La tradizione inventata: il mito di Doubleday

Nella foto Albert Spalding nella card del 1871 con i Boston Red Stockings
Nella foto Albert Spalding nella card del 1871 con i Boston Red Stockings

di Andrea Salvarezza

Proviamo per un momento ad assumere i panni indossati da Spalding in quella primavera-estate del 1905: egli ha cercato per anni di far attecchire l’idea dell’origine “interamente americana” del baseball, formulando a tale scopo anche un’astrusa teoria secondo cui il gioco si sarebbe evoluto a partire dal primitivo one-old cat a tre partecipanti, con la progressiva aggiunta di giocatori fino ad arrivare ai nove d’ordinanza. Incapace di sradicare la ben più convincente tesi del rounders, da pochi mesi il magnate ha giocato la carta della commissione d’inchiesta, subito formatasi in stretta osservanza delle direttive  da lui stesso impartite. 

Improvvisamente gli arriva tra le mani la testimonianza chiave, tanto attesa quanto insperata: Sullivan gli inoltra una lettera di tale Abner Graves, vecchio ingegnere minerario, che indica in Abner Doubleday l’uomo che ad un certo punto diede la forma moderna ed attuale al baseball.

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Una tecnica diversa per la raccolta di una ground ball dagli esterni

di Paolo Castagnini 

Guardate attentamente la foto qui a fianco. Il giocatore è Miguel Sano ed è un esterno dei Twins. Naturalmente è lo stesso della metà a sinistra e in quella a destra. La foto lo ritrae durante un allenamento del fondamentale della presa di una rotolante all'esterno. La differenza tra le due foto è sostanziale. In quella a sinistra la raccolta avviene con il piede sinistro avanti e l'altra con il piede destro. 

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World Series 2016 - Pronti? Via!

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Mitem Sud: quarant'anni di baseball dietro l'angolo

La Mitem Sud del 1976
La Mitem Sud del 1976

di Michele Dodde 

Correva l’anno 1976 e, come la mitica e leggendaria Araba Fenice, il baseball made in terra jonica stava ricevendo inconsapevolmente, unita all’immaginario flusso delle idee, quell’ombra lunga di quell’impareggiabile lanciatore oriundo tarantino (i suoi genitori erano nati nella contrada di San Giorgio Jonico) che fu Salvatore Maglie o meglio identificato come The Barber per via di quel suo insidioso lancio drop pronto a rasoiare il volto dei battitori. 

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In bocca al lupo Frankie!

Nella foto Frankie Russo al Detroit Tigers Fantasy Camp 2012
Nella foto Frankie Russo al Detroit Tigers Fantasy Camp 2012

di Paolo Castagnini 

Frankie Russo assieme a Kevin Senatore e Luca Giangrande di MLB Italia in questo momento stanno volando per Chicago e martedì 25 ottobre saranno in tribuna stampa del Progressive Field di Cleveland per raccontare a tutti gli Italiani la prima gara delle World Series 2016. MLB Italia mette a segno quindi per il secondo anno consecutivo un grande colpo ricevendo l'invito ufficiale dalla MLB a rappresentare il giornalismo italiano all'Evento dell'anno. "Paolo non riesco più a mandarti il pezzo sulla Postseason" mi ha detto sconsolato Frankie ieri mentre viaggiava alla volta di Milano Linate assieme a Kevin e Luca. "Frankie" gli ho detto, "non ti preoccupare, tutto il baseball italiano e i lettori di Baseball On The Road sono felici di questa tua opportunità". Oltretutto da tempo è iniziata e sta procedendo alla grande la collaborazione tra MLB ITALIA e BOTR. Molti lavori sono stati fatti assieme e altri ne verranno. Pertanto un grande in bocca al lupo a Frankie, Kevin e Luca per questa esperienza. Siamo tutti qui in attesa. Fateci vivere attraverso di voi queste storiche World Series tra Chicago e Cleveland!

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Cari genitori, attenti al baseball/softball!

di Paolo Castagnini 

Ormai i social network fanno parte del nostro quotidiano. Molti si alzano il mattino e la prima cosa che fanno guardano le novità su Facebook, Twitter, ecc. Le Società sportive hanno capito da tempo che un sito senza un collegamento ai social è un sito morto. Devo ammettere che anch'io sono un social network dipendente. Tra le varie notizie vecchie, belle, brutte, stupide a volte si trovano delle perle di saggezza. Questa mattina mi sono imbattuto su una di queste. L'ha postata il B.C. Dragons Castelfranco Veneto una delle società più antiche della mia terra Veneta. Mi sono permesso di rubarla sperando che gli amici di Castelfranco non se la prendano e la faccio mia.

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La Postseason, cosa è successo: 20/10/2016

Terry Francona si congratula con Ryan Merritt il rookie alla seconda apparizione da partente in MLB (THE CANADIAN PRESS/Frank Gunn)
Terry Francona si congratula con Ryan Merritt il rookie alla seconda apparizione da partente in MLB (THE CANADIAN PRESS/Frank Gunn)

di Frankie Russo

Due squadre unite nella strategia, divise nel risultato.  Gli Indians hanno mandato sul monte un lanciatore che aveva una sola apparizione nelle majors come partente. I Dodgers si sono affidati al più giovane lanciatore che abbia mai debuttato nei playoff. I Cleveland Indians vanno alle World Series per la prima volta dal 1997. I Dodgers di Julio Urias, invece, hanno avuto la sfortuna di incontrare sulla loro strada il risveglio dell’attacco dei Chicago Cubs  che con la vittoria per 10-2, si sono portati sul 2-2  nella  Serie. 

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La Postseason, cosa è successo: 19/10/2016

Nella foto Josh Donaldson dopo il fuoricampo di questa notte
Nella foto Josh Donaldson dopo il fuoricampo di questa notte

di Frankie Russo

Non vendere la pelle dell’orso prima d’averlo ucciso. Vincere le LCS non è cosa facile, e Blue Jays e Dodgers hanno mostrato di voler vendere cara la pelle. Nonostante Francona avesse schierato il suo asso Kluber, i Blue Jays hanno evitato la spazzata da parte degli Indians e si sono portati sull’1-3 nella serie. I Dodgers hanno bastonato i Cubs portandosi in vantaggio nella serie per 2 gare a 1. Sembra ancora tutto da decidere.

 

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La Postseason, cosa è successo: 18/10/2016

Nella foto Trevor Bauer (nydailynews.com)
Nella foto Trevor Bauer (nydailynews.com)

di Frankie Russo

Indians@Blue Jays:  Gara 3 non è certamente iniziata nel migliore dei modi per i Cleveland Indians, ma arrivare a un passo nel proseguimento del loro cammino può essere sintetizzato in due parole: Pianificazione e Preparazione. Fino ad ora tutto ha funzionato alla perfezione, e la vittoria per 4-2 contro i Blue Jays in Gara 3 dell’ALCS ha messo in mostra la massima espressione della pianificazione. 

Trevor Bauer è stato spostato alla posizione # 3 della rotazione a seguito di un infortunio al mignolo destro che ha richiesto 10 punti di sutura. Quindi Francona e il suo staff avranno trascorso molte ore per pianificare tutte le possibili ed immaginabili situazioni che si sarebbero potuto presentare. Quando Bauer, avendo affrontato 4 battitori con 21 lanci, è dovuto uscire con il dito sanguinante, Francona doveva trovare il modo per ottenere altre 25 eliminazioni, forzandolo a tirare fuori dal cilindro uno dei suoi piani. E lo ha fatto utilizzando 6 diversi rilievi, nessuno dei quali ha lanciato più di due riprese. Grazie alle prestazioni di Kluber e Tomlin, oltre a Miller e Allen, Francona non ha dovuto far ricorso agli altri rilievi, facilitando la decisione di utilizzarli presto nella gara. Otero (1,1), Manship (1,1), McAllister (1,0) and Shaw (1,2) hanno lanciato fino al settimo limitando l’attacco di Toronto a 7 valide e 2 punti.

 

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Federico, partire da Torino per la mitica California!

Nella foto Federico Gambedotti (dx) con il suo "fratello" ospitante dopo un allenamento californiano
Nella foto Federico Gambedotti (dx) con il suo "fratello" ospitante dopo un allenamento californiano

di Paolo Castagnini 

Eccoci qui cari amici per presentarvi un altro ragazzo partito dall'Italia nel mese di Agosto per un anno di esperienza negli Stati Uniti. Chi tra i giocatori di baseball/softball, non ha mai sognato la California? Ebbene Federico oltre a passare l'Oceano Atlantico ha avuto la fortuna di approdare proprio nella mitica California. Per lui è molto importante il baseball, ma forse ancora di più la scuola e quindi la scelta è caduta anche su una prestigiosa High School che lo possa preparare per l'Università. 

Dopo Alessio, Filippo, Francesco per il baseball. Azzurra, Gloria, Chiara e Giorgia per il softball, eccovi l'intervista a Federico Gambedotti

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La Postseason, cosa è successo: 15/10/2016

Nella foto Francisco Lindor  gira le basi dopo il fuoricampo ( da Foxsport)
Nella foto Francisco Lindor gira le basi dopo il fuoricampo ( da Foxsport)

di Frankie Russo

Sono iniziate le Champion League Series!

Gara 1, con cui gli Indians hanno avuto la meglio sui Blue Jays per 2-0 in sole 2 ore e 45 minuti, sarà sembrato uno sprint rispetto alla maratona di 4 ore e 32 minuti impiegate dai Dodgers per sconfiggere i Nationals in Gara 5 delle NLDS.

 

 

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La Postseason, cosa è successo - 14-10-2016

Clayton Kershaw dopo l'ultimo out di questa notte (latimes.com)
Clayton Kershaw dopo l'ultimo out di questa notte (latimes.com)

di Frankie Russo

Tornare a ripetere che il baseball offre emozioni come nessun altro sport, può diventa ormai quasi patetico. Ma come sostenere il contrario? Senza dover andare indietro nel tempo, è sufficiente soffermarsi sulle ultime 5 gare delle LCS. Gara 3 Indians@Red Sox, Gare 3 e 4 Cubs@Giants, Gare 4 e 5 tra i Dodgers e Nationals sono state degne del migliore Dario Argento, tutte gare risolte all’ultimo lancio che poteva determinare o la vittoria o la sconfitta.

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Mascotte - 1^ parte

Clark, la mascotte dei Chicago Cubs
Clark, la mascotte dei Chicago Cubs

di Allegra Giuffredi

Attorno al campo da baseball americano, spesso e volentieri, si vedono aggirarsi degli strani “figuri”, particolarmente pelosi, strambi e coloratissimi, vale a dire le mascottes.

Non tutte le squadre hanno la mascotte e talvolta, come accaduto ai Chicago Cubs, la Società ha deciso di fare una sorta di sondaggio, in modo da interpretare i gusti e il comune sentire, per così dire, della tifoseria.

Clark, ossia la mascotte dei Cubs è recentemente nata così e, nonostante ciò, non è stata subito accettata da tutti i tifosi, ma poi pian piano, tra qualche simpatica comparsata in campo e tanti passaggi negli ospedali dove, in special modo, vengono ricoverati i piccoli tifosi dei Cubs, quando si ammalano gravemente, Clark ha saputo farsi apprezzare, perché è un simpatico orsetto e soprattutto non è molesto, come invece risulta essere Phillie Phanatic dei Philadelphia Phillies …

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La Postseason, cosa è successo

di Frankie Russo

Una partita di cinque ore, una partita di quattro ore, tredici ore per tre partite. Una gara da 13 inning, fuoricampo importanti, ancora prestazioni deludenti dei partenti e il ritiro di un campione. Gli Indians avanzano, e così anche i Cubs.

 

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Alessio e Filippo, una batteria italiana in Canada

Con le divise Canadesi, a sinistra Alessio Eritale, a destra Filippo Labanti
Con le divise Canadesi, a sinistra Alessio Eritale, a destra Filippo Labanti

di Paolo Castagnini 

Alessio Eritale e Filippo Labanti in Canada. Una batteria per un anno vincente.

Ecco altri due ragazzi che hanno deciso di vivere un'esperienza unica. Un anno di studio e baseball lontani da casa. Alessio è un ragazzo di Bolzano che fa parte di un gruppo emergente. Il Bolzano infatti, Campione d'Italia Allievi nel 2013, sta conoscendo una crescita vertiginosa sia numerica che qualitativa. Alessio gioca Ricevitore e Lanciatore e possiede inoltre un'ottima e potente mazza. Filippo invece è di Bologna, lanciatore nell'Under 21 degli Athletics Bologna altra società attivissima nel settore giovanile. Questi due ragazzi sono partiti a fine Agosto per il Canada inseriti immediatamente nelle fila della squadra della stessa High School con risultati a dir poco sorprendenti per questa fall season 2016. (Vedi statistiche di squadra)

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Posteason, cosa è successo finora

L'esultanza della vittoria della 3^ partita (The Canadian Press via AP Frank Gunn)
L'esultanza della vittoria della 3^ partita (The Canadian Press via AP Frank Gunn)

di Frankie Russo

Orioles @ Blue Jays: Nelle otto precedenti sfide della Wild Card, ad eccezione del 2014 Royals vs. A’s, la gara è stata vinta da tre punti o più. Quest’anno si è potuto aggiungerne un’altra quando Edwin Encarnacion ha battuto il fuoricampo vincente nell’11° inning dello spareggio tra i Toronto Blue Jays e Baltimore Orioles.  Ma la domanda che resterà nella storia è perché Showalter ha utilizzato il rilievo Brian Dunensing, che ha lanciato solo 13 riprese con Baltimore, e Ubaldo Jimenez, che rilievo non è e ha chiuso la stagione con un PGL di 5,54, invece di utiilizzare il suo migliore rilievo Zach Brtitton che ha un PGL di 0,54 e non ha concesso un punto guadagnato dal mese di aprile. Certo, Showalter sarebbe sembrato un genio se Baltimore fosse andato in vantaggio e Britton chiudeva, ma i fatti sono che gli Orioles hanno perso senza mettere in campo il migliore rilievo delle majors, e probabilmente passerà alla storia come una delle peggiori decisioni nella storia della postseason.

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Buonanotte Guerriero

di Paolo Castagnini

Una notizia tristissima. Giulio se n'è andato. Un pezzo importante del baseball e del softball italiano ci ha lasciato. Era amico di tutti, anzi forse meglio dire "è amico di tutti". Nessuno escluso. Per lo meno nessuno a cui Giulio veniva a contatto. Perché si offriva. Offriva tutta la sua amicizia in cambio di niente. Tutti lo chiamavano "Il Guerriero" e chi se non lui ha lottato? Nell'immagine qui a fianco, nella sua camera capeggia un manifesto di Che Guevara. Era il suo simbolo, ma non tanto per ragioni politiche, ma perché rappresentava appunto "Il Guerriero". La cosa che mi ha impressionato di quest'uomo è la capacità di prendersi la sua croce e avere sempre parole di conforto per le sofferenze altrui. Non parlava e non scriveva dei suoi problemi, ma trasmetteva forza agli altri, a quelli toccati da sofferenze anche molto più piccole delle sue. Lo avevo conosciuto durante una partita del suo BBC Grosseto. Mi intervistò in diretta alla sua radio. Il giorno dopo ci trovammo nello stadio vuoto. Aveva un'incredibile capacità di muoversi su e giù per le gradinate. Rimasi impressionato dalla capacità di trasmettere passione. Passione per le cose in cui credeva.

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Incontri importanti

Nella foto Franco Ludovisi con la sua casacca N° 13
Nella foto Franco Ludovisi con la sua casacca N° 13

di Franco Ludovisi

E’ tempo di incontri importanti.

Il primo ottobre il Modena festeggia i 50 anni di vita e come fai a non essere presente quando a Modena hai passato i tre anni più belli della tua vita nel Baseball. Come superi il cancelletto di accesso allo stadio il primo che intravvedi, lontano, è Malagoli che provvede a qualcosa: subito ti viene in mente quando lui, assieme a tanti altri, realizzavano la recinzione esterna dei due campi “supplementari” al Torri: quei due campi ottenuti senza autorizzazione del comune che aveva procurato la rete per la recinzione esterna che mancava dicendoci “di erigerla dove volevamo, tanto il terreno comunale arrivava fino alla Chiesa” e noi ne avevamo approfittato.

“Non esiste nessun TRIFOGLIO di campi in Italia” dicevamo all’Assessore allo Sport di Modena che ci faceva notare che ci eravamo, forse, allargati un po’ troppo, ma ormai la rete era piazzata ed anche i campi “supplementari” erano spianati e seminati ed a questo aveva provveduto lo zio di Fausto Bignardi coi suoi mezzi da agricoltore. Ed è proprio Fausto, il mio interbase, il primo che mi accoglie e che mi abbraccia. 

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Softball e Baseball con 21 lanci

Nella foto il coach Pino Bataloni
Nella foto il coach Pino Bataloni

di Pino Bataloni

Proposta per giocare a softball-baseball con 21 lanci ad inning

Nella nostra società Red Foxes svolgiamo un grande lavoro per avvicinare appassionati al nostro sport. Molti adulti hanno difficoltà a tradurre la loro passione in gesti atletici e per questo motivo cerchiamo la gradualità e la semplificazione attraverso esperimenti interessanti, come il wiffle ball o il finlandese pesapallo, che riscuotono un grande successo tra tutti i giocatori ed in alcune occasioni permettono allo staff tecnico di mischiare un po' i vari livelli di gioco. Inoltre è nella mia natura introdurre sempre qualcosa di nuovo sia in allenamento che nella partita.

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