di "The Code" un libro di Ross Bernstein (272 pagine) sul codice di comportamento nel Baseball

Di Frankie Russo

Segue dalla Seconda parte

21. Don't bunt with a power hitter up.

21. Evitare di fare smorzate con un battitore potente in battuta.

Facendo eseguire una smorzata a un battitore potente è una scelta che non paga. La caratteristica di un battitore potente è appunto la forza, la possibilità di spedire la palla lontano, specialmente con corridori in base. Perché porre limiti alla provvidenza?

 

22. Don't take the bat out of your best hitter's hands by sacrificing in front of him.

22. Non togliete la mazza dalle mani del vostro migliore battitore facendo eseguire un sacrificio a chi lo precede.

I motivi che possono indurre a richiedere una smorzata di sacrificio sono tanti e anche validi, specialmente nelle fasi finali della gara. Nel contempo ci sono molti fattori da tenere presente, tra cui appunto chi sarà il prossimo battitore. Sacrificando chi precede il vostro migliore battitore, significa liberare la prima base, e significa che con ogni probabilità la squadra avversaria gli concederà la base intenzionale. Avete diminuito le opportunità di successo, in poche parole l’avete bruciato!

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________________________________ The Unwritten Rules - 2^ parte

L'articolo Unwritten Rules pubblicato su Baseball Digest del Giugno 1986
L'articolo Unwritten Rules pubblicato su Baseball Digest del Giugno 1986

di Frankie Russo

Segue dalla Prima parte

11. Left and right fielders concede everything to center fielder.

Esterno destro ed esterno sinistro danno la precedenza all’esterno centro. L’esterno centro è il capitano degli esterni, generalmente è il più veloce e pertanto in grado di ricoprire più terreno. Egli ha la precedenza sugli altri due esterni così come gli esterni hanno la precedenza sugli interni.

12. Never give up a home run on an 0-2 count.

Mai concedere un fuoricampo con il conteggio 0-2. Non esiste conteggio a favore del lanciatore meglio dello 0-2. Su questo conteggio il lanciatore ha maggiori possibilità di ingannare l’avversario con lanci al limite della zona, mentre il battitore è costretto ad allargare la sua zona dello strike. Concedere un fuoricampo in questa situazione è semplicemente ingenuo.

 

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________________________________ Benvenuti nell'era della Tecnologia!

Foto di: Michael Zagaris/Getty Images
Foto di: Michael Zagaris/Getty Images

di Frankie Russo

Prima parte

Così come tutto ciò che ci circonda è stato influenzato dalla tecnologia, così anche il baseball ne è stato coinvolto, e non poteva essere diversamente. La tecnologia è stata parte integrante nel cambiamento della meccanica di lancio, nella meccanica di battuta e nelle strategie difensive.

Sempre più difficile diventa per i battitori incrementare le loro medie dovendo contrastare non solo i notevoli progressi registrati dalle potenti braccia dei lanciatori, ma anche competere contro i sofisticati shift, cioè lo spostamento della difesa verso una particolare zona del campo in base ad approfonditi studi relativi alle caratteristiche del battitore.

 

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________________________________ The Unwritten Rules

La copertina di Baseball Digest del Giugno 1986 dove furono pubblicate le Unwritten Rules
La copertina di Baseball Digest del Giugno 1986 dove furono pubblicate le Unwritten Rules

di Frankie Russo

Qualche giorno fa l’amico Paolo ha pubblicato un articolo molto interessante intitolato L’Etica nel baseball. In effetti poi, è questo rispetto per l’avversario che regna nel nostro sport e che spesso ci contraddistingue dagli altri. Per una strana e ignota ragione veramente pensavo trattasse di altro, pensavo che si volesse riferire a quelle 30 regole non scritte, meglio conosciute come le Unwritten rules (pubblicate nel 1986, su Baseball Digest) che invece sono delle massime o suggerimenti per gli addetti ai lavori. Era da tempo che non li vedevo e ho ritenuto che non ci fosse niente di male a pubblicarle e renderle note ai colleghi, in particolare i più giovani. Queste sono le prime 10. Nei prossimi giorni le altre

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________________________________ L'etica nel baseball

di Paolo Castagnini

Nel baseball ci sono molte regole scritte, ma ci sono anche quelle non scritte che nella stessa maniera vanno osservate. Sono le regole che sono definite "etiche".

Non esistono scritte in nessun regolamento e gli arbitri non potranno mai applicare sanzioni. ma sono comunque da osservare.

Chi non lo fa va contro il baseball.

La più importante è il rispetto per la squadra avversaria

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_________________________________ La nuova epidemia: Tommy John Surgery - Seconda parte

Kris Medlen dei Braves (GETTY IMAGES)
Kris Medlen dei Braves (GETTY IMAGES)

Traduzione di Frankie Russo

Vai alla prima parte

Il primo lavoro di Dan Jennings nella MLB fu come scout per i Cincinnati Reds nel 1986, e in seguito divenne uno dei migliori analizzatori di talento degli ultimi 28 anni. Ricorda i tempi quando i giovani atleti crescevano praticando metodi diversi dall’alzare pesi per il potenziamento. “Una volta si andava per i campi a tirare meloni e tanti altri esercizi con le mani, era così che diventavi forte dai gomiti fino alle punta delle dita” dice Jennings. “Oggi, a seguito dei nuovi programmi di condizionamento, è cambiato tutto. Subito dopo la scuola media ti dicono di focalizzare su un unico sport, non si praticano più diversi sport. Vieni indirizzato verso questi regimi specializzati e curi molto i muscoli maggiori, ma trascuri quelli piccoli intorno ai rotatori e i legamenti. I muscoli maggiori crescono tanto che quando cerchi di decelerare, aumentano le probabilità di infortuni.”

 

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_________________________________ La nuova epidemia: Tommy John Surgery

Nella foto Matt Moore  lanciatore dei Rays (Ed Zurga/Getty Images)
Nella foto Matt Moore lanciatore dei Rays (Ed Zurga/Getty Images)

Prefazione di Paolo Castagnini

L'intervento al gomito dei lanciatori, che ha preso il nome dal primo lanciatore a cui è stata sottoposta questa tecnica per la prima volta dal Dr. Frank Jobe, è divenuto così frequente che negli Stati Uniti viene addirittura definito come epidemia. Il problema degli infortuni ai lanciatori non è però solo americano, ma lo è anche nelle altre nazioni come l'Italia. Anche tra di noi tecnici il dibattito su come evitare seri rinfortuni ai nostri ragazzi è attualissimo anche se il ricorso al Tommy John è notevolmente meno frequente. L'Accademia di Tirrenia con Bill Holmerg e tutto lo staff è sede di notevoli ricerche e studi su come migliorare i fondamentali in funzione della prevenzione infortuni.

Questo articolo tradotto magnificamente dal solito Frankie Russo racconta di com'è la sitruazione attuale negli Stati Uniti.

Per praticità, l'articolo è stato diviso in due puntate. Questa è la prima.

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________________________________ Battere la prima si o no?

Josh Hamilton dei Los Angeles Angels (AP Photo/Eric Christian Smith)
Josh Hamilton dei Los Angeles Angels (AP Photo/Eric Christian Smith)

di Frankie Russo

Approfittando dell'articolo di Franco Ludovisi, vorrei contribuire alla discussione attraverso questo pezzo sul "girare il primo lancio".

L'articolo è apparso su MLB.com il 10 Aprile di quest'anno, scritto da Lyle Spencer dal titolo:

Aggression psychology: First pitches can be a big hit  - Hitters who go after it if they like what they see can make hay with initial offerings che tradotto significa:Psicologia aggressiva: I primi lanci possono portare a grandi risultati - Se ai battitori piace quello che vedono, possono trarne grande vantaggio

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_________________________________ I luoghi comuni nel baseball

Il libro per bambini sulla storia del baseball scritto da John Thorn che ha vinto il premio Bob Davids Award della  Society for American Baseball Research
Il libro per bambini sulla storia del baseball scritto da John Thorn che ha vinto il premio Bob Davids Award della Society for American Baseball Research

di Franco Ludovisi

Se batti sempre la prima, vedi al massimo cinque lanci in una partita

Verissimo, soprattutto se il lanciatore è abituato a lanciare subito strike.

Da tempo immemorabile viene consigliato ai battitori di “guardare il primo lancio”, di non batterlo, di fare lanciare il pitcher avversario per vederne la velocità e tutte le altre caratteristiche che possiede, per attendere semmai il lancio da te preferito ed avere così maggiori possibilità di colpirlo con efficacia.

Tutto giusto certo: purchè la tua palla preferita non venga lanciata proprio al primo lancio, purchè tu sia un lead off (primo nell’ordine di battuta) che non ha mai incontrato quel lanciatore, perché altrimenti avresti potuto osservarlo dalla panchina, dal cerchio di attesa alla battuta, dal campo, se sei già arrivato in base in precedenza e avresti potuto conoscere quindi tutte le caratteristiche di chi vai ad affrontare nel box.

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_________________________________ La regola del trasferimento della pallina

Terry Francona alle prese con la decisione dell'arbitro (foto Jason Miller)
Terry Francona alle prese con la decisione dell'arbitro (foto Jason Miller)

Traduzione e riassunto di Frankie Russo dagli articoli apparsi su cbsSports e foxsports.

Molti non sanno che in coincidenza dell’introduzione dell’Instant Replay è stata apportata una variazione della definizione di presa legale e nel frattempo molte sono state le contestazioni relative alle prese con trasferimento della pallina dal guanto alla mano di tiro, creando più confusione che altro. Nonostante le molte richieste di replay, tali azioni sono state quasi tutte confermate come prese non legali causando lamentele da parte di manager e giocatori.

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________________________________ Parliamo di tecnica?

Il 4 Marzo 2014 durante lo spring training i National affrontarono i Braves a basi piene con cinque infield anziché quattro
Il 4 Marzo 2014 durante lo spring training i National affrontarono i Braves a basi piene con cinque infield anziché quattro

di Paolo Castagnini

Ricevo questa mail da Franco Ludovisi che pubblico integralmente. Più volte io stesso ho sollecitato gli allenatori Italiani ad esprimersi su ogni argomento tecnico, ma purtroppo con scarsi risultati. Mi unisco quindi all'invito dell'amico Franco perchè si possa sviluppare una discussione sana e profiqua sul nostro sport. Come sempre Baseball On The Road è a disposizione per ogni tema tecnico da affrontare.

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________________________________ La caratteristica del Lead Off

Claudio Liverziani (Foto Lauro Bassani)
Claudio Liverziani (Foto Lauro Bassani)

di Franco Ludovisi

Il 21 aprile sul sito Baseballmania a firma Maurizio Roveri, all’interno dell’articolo che cita i record di Jairo Ramos e Claudio Liverziani, viene richiamata una mia proposta, pubblicata sul sito Double Play nel 2008, di utilizzare il mancino della Fortitudo come leadoff piuttosto che come secondo battitore di un ordine di battuta di tradizionale composizione.

 

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________________________________ Un Cutter da 100 miglia!

Nella foto Kenley Jansen il closer dei LA Dodgers,
Nella foto Kenley Jansen il closer dei LA Dodgers,

Traduzione di Frankie Russo dall'articolo di Daniel Brim su Dodgerdigers.com

Kenley Jansen (closer dei LA Dodgers, ndr) ha fatto qualcosa di straordinario. E’ stato questo “cutter” con cui ha mandato kappa Mark Trumbo.

Per Brooks Baseball, il cutter è stato lanciato a 100,1mph, il lancio più veloce che Jansen abbia mai tirato. Lanciò un cutter a 99,6mph a Miguel Cabrera la settimana scorsa, ma, a giudizio di Grant Brisbee, era anche il lancio più facile da battere in quel turno di battuta. Da una diversa fonte, l’eccellente Pitch FX di Daren Willman, questo cutter è stato il secondo più veloce registrato dal suo sistema che è risultato essere a 99,3mph. 

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________________________________ Anatomia di un lancio

Nella foto Bronson Arroyo (foxnews.com)
Nella foto Bronson Arroyo (foxnews.com)

di Frankie Russo

Nei clip che seguono, avremo l’opportunità di osservare in slow motion la meccanica di lancio di alcuni lanciatori dello staff degli Arizona Diamondbacks. Per ognuno, alla fine del video e scrollando verso il basso, è anche possibile vedere nei dettagli la meccanica stessa. Riteniamo superfluo segnalare che l’impugnatura per alcuni tipi di lancio è prettamente personale, e per coloro che hanno già successo nell’effettuare un tipo di lancio, non necessariamente è il caso di apportare delle variazioni.

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________________________________ Tiri a lunga distanza, si o no?

Nella foto Dylan Bundy lanciatore degli Orioles (foto Tom DiPace da Sportillustrated)
Nella foto Dylan Bundy lanciatore degli Orioles (foto Tom DiPace da Sportillustrated)

di Paolo Castagnini

L'articolo del 19 Marzo "Tirare a lunga distanza migliora la velocità?" ha suscitato molto interesse nei lettori del sito e molti di loro hanno commentato sia in calce all'articolo o ancora di più su Facebook. Visto l'interesse ho pensato che fosse il caso di approfondire con il solito aiuto di Frankie Russo, che cura le traduzioni per Baseball On The Road, anche perché, come scritto nella mia prefazione, nel nostro sport nulla è scontato e difficilmente le opinioni coincidono. Nell'articolo di oggi a firma di Anthony Castrovince, tratto dal sito MLB.com leggerete quante sono le tesi su questo tema di personaggi assai illustri. Vi auguro quindi buona lettura e l'invito ad ascoltare tutti e ad agire con la vostra mente.

 

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________________________________ Tirare a lunga distanza migliora la velocità?

di Paolo Castagnini

Oggi con l'amico Frankie Russo, che ha curato la traduzione, affrontiamo un tema assai caro ad allenatori, pitching coach, lanciatori e non solo. Il long toss aumenta la velocità di lancio? Premetto che questo articolo, come tutti gli articoli tecnici pubblicati su questo sito, non sono da prendere come verità, ma servono come contributo alla crescita formativa degli addetti ai lavori. Alcuni di questi articoli infatti possono trovare condivisione altri meno. Io stesso pubblico a volta articoli non pienamente condivisi, ma sono certo che solo confrontandoci con tutte le ideee e opinioni potremo crescere come allenatori. L'articolo di oggi è di 

Brent Pourciau e pubblicato sul sito www.topvelocity.net Al termine dell'articolo c'è la pubblicità della sua scuola che noi per correttezza abbiamo lasciato, anche perché i più interessati potrebbero approfondire. Vi lascio quindi alla traduzione di Frankie Russo dell'articolo Study Proves Max Distance Long Toss Decreases Pitching Velocity

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_________________________________ La disciplina al piatto di Barry Bonds

In foto Barry Bonds (Foto Denis Poroy/AP)
In foto Barry Bonds (Foto Denis Poroy/AP)

di Paolo Castagnini

Che cos'è la disciplina al piatto di un battitore? La potremmo definire semplicemente la capacità di un battitore di scegliere il lancio migliore da battere. Semplice a dire, ma non da fare viene. Infatti oltre a valutare se il lancio è uno strike, deve anche essere la migliore palla da battere, ma ci possiamo mettere: il lancio migliore da battere in base alla situazione del conteggio; in base ai compagni che ho sulle basi; in base a qual'è il mio turno in battuta; in base da che cosa vuole da me il manager. Potremmo continuare all'infinito tanto è vasto l'argomento. Meglio battere il primo lancio o aspettare i successivi? Ogni giocatore ha la sua risposta, ma possiamo vedere la tendenza al massimo livello e cioè nella MLB?

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________________________________ L'evoluzione nel lancio del softball

di Michele Dodde

Sfogliando alcune pagine ingiallite del regolamento tecnico.

L’evoluzione, questa mitica parola in teoria astratta, di certo è destinata a diventare un carismatico punto di riferimento per molte suggestive argomentazioni. E nelle nostre due discipline sportive, l’evoluzione, che è lo “svolgimento o sviluppo graduale e completo” (cfr. Devoto-Oli) ha interessato diverse norme sancite poi via via sia nei regolamenti tecnici sia nell’applicazione ontologica delle stesse. Ma qui sta anche la vitalità del baseball e del softball, mai decisamente fermi nelle sfumature.

Ed allora in particolare andiamo a parlare di quando avvenne nel 1986 quando, con un colpo di mano particolarmente intrigante, il regolamento del Softball non fu tradotto da quello algido emanato dalla ISF ma da quello corposo dell’ASA del 1985.

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________________________________ PFP, un rito di Primavera

Come un lanciatore arriva sulla palla probabilmente determina la buona o meno esecuzione del gioco
Come un lanciatore arriva sulla palla probabilmente determina la buona o meno esecuzione del gioco

di Paolo Castagnini

Il PFP (Pitcher’s Fielding Practice), è uno dei più importanti allenamenti di difesa e la miglior stagione per eseguirlo è la Primavera e le prime uscite sul campo. Dedicare un buon tempo per allenare i lanciatori alle situazioni in cui si troveranno in partita è senza dubbio una cosa da fare, perché non si trovino poi a dover eseguire un semplice tiro in prima e sbagliarlo come dei principianti. In questo articolo tratto dal sito MLB.com e tradotto da Frankie Russo, c'è tutta la filosofia e l'importanza che gli allenatori delle squadre di MLB danno a queste semplici esercitazioni di difesa. Al termine dell'articolo un filmato su un PFP dei New York Yankees.

 

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________________________________ Ecco la nuova regola sulle collisioni al piatto. Sarà applicata anche in Italia?

Traduzione di Frankie Russo

dall'articolo di Paul Hagen su MLB.com

L’introduzione della regola per evitare collisioni a casa base sarà sperimentale nel 2014. Una nuova regola, 7.13, finalizzata ad aumentare la sicurezza dei giocatori nelle collisioni a casa base, è stata ufficialmente approvata dalla Major League Baseball e dalla Associazione Giocatori della Major League Baseball e sarà applicata in via sperimentale a iniziare dalla stagione 2014. (leggi il nostro articolo sull'argomento)

L’approvazione avvenuta con un mese di anticipo rispetto all’inizio della Regular Season, permetterà ai manager, allenatori, giocatori ed arbitri di adattarsi alla regola durante i campionati delle leghe Grapefruit (Florida) e Cactus (Arizona).

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________________________________ Tom House e “The Pitching Edge”

di Franco Ludovisi

Mi viene chiesto perché, nella trattazione dell’evoluzione del lancio, non ho citato, ad esempio, anche Tom House con il suo testo “The Pitching Edge” in cui descrive le metodiche di lancio che hanno fatto grandi numerosi lanciatori statunitensi fra cui anche il “mitico” Nolan Ryan.

Non è una dimenticanza da parte mia: mi sono fermato, nel descrivere l’evoluzione della tecnica agli anni 80 circa, mentre Tom House propone la sua trattazione circa un decennio dopo. 

La sua tecnica poi, che prevede “leggero” piegamento della gamba di perno, mani unite finchè il corpo non si sposta in avanti, mani fra mento ed ombelico nella posizione di equilibrio con gamba di passo innalzata, sollevata, ma non calciata, senza spinta del corpo durante l’innalzamento della gamba di passo per non compromettere la “posizione di equilibrio” che questa tecnica prevede come imprescindibile, thumbs under, elbows up ed altro.

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________________________________ Non ci sarà mai fine nell’evoluzione delle tecniche di lancio

Nella foto Bob Hannah. 1.000 vittorie in 35 anni di carriera come Manager di College
Nella foto Bob Hannah. 1.000 vittorie in 35 anni di carriera come Manager di College

di Franco Ludovisi

In ogni epoca ci sono stati grandi lanciatori che hanno saputo affrontare al meglio i battitori avversari e questo indipendentemente dalla tecnica in uso in quel momento.

La tecnica in uso era quella che si pensava fosse la migliore, ovviamente:

così Ron Squire nel suo libro “How develop the sucessful pitcher” consigliava, negli esercizi propedeutici al lancio, di portare il ginocchio di perno a terra durante il rilascio della palla e il petto sul ginocchio di passo che stava piegato a 90 gradi sul terreno. Si otteneva così la massima estensione del corpo verso il piatto grazie al poderoso piegamento della schiena.

E lanciatori forti e vincenti si ebbero con questa tecnica.

Mentre Dick Siebert – “allenatore dell’anno 1960” scrive del lancio nel 1968.

Con la tecnica descritta sembra che la palla debba venir proiettata verso il battitore da una azione “ a catapulta” del corpo arcuato all’indietro nel momento dell’atterraggio del piede di passo: il braccio di lancio è molto vicino ad ore dodici.

Anche in questo caso sono molti e forti i lanciatori che usano questa tecnica.

 

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________________________________ Come cambia la preparazione di Tim Lincecum

di Paolo Castagnini

Perché oggi vi parlo di Tim Lincecum? I motivi sono molti. Innanzitutto perché è un Campione. Poi perché è un lanciatore anomalo: Non è grande, non è grosso, non è apparentemente un grande atleta. La sua tecnica è un mistero. Viene studiato, ma nessuno si sogna di insegnare il suo modo di lanciare. Però è fuori dubbio che la forza sviluppata da questo lanciatore è a dir poco sorprendente. C'è da dire che spesso si confonde il fondamentale tecnico con lo stile di un lanciatore e mi azzardo a dire che Tim Lincecum quello che lo fa differente da tutti gli altri è proprio lo stile. Prossimamente sarà pubblicato qui su questo sito un articolo di Franco Ludovisi dove ci racconta che i grandi lanciatori sono sempre esistiti pur con le evoluzioni delle tecniche di lancio.

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_______________________________ Come cambia la tecnica di un pitcher in MLB

Kyle Drabek è un pitcher dei Toronto Blue Jays
Kyle Drabek è un pitcher dei Toronto Blue Jays

Traduzione di Frankie Russo dall'articolo di Chris Sherwin: "Under the Hood: A Mechanical Breakdown of KYLE DRABEK"

Autore dell’articolo è Chris Sherwin, canadese di Windsor, che sin dall’età di quattro anni ha giocato e poi allenato baseball di cui è un grande appassionato. Co-coordinatore dell’informatica per i BlueJaysPlus, Chris è specializzato nella meccanica del lancio, tecnica dei ricevitori e nello scouting, oltre ad essere opinionista per le ricerche sulla biomeccanica relativamente agli infortuni, ai fondamentali e alle analisi strategiche.

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________________________________ Pino Bataloni e la velocità di lancio

Nella foto Greg Maddux
Nella foto Greg Maddux

di Pino Bataloni

Lo scorso inverno (2013) partecipando, come relatore, ad un corso per tecnici del CNT-Lazio, l’argomento che mi fu assegnato fu : Il Lanciatore. L’esigenza che emerse più frequentemente, dai partecipanti, era come migliorare la velocità del lancio.

Io credo che le aree sulle quali intervenire per migliorare la velocità siano:

1- Acquisire una meccanica corretta e, aggiungo io, funzionale per il giocatore

2- Avere un buon programma di allenamento sul tiro

3- Effettuare un lavoro di rafforzamento fisico specifico per i lanciatori

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________________________________ Lanciatori, siete pronti per la Pre Season?

di Paolo Castagnini

Cari lanciatori, la stagione è ormai alle porte. Sicuramente molti di voi avranno seguito i programmi Post Season e Off Season presentati al Corso di Pitching Coach dal Prof. Gianni Natale e pubblicati qui su Baseball On The Road. Sarete quindi pronti per affrontare l'ultimo impegno prima della stagione e quindi eccovi la terza parte del Programma invernale sempre di Gianni Natale, con spiegazioni e filmati.

Un particolare ringraziamento oltre alla professionalità di Gianni, va anche al Presidente del CNT Domenico Micheli che non solo acconsente la pubblicazione sul nostro sito, ma ne è un grande sostenitore.

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________________________________ .... con affetto, Clint - 2^ parte

Clint Hurdle e Andrew McCutchen (Foto Jeff Curry-USA TODAY Sports)
Clint Hurdle e Andrew McCutchen (Foto Jeff Curry-USA TODAY Sports)

Traduzione di Frankie Russo da un articolo apparso su ESPN.com

Clint Hurdle, il manager che ha guidato i Pittsburg Pirates ai playoff dopo vent’anni. 

Seconda e ultima parte

Vai alla 1^ parte

Circa una settimana dopo, Hurdle cominciò a ricevere telefonate dai suoi ex collaboratori in Colorado dicendo che avevano nostalgie dei suoi proverbi. Dico tra me e me: “Mi state prendendo in giro? Io sono stato licenziato e a voi servono i miei sermoni?” e continua con una grossa risata: “Comunque avevo dato qualcosa che a loro sembrava utile e che desideravano ancora”.

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________________________________ ....con affetto, Clint

Clint Hurdle, l'attuale Manager dei Pittsburgh Pirates (AP Photo/Gene J. Puskar)
Clint Hurdle, l'attuale Manager dei Pittsburgh Pirates (AP Photo/Gene J. Puskar)

Traduzione di Frankie Russo da un articolo apparso su ESPN.com

Clint Hurdle, il manager che ha guidato i Pittsburg Pirates ai playoff dopo vent’anni.

Cosa si nasconde dietro il successo di un manager? E’ tutto rosa e fiori come molti immaginano, o è frutto di sacrifici, delusioni, sofferenza, malattie e quant’altro? In quest’articolo ci è dato conoscere come Clint Hurdle fa la differenza con i suoi proverbi quotidiani.

Il 9 settembre 2013 Hurdle era in viaggio sul pullman della squadra diretto ad Arlington per affrontare i temibili Texas Rangers guidati da Yu Darvish. I Pirates erano reduci da quattro sconfitte consecutive contro i diretti rivali dei St. Louis Cardinals, la tensione e lo sconforto aleggiavano nel gruppo. La squadra aveva bisogno una scossa dall’allenatore con il suo consueto “Pensiero del giorno”. Dal suo smartphone invia un messaggio destinato a mille persone in tutto il mondo, tra giocatori, le loro famiglie, i suoi collaboratori, amici, amici di amici, ecc:

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention: Tim Leiper - 2^ Video

Tim Leiper alla 29^ Coach Convention - (foto Bassani)
Tim Leiper alla 29^ Coach Convention - (foto Bassani)

di Paolo Castagnini

La corsa sulle basi non ha bisogno di molte nozioni, ma comunque deve essere trattata e allenata come la battuta, il lancio, la presa, il tiro, ecc.

Per correre sulle basi non basta essere veloci, ma sono necessarie alcune conoscenze molto importanti. Anzi si può essere dei buoni corridori senza necessariamente essere velocissimi e viceversa. Questa la prefazione di Tim Leiper a cui il CNT ha dato il compito di trattare e Tim lo ha fatto in modo chiaro e semplice, ma nello stesso tempo professionale. La corsa sulle basi spesso viene un po' trascurata, e limitata a pochi allunghi girando le basi senza la dovuta aggressività e conoscenza.

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________________________________ La mente come una tavoletta di cera

di Pino Bataloni

Leggendo l’articolo di presentazione sull’intervento di Claudio Mantovani alla recente Coach Convention, confesso che l’inciso iniziale riportato mi aveva suscitato qualche perplessità data, almeno per me , l’ovvietà dell’affermazione: "L'istruttore deve insegnare la Tecnica, ma egli è un insegnate particolare, perché non è che deve insegnare qualcosa di teorico, ma deve "far fare" qualcosa al suo allievo. Sembra un concetto banale, ma non lo è. Il suo allievo infatti non basta che abbia compreso; non è sufficiente che abbia capito come si lancia, deve lanciare!

 

 

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention: Tim Leiper

Tim Leiper alla Coach Convention (Foto Bassani)
Tim Leiper alla Coach Convention (Foto Bassani)

di Paolo Castagnini

Tim Leiper è stato uno dei relatori stranieri alla 29^ Coach Convention che si è svolta a Quinto di Treviso. Classe 1966 e nato a Whittier, California per 12 anni giocatore professionista nelle organizzazioni di Detroit Tigers , Pittsburgh Pirates , New York Mets e Kansas City Royals. Attualmente è senior advisor minor league operations per i Toronto Blue Jays. Nel 2004 ha fatto parte dello staff tecnico del Canada alle Olimpiadi e nel 2006, 2009, e 2013 sempre con il Canada al World Baseball Classic.

Tim Leiper ha trattato nel primo dei suoi interventi, quello del venerdì, i Fondamentali dell'interno (approccio, posizione di mani e piedi, tiro) e altro ancora.

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention: Diego Azzolini

Nella foto Diego Azzolini (di Lauro Bassani)
Nella foto Diego Azzolini (di Lauro Bassani)

di Paolo Castagnini

Ma i ragazzi e le ragazze che vengono per giocare a baseball e a softball sanno camminare, correre, saltare, arrampicare, lanciare, afferrare, strisciare, rotolare?

Queste qualità motorie non sono forse contenute nel nostro gioco? Allora forse prima di insegnare i fondamentali e preparare un programma di rafforzamento atletico non è forse meglio iniziare da qui? Ecco gli schemi motori di base. E' anche vero che mentre facciamo giocare i nostri ragazzi a baseball e a softball, nello stesso modo questi impareranno tutti gli schemi motori sopra elencati. Questa è la bellezza del nostro Sport.

Inizia così Diego Azzolini nel suo intervento molto apprezzato anche perché da qualche mese il CNT presieduto da Domenico Micheli ha fatto suo propio questo concetto di base su cui sta appoggiando tutta la programmazione dei Corsi Tecnici.

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________________________________ L'importanza dell'aspetto umano

Brad Ausmus neo manager dei Detroit Tigers (foto Detroit News)
Brad Ausmus neo manager dei Detroit Tigers (foto Detroit News)

di Frankie Russo

Tra i fattori più intrinseci del baseball, sicuramente il fattore umano tra allenatore e giocatore riveste una importanza fondamentale. Prendiamo come esempio l’ordine di battuta. Con una rosa di tredici giocatori a disposizione, difficilmente 10/12 persone stileranno due ordini di battuta uguali. Ma come? Basta studiare le statistiche, considerare le varie medie ed il gioco è fatto. Ma non funziona così. Perché? Cercheremo di rendere più comprensibile il concetto in questa sintesi di pensieri di Brad Ausmus, giovane manager al debutto con i Detroit Tigers, e con quanto accadde a Joe Torre ai tempi in cui era ancora alla guida dei NY Yankees

 

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________________________________ L'Home run annullato per la pece sulla mazza

Il prima base George Brett, Kansas City
Il prima base George Brett, Kansas City

di Luca Pavan

Sono passati 30 anni da quella “Pine Tar Game” giocata in estate e conclusasi a Dicembre dello stesso anno, quando il Commissario delle MLB Bowie Kuhn irrogò una multa agli Yankees di $ 250.000 per "alcune dichiarazioni pubbliche" fatte dal proprietario degli Yankees George Steinbrenner nel modo in cui, il Presidente della Lega Lee Macphail, aveva gestito l'incidente. Il tutto inizia il 24 luglio 1983, i Kansas City Royals allo Yankee Stadiun affrontano i New York Yankees

Nella parte alta del nono inning, i Royals incalzano 4-3. Con due out, e UL Washington in prima base, George Brett colpì un home run off a Goose Gossage portando i Royals in vantaggio sul 5-4.

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention: Claudio Mantovani

Foto Bassani
Foto Bassani

di Paolo Castagnini

"L'istruttore deve insegnare la Tecnica, ma egli è un insegnate particolare, perché non è che deve insegnare qualcosa di teorico, ma deve "far fare" qualcosa al suo allievo. Sembra un concetto banale, ma non lo è. Il suo allievo infatti non basta che abbia compreso; non è sufficiente che abbia capito come si lancia, deve lanciare!"

Inizia così l'esposizione molto interessante di Claudio Mantovani sul tema: Insegnare il baseball: Arte o scienza? L'esposizione di Claudio corredata da slide molto chiare è stata seguitissima e molto apprezzata. Ecco a voi il video integrale della sua presentazione alla 29^ Coach Convention di Quinto di Treviso.

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention - Mike Piazza - Video 2

Foto da sito FIBS (Oldmanagency)
Foto da sito FIBS (Oldmanagency)

di Paolo Castagnini

Seconda lezione di battuta di Mike Piazza alla Coach Convention di Quinto di Treviso. Il campione si è presentato questa volta per rispondere a qualsiasi domanda. "Vorrei avere  con voi un momento di interazione. Anch'io" - ha detto Mike - "ho imparato molto a battere parlando e confrontandomi con altri giocatori.

Naturalmente Giovanna Armani, la nostra video operatrice, non si è fatta scappare nulla registrando anche questi 45 minuti filati e ora messi a disposizione per tutti voi grazie al consenso del Presidente del CNT Mimmo Micheli e dello stesso Mike Piazza.

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention - Marco Mazzieri

Marco Mazzieri alla 29^ Coach Convention (foto Bassani)
Marco Mazzieri alla 29^ Coach Convention (foto Bassani)

di Paolo Castagnini

“L’individuo dovrebbe imparare a fondersi con l’abilità (dello swing) fino a quando la padronanza della stessa diventi senza sforzo. Egli non stabilisce tanto un controllo intellettuale su di essa quanto spirituale. Il punto focale è che acquisire una abilità è essenzialmente un atto di volontà – di autocontrollo e di autodisciplina.

La padronanza di una abilità è vista più come la padronanza dello sviluppo di se stessi piuttosto che lo sviluppo dei propri muscoli”.

Inizia con la parole di Sadaharu Oh, ex giocatore Taiwanese entrato nella Hall of Fame giapponese, la bellissima esposizione dello Skypper della nostra Nazionale Azzurra Marco Mazzieri.

Il video della sua esposizione ci accompagna per un'ora nei segreti della battuta. Non c'è l'insegnamento di come si muovono le mani o i fianchi, ma una cosa molto più importante: la mente e soprattutto il cuore.

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________________________________ Critica alla lettera di Matheny

di Paolo Castagnini

Riprendo il tema sul rapporto tra genitori e squadra e quello ancora più interessante tra giocatori e allenatore. La pubblicazione della Lettera ai genitori” di Mike Matheny ha letteralmente scatenato il web del nostro pur piccolo mondo.

La cosa mi ha sorpreso; segno che sull’argomento c’è molto interesse sia da parte dei genitori, che l’hanno ricevuta, sia dagli allenatori che l’hanno inviata.

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention - Renè Saggiadi

Nella foto Billy Beane
Nella foto Billy Beane

di Paolo Castagnini

Cari amici e care amiche, ecco per voi la presentazione di Renè Saggiadi sulla Sabermetrica. Devo dire che per me il momento è stato particolarmente interessante e anche un attimo sconvolgente. Ammetto la mia ignoranza su questo tema, ma anche una grande curiosità. Chiunque abbia visto il film Moneyball, dovrà ammettere di essersi fatto gli stessi miei interrogativi. La Sabermetrica ha veramente rivoluzionato il modo di gestire le squadre di baseball?

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________________________________ Speciale 29^ Coach Convention - Mike Piazza

Mike Piazza illustra la battuta
Mike Piazza illustra la battuta

di Paolo Castagnini

Non c'è nulla da fare, la Coach Convention è il momento più importante del baseball e softball italiani. La 29^ edizione a detta di tutti è stata ricca di grandi contenuti e con un'organizzazione impeccabile. Il nuovissimo BHR Treviso Hotel ha accolto i quasi 400 tecnici nel migliore dei modi. Il comitato organizzatore diretto dal Presidente Regionale Roberto Culicchi e dal Presidente di DRT Gianni Boldrin ha fatto un lavoro eccellente  ma soprattutto la qualità degli interventi è stata di grandissimo spessore. Opera del nuovo Presidente del CNT Mimmo Micheli che con entusiasmo e passione, assieme ai suoi collaboratori e al presentatore degli ospiti Gaetano Cristiano, ha dato una rinfrescata alla manifestazione.

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________________________________ Un video sulla battuta con Federico Castagnini

di Paolo Castagnini

Da tempo lo volevo fare un video sulla meccanica della battuta e l'occasione è arrivata durante il periodo natalizio. Ho avuto il piacere infatti di aiutare Federico nell'allenamento sia atletico che di battuta durante il suo ritorno a casa in occasione delle festività. "Papà, io mi devo allenare, non mi posso fermare 20 giorni!" e così non vi nascondo il mio piacere di trascorrere due ore al giorno assieme a mio figlio facendo la cosa che più mi piace: Allenare e soprattutto allenare la battuta.

Quindi assieme a lui e alla mamma, che nel frattempo riprendeva con la telecamera, abbiamo prodotto questo video. 

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________________________________ Lettera ai genitori

Nella foto Mike Matheny autore della lettera ai genitori
Nella foto Mike Matheny autore della lettera ai genitori

di Paolo Castagnini

Oggi Baseball On The Road vi offre la lettera che Mike Matheny ha scritto ai genitori della sua squadra di Little League. Voglio ringraziare pubblicamente Frankie Russo, che da qualche giorno collabora con noi,  per la splendida traduzione.

Innanzitutto per i profani: chi è Mike Matheny?

Attualmente è il Manager dei St Louis Cardinals, incarico ricevuto all'inizio del 2012, e che ha portato la squadra alla post season nel primo anno e a vincere il titolo di Campioni della National League nel 2013. Nato nel 1970 è il Manager più giovane della MLB.

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________________________________ Come si muove una knuckleball?

Nella foto Wakefield, uno dei migliori in questo tipo di lancio negli ultimi anni
Nella foto Wakefield, uno dei migliori in questo tipo di lancio negli ultimi anni

di Paolo Castagnini

Come si muove una knuckleball, cioè quel lancio che si impugna all'incirca con le "nocche" della mano?

Sicuramente il lancio più curioso della storia del baseball, che ha fatto divertire anche milioni di bambini attraverso i cartoni animati di Disney. Tutti si ricorderanno Pippo e il baseball. I battitori invece si divertono un po' meno e tutto sommato anche i ricevitori non amano questo lancio. Da dove arrivano le origini di questo micidiale lancio?

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________________________________ Quanto sono importanti le caratteristiche offensive nella scelta dei giocatori per ruolo in una squadra?

Chris Davis Prima base dei Baltimore Orioles
Chris Davis Prima base dei Baltimore Orioles

di Paolo Castagnini

Chi segue il baseball sa che ogni ruolo ha le sue caratteristiche offensive. Ad esempio tutti sanno che un prima base dovrebbe essere un battitore di potenza, così come i due esterni ai lati (destro e sinistro). Anche il DH dovrebbe essere un buon battitore. Tutto questo se è scontato in MLB, spesso non lo è nei nostri campionati, specie quelli di livello inferiore. Io credo però che un allenatore dovrebbe essere a conoscenza di alcune piccole regole di base, anche se poi non ha la possibilità di metterle in pratica con la propria squadra. 

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