Articoli a tema tecnico

Cari amici del baseball e softball italiano, abbiamo pensato di mettere a vostra disposizione una sezione del sito a nome: Io alleno così.

La caratteristica dei coach Americani, ma anche di altre nazioni è quella di saper ascoltare e di saper esporre. L'umiltà (saper ascoltare) e la consapevolezza di sé (saper esporre) è una caratteristica che a noi Italiani spesso manca. Quando un coach attraverso la sua esperienza ritiene di poter dare un contributo alla causa del nostro sport, dovrebbe essere in grado di sostenere tranquillamente la sua teoria.

Il coach in questione non si dovrebbe preoccupare se la sua carriera non è stellare, anzi! Un coach che passa il suo tempo seguendo i ragazzi avrà sicuramente molte cose da insegnare. Pensate forse che un grande coach di Major League saprebbe seguire meglio di voi una squadra Ragazzi nel campionato Italiano? Non è assolutamente detto! Nello stesso tempo chi legge una teoria di insegnamento fondata sull'esperienza di un altro coach dovrebbe mettersi nelle condizioni di ascoltare. Essere presuntuosi di certo non aiuta a migliorare se stessi.

Apriamo pertanto questa sezione del sito nella speranza che sia raccolta da molti di voi. Non preoccupatevi troppo se la vostra teoria è già stata detta; spiegatela con le vostre parole e diventerà immediatamente nuova. Potete mandare testi scritti, (devono essere vostri e non copiati) foto, filmati (collegamenti su Youtube), che possono aiutare a spegare la vostra teoria.

Le caratteristiche dei vostri contributi devono essere:

1-Una descrizione (una pagina circa. Se è più lunga dividete in più puntate);

2-Nome e cognome di chi scrive con indirizzo e-mail (sarà pubblicato a fondo pagina)

3-Ruolo in società (dove allenate e con quale compito)

4-Facoltativo: foto, disegni, collegamento a filmato, ecc.

Credete in voi e siate umili, queste due caratteristiche fanno il grande Tecnico.

Grazie per il vostro contributo!

 

Inviate il vostro lavoro qui

Le partite si vincono in allenamento

I Miami Marlins durante lo spring training del 2014 (Foto tratta da Palm Beach Post)
I Miami Marlins durante lo spring training del 2014 (Foto tratta da Palm Beach Post)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Saper preparare  la squadra adeguatamente durante l’allenamento  aiuterà a vincere una buona dose di partite. Esiste ben poco di magico che un coach può fare durante la gara: nessuna giocata speciale, nessun trucco, nessun discorso pre-game potrà influire sul risultato della partita.  

I giocatori devono sapere come giocare nel modo giusto. Ad ognuno di essi sarà battuta una palla da giocare e ad ognuno toccherà entrare nel box di battuta, non è concesso perdere tempo o cercare di evitare l’inevitabile. Bisogna entrare in campo pronti a giocare. Questa è la bellezza del gioco del baseball e nello stesso tempo la sua difficoltà. Tutti e nove i giocatori devono saper giocare sia in attacco che in difesa, essi devono avere la capacità di affrontare tutte le fasi di gioco.

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La battuta secondo Pete Rose

di Frankie Russo

Alcuni giorni fa un video postato su FB ha catturato la mia attenzione. Si trattava di un video in cui Pete Rose mostrava i suoi ‘segreti’ di battuta a Frank Thomas (HOF) e Alex Rodriguez. D’altra parte uno che detiene il record di battute valide nelle majors qualcosa di certo avrà avuto da insegnare. Un altro elemento che mi ha colpito, oltre all’interesse mostrata da Thomas, era la concentrazione e lo stupore di Rodriguez nell’ascoltare e osservare la dimostrazione. (Per i più giovani che non conoscono Pete Rose, è possibile consultare l’archivio del mese di dicembre 2014 di BOTR dove possono leggere la sua storia).      

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Diventare coach di successo

Nella foto il manager degli Indians Terry Francona (Foto da Chicagotribune)
Nella foto il manager degli Indians Terry Francona (Foto da Chicagotribune)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Vi siete mai chiesti perché esistono squadre che riescono a superare le difficoltà nei momenti difficili dove altre falliscono? Esiste un fattore che fa veramente la differenza? In effetti, oltre allo sviluppo e all’insegnamento, vi sono altre importanti informazioni che un coach di successo deve trasmettere. Iniziamo con il dire che i giocatori devono concentrasi solo su ciò che possono controllare. Se un giocatore si dedica eccessivamente a fattori che sono fuori dal proprio controllo, più facilmente è destinato a sbagliare. Di seguito elenchiamo una lista di fattori che riteniamo sono fuori il controllo del giocatore a cui, pertanto, non dovrebbe prestare particolare attenzione.

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Le frasi da evitare

Nell  foto uno degli errori più' comuni "Alza il gomito!"
Nell foto uno degli errori più' comuni "Alza il gomito!"

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence 

Spesso sui campi da gioco, sia di Little League che di liceo, si sentono frasi sicuramente pronunciate a fin di bene, ma che invece risultano essere istruzioni incomplete e/o consigli inesatti e possono limitare, forse ostacolare la carriera se non addirittura causare danni al braccio di un giovane giocatore. Nell’era dell’alta tecnologia in cui tutto viene messo sotto i raggi X, è importante che un coach sappia come comunicare e istruire i propri ragazzi. Esiste un modo giusto di giocare e Baseball Excellence si dedica a fornire consigli per l’insegnamento dei fondamentali con l’intento di essere da supporto per i coach delle giovanili. Il baseball è uno sport supportato dalla continuità, le tante capacità sia difensive che offensive sono richieste a tutti i livelli, non importa se agli inizi, se nei campionati giovanili o senior. Con riferimento a quanto sopra riportato, di seguito elenchiamo delle frasi che riteniamo dovrebbero essere assolutamente bandite quando si tratta d’insegnare baseball.

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L'orologio nel baseball

di Frankie Russo

Tratto dal sito bleacherreport.com

Continuano i tentativi da parte della MLB di velocizzare il gioco e probabilmente dal prossimo anno vedremo l’introduzione del limite di 20 secondi tra un lancio e l’altro. Questa soluzione è stata introdotta nelle minors per le ultime tre stagioni anche se  applicata solo senza corridori in base. Inoltre, per la MLB sarà possibile introdurre la nuova regola senza l’approvazione da parte dell’Associazione Giocatori anche se farà di tutto per avere anche  il loro consenso.

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Impugnare la mazza, nocche allineate si o no?

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence e efastball.com

Sempre caro mi fu quest’erme colle… recitava Leopardi nel suo canto L’infinito.  Con tutto il rispetto verso il sommo poeta e con il suo implicito permesso, ho voluto usare le sue parole per introdurre l’argomento di oggi che mi sta molto a cuore, l’impugnatura della mazza da baseball. Per quanto osservato sui vari campi in molti anni, ho avuto l’impressione che questo è un aspetto di cui non si dedica la giusta importanza. Una corretta impugnatura è essenziale in quanto ha lo scopo di mantenere in equilibrio il busto, aiuta a generare la massima velocità dello swing con il minimo sforzo, permette di avere il pieno controllo dello swing stesso e facilita l’estensione delle braccia dopo il contatto.  Tenuto conto che l’impugnatura è semplicemente tecnica e ha nulla a che fare con la forza, essa deve essere insegnata sin dall’inizio, anche in principio quando si utilizza il tee. E qui mi fermo poiché non voglio anticipare oltre quanto riportato nell’articolo originale.

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Il potere della routine

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com 

Spesso si sente parlare di quanto sia importante la routine per gli atleti e in particolare questo vale per il baseball. La natura del gioco stesso non si presta ad emozioni estreme, quindi è richiesta una maggiore concentrazione e adeguato approccio mentale, e l’approccio è sempre lo stesso, giorno dopo giorno, gara dopo gara.  Una routine stabile aiuta a preparare i giocatori per una lunga stagione in una calda estate. Il compito del coach è di infondere nei suoi giocatori la complessa articolazione del gioco e prepararli come se dovessero sempre salire di livello.

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Preparazione alla resistenza nella preadolescenza

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com 

N.d.r Il presente articolo non e' esaustivo, ma vuole semplicemente dare una linea guida su un argomento purtroppo poco trattato. Sono graditi i commenti.

L’offseason è il periodo dell’anno in cui i coach si possono aggiornare e nello stesso tempo possono meglio formare e sviluppare i loro giocatori. E' anche molto positivo che ragazzi e ragazze alternino in questo periodo altri sport. E' possibile trarre beneficio da tutto ciò che può rendere un giocatore  più atletico. Crescendo, ognuno di loro poi sceglierà lo sport che preferisce, ma il condizionamento fisico per i giovani è indispensabile e accrescerà le capacità atletiche.

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L'approccio mentale - 2^ parte

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com Leggi la 1^ parte

Una squadra e ogni singolo giocatore deve avere un buon approccio mentale se vuole competere ad alti livelli. Ma cos’è l’approccio mentale? E’ la capacità di affrontare situazioni avverse ed essere ancora in grado di competere.  E’ la capacità di un giocatore e della squadra di concentrarsi su ogni lancio, una qualità che richiede self control, pazienza e una certa dose di forza interiore. E’ un’autosufficienza emotiva che deve essere insegnata anche ai più giovani.

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Il mestiere del coach delle giovanili

di Frankie Russo

 

Tratto dal sito baseball excellence.com

 

Su queste pagine spesso trattiamo l’argomento del coach poiché rappresenta una figura fondamentale per il baseball giovanile. Oltre ad essere una passione, è una missione per lo sviluppo dei giovani che si avvicinano al nostro sport. Di seguito riportiamo una serie di suggerimenti che possono tornare utili.

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L'approccio mentale

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com

Per avere successo nel baseball i giocatori devono dimostrare di avere un adeguato approccio mentale. Ma che cos’è l’approccio mentale? E’ l’immagine del giocatore che lavora duro, che stringe i denti, che sventola la mazza cercando di vincere in ogni occasione. Tutti gli sport richiedono un approccio mentale, ma il baseball lo richiede quotidianamente. Ma prima di rapportare questo aspetto al baseball dobbiamo porci una domanda: Va chiesto ai giovani giocatori di avere un approccio mentale? L’evoluzione del gioco e la velocità dello stesso aumenterà con la l’innalzamento del livello, quindi l’approccio non avrà la stessa importanza a 10 anni di quanto ne avrà a 18. Forse mentalmente non sarà lo stesso, ma il gioco sarà sempre uguale anche se con delle varianti. Quindi, i giovani dovranno adeguarsi  e dovranno sviluppare questo aspetto. Un coach intelligente e preparato può essere di grande aiuto.

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Insegnare prima di vincere

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball excellence.com

A Bob Watson, ex GM dei New York Yankees, una volta fu chiesto quali erano i maggiori difetti che aveva riscontrato nel baseball giovanile. Watson si soffermò su due aspetti in particolare: Si enfatizzava troppo sulla necessità di vincere a tutti i costi anziché sviluppare buoni giocatori, e la mancanza di conoscenza per insegnare nel modo corretto.

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Battere in situazioni critiche - 2^ parte

Nella foto Giancarlo Stanton con 46 home run è attualmente il leader della MLB 2017 (foto da .sportstalkflorida.com)
Nella foto Giancarlo Stanton con 46 home run è attualmente il leader della MLB 2017 (foto da .sportstalkflorida.com)

di Frankie Russo

Tratto dal sito baseball-excellence.com  leggi la 1^ parte

SVENTOLARE LA FASTBALL NELLA ZONA

Qual è la caratteristica di un buon battitore? Buoni battitori sono aggressivi e sventolano  quando la palla è nella zona dello strike. Generalmente non sventolano a cattivi lanci e raramente vengono ingannati. Essi hanno sviluppato l’attitudine di sventolare quando il lancio è strike. Aspettare il giusto lancio e indirizzare la palla nella parte di campo desiderato deve essere l’obiettivo primario di ogni turno alla battuta. Il metodo per battere buoni lanci è capire quando aspettarsi un lancio veloce,  essere consapevoli  di quale è la propria zona preferita e aver studiato il lanciatore.

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Battere in situazioni critiche - 1^ parte

Nella foto Mookie Betts dei Red Sox
Nella foto Mookie Betts dei Red Sox

di Frankie Russo

Ora che molti sono tornati dalle vacanze, per prepararsi in modo adeguato alle finali giovanili o anche di categorie senior, è tempo di riprendere gli allenamenti, magari cercando di finalizzarli rispetto a quello che ci aspetta tra pochi giorni. Ecco allora dal sito baseball-excellence.com alcuni suggerimenti.

 

BATTERE IN SITUAZIONI CRITICHE

Una squadra che riesce a battere bene e intelligentemente nei momenti importanti sarà senz’altro una squadra vincente. Deve essere una squadra che sa far avanzare i corridori sulle basi e farli segnare. Per raggiungere questo obiettivo, il coach deve sviluppare la giusta mentalità nei suoi giocatori.  Non c’è posto per giocatori egoisti, spesso i battitori si devono sacrificare per il bene della squadra. 

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Il vero rendimento offensivo

Nella foto Alex Avila (Foto da Motor City Bengals)
Nella foto Alex Avila (Foto da Motor City Bengals)

di Frankie Russo

libera traduzione da: FanGraphs.com

Con i campionati seniores che volgono ormai al termine, per ogni società che si rispetti è tempo di fare un’analisi del rendimento del proprio roster. L’appassionato più superficiale si fermerà a leggere l’ERA (PGL= punti guadagnati)  per quanto concerne il lanciatore, e l’AVG (MB = Media battuta) per quanto concerne il rendimento in attacco.  Noi oggi vogliamo trattare una formula che più dettagliatamente ci indica il vero rendimento del giocatore nella fase offensiva, ovvero che tenga in considerazione tutti gli altri eventi offensivi. 

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Il ruolo del pitching coach

Bruce Walton, pitching coach dei Toronto Blue Jays in una sezione di allenamento con i giovani della Okotoks Academy (TED RHODES / CALGARY HERALD)
Bruce Walton, pitching coach dei Toronto Blue Jays in una sezione di allenamento con i giovani della Okotoks Academy (TED RHODES / CALGARY HERALD)

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

Questa è la nostra visione del ruolo del pitching coach. La squadra che ha un valido pitching coach sarà sempre in grado di competere ad ogni livello.

Assicurarsi che i lanciatori non tirino troppo e troppo forte all’inizio di una sessione è fondamentale per il pitching coach. Specialmente i giovani lanciatori si possono esaltare durante il bullpen pre-game e avere la tendenza ad esagerare negli sforzi troppo presto. Non solo questo non aiuta lo sviluppo della memoria muscolare per una corretta meccanica, ma non è neanche salutare per il braccio. Non bisogna tirare con troppo sforzo finché il corpo non è pronto. È importante per i lanciatori avere un buon controllo dei propri lanci all’inizio della sessione di bullpen. Tirare troppo forte lo impedisce. Si deve arrivare gradualmente alla massima velocità. 

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L'ossessione dell'angolazione

Nella foto Josh Donaldson (Frank Gunn/Associated Press)
Nella foto Josh Donaldson (Frank Gunn/Associated Press)

di Frankie Russo

libera traduzione da ESPN

Non passò molto tempo dopo che, durante la stagione 1979/80,   la National Basketball Association, introdusse la regola dei tre punti per tiri da fuori la campana e fu opinione comune che statisticamente ci sarebbe stato un grosso vantaggio a seguito dell’innovazione.  Nel primo anno furono i San Diego Clippers a effettuare più tiri da tre con 543 tentativi. Nella passata stagione, gli Houston Rockets hanno effettuato 3.306 tentativi. Ma questo non significa che necessariamente tutti i giocatori devono tentare il tiro da tre punti.

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Inizia con il perché

di Frankie Russo

libera traduzione da: athelitic-mission.com

Ogni attività ha uno scopo per la sua esistenza, un suo perché. Nel libro “Start with Why” (Comincia con il perché), Simone Sinek descrisse come alle persone non interessa cosa fai, ma perché lo fai. Geoff Rottmayer fondò l’Atletic Mission Baseball Academy per diverse ragioni.

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Il battitore di successo -2^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence - Leggi la 1^ parte

Come possiamo noi coach sviluppare queste caratteristiche?  Di seguito sono alcune tecniche d’insegnamento che riteniamo possano essere di aiuto.

Insegnate sempre ad avere una predisposizione positiva. I battitori falliranno, ma devono capire che fa parte del gioco. L’ultima cosa di cui un giovane ha bisogno è sentire il coach o un genitore rimproverarlo dopo uno strike out in una situazione importante. Un modo sicuro per soffocare l'aggressività di un giovane al piatto è quello di mostrare disapprovazione quando fallisce. 

Applaudite lo strike out sventolato e scoraggiate gli strike out chiamati. Non bisogna fare in modo che l’arbitro influenzi la zona, fate girare la mazza.

Utilizzate i  fallimenti come un’opportunità per insegnare. È un concetto molto ripetuto ma anche molto importante.

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Il battitore di successo -1^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

Per essere un battitore di successo bisogna allenarsi ad avere sempre un approccio aggressivo,  e i coach devono insegnare questa mentalità nei loro giocatori. Un giovane giocatore impara a battere sventolando la mazza e non prendendo lanci.  Egli ha a disposizione tre lanci strike, non forzatelo a prendere lanci. Eliminate la frase: Non girare fino a che non hai uno strike. I battitori devono pensare che ogni lancio può essere uno strike. Pensare strike e reagire. Bisogna essere aggressivi all’inizio del turno. I lanciatori cercano di andare in vantaggio nel conteggio tirando strike. Quando un battitore si trova troppo spesso indietro nel conteggio, significa che è uno che prende troppi lanci, ed essendo sempre indietro nel conteggio, non può che aspettarsi una buona dose di lanci off-speed o sui bordi del piatto. 

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Studiare il gioco

Nella foto Marco Bortolotti alle Little League World Series 2016, giovane coach emergente - Attualmente è responsabile tecnico delle giovanili del Godo
Nella foto Marco Bortolotti alle Little League World Series 2016, giovane coach emergente - Attualmente è responsabile tecnico delle giovanili del Godo

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

È una frase che si sente dire molto spesso, ma in effetti, che vuole significare? Semplice, se volete diventare un buon coach, dovete essere uno studente e non un tifoso. Mettete da parte ogni fanatismo da tifoso e cercate di comprendere l’importanza di insegnare. Il vostro compito è di istruire e insegnare ai giovani, quindi, vi piaccia o meno, per loro siete un modello di comportamento e avete il dovere di trasmettere il meglio di voi stessi.  Un tifoso impulsivo non sarà mai un buon coach. Imparare le complessità del baseball rappresenta un incarico arduo per qualsiasi coach novizio. Noi crediamo che un istruttore (coach) dovrebbe diventare il più fervente studente di tutti, molto più dei suoi stessi giocatori. 

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Quello che succede tra gli innings

Nella foto una scena di "The Bad News Bears"  (Che botte se incontri gli Orsi) con Walter Matthau
Nella foto una scena di "The Bad News Bears" (Che botte se incontri gli Orsi) con Walter Matthau

di Frankie Russo

libera traduzione da: baseball-excellence

Ok, la vostra squadra sta entrando in campo per la fase difensiva. Come utilizzano il tempo? Camminano o trottellano? È pronto il ricevitore o sta cercando l’equipaggiamento nel dugout e il lanciatore è costretto a riscaldarsi con il terza base?  Perché l’esterno  non riesce a trovare il guanto? Questi tempi morti prima di ogni ripresa, danno l’impressione di disorganizzazione e improvvisazione. Vediamo di mettere un po’ di ordine per trarre il massimo beneficio tra gli inning e per preparare al meglio la squadra per la fase difensiva.

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Capire il conteggio

Nella foto Ichiro Suzuki (foto Getty) in 17 anni di attività ha solamente il 10% di strike-out  su oltre 10.000 presenze al piatto
Nella foto Ichiro Suzuki (foto Getty) in 17 anni di attività ha solamente il 10% di strike-out su oltre 10.000 presenze al piatto

di Frankie Russo

libera traduzione da: athletic-mission.com

Colpire una palla da baseball non è facile, ed è giusto che i ragazzi lo sappiano. E proprio perché non è facile, bisogna lavorare duro per migliorare la meccanica, sviluppare un approccio e un piano per trovare qualsiasi modo possibile per trarre un vantaggio competitivo sul lanciatore che sta cercando di eliminarti. Per vantaggio competitivo s’intende capire il conteggio e cosa significa per il battitore. Come battitore, devi essere in grado di guadagnare un vantaggio competitivo sul lanciatore. Avere un vantaggio non garantisce un esito positivo,  ma vi porrà in una situazione di poter avere successo.

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Allenare i giovani: una lezione di vita 2^ parte

di Frankie Russo

libera traduzione da:

Baseball Excellence

Una lezione di vita

2^ parte - Leggi la 1^ parte

Il genitore troppo affettuoso

Troppo spesso assistiamo a una situazione che può inibire la crescita e la maturità di un giovane atleta. È il genitore che non riesce a vedere le carenze tecniche e caratteriali del proprio figlio. Dopo aver allenato per 41 anni e aver visto migliaia di genitori, ora capisco le parole di mio padre quando mi diceva “lo sport giovanile non costruisce il carattere, lo rivela”. 

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Allenare i giovani: una lezione di vita

di Frankie Russo

libera traduzione da:

Baseball Excellence

Una lezione di vita

Adattamento, Carattere, CompetitivitàCompostezza, Coraggio, Correzione, Decisione, Determinazione, Dignità, Disciplina, Etica, Fiducia, Gestione del tempo, Integrità, Lavoro di squadra, Leadership, Lealtà, Obbedienza, Obiettivo, Onore, Passione, Pazienza, Resistenza (mentale & fisica), Responsabilità, Risolutezza, Self control, Sportività, Umiltà, Umorismo. Queste sono tutte parole e frasi imponenti, ma quale genitore non vorrebbe avere un figlio con tutte queste caratteristiche? 

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Insegnando la battuta - 4^ parte

Nella filmato Gunner Pollman (Miami minor league) esegue batting practice da 10 metri su tiri a 53 mph
Nella filmato Gunner Pollman (Miami minor league) esegue batting practice da 10 metri su tiri a 53 mph

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

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Una produttiva sessione di allenamento

Se a un atleta gli si offre la possibilità di avere il feedback, egli potrà più facilmente apportare le necessarie correzioni che saranno memorizzate dal corpo e conseguentemente si trasformeranno in migliori prestazioni. Ciò detto, è importante che noi coach creiamo le condizioni per favorire le giuste correzioni. Per esempio, se un atleta sta ottenendo una buona velocità al contatto su ogni lancio, e batte ogni giorno dal tee e da un front toss a 25mph, il suo modello di movimento si adatterà e diventerà molto bravo battendo dal tee e da un front toss a 25mph.

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Insegnando la battuta - 3^ parte

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

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Nella prima parte abbiamo parlato della differenza tra  stimoli interni e stimoli esterni quando s’insegna la battuta. Stimolo interno è quando l’atleta presta particolare attenzione al movimento del corpo. Stimolo esterno è quando l’atleta presta particolare attenzione al risultato del movimento. In sostanza, gli stimoli interni hanno una maggiore influenza sulla qualità del movimento e relativi tempi di reazione, mentre gli stimoli esterni sono maggiormente efficaci quando s’insegna la battuta. Come si rapportano queste informazioni al nostro modo d’insegnamento?

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Preparare un allenamento

 di Frankie Russo

libera traduzione da:

sportsfeelgoodstories.com

Avere un piano per l’allenamento è fondamentale per tutti i coach, specialmente quando si tratta di baseball giovanile, o come disse Louis Pasteur: La fortuna favorisce una mente preparata. Tutti i grandi coach, dalla Little League alle Majors arrivano all’allenamento con un piano. Non improvvisano, sanno cosa dovranno fare e quindi l’allenamento diventa semplicemente una implementazione di un piano.  Questo metodo aiuta i giocatori a comprendere ed apprendere meglio le nozioni impartite, ma rende anche il lavoro più semplice ai coach.

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Insegnando la battuta 2^ parte

di Frankie Russo

Tratto da drivelinebaseball.com 

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Applicazione

Durante l’allenamento, procedere con cautela. Prima di chiedere a un battitore di fare una correzione, provate a fargli eseguire degli esercizi che richiedono quella attitudine e verificare se riesce a correggersi. Il corpo umano è una macchina miracolosa, e la capacità di organizzarsi da sola e adattarsi ai movimenti non deve essere sottovalutata, specialmente quando trattasi di atleti particolari (come vedremo successivamente). Troppo spesso si vedono sui campi battitori che sono stati imbottiti di nozioni e la loro meccanica non è atletica, mancando di fluidità e di ritmo. Spesso i coach indicano agli atleti che atterrano troppo presto con il piede anteriore, che tengono le braccia troppo basse, e altre scuse. Il battitore presta così tanta attenzione alla meccanica che non è più un atleta.

 

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Insegnando la battuta - 1^ parte

di Frankie Russo

Presentazione di Paolo Castagnini

Insegnare la battuta. Cosa c'è nel baseball e nel softball di più bello e di più complesso per un coach? Quante volte ognuno di noi si sta chiedendo se lo sta facendo nel modo corretto oppure no. Facendo un viaggio a ritroso nella nostra esperienza alzi la mano chi non insegna cose diverse rispetto a quelle che insegnava lo scorso anno, qualche anno fa o molti anni fa. E come insegneremo domani, il prossimo anno e nel futuro? Di certo il nostro lavoro è servito a migliorare molti ragazzi, ma qualche danno lo possiamo aver fatto? Per quanto mi riguarda io ne sono certo. Quando ho letto questo articolo ne sono rimasto entusiasta. Mi auguro che sia gradito anche a tutti voi e che vi possa aiutare nel vostro lavoro. Questa è la prima parte.

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Impegnare i giovani in allenamento

di Frankie Russo

libera traduzione da theseason

La realtà per un giocatore di baseball non professionista è che spende molto più tempo in campo per  gli allenamenti che per le partite. Mentre un giocatore delle majors  è impegnato per sei mesi in un lungo campionato di 162 gare, nelle categorie giovanili si pratica 3 o 4 giorni la settimana per poi giocare 1, forse 2 gare. Ciò significa che il tempo speso in allenamento deve essere valorizzato come se si fosse in gara. O, meglio detto, il tempo intercorso tra una gara e l’altra deve servire per imparare a come vincere le gare. Concetto non facile da trasmettere ai giovani. 

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Come un coach incita la sua squadra

Syndney Gordon della James River High School scivola salva in seconda
Syndney Gordon della James River High School scivola salva in seconda

di Frankie Russo

libera traduzione da theseason

Miranda Gouker è una coach di softball alla James River High School in Virginia, una scuola dove lei stessa ha giocato prima di andare al college. Da giocatrice, Gouker era la più infocata della squadra, sempre la prima a saltare fuori dal dugout per dare un high-five alle compagne dopo una buona giocata. Come coach fa lo stesso per tenere viva la squadra e incitare le sue atlete. È quel tipo di personalità che ogni squadra dovrebbe avere per tenere alto il morale, sia essa una coach, sia essa una giocatrice. Gouker ha sempre amato il softball sin da bambina; è qualcosa che le dà ancora tante emozioni. La sua convinzione è che il suo entusiasmo può riversarsi sulla squadra e anche le sue giocatrici possano esaltarsi in egual misura. 

 

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Ciò che non sappiamo sulla meccanica del lancio - 2^ parte

Nella foto Francisco Liriano (left) and Brandon McCarthy (right) (USA TODAY Sports/Getty)
Nella foto Francisco Liriano (left) and Brandon McCarthy (right) (USA TODAY Sports/Getty)

di Frankie Russo

libera traduzione da 

drivelinebaseball.com 

2^ parte - Leggi la 1^ parte

Cos’altro non sappiamo

Per esempio: sappiamo che la velocità angolare del braccio cambierà in rapporto alla lunghezza del braccio stesso. Ma quanto potrà influire la lunghezza del braccio sulla velocità, sul controllo, o sullo stress di esso? L’argomento è oggetto di approfonditi studi ed i risultati finora ottenuti sono interessanti. Due atleti con la stessa lunghezza di braccio, uno alto 1,80 e l’altro 1,98, non otterranno gli stessi risultati, ma i come e i perché non sono ancora conosciuti. Sicuramente la meccanica in un modo o nell’altro varierà, ma non conosciamo ancora quale sia la più sicura e/o la meno dannosa.

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Ciò che non sappiamo sulla meccanica del lancio - 1^ parte

Nella foto Max Scherzer e Chris Sale
Nella foto Max Scherzer e Chris Sale

di Frankie Russo

libera traduzione da drivelinebaseball.com

La meccanica di lancio è forse l’argomento più complesso nel mondo del baseball. Per molteplici ragioni, essa viene spesso semplificata fino al punto di perdere interesse.  In questo articolo analizzeremo alcuni aspetti che influenzano la meccanica e come noi intendiamo insegnare la meccanica, perché noi non la vediamo e né la insegniamo nel modo tradizionale. Nella prima parte della serie spiegheremo alcuni fattori che influiscono sulla meccanica di lancio e che spesso sono trascurati perché non si sa che esistono.

 

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Dov'è meglio colpire la palla?

Nella foto Bryce Harper (Photo by Greg Fiume/Getty Images)
Nella foto Bryce Harper (Photo by Greg Fiume/Getty Images)

di Frankie Russo

libera traduzione da 

efastball.com

Questo è un altro argomento che crea confusione nel mondo del baseball: Dove colpire la palla? Bisogna colpire la palla nella parte superiore per creare l’effetto topspin o bisogna colpire la palla nella parte inferiore per creare un effetto backspin generando una traiettoria verso l’alto per battere line drive? Come per tutte le teorie, esistono quelle pro e quelle contro. Noi riporteremo le tesi di entrambi i sostenitori.

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The KISS philosophy

Nella foto Jose Iglesias, shortstop dei Tigers (foto da MLB.com)
Nella foto Jose Iglesias, shortstop dei Tigers (foto da MLB.com)

di Frankie Russo

libera traduzione da freep.com

Rotolante dopo rotolante dopo rotolante. Jose Iglesias esce dal box a testa bassa, non contento di come è andato il turno in battuta durante il BP. Gli si avvicina Lloyd McClendon, il nuovo hitting coach, il quale gli offre alcuni consigli: essere rilassato e tenere le mani dentro. Al successivo turno Iglesias batte linee in tutte le zone del campo. Di nuovo gli si avvicina McClendon e con due mani appoggiate sulle sue spalle,  guardando Iglesias fisso negli occhi, gli dice: Cerca di fare tutto con semplicità.

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Gomito su o gomito giù?

Nella foto un ragazzino con il gomito su
Nella foto un ragazzino con il gomito su

di Frankie Russo

libera traduzione da efastball.com

Questa è una delle più tormentate domande che si pongono in molti quando si tratta dello swing nel baseball. Alcuni sostengono che il gomito deve stare su nella posizione di attesa, altri sostengono che deve essere giù. La verità è che non importa dove si trova il gomito nella posizione di attesa, è uno stile del tutto personale che non influisce sulla sventolata, ma è anche vero che la posizione fa una grande differenza, ma non nella fase iniziale.

Di seguito riporteremo i pareri di alcuni esperti, mostreremo delle foto e concluderemo con un nostro parere. Ma prima cercheremo di definire cosa significa gomito su e cosa significa gomito giù. Possiamo affermare che per su s’intende un raggio che va dai 45 ai 110 gradi. La definizione di giù è sotto i 44 gradi, vicino alla cassa toracica, quasi verticale rispetto al terreno. 

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Il ricevitore: soprattutto cervello

Nella foto Elio Gambuti (Foto tratta da Il Corriere di Romagna)
Nella foto Elio Gambuti (Foto tratta da Il Corriere di Romagna)

Premessa di Paolo Castagnini 

Ospitiamo oggi su Baseball On The Road un intervento del grande ricevitore italiano, anzi forse il più grande, che è stato Elio Gambuti e riportiamo una sua pubblicazione uscita sul Foglio notizie CNT del novembre 2001. Ringrazio Frankie Russo per la segnalazione.

 

Il Ricevitore… soprattutto cervello!!! (by Elio Gambuti)

Uno dei principali ruoli del baseball è quello del ricevitore, colui che davanti alla propria difesa orchestra i lanci e le strategie. E’ un ruolo duro e impegnativo, difficile e logorante che richiede come dote principale, oltre la profonda conoscenza del gioco e dei giocatori (compagni e avversari), astuzia e intelligenza.

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Diventare un coach di successo

di Frankie Russo

libera traduzione da The Season

Paul Blanchard, coach del Minnesota Southwest College, presenziava all’annuale American Baseball Coaches Association quando un pensiero gli balenò per la mente: I giocatori hanno i loro mentori ai quali rivolgersi per consigli, ma i coach, specialmente i più giovani, coloro che sono agli inizi, spesso non hanno una vera e propria guida, un mentore, qualcuno che li accompagna nei loro primi passi per divenire un buon coach.  Blanchard immaginava un programma che andasse oltre la normalità, un incoraggiamento da parte dei più esperti per aiutare i più giovani a crescere nei loro momenti più difficili.

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Ricevitori e rubate: forza o rapidità?

Nella foto Francisco Cervelli (foto da piratesprospects.com)
Nella foto Francisco Cervelli (foto da piratesprospects.com)

di Frankie Russo

libera traduzione da MLB.com

Nell’eliminare un corridore in fase di rubata, la forza del braccio del ricevitore è solo una piccola parte del gesto tecnico. 

Lo scorso 9 maggio si è potuto assistere a uno dei colti rubando più esaltanti della stagione. Nell’ottavo inning di una gara persa per 3-2 dai Pirates,  il ricevitore di Pittsburgh Francisco Cervelli ha realizzato ciò che sembrava impossibile: Eliminare Billy Hamilton nel tentativo di rubare la seconda.

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Pitch Smart

La homepage della sezione Pitch Smart del sito MLB.com
La homepage della sezione Pitch Smart del sito MLB.com

di Paolo Castagnini 

Proseguendo la settimana tutta dedicata alla salvaguardia dei lanciatori, così bene rappresentata dagli articoli con libera traduzione di Frankie Russo, ecco qui di seguito un importante contributo della MLB. Il sito della Major League Baseball infatti ha recentemente aperto una sezione dedicata alla salvaguardia dei giovani lanciatori dal nome PITCH SMART. Prossimamente pubblicheremo altri articoli raccolti da qui. Per ora eccovi il cuore di questa nuova sezione nella speranza che l'argomento sia sempre più considerato soprattutto in occasione di manifestazioni quali i Grandi Tornei Estivi che tutti aspettiamo.

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La storia del conteggio dei lanci - 3^ parte

Illustrazione di Marco Cibola
Illustrazione di Marco Cibola

di Frankie Russo

libera traduzione dal New York Times

Leggi la 1^ parte - Leggi la 2^ parte

A partire da quella primavera, Little League fu la prima lega ad introdurre ufficialmente il conteggio dei lanci, e seguendo i consigli di Andrews e Fleisig, per i ragazzi di 11 e 12 anni il limite dei lanci fu fissato a 75 per gara. In aggiunta furono stabiliti 4 giorni di recupero per chi avesse effettuato più di 61 lanci. Ben presto, però, le varie organizzazioni determinarono di apportare delle variazioni aumentando a 85 il numero di lanci, decisione presa  senza consultare Andrews, seppure veniva riconosciuto unanimemente la più grande autorità in materia. A parere di queste leghe, il limite di 75 lanci andava a discapito dello spettacolo poiché insufficiente per portare a termine una gara completa da parte di un lanciatore.

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La storia del conteggio dei lanci - 2^ parte

Illustrazione di Marco Cibola
Illustrazione di Marco Cibola

di Frankie Russo

libera traduzione dal New York Times

Leggi la 1^ parte

 

Glenn Fleisig, il maggiore collaboratore di Andrews, si dedicò ad un approfondito studio relativamente alla meccanica del lancio arrivando alla conclusione che quando si esegue il caricamento si crea una serie di movimenti, ognuno disconnesso con l’altro. La teoria prova come il lancio sia fondato su una serie di sequenze coordinate. A conferma Fleisig dimostrò egli stesso, al rallentatore, le varie sequenze impartendo ad ognuna di esse lezioni teoriche del movimento e della fisica. Ci impiegò 15 minuti. Tim Lincecum, che lancia a quasi 100mph, per eseguire la stessa sequenza di movimenti ci impiega meno di un secondo, oltre a tener presente che il braccio gira in modo sconnesso. Se portato a termine il movimento circolare, il suo braccio effettuerebbe 21 giri al secondo. Ovviamente gli adolescenti non sono sottoposti a tali sollecitazioni, ma nelle majors gli atleti sottopongono il loro corpo ai massimi sforzi. 

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