Articoli a tema tecnico

Cari amici del baseball e softball italiano, abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione una sezione del sito a nome: Io alleno così.

La caratteristica dei coach Americani, ma anche di altre nazioni è quella di saper ascoltare e di saper esporre. L'umiltà (saper ascoltare) e la consapevolezza di sé (saper esporre) è una caratteristica che a noi Italiani spesso manca. Quando un coach attraverso la sua esperienza ritiene di poter dare un contributo alla causa del nostro sport, dovrebbe essere in grado di sostenere tranquillamente la sua teoria.

Il coach in questione non si dovrebbe preoccupare se la sua carriera non è stellare, anzi! Un coach che passa il suo tempo seguendo i ragazzi avrà sicuramente molte cose da insegnare. Pensate forse che un grande coach di Major League saprebbe seguire meglio di voi una squadra Ragazzi nel campionato Italiano? Non è assolutamente detto! Nello stesso tempo chi legge una teoria di insegnamento fondata sull'esperienza di un altro coach dovrebbe mettersi nelle condizioni di ascoltare. Essere presuntuosi di certo non aiuta a migliorare se stessi.

Apriamo pertanto questa sezione del sito nella speranza che sia raccolta da molti di voi. Non preoccupatevi troppo se la vostra teoria è già stata detta; spiegatela con le vostre parole e diventerà immediatamente nuova. Potete mandare testi scritti, (devono essere vostri e non copiati) foto, filmati (collegamenti su Youtube), che possono aiutare a spegare la vostra teoria.

Le caratteristiche dei vostri contributi devono essere:

1-Una descrizione (una pagina circa. Se è più lunga dividete in più puntate);

2-Nome e cognome di chi scrive con indirizzo e-mail (sarà pubblicato a fondo pagina)

3-Ruolo in società (dove allenate e con quale compito)

4-Facoltativo: foto, disegni, collegamento a filmato, ecc.

Credete in voi e siate umili, queste due caratteristiche fanno il grande Tecnico.

Grazie per il vostro contributo!

 

Inviate il vostro lavoro qui

Battere in situazioni critiche - 2^ parte

Nella foto Giancarlo Stanton con 46 home run è attualmente il leader della MLB 2017 (foto da .sportstalkflorida.com)
Nella foto Giancarlo Stanton con 46 home run è attualmente il leader della MLB 2017 (foto da .sportstalkflorida.com)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball-excellence.com  leggi la 1^ parte

SVENTOLARE LA FASTBALL NELLA ZONA

Qual è la caratteristica di un buon battitore? Buoni battitori sono aggressivi e sventolano  quando la palla è nella zona dello strike. Generalmente non sventolano a cattivi lanci e raramente vengono ingannati. Essi hanno sviluppato l’attitudine di sventolare quando il lancio è strike. Aspettare il giusto lancio e indirizzare la palla nella parte di campo desiderato deve essere l’obiettivo primario di ogni turno alla battuta. Il metodo per battere buoni lanci è capire quando aspettarsi un lancio veloce,  essere consapevoli  di quale è la propria zona preferita e aver studiato il lanciatore.

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Battere in situazioni critiche - 1^ parte

Nella foto Mookie Betts dei Red Sox
Nella foto Mookie Betts dei Red Sox

di Frankie Russo

Ora che molti sono tornati dalle vacanze, per prepararsi in modo adeguato alle finali giovanili o anche di categorie senior, è tempo di riprendere gli allenamenti, magari cercando di finalizzarli rispetto a quello che ci aspetta tra pochi giorni. Ecco allora dal sito baseball-excellence.com alcuni suggerimenti.

 

BATTERE IN SITUAZIONI CRITICHE

Una squadra che riesce a battere bene e intelligentemente nei momenti importanti sarà senz’altro una squadra vincente. Deve essere una squadra che sa far avanzare i corridori sulle basi e farli segnare. Per raggiungere questo obiettivo, il coach deve sviluppare la giusta mentalità nei suoi giocatori.  Non c’è posto per giocatori egoisti, spesso i battitori si devono sacrificare per il bene della squadra. 

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Il vero rendimento offensivo

Nella foto Alex Avila (Foto da Motor City Bengals)
Nella foto Alex Avila (Foto da Motor City Bengals)

di Frankie Russo

libera traduzione da: FanGraphs.com

Con i campionati seniores che volgono ormai al termine, per ogni società che si rispetti è tempo di fare un’analisi del rendimento del proprio roster. L’appassionato più superficiale si fermerà a leggere l’ERA (PGL= punti guadagnati)  per quanto concerne il lanciatore, e l’AVG (MB = Media battuta) per quanto concerne il rendimento in attacco.  Noi oggi vogliamo trattare una formula che più dettagliatamente ci indica il vero rendimento del giocatore nella fase offensiva, ovvero che tenga in considerazione tutti gli altri eventi offensivi. 

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Il ruolo del pitching coach

Bruce Walton, pitching coach dei Toronto Blue Jays in una sezione di allenamento con i giovani della Okotoks Academy (TED RHODES / CALGARY HERALD)
Bruce Walton, pitching coach dei Toronto Blue Jays in una sezione di allenamento con i giovani della Okotoks Academy (TED RHODES / CALGARY HERALD)

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

Questa è la nostra visione del ruolo del pitching coach. La squadra che ha un valido pitching coach sarà sempre in grado di competere ad ogni livello.

Assicurarsi che i lanciatori non tirino troppo e troppo forte all’inizio di una sessione è fondamentale per il pitching coach. Specialmente i giovani lanciatori si possono esaltare durante il bullpen pre-game e avere la tendenza ad esagerare negli sforzi troppo presto. Non solo questo non aiuta lo sviluppo della memoria muscolare per una corretta meccanica, ma non è neanche salutare per il braccio. Non bisogna tirare con troppo sforzo finché il corpo non è pronto. È importante per i lanciatori avere un buon controllo dei propri lanci all’inizio della sessione di bullpen. Tirare troppo forte lo impedisce. Si deve arrivare gradualmente alla massima velocità. 

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L'ossessione dell'angolazione

Nella foto Josh Donaldson (Frank Gunn/Associated Press)
Nella foto Josh Donaldson (Frank Gunn/Associated Press)

di Frankie Russo

libera traduzione da ESPN

Non passò molto tempo dopo che, durante la stagione 1979/80,   la National Basketball Association, introdusse la regola dei tre punti per tiri da fuori la campana e fu opinione comune che statisticamente ci sarebbe stato un grosso vantaggio a seguito dell’innovazione.  Nel primo anno furono i San Diego Clippers a effettuare più tiri da tre con 543 tentativi. Nella passata stagione, gli Houston Rockets hanno effettuato 3.306 tentativi. Ma questo non significa che necessariamente tutti i giocatori devono tentare il tiro da tre punti.

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Inizia con il perché

di Frankie Russo

libera traduzione da: athelitic-mission.com

Ogni attività ha uno scopo per la sua esistenza, un suo perché. Nel libro “Start with Why” (Comincia con il perché), Simone Sinek descrisse come alle persone non interessa cosa fai, ma perché lo fai. Geoff Rottmayer fondò l’Atletic Mission Baseball Academy per diverse ragioni.

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Il battitore di successo -2^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence - Leggi la 1^ parte

Come possiamo noi coach sviluppare queste caratteristiche?  Di seguito sono alcune tecniche d’insegnamento che riteniamo possano essere di aiuto.

Insegnate sempre ad avere una predisposizione positiva. I battitori falliranno, ma devono capire che fa parte del gioco. L’ultima cosa di cui un giovane ha bisogno è sentire il coach o un genitore rimproverarlo dopo uno strike out in una situazione importante. Un modo sicuro per soffocare l'aggressività di un giovane al piatto è quello di mostrare disapprovazione quando fallisce. 

Applaudite lo strike out sventolato e scoraggiate gli strike out chiamati. Non bisogna fare in modo che l’arbitro influenzi la zona, fate girare la mazza.

Utilizzate i  fallimenti come un’opportunità per insegnare. È un concetto molto ripetuto ma anche molto importante.

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Il battitore di successo -1^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

Per essere un battitore di successo bisogna allenarsi ad avere sempre un approccio aggressivo,  e i coach devono insegnare questa mentalità nei loro giocatori. Un giovane giocatore impara a battere sventolando la mazza e non prendendo lanci.  Egli ha a disposizione tre lanci strike, non forzatelo a prendere lanci. Eliminate la frase: Non girare fino a che non hai uno strike. I battitori devono pensare che ogni lancio può essere uno strike. Pensare strike e reagire. Bisogna essere aggressivi all’inizio del turno. I lanciatori cercano di andare in vantaggio nel conteggio tirando strike. Quando un battitore si trova troppo spesso indietro nel conteggio, significa che è uno che prende troppi lanci, ed essendo sempre indietro nel conteggio, non può che aspettarsi una buona dose di lanci off-speed o sui bordi del piatto. 

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Studiare il gioco

Nella foto Marco Bortolotti alle Little League World Series 2016, giovane coach emergente - Attualmente è responsabile tecnico delle giovanili del Godo
Nella foto Marco Bortolotti alle Little League World Series 2016, giovane coach emergente - Attualmente è responsabile tecnico delle giovanili del Godo

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

È una frase che si sente dire molto spesso, ma in effetti, che vuole significare? Semplice, se volete diventare un buon coach, dovete essere uno studente e non un tifoso. Mettete da parte ogni fanatismo da tifoso e cercate di comprendere l’importanza di insegnare. Il vostro compito è di istruire e insegnare ai giovani, quindi, vi piaccia o meno, per loro siete un modello di comportamento e avete il dovere di trasmettere il meglio di voi stessi.  Un tifoso impulsivo non sarà mai un buon coach. Imparare le complessità del baseball rappresenta un incarico arduo per qualsiasi coach novizio. Noi crediamo che un istruttore (coach) dovrebbe diventare il più fervente studente di tutti, molto più dei suoi stessi giocatori. 

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Quello che succede tra gli innings

Nella foto una scena di "The Bad News Bears"  (Che botte se incontri gli Orsi) con Walter Matthau
Nella foto una scena di "The Bad News Bears" (Che botte se incontri gli Orsi) con Walter Matthau

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

Ok, la vostra squadra sta entrando in campo per la fase difensiva. Come utilizzano il tempo? Camminano o trottellano? È pronto il ricevitore o sta cercando l’equipaggiamento nel dugout e il lanciatore è costretto a riscaldarsi con il terza base?  Perché l’esterno  non riesce a trovare il guanto? Questi tempi morti prima di ogni ripresa, danno l’impressione di disorganizzazione e improvvisazione. Vediamo di mettere un po’ di ordine per trarre il massimo beneficio tra gli inning e per preparare al meglio la squadra per la fase difensiva.

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Capire il conteggio

Nella foto Ichiro Suzuki (foto Getty) in 17 anni di attività ha solamente il 10% di strike-out  su oltre 10.000 presenze al piatto
Nella foto Ichiro Suzuki (foto Getty) in 17 anni di attività ha solamente il 10% di strike-out su oltre 10.000 presenze al piatto

di Frankie Russo

libera traduzione da: athletic-mission.com

Colpire una palla da baseball non è facile, ed è giusto che i ragazzi lo sappiano. E proprio perché non è facile, bisogna lavorare duro per migliorare la meccanica, sviluppare un approccio e un piano per trovare qualsiasi modo possibile per trarre un vantaggio competitivo sul lanciatore che sta cercando di eliminarti. Per vantaggio competitivo s’intende capire il conteggio e cosa significa per il battitore. Come battitore, devi essere in grado di guadagnare un vantaggio competitivo sul lanciatore. Avere un vantaggio non garantisce un esito positivo,  ma vi porrà in una situazione di poter avere successo.

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Allenare i giovani: una lezione di vita 2^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da:

Baseball Excellence

Una lezione di vita

2^ parte - Leggi la 1^ parte

Il genitore troppo affettuoso

Troppo spesso assistiamo a una situazione che può inibire la crescita e la maturità di un giovane atleta. È il genitore che non riesce a vedere le carenze tecniche e caratteriali del proprio figlio. Dopo aver allenato per 41 anni e aver visto migliaia di genitori, ora capisco le parole di mio padre quando mi diceva “lo sport giovanile non costruisce il carattere, lo rivela”. 

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Allenare i giovani: una lezione di vita

di Frankie Russo

libera traduzione da:

Baseball Excellence

Una lezione di vita

Adattamento, Carattere, CompetitivitàCompostezza, Coraggio, Correzione, Decisione, Determinazione, Dignità, Disciplina, Etica, Fiducia, Gestione del tempo, Integrità, Lavoro di squadra, Leadership, Lealtà, Obbedienza, Obiettivo, Onore, Passione, Pazienza, Resistenza (mentale & fisica), Responsabilità, Risolutezza, Self control, Sportività, Umiltà, Umorismo. Queste sono tutte parole e frasi imponenti, ma quale genitore non vorrebbe avere un figlio con tutte queste caratteristiche? 

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Insegnando la battuta - 4^ parte

Nella filmato Gunner Pollman (Miami minor league) esegue batting practice da 10 metri su tiri a 53 mph
Nella filmato Gunner Pollman (Miami minor league) esegue batting practice da 10 metri su tiri a 53 mph

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

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Una produttiva sessione di allenamento

Se a un atleta gli si offre la possibilità di avere il feedback, egli potrà più facilmente apportare le necessarie correzioni che saranno memorizzate dal corpo e conseguentemente si trasformeranno in migliori prestazioni. Ciò detto, è importante che noi coach creiamo le condizioni per favorire le giuste correzioni. Per esempio, se un atleta sta ottenendo una buona velocità al contatto su ogni lancio, e batte ogni giorno dal tee e da un front toss a 25mph, il suo modello di movimento si adatterà e diventerà molto bravo battendo dal tee e da un front toss a 25mph.

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Insegnando la battuta - 3^ parte

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

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Nella prima parte abbiamo parlato della differenza tra  stimoli interni e stimoli esterni quando s’insegna la battuta. Stimolo interno è quando l’atleta presta particolare attenzione al movimento del corpo. Stimolo esterno è quando l’atleta presta particolare attenzione al risultato del movimento. In sostanza, gli stimoli interni hanno una maggiore influenza sulla qualità del movimento e relativi tempi di reazione, mentre gli stimoli esterni sono maggiormente efficaci quando s’insegna la battuta. Come si rapportano queste informazioni al nostro modo d’insegnamento?

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Preparare un allenamento

 di Frankie Russo

libera traduzione da:

sportsfeelgoodstories.com

Avere un piano per l’allenamento è fondamentale per tutti i coach, specialmente quando si tratta di baseball giovanile, o come disse Louis Pasteur: La fortuna favorisce una mente preparata. Tutti i grandi coach, dalla Little League alle Majors arrivano all’allenamento con un piano. Non improvvisano, sanno cosa dovranno fare e quindi l’allenamento diventa semplicemente una implementazione di un piano.  Questo metodo aiuta i giocatori a comprendere ed apprendere meglio le nozioni impartite, ma rende anche il lavoro più semplice ai coach.

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Insegnando la battuta 2^ parte

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

Leggi la 1^ parte

Applicazione

Durante l’allenamento, procedere con cautela. Prima di chiedere a un battitore di fare una correzione, provate a fargli eseguire degli esercizi che richiedono quella attitudine e verificare se riesce a correggersi. Il corpo umano è una macchina miracolosa, e la capacità di organizzarsi da sola e adattarsi ai movimenti non deve essere sottovalutata, specialmente quando trattasi di atleti particolari (come vedremo successivamente). Troppo spesso si vedono sui campi battitori che sono stati imbottiti di nozioni e la loro meccanica non è atletica, mancando di fluidità e di ritmo. Spesso i coach indicano agli atleti che atterrano troppo presto con il piede anteriore, che tengono le braccia troppo basse, e altre scuse. Il battitore presta così tanta attenzione alla meccanica che non è più un atleta.

 

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Insegnando la battuta - 1^ parte

di Frankie Russo

Presentazione di Paolo Castagnini

Insegnare la battuta. Cosa c'è nel baseball e nel softball di più bello e di più complesso per un coach? Quante volte ognuno di noi si sta chiedendo se lo sta facendo nel modo corretto oppure no. Facendo un viaggio a ritroso nella nostra esperienza alzi la mano chi non insegna cose diverse rispetto a quelle che insegnava lo scorso anno, qualche anno fa o molti anni fa. E come insegneremo domani, il prossimo anno e nel futuro? Di certo il nostro lavoro è servito a migliorare molti ragazzi, ma qualche danno lo possiamo aver fatto? Per quanto mi riguarda io ne sono certo. Quando ho letto questo articolo ne sono rimasto entusiasta. Mi auguro che sia gradito anche a tutti voi e che vi possa aiutare nel vostro lavoro. Questa è la prima parte.

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Impegnare i giovani in allenamento

di Frankie Russo

libera traduzione da theseason

La realtà per un giocatore di baseball non professionista è che spende molto più tempo in campo per  gli allenamenti che per le partite. Mentre un giocatore delle majors  è impegnato per sei mesi in un lungo campionato di 162 gare, nelle categorie giovanili si pratica 3 o 4 giorni la settimana per poi giocare 1, forse 2 gare. Ciò significa che il tempo speso in allenamento deve essere valorizzato come se si fosse in gara. O, meglio detto, il tempo intercorso tra una gara e l’altra deve servire per imparare a come vincere le gare. Concetto non facile da trasmettere ai giovani. 

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Come un coach incita la sua squadra

Syndney Gordon della James River High School scivola salva in seconda
Syndney Gordon della James River High School scivola salva in seconda

di Frankie Russo

libera traduzione da theseason

Miranda Gouker è una coach di softball alla James River High School in Virginia, una scuola dove lei stessa ha giocato prima di andare al college. Da giocatrice, Gouker era la più infocata della squadra, sempre la prima a saltare fuori dal dugout per dare un high-five alle compagne dopo una buona giocata. Come coach fa lo stesso per tenere viva la squadra e incitare le sue atlete. È quel tipo di personalità che ogni squadra dovrebbe avere per tenere alto il morale, sia essa una coach, sia essa una giocatrice. Gouker ha sempre amato il softball sin da bambina; è qualcosa che le dà ancora tante emozioni. La sua convinzione è che il suo entusiasmo può riversarsi sulla squadra e anche le sue giocatrici possano esaltarsi in egual misura. 

 

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Ciò che non sappiamo sulla meccanica del lancio - 2^ parte

Nella foto Francisco Liriano (left) and Brandon McCarthy (right) (USA TODAY Sports/Getty)
Nella foto Francisco Liriano (left) and Brandon McCarthy (right) (USA TODAY Sports/Getty)

di Frankie Russo

libera traduzione da 

drivelinebaseball.com 

2^ parte - Leggi la 1^ parte

Cos’altro non sappiamo

Per esempio: sappiamo che la velocità angolare del braccio cambierà in rapporto alla lunghezza del braccio stesso. Ma quanto potrà influire la lunghezza del braccio sulla velocità, sul controllo, o sullo stress di esso? L’argomento è oggetto di approfonditi studi ed i risultati finora ottenuti sono interessanti. Due atleti con la stessa lunghezza di braccio, uno alto 1,80 e l’altro 1,98, non otterranno gli stessi risultati, ma i come e i perché non sono ancora conosciuti. Sicuramente la meccanica in un modo o nell’altro varierà, ma non conosciamo ancora quale sia la più sicura e/o la meno dannosa.

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Ciò che non sappiamo sulla meccanica del lancio - 1^ parte

Nella foto Max Scherzer e Chris Sale
Nella foto Max Scherzer e Chris Sale

di Frankie Russo

libera traduzione da drivelinebaseball.com

La meccanica di lancio è forse l’argomento più complesso nel mondo del baseball. Per molteplici ragioni, essa viene spesso semplificata fino al punto di perdere interesse.  In questo articolo analizzeremo alcuni aspetti che influenzano la meccanica e come noi intendiamo insegnare la meccanica, perché noi non la vediamo e né la insegniamo nel modo tradizionale. Nella prima parte della serie spiegheremo alcuni fattori che influiscono sulla meccanica di lancio e che spesso sono trascurati perché non si sa che esistono.

 

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Dov'è meglio colpire la palla?

Nella foto Bryce Harper (Photo by Greg Fiume/Getty Images)
Nella foto Bryce Harper (Photo by Greg Fiume/Getty Images)

di Frankie Russo

libera traduzione da 

efastball.com

Questo è un altro argomento che crea confusione nel mondo del baseball: Dove colpire la palla? Bisogna colpire la palla nella parte superiore per creare l’effetto topspin o bisogna colpire la palla nella parte inferiore per creare un effetto backspin generando una traiettoria verso l’alto per battere line drive? Come per tutte le teorie, esistono quelle pro e quelle contro. Noi riporteremo le tesi di entrambi i sostenitori.

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The KISS philosophy

Nella foto Jose Iglesias, shortstop dei Tigers (foto da MLB.com)
Nella foto Jose Iglesias, shortstop dei Tigers (foto da MLB.com)

di Frankie Russo

libera traduzione da freep.com

Rotolante dopo rotolante dopo rotolante. Jose Iglesias esce dal box a testa bassa, non contento di come è andato il turno in battuta durante il BP. Gli si avvicina Lloyd McClendon, il nuovo hitting coach, il quale gli offre alcuni consigli: essere rilassato e tenere le mani dentro. Al successivo turno Iglesias batte linee in tutte le zone del campo. Di nuovo gli si avvicina McClendon e con due mani appoggiate sulle sue spalle,  guardando Iglesias fisso negli occhi, gli dice: Cerca di fare tutto con semplicità.

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Gomito su o gomito giù?

Nella foto un ragazzino con il gomito su
Nella foto un ragazzino con il gomito su

di Frankie Russo

libera traduzione da efastball.com

Questa è una delle più tormentate domande che si pongono in molti quando si tratta dello swing nel baseball. Alcuni sostengono che il gomito deve stare su nella posizione di attesa, altri sostengono che deve essere giù. La verità è che non importa dove si trova il gomito nella posizione di attesa, è uno stile del tutto personale che non influisce sulla sventolata, ma è anche vero che la posizione fa una grande differenza, ma non nella fase iniziale.

Di seguito riporteremo i pareri di alcuni esperti, mostreremo delle foto e concluderemo con un nostro parere. Ma prima cercheremo di definire cosa significa gomito su e cosa significa gomito giù. Possiamo affermare che per su s’intende un raggio che va dai 45 ai 110 gradi. La definizione di giù è sotto i 44 gradi, vicino alla cassa toracica, quasi verticale rispetto al terreno. 

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Il ricevitore: soprattutto cervello

Nella foto Elio Gambuti (Foto tratta da Il Corriere di Romagna)
Nella foto Elio Gambuti (Foto tratta da Il Corriere di Romagna)

Premessa di Paolo Castagnini 

Ospitiamo oggi su Baseball On The Road un intervento del grande ricevitore italiano, anzi forse il più grande, che è stato Elio Gambuti e riportiamo una sua pubblicazione uscita sul Foglio notizie CNT del novembre 2001. Ringrazio Frankie Russo per la segnalazione.

 

Il Ricevitore… soprattutto cervello!!! (by Elio Gambuti)

Uno dei principali ruoli del baseball è quello del ricevitore, colui che davanti alla propria difesa orchestra i lanci e le strategie. E’ un ruolo duro e impegnativo, difficile e logorante che richiede come dote principale, oltre la profonda conoscenza del gioco e dei giocatori (compagni e avversari), astuzia e intelligenza.

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Diventare un coach di successo

di Frankie Russo

libera traduzione da The Season

Paul Blanchard, coach del Minnesota Southwest College, presenziava all’annuale American Baseball Coaches Association quando un pensiero gli balenò per la mente: I giocatori hanno i loro mentori ai quali rivolgersi per consigli, ma i coach, specialmente i più giovani, coloro che sono agli inizi, spesso non hanno una vera e propria guida, un mentore, qualcuno che li accompagna nei loro primi passi per divenire un buon coach.  Blanchard immaginava un programma che andasse oltre la normalità, un incoraggiamento da parte dei più esperti per aiutare i più giovani a crescere nei loro momenti più difficili.

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Ricevitori e rubate: forza o rapidità?

Nella foto Francisco Cervelli (foto da piratesprospects.com)
Nella foto Francisco Cervelli (foto da piratesprospects.com)

di Frankie Russo

libera traduzione da MLB.com

Nell’eliminare un corridore in fase di rubata, la forza del braccio del ricevitore è solo una piccola parte del gesto tecnico. 

Lo scorso 9 maggio si è potuto assistere a uno dei colti rubando più esaltanti della stagione. Nell’ottavo inning di una gara persa per 3-2 dai Pirates,  il ricevitore di Pittsburgh Francisco Cervelli ha realizzato ciò che sembrava impossibile: Eliminare Billy Hamilton nel tentativo di rubare la seconda.

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Pitch Smart

La homepage della sezione Pitch Smart del sito MLB.com
La homepage della sezione Pitch Smart del sito MLB.com

di Paolo Castagnini 

Proseguendo la settimana tutta dedicata alla salvaguardia dei lanciatori, così bene rappresentata dagli articoli con libera traduzione di Frankie Russo, ecco qui di seguito un importante contributo della MLB. Il sito della Major League Baseball infatti ha recentemente aperto una sezione dedicata alla salvaguardia dei giovani lanciatori dal nome PITCH SMART. Prossimamente pubblicheremo altri articoli raccolti da qui. Per ora eccovi il cuore di questa nuova sezione nella speranza che l'argomento sia sempre più considerato soprattutto in occasione di manifestazioni quali i Grandi Tornei Estivi che tutti aspettiamo.

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La storia del conteggio dei lanci - 3^ parte

Illustrazione di Marco Cibola
Illustrazione di Marco Cibola

di Frankie Russo

libera traduzione dal New York Times

Leggi la 1^ parte - Leggi la 2^ parte

A partire da quella primavera, Little League fu la prima lega ad introdurre ufficialmente il conteggio dei lanci, e seguendo i consigli di Andrews e Fleisig, per i ragazzi di 11 e 12 anni il limite dei lanci fu fissato a 75 per gara. In aggiunta furono stabiliti 4 giorni di recupero per chi avesse effettuato più di 61 lanci. Ben presto, però, le varie organizzazioni determinarono di apportare delle variazioni aumentando a 85 il numero di lanci, decisione presa  senza consultare Andrews, seppure veniva riconosciuto unanimemente la più grande autorità in materia. A parere di queste leghe, il limite di 75 lanci andava a discapito dello spettacolo poiché insufficiente per portare a termine una gara completa da parte di un lanciatore.

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La storia del conteggio dei lanci - 2^ parte

Illustrazione di Marco Cibola
Illustrazione di Marco Cibola

di Frankie Russo

libera traduzione dal New York Times

Leggi la 1^ parte

 

Glenn Fleisig, il maggiore collaboratore di Andrews, si dedicò ad un approfondito studio relativamente alla meccanica del lancio arrivando alla conclusione che quando si esegue il caricamento si crea una serie di movimenti, ognuno disconnesso con l’altro. La teoria prova come il lancio sia fondato su una serie di sequenze coordinate. A conferma Fleisig dimostrò egli stesso, al rallentatore, le varie sequenze impartendo ad ognuna di esse lezioni teoriche del movimento e della fisica. Ci impiegò 15 minuti. Tim Lincecum, che lancia a quasi 100mph, per eseguire la stessa sequenza di movimenti ci impiega meno di un secondo, oltre a tener presente che il braccio gira in modo sconnesso. Se portato a termine il movimento circolare, il suo braccio effettuerebbe 21 giri al secondo. Ovviamente gli adolescenti non sono sottoposti a tali sollecitazioni, ma nelle majors gli atleti sottopongono il loro corpo ai massimi sforzi. 

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La storia del conteggio dei lanci - 1^ parte

Il disegno è di Marco Cibola per il New York Times
Il disegno è di Marco Cibola per il New York Times

di Frankie Russo

libera traduzione dal New York Times

con la presentazione di Paolo Castagnini 

Contare i lanci di un lanciatore è un'attività piuttosto recente sia in Italia che nelle nazioni più evolute, Stati Uniti in testa. Mi riferisco in particolare al mondo giovanile particolarmente esposto alla problematica dei danni provocati da sovra-sforzo in legamenti e cartilagini non ancora formate. Ogni anno il problema riaffiora sia in Italia che in ogni parte del mondo. Ogni pitching coach ha un'opinione su quanti e quali siano i lanci che preservino l'integrità dei ragazzi, ma spesso queste opinioni non coincidono. Se aggiungiamo poi il riposo, il problema si complica ancor di più. Come sempre chi ci viene incontro è la scienza anche se in questo caso non potrà mai essere esatta, ma ci può aiutare molto. L'articolo, che ho deciso di suddividere in tre parti, con libera traduzione del nostro Frankie Russo, è del 2009 ed è apparso sul New York Times. Anche se sette anni sembrano molti in realtà è attualissimo. Ho scelto questo disegno di Marco Cibola, noto illustratore dal nome italianissimo, ma nato e cresciuto in Canada, perché mi piace interpretare l'immagine del grande e sicuro allenatore vicino ad un desolato giovane e piccolo lanciatore. Mi sembra che il disegno sia perfetto per l'articolo in oggetto. Buona lettura!

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La riunione con i genitori

La foto è stata presa dalla High School Italy baseball - Una nota curiosa. Italy è una piccola cittadina del Texas a sud di Dallas e il suo nome fu scelto dai coloni nel 1880 per il suo clima soleggiato e dalla terra adatta alle coltivazioni
La foto è stata presa dalla High School Italy baseball - Una nota curiosa. Italy è una piccola cittadina del Texas a sud di Dallas e il suo nome fu scelto dai coloni nel 1880 per il suo clima soleggiato e dalla terra adatta alle coltivazioni

 di Frankie Russo

Libera traduzione da GC Coaches

Impostare una riunione con i genitori

In alcuni altri articoli precedenti abbiamo parlato dell’importanza della riunione con i genitori ad inizio stagione. Il nostro intento oggi è offrire una guida per come potrebbe essere impostata la riunione seguendo uno schema prefissato. Ribadiamo il concetto che la riunione preseason è un saggio investimento in quanto stabilisce le regole e gli obiettivi senza illudere nessuno sulle aspettative, anche allo scopo di aiutare a modellare il comportamento dei genitori stessi.  Consigliamo di tenere la riunione in un ambiente chiuso per favorire la possibilità di catturare maggiore attenzione da parte dei presenti. Se proprio non fosse possibile, allora è il caso di tenere la riunione in concomitanza con uno dei primi allenamenti quando è più probabile la presenza dei genitori che comunque accompagneranno i figli al campo. Quanto segue è semplicemente uno schema indicativo.

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Allenare i propri figli?

di Frankie Russo

Tratto da The Season

Quando un genitore prende la decisione di diventare un coach, il primo pensiero è rivolto verso le opportunità che tale scelta comporta, e cioè: spendere più tempo con i propri figli e condividere la passione per lo stesso sport.  Ma troppo spesso ci si rende conto delle celate insidie solo quando è troppo tardi. Critiche da parte degli altri genitori e coach, accuse di non distribuire equamente i tempi di gioco e il doversi alternare tra la posizione di coach e genitore sono solo alcune delle difficoltà che s’incontrano.

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Una tecnica diversa per la raccolta di una ground ball dagli esterni

di Paolo Castagnini 

Guardate attentamente la foto qui a fianco. Il giocatore è Miguel Sano ed è un esterno dei Twins. Naturalmente è lo stesso della metà a sinistra e in quella a destra. La foto lo ritrae durante un allenamento del fondamentale della presa di una rotolante all'esterno. La differenza tra le due foto è sostanziale. In quella a sinistra la raccolta avviene con il piede sinistro avanti e l'altra con il piede destro. 

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La memoria nella battuta

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.gc.com

Il telefono squillò, era molto tardi. Un giocatore delll’High School stava attraversando un periodo di crisi in battuta e voleva un consiglio dal suo ex coach. Cue Smith al momento non allenava, ma aveva avuto modo di seguire il suo ex allievo notando qualche difetto.

Era la postura del corpo fuori equilibrio e le spalle che erano posizionate in modo sbagliato rispetto al piatto.

 

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La meccanica della battuta

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito home.gc.com

Quanto segue si riferisce a materiale istruttivo dedotto da Headfirst Professional Sports Camps che segue direttamente i camps dei New York Yankees, Boston Red Sox, Atlanta Braves, Chicago Cubs e Washington Nationals.

 

Al fine di semplificare la meccanica della battuta, sono state prese in considerazione le tre componenti dello swing della Major League per facilitare l’apprendimento. La meccanica può essere facilmente osservata guardando una partita in TV e vi consigliamo di provare ad individuare queste tre fasi dello swing.

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Niente statistiche per i ragazzi

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito home.gc.com

Charles Dean, Presidente del Milwaukie Junior Baseball, consiglia ai giovani coach di mettere da parte lo scorer e concentrarsi su quanto succede in campo. Le statistiche non sono importanti quando si comincia a giocare, la priorità è di fare divertire i bambini. Ciò che bisogna fare quando si inizia, è insegnare a prendere la palla e tirare la palla, questo significa insegnare i fondamentali. Invece di prestare attenzione alle statistiche, è preferibile osservare come i ragazzi si adattano alle diverse posizioni. Non si deve insegnare ad un bambino un unico ruolo, è necessario che provino a giocare in ogni zona del campo. 

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Il ricevitore e il suo cavallo

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito hardballtimes.com

“Il ricevitore è come un cowboy senza la suggestiva cornice del Far West. E’ un lavoro duro, sporco e pericoloso. I vecchi ricevitori, come i vecchi cowboy, tendono a camminare più dissennatamente rispetto agli altri individui”. Dan Rather.

Piegarsi sulle ginocchia per un secondo o due dieci volte ogni giorno è probabilmente salutare. Tuttavia, accucciarsi  dietro al piatto  dai cinque ai dieci secondi per circa centocinquanta volte ogni giorno non è salutare.  Se analizziamo questo gesto da una prospettiva fisica, dobbiamo capire che quando si è accovacciati, le ginocchia esercitano uno sforzo verso l’alto per spostare tutto il peso che si trova sopra di loro.

Quando Buster Posey si alza chiedendosi perché nessun compagno è andato a coprire la terza, le ginocchia supportano circa l’80% del suo peso. Quindi ogni suo ginocchio supporta circa 41 kg e verosimilmente questo è vero quando è accucciato dietro al piatto. Quando è giù in posizione in attesa di ricevere un lancio, qualcosa deve tenere su il resto del corpo per evitare che crolli a terra.  E che altro se non le ginocchia?

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Il coach visto dall'arbitro

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.gc.com

Carl Olsen si è trovato da entrambe le parti. Olsen ha allenato la squadra del figlio per 10 anni e comprende perfettamente cosa significa non essere d’accordo con l’arbitro. Ha anche arbitrato per più di 20 anni e sa gestire una situazione quando un coach è in disaccordo. Il 4 luglio Olsen, 76enne, è stato molto impegnato arbitrando un buon numero di partite ad un torneo. Avendo a che fare con un concentramento di tanti coach in un così breve lasso di tempo, Olsen ha avuto modo di notare comportamenti contrastanti. Era evidente che c’erano coach che ritenevano l’arbitro un nemico ed era altrettanto evidente che i ragazzi assumevano lo stesso comportamento del coach. Se il coach è il primo a contestare, è ovvio che i ragazzi seguiranno il suo esempio.

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L'approccio del giovane coach

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito 

home.gc.com

Spesso i primi coach sono dei volontari. Lo scenario tipico si verifica quando i genitori iscrivono il proprio figlio ad un’organizzazione sportiva, e gli viene chiesto se vogliono collaborare come coach. Spesso il genitore si ritiene più adatto ad essere un assistente, ma succede pure che viene investito come capo. Sovente i principianti trovano questo ruolo più impegnativo del previsto, quindi è opportuno che seguano alcune regole che potrebbero tornare utili per facilitare il loro lavoro e aiutare i giovani atleti.

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Le chiavi del successo

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito home.gc.com

Non esiste un modo perfetto per allenare una squadra di baseball. Earl Weaver ha condotto i Baltimore Orioles a quattro vittorie di lega e alla conquista di un titolo delle World Series essendo stato espulso 97 volte e con una buona dose di capricci. Tony La Russa ha vinto tre World Series e tre titoli di lega preferendo più un approccio mentale.

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I miti della battuta - Rotational 2

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sitoefastball.com

2^ parte - (1^ parte)

La Fase dello Swing

 

Quando la palla è a metà del suo percorso e ritenete che la palla finisca nella zona dello strike, spostate la spalla posteriore indietro  e abbassate il gomito verso il fianco. A questo punto le mani sono vicine alla spalla. 

La rotazione dovrebbe iniziare al momento in cui il piede tocca terra, e comunque siete ancora in tempo di aggiustare per un lancio offspeed.

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I miti della battuta - Rotational - 1

Nella foto Ted Williams 1918-2002 (Diamond Images/Getty Images
Nella foto Ted Williams 1918-2002 (Diamond Images/Getty Images

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito efastball.com

1^ parte

Una delle tante frasi che più frequentemente si sentono è:

Quel ragazzo ha un giro naturale, è una cosa che non si può insegnare. Ma un ‘giro naturale’ è l’esecuzione di una perfetta tecnica, quindi può essere insegnata. Oppure come sostiene Mike Epstein:

I battitori sono nati con un giro naturale, sono i coach che poi confondono le idee.” Ciò che molti coach stanno insegnando, e ciò che hanno fatto i più grandi battitori negli ultimi 100 anni è qualcosa di completamente diverso. 

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Compilare un lineup

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.com

La consistenza è ciò di cui coach e giocatori sono sempre alla ricerca. Il modo in cui un coach struttura il suo ordine di battuta può dipendere da come i propri giocatori producono, e conoscere a priori la propria posizione nel lineup può spesso portare a risultati soddisfacenti. Almeno questo è il pensiero di Heath Andrews, coach del Wylie East High School in Texas che afferma:

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Base running

Nella foto Dee Gordon Los Angeles Dodgers (Jayne Kamin-Oncea-USA TODAY Sports)
Nella foto Dee Gordon Los Angeles Dodgers (Jayne Kamin-Oncea-USA TODAY Sports)

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.com

Alcune regole basilari per la corsa sulle basi

Sapete qual è la differenza tra un discreto corridore e uno molto bravo? L’opinione di Chance Beam, proprietario del Titans Sports Academy, è che bisogna saper leggere il lanciatore avversario. Come si muove con la testa, come si muove con le mani, come si muove con il corpo. Beam certamente deve avere un'ottima esperienza se la sua squadra contro lanciatori destri aveva una percentuale del 96% di successo nel periodo in cui lui era capo allenatore.

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Utility: opportunità o maledizione?

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito The Season

La versatilità è una caratteristica singolare nel baseball che può essere un requisito molto utile, ma nello stesso tempo una maledizione, sia per il giocatore che per il coach. La situazione ideale per un giocatore versatile è quando si trova a suo agio giocando in due o più posizioni, e il coach non ha riserva alcuna a schierarlo in nessun di quei ruoli. Ma non è un’abilità comune a tutti  i giocatori. Infatti Paul Gibson, coach alla Bell High School Baseball in Texas, ha una sua teoria: “A volte incorriamo in un ragazzo che non riusciamo ad individuare subito se è meglio utilizzarlo come esterno, interno o anche ricevitore.  In questi casi facciamo lavorare il giocatore in tutte e tre posizioni durante la fase di sviluppo dei fondamentali e cerchiamo di capire dove si adatta meglio.”

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Allenare il baseball giovanile - 17^ e ultima parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way Leggi le parti  1^  2^  3^  4^  4^b  5^  6^   7^  8^  9^  10^  11^  12^   13^   14^   15^   16^

 

Le conclusioni di Cal Ripken

Il baseball, per quanto si possa essere d’accordo o meno, è un gioco semplice, giocato con mazze, palle e da persone. E’ un concetto ribadito molte volte in precedenza, ma non vogliamo che i coach dimentichino questo principio fondamentale.  Sembrerebbe un concetto banale, ma riflettendo bene, è proprio così. Se osservate due squadre durante il riscaldamento, il 99% delle volte vince la squadra che palleggia meglio. Meglio si applicano i fondamentali, meglio si gioca a baseball. 

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Allenare il baseball giovanile - 16^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Il tiro

La difesa nel baseball è suddivisa in due parti: tiro e presa. E’ facile intuire, quindi, che la squadra che riesce a fare meglio le due cose, è generalmente quella che vince.  A questo punto viene naturale chiedersi  quale dei due  componenti sia la più importante,  e la risposta è che è impossibile da determinare, ma una cosa è certa: Non si può effettuare una presa se la palla è tirata fuori della nostra portata. Se la palla è tirata in una zona in cui  non è possibile effettuare la presa, è ovvio che c’è stato un errore. 

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Allenare il baseball giovanile - 15^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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La Battuta

Ogni giorno da qualche parte qualcuno inventa dei nuovi esercizi per la battuta, e troppo spesso sono eccessivamente complicati oppure trattasi semplicemente di variazioni a quelli basilari che sono stati tramandati da generazione a generazione. Invece di abbracciare subito nuove tesi, probabilmente la cosa migliore sarebbe di seguire la filosofica del rimanere semplici.

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Allenare il baseball giovanile - 14^ parte

 Nella foto Beau Orlando #10 di Pearland, Texas durante le World Series Little League del 2010 (Drew Hallowell/Getty Images)
Nella foto Beau Orlando #10 di Pearland, Texas durante le World Series Little League del 2010 (Drew Hallowell/Getty Images)

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Lavorare con i lanciatori

 

Un dilemma che spesso deve affrontare un coach a quasi tutti i livelli è come fare in modo che i lanciatori, i quali giocano altre posizioni, possano praticare anche a tirare, correre e perfezionarsi durante gli allenamenti. Infatti, dipendendo dal numero di ricevitori e coach a disposizione, non è sempre facile trovare il tempo necessario per preparare i lanciatori tra una prestazione e l’altra considerato il gran lavoro che devono fare per restare in forma nell’altra posizione. Insomma, far praticare come lanciatore, in battuta e in difesa deve rappresentare un grosso grattacapo per la gran parte dei tecnici.

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Allenare il baseball giovanile - 13^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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Gli interni

 

Il baseball s’impara con le ripetizioni, ed è un concetto che assume maggior rilevanza quando si tratta degli interni. Oggi si vedono tanti e diversi espedienti per sviluppare la manualità degli interni e migliorare la coordinazione occhio-mani, ma la cosa primaria è che, se si deve usare il guanto per giocare in difesa, allora bisogna imparare ad usarlo nel modo giusto. 

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Tre errori comuni sulla battuta

di Frankie Russo 

Libera trad. da theseason.com

Diciamolo in tutta sincerità: Oggi viviamo in una società che vuole vedere subito i risultati. Viviamo in una continua situazione di stress, velocizzare, correre, scadenze che ci assillano, poi un’altra, un’altra e un’altra ancora. Sempre di più si assiste a studenti e genitori dover prendere decisioni per il futuro ancora prima di iniziare l’università. Gli allenatori preparano gli allenamenti con l’intento di tenere tutti in movimento, tutti devono essere impegnati, tutti devono lavorare sull’approccio mentale. 

Ci sono anche molti atleti che si allenano da soli, magari con un compagno, ripetendo gli stessi esercizi centinaia di volte pensando di migliorare, quando in realtà stanno acquisendo solo delle cattive abitudini.

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Allenare il baseball giovanile - 12^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

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4^b- 5^ - 6^ - 7^ - 8^ 9^ 10^ 11^

 

La Difesa

Appena viene effettuato un lancio inizia la fase della difesa. Il ricevitore deve prendere il lancio o a volte tirare sulle basi per eliminare un corridore nel tentativo  di rubata o di avanzare su un tiro errato o lancio pazzo. Succede pure che la palla a volte non raggiunge il guanto del ricevitore perché il battitore mette la palla in gioco e qualcuno della difesa deve effettuare la presa e tirare la palla a un compagno  per eliminare l’avversario, o evitare che egli possa avanzare sulle basi. Se non si è in grado di prendere la palla, non c’è la possibilità di tirarla in modo preciso. Ma se una volta effettuata la presa, non si è poi in grado di effettuare il tiro, allora la presa è servita a poco o a nulla.  A rischio di essere ripetitivo fino alla noia: la capacità di eseguire uno dei due gesti senza saper far l’altro non ha alcun valore. 

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Non ci  sono più  i "ladri" di  una volta!    parte 2^

Nella foto Jarrod Dyson dei Kansas City Royals (Getty Images)
Nella foto Jarrod Dyson dei Kansas City Royals (Getty Images)

di Frankie Russo

Libera traduzione dall'articolo su Sports On Earth

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VELOCITA’ E’ UNA PRIORITA’

I Kansas City Royals non usano il segnale di rubata, è sempre ‘luce verde’ e resta una decisione del giocatore come comportarsi sulle basi. Tale decisione può essere naturale per alcuni, come per Jarrod Dyson, mentre per altri dipenderà più dalla situazione di gioco. E’ una strategia che ha funzionato per i Royals e lo si è visto negli ultimi due anni dei playoff letteralmente travolgendo gli avversari con la loro aggressività sulle basi, costituendo una delle migliori squadre nella specifica categoria. A sorpresa, e incredibilmente, il numero di tentativi di rubate è diminuito del 37% la scorsa stagione. La ‘luce verde’ sta forse diventando gialla?

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Non ci sono più i "ladri" di una volta!

Nella foto il grandissimo "ladro" Vince Coleman
Nella foto il grandissimo "ladro" Vince Coleman

Premessa di Paolo Castagnini 

Quest'oggi il primo di due articoli a tema "rubare". Il secondo sarà pubblicato domani. Sembra che la tendenza in MLB sia quella di rubare di meno per rischiare di meno. Scelta avvallata dalle nuove ricerche nel campo della Sabermetrica. Vediamo cosa ci raccontano questi due articoli che il nostro Frankie Russo ha preparato per noi. L'argomento è molto interessante non solo per la MLB, ma anche per i nostri campionati.

Auguro a tutti oltre ad una buona lettura anche di avere una squadra di grandi "ladri di basi" perché una cosa è certa: La rubata è una delle cose più belle del nostro sport! 

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Allenare il baseball giovanile - 11^ parte

Photo by George Picciello
Photo by George Picciello

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way Leggi le parti  1^ - 2^ 3^ - 4^

 - 4^b- 5^ - 6^ - 7^ - 8^ 9^ 10^

 

L’allenamento perfetto guida alla perfezione

E’ opinione generale che l’allenamento ci rende migliori, ma questo non sempre corrisponde al vero.  Se la ripetizione di un gesto tecnico in allenamento non è eseguito nel modo corretto, questo difetto si ripeterà anche in gara. Quindi, è l’allenamento perfetto che ci guida alla perfezione, pertanto se vale la pena farlo, meglio farlo nel modo corretto. Entrambi i concetti hanno un comune denominatore, cioè in partita giocheremo nello stesso modo in cui ci alleniamo. E’ questo uno dei motivi principali per cui bisogna applicare il concetto di piccoli gruppi allo scopo di aumentare le ripetizioni e seguire i giocatori con più attenzione incrementando l’efficienza della pratica. I giocatori saranno sempre indaffarati e comprenderanno l’importanza di allenarsi con impegno ed eseguire gli esercizi nel modo corretto riportando in gara tutte le buone abitudini

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Allenare il baseball giovanile - 10^ parte

Foto dal sito princeave.org
Foto dal sito princeave.org

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

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Praticare con efficienza e divertimento

Quante volte abbiamo visto una squadra allenarsi? Giocatori sparsi per tutto il campo, apatici e annoiati. Un coach tira, un giocatore batte, uno nel cerchio del prossimo battitore e il resto della squadra in campo. Fa caldo, l’unica persona che sembra divertirsi è il battitore, neanche il coach sembra molto entusiasta. Una palla è battuta, un giocatore corre affannosamente a raccoglierla e la tira verso il campo interno. Ogni tanto un giocatore va nel dugout per bere, e avanti così per circa un’ora, poi tutti a casa. E’ finito l’allenamento.

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Allenare il baseball giovanile - 9^ parte

Foto da USA TODAY SPORTS)
Foto da USA TODAY SPORTS)

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way 

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La durata è determinata dai giocatori

Lasciate che siano i giocatori a determinare la durata dell’allenamento.  Mentre un’ora potrebbe essere troppa per i bambini sotto i 10 anni, per i ragazzi di 12 potrebbe essere troppo poco. Dovrà essere vostra responsabilità porre la necessaria attenzione per individuare fino a quando i ragazzi prestano sufficiente interesse. 

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L'approccio al piatto di Mike Trout

di Frankie Russo

Traduzione dal video di MLB.com

 

Sean Casey è un ex giocatore della majors dove ha militato per 11 stagioni con i Cleveland Indians, Cincinnati Reds, Pittsburgh Pirates, Detroit Tigers e Boston Red Sox.  E’ stato eletto tre volte per l’All Star Game, ha partecipato alle World Series del 2006 con i Detroit Tigers. Soprannominato “The Mayor” (Il Sindaco, per la grande parlantina che aveva con gli avversari quando arrivano in 1B), Casey ha terminato la carriera con una MB di 302, 130 HR e 735 RBI. Attualmente fa la telecronaca ed commenta le gare per MLB Network.  

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"I" come Incoraggiamento

Nella foto Davis Robb con la casacca della Nazionale Italiana Juniores (Foto Vasini da Baseball.it)
Nella foto Davis Robb con la casacca della Nazionale Italiana Juniores (Foto Vasini da Baseball.it)

di David Robb

Frankie Russo ci segnala questo documento uscito dal suo archivio che con grande piacere condividiamo con tutti voi.

David Robb è un coach Canadese cresciuto poi negli Stati Uniti dove ha giocato nel San Matteo Junior College e nel California State University Fullerton. Divenuto poi coach è stato allenatore della Nazionale Canadese e in Minor League con Oakland A's. Nei primi anni 2000 ha guidato il programma della Nazionale Italiana Juniores rimanendo poi molto legato a varie società italiane dove spesso si reca durante l'estate. Attualmente David lavora in Arizona presso il Mesa Community College. 

Ecco il suo interessante articolo

"I" come incoraggiamento.

C’è una vecchia storia che racconta di un uomo che camminava lungo la strada salutando la gente che incontrava. Aveva un complimento per ciascuno: “Sembrate in forma oggi” diceva ad uno. Ad un altro faceva notare che l’abito che indossava gli andava a pennello. All'edicola si complimentava con il giornalaio per come gestiva la sua azienda. E così continuava, salutando la gente positivamente.

 

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Lineup tradizionale o rivoluzionato?

di Frankie Russo

Libera traduzione dagli articoli su theseason (Four Tips For Optimizing Your Batting Order)

e espn (Blue Jays could just hit Josh Donaldson in leadoff spot)

 

QUATTRO CONSIGLI PER OTTIMIZZARE IL LINE-UP

ALTRI PER RIVOLUZIONARLO

Oggi parleremo del line up e voglio darvi quattro consigli per migliorare e massimizzare il potenziale offensivo. Mentre l’ottimizzazione del line up può essere un argomento complesso con diverse opinioni, questi suggerimenti sono relativamente indiscusse anche dagli amanti delle moderne statistiche.

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Allenare il baseball giovanile - 8^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way 

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Premessa all'8^ parte

In questo articolo Cal Ripken tratta le fasce d'età e lo fa secondo la sua esperienza quella cioè negli Stati Uniti. I lettori Italiani dovranno adeguare questi insegnamenti alle proprie realtà per non cadere in errore. Come tutti noi sappiamo per i bambini Americani lanciare o prendere una palla o battere è così come per i bambini Italiani calciare un pallone. Buona lettura! 

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Allenare il baseball giovanile - 7^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way 

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Basi di un buon allenamento

 

Quando si tratta di baseball è sempre divertimento; non importa l’età; a tutti piace la sfida. Ai giovani piace la competizione così come piace agli adulti. Quante volte come genitori abbiamo lanciato delle sfide ai nostri figli? Imparare a competere (non importa quale sia ciò che perseguiamo) e imparare a vincere o perdere con classe e dignità, rappresenta una delle più importanti lezioni di vita che vanno insegnate ai bambini sin dalla giovane età. Per massimizzare il divertimento dei ragazzi e offrire le migliori opportunità per ottimizzare, allenamenti organizzati e allegri sono imperativi. 

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Imparare dagli errori

Nella foto Jose Iglesias shortstop dei Tigers
Nella foto Jose Iglesias shortstop dei Tigers

di Frankie Russo

Libera traduzione dall'articolo su Det freep.com

Guardarsi allo specchio e imparare dagli errori

Durante la offseason, l’interbase dei Detroit Tigers Jose Iglesias si è guardato allo specchio e non gli è piaciuto ciò che ha visto. Ha visto un giocatore che è stato nominato per l’All Star Game ma non è stato sempre un buon compagno di squadra, uno che non sempre si è sacrificato per la squadra. Ha visto un giocatore che ha battuto 300, ma troppo spesso era concentrato più sulle proprie statistiche anziché aiutare la squadra a vincere. Ha promesso a sé stesso di voler cambiare. 

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Allenare il baseball giovanile - 6^ parte

Una squadra di ragazzi presso Ishinomaki Stadium, Giappone (Foto Susan Slusser - The Chronicle)
Una squadra di ragazzi presso Ishinomaki Stadium, Giappone (Foto Susan Slusser - The Chronicle)

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way Leggi la 1^ parte 2^ parte -3^ parte - 4^ parte - 4^ bis-  5^ parte

 

OBIETTIVI

Spesso i coach alle prime armi cadono nell'equivoco di voler insegnare troppo. Non dobbiamo mai dimenticare che il baseball è un gioco semplice e il successo dipenderà da quale squadra è in grado di applicare meglio i fondamentali. Ma cosa determinerà se la gara, l’allenamento o la stagione è stata di successo? Dipende dall'età del gruppo e il livello di gioco. Il successo nel baseball giovanile non dovrebbe mai essere determinato dal numero delle vittorie o delle sconfitte. Infatti, nella lista delle priorità, vincere dovrebbe essere all'ultimo posto. Se i ragazzi si divertono e imparano, questo dovrebbe essere già di per sé soddisfacente per noi in qualità i coach.

 

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Allenare il baseball giovanile - 5^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

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2^ parte -3^ parte - 4^ parte - 4^ bis

 

RICONOSCERE I LIMITI

Ormai il baseball giovanile sembra non avere mai soste, tanti ragazzi dai 7 ai 9 anni non si concedono pause. Senza dubbio è molto incoraggiante vedere ragazzi così appassionati, ma nello stesso tempo dobbiamo chiederci se il gioco sta diventando troppo serio troppo presto, e trovare la risposta a quanto è troppo.

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Come insegnare ai ragazzi a lanciare strike

di Frankie Russo

Libera traduzione da theseason.gc.com

In un precedente articolo del 23 Marzo 2015 abbiamo pubblicato una prima parte di questo argomento trattato dal coach Dan Spring. Qui di seguito la seconda parte.

 

Nel precedente articolo ho parlato dell’ importanza per i pitcher di lanciare strike e che la velocità ha poca rilevanza se non si riesce a comandare il lancio. Ora che siamo d’accordo che centrare la zona dello strike è fondamentale, la domanda successiva è: “Come s’insegna a un giovane pitcher a lanciare strike”.

Purtroppo la meccanica di lancio è piuttosto complicata, ma c’è un aspetto fondamentale che aiuta a correggere molte delle altre imperfezioni; è facile da riconoscere, e aiuterà a lanciare più strike. E non sono necessarie 10.000 ore di sedute di allenamento per individuarlo!

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Allenare il baseball giovanile - Parte 4 bis

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

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Integrazione della 4^ parte

 

COME GESTIRE IL GENITORE PIU’ “ESPERTO”

A volte tra i genitori incontrerete “l’esperto” che vuole suggerire esercizi, come giocare o come compilare l’ordine di battuta. Questo genitore spesso conosce meno di quanto crede, forse starà cercando di favorire il proprio figlio o ha semplicemente il desiderio di essere un collaboratore. 

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Allenare il baseball giovanile - 4^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

 

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2^ parte -3^ parte

 

GESTIRE I GENITORI

Quando si allena il baseball giovanile la priorità assoluta dovrebbe essere quella di mettere il massimo della vostra esperienza a disposizione dei ragazzi. Tra le varie priorità, gestire i genitori è un fattore da non trascurare. Gestire non tanto per far capire meglio il gioco o entrare nei dettagli delle strategie, ma sul fatto di far loro capire come rendere piacevole al massimo l’esperienza che stanno vivendo i loro figli.

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La verità sullo stretching

Presentazione di

Paolo Castagnini

Quante volte capita di vedere la squadra all'esterno destro che esegue esercizi di stretching così come nella figura qui a fianco? Quante volte per pigrizia abbiamo mandato la nostra squadra di giovani a scaldarsi da soli osservando poi che oltre a fare lo stretching statico lo fanno male e chiacchierando? Per fortuna! dico io perché è ormai dai primi anni 2000 che è stato riscontrato che questo tipo di stretching fa male. Quindi nonostante tutto, chiacchierare fa per lo meno "meno male". C'è da dire che le vecchie abitudini sono dure a morire. Ecco allora per sensibilizzare il tema questo articolo tratto dal New York Times e scritto per noi in italiano da Frankie Russo

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Allenare il baseball giovanile - 3^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

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LE PROBLEMATICHE DEL COACH

Allenare le giovanili ci può offrire le più grandi soddisfazioni e ciò che rimarrà sempre nei nostri ricordi saranno i sorrisi e i  miglioramenti dei ragazzi che ci hanno circondato. Ma potrebbe anche essere una grossa delusione, e quando vi troverete in situazioni complicate, vedere la luce alla fine del tunnel diventa estremamente difficile.

 

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Allenare il baseball giovanile - 2^ parte

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro

Coaching Youth Baseball the Ripken Way

Leggi la 1^ parte

 

LA RESPONSABILITA’ DEL COACH

Il baseball diventa serio in un tempo relativamente breve e in qualità di coach bisogna conoscere questo aspetto per non mettere troppo stress sui bambini. Succede sempre più spesso di vedere questi giovani giocare un numero maggiore di gare e fare lunghe trasferte, ed è un vantaggio quando questo impegno viene affrontato con piacere.  Ma in verità, per la maggior parte dei bambini tutto questo è troppo.  Intorno agli 11/12 anni i ragazzi vogliono decidere cosa fare e cosa non fare, e se non hanno voglia d’impegnarsi tanto, non lo faranno. Negli anni precedenti, molti di loro magari lo hanno fatto all’unico scopo di accontentare i genitori, e una volta raggiunti i 12 anni abbandonano. Questo è certamente un male per il baseball

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Allenare il baseball giovanile - 1^ parte

 Photo by: Japan America Society of Southern California
Photo by: Japan America Society of Southern California

di Frankie Russo

Libera traduzione dal libro Coaching Youth Baseball the Ripken Way

 

Il baseball è stato sempre avvolto da un velo di mistero, qualcosa di speciale, difficile da definire. Forse per il semplice fatto che esistono fattori che lo fanno sembrare speciale agli occhi di taluni, mentre lo fanno sembrare completamente diverso agli occhi di altri. Il baseball si presenta come un gioco difficile a causa della natura dei suoi esercizi, regole e infinite strategie. Spesso siamo noi stessi a renderlo difficile alla continua ricerca di migliorarci, ma il baseball è natura pura, va compreso. Ed è questo il nostro compito.

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Ancora sulla specializzazione giovanile

Una piccolissima in battuta
Una piccolissima in battuta

di Paolo Castagnini

L'articolo "Sempre più baseball/softball e sempre prima?" ha suscitato molto interesse. C'è chi ha commentato sulla pagina Facebook, chi direttamente in calce all'articolo e chi mi ha scritto privatamente.

La sensazione di molti è che si stia parlando di una realtà geografica (gli Stati Uniti) e agonistica molto differente dalla nostra. Questo è in parte vero, ma il rischio di non considerare il problema è un po' come il doping che sembra materia dei campioni per poi scoprire che invece è molto usato anche nei livelli più bassi. Allora proviamo a trasportare quanto detto nell'articolo alla nostra realtà.

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Sempre più baseball/softball e sempre più presto?  -  2^ parte

di Frankie Russo

Tratto dall'articolo su 

Human Kinetics.com

2^ parte - (1^ parte)

 

Sintesi della continuazione della specializzazione

La superspecializzazione è una specializzazione frenetica poiché si ottiene con il sacrificio dell'elemento più importante: il benessere dell’atleta a causa dell’egoismo degli adulti. Dovrebbe essere assolutamente evitata a tutti i costi. La decisione di variare o specializzare è una scelta che deve essere lasciata all’atleta.

Ci sono atleti che hanno scelto la specializzazione per uno sport specifico per la loro passione, perché lo amavano e per la scelta di spendere il loro tempo focalizzandolo solo su di esso. La madre del campione di golf Rickie Fowler, racconta che il figlio a 7 anni disse che non voleva giocare a baseball o praticare la palestra. Voleva dedicarsi esclusivamente al golf e divenire un professionista. Ci si dedicò ogni giorno sacrificando la sua vita adolescenziale, niente feste, niente vacanze e non andava a vedere le partite. Oggi finalmente ha capito che deve dedicarsi ad altro, ma all’epoca era una situazione preoccupante. 

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Sempre più baseball/softball e sempre più presto?

Presentazione di

Paolo Castagnini

A che età è meglio iniziare a fare sport? Quanto tempo è meglio dedicare allo sport nei primi anni della scuola? La domanda importante è: Da che età è meglio specializzare o super specializzare? La risposta noi tecnici che abbiamo partecipato ad ogni tipo di corso è: più tardi possibile. Eppure i fatti sono sempre diversi dalle parole. L'amico Fabio Borselli pochi giorni fa scriveva un articolo interessante sulla super specializzazione precoce "Fuss, Sietz, Platz" a cui seguiva un altro articolo "da cosa nasce cosa" prendendo spunto dall'intervento della Dott.ssa Laura Bortoli all'ultima coach convention.

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Play Baseball The Ripken Way - 2^ parte

Nella foto Cal Ripken Jr durante un Camp
Nella foto Cal Ripken Jr durante un Camp

di Frankie Russo

Traduzione della prima parte del libroPlay Baseball The Ripken Way

 

Il nostro metodo d’insegnamento si basa su quattro punti basilari:

 

SEMPLIFICARE

E’ imperativo impartire lezioni semplici per permettere al giovane di costruire delle basi solide. L’utilizzo di tecniche ed esercizi troppo impegnativi possono scoraggiare e confondere il giovane giocatore. I fondamentali sono le basi per giocare a baseball a qualsiasi livello. 

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Play Baseball The Ripken Way - 1^ parte

di Frankie Russo

Traduzione della prima parte del libro Play Baseball The Ripken Way

 

Introduzione

Con molta umiltà il nostro intento è quello di sintetizzare nel modo più semplice il concetto dei fratelli Bill e Cal Ripken Jr., i quali a loro volta ereditarono la conoscenza del baseball dal padre Cal Ripken Sr. Complessivamente la famiglia Ripken ha speso circa 90 anni nel baseball professionistico ed in particolare nell’organizzazione degli Orioles.  Spesso il metodo di Cal Sr veniva definito della “vecchia scuola”. Niente di più falso. Non era il suo metodo, o il metodo degli Orioles o il metodo di Ripken. Era il metodo corretto, ed è questo che ha fatto di lui un grande istruttore.  Tutti vogliono parlare di fuoricampo e di primati, ma ciò che bisogna ammirare di più della famiglia Ripken è la loro passione e il loro rispetto per il baseball. Il libro è intitolato “The Ripken Way” ma potrebbe benissimo essere intitolato  “The Right Way”: Il modo giusto di giocare, il modo giusto d’insegnare.

 

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Come sviluppare un programma di successo per il baseball/softball delle scuole superiori

Nella foto l'esultanza della Gaithersburg High School dopo aver vinto il titolo 4A dello stato del Maryland (Doug Kapustin / For The Washington Post)
Nella foto l'esultanza della Gaithersburg High School dopo aver vinto il titolo 4A dello stato del Maryland (Doug Kapustin / For The Washington Post)

Premessa di Paolo Castagnini

Proseguiamo con temi che sono al di fuori dell'insegnamento tecnico, ma che nello sport rivestono importanza fondamentale. In questo articolo tratto da "The Baseball Coaching Bible" (ABCA), che già il titolo ci dichiara i suoi intenti, Jerry Kindall e John Winkin ci raccontano come impostare un programma per una squadra. Sicuramente l'ambiente dove viene applicato è molto diverso da quello italiano, ma questo non toglie che anche con i nostri giovani sia necessario un approccio di questo genere. Leggete e prendete spunti che saranno utilissimi da applicare alle vostre squadre.

Come sempre la traduzione è di Frankie Russo.

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