Monte di lancio, quale futuro?

di Frankie Russo

Libera traduzione da un articolo su ESPN

In Gara 1 dell’ALDS gli Indians erano in vantaggio sui Red Sox per 5-3 nella parte alta del quinto inning, due eliminati, nessun corridore in base, Brock Holt nel box di battuta con Mookie Betts e David Ortiz prossimi battitori. Invece di lasciare Trevor Bauer a terminare la ripresa, Terry Francona ha fatto una mossa, che  molti ritengono possa cambiare il modo con cui i manager utilizzeranno il bullpen, mandando sul monte il suo migliore rilievo Andrew Miller che ha poi effettuato 40 lanci in due riprese ottenendo la vittoria con il risultato di 5-4. 

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Andrea Marcon è il nuovo Presidente - Ora lanciamo veramente il Cambiamento!

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E' giunto il momento di cambiare - Votiamo Andrea Marcon e il Gruppo Changeup

di Paolo Castagnini 

Cari amici e lettori di Baseball On The Road. Sabato si volta pagina. Mai come questa volta c'è voglia di cambiare una federazione che da anni si è arenata sulle sabbie dell'oceano. Più di un anno fa scrissi un articolo in cui dichiarai la mia partecipazione alla Campagna elettorale per il Gruppo Changeup2016. Da quella data ho ricevuto insulti di ogni genere così come li hanno ricevuti molti dei miei colleghi. Abbiamo mantenuto la calma senza rispondere ad alcun attacco se non con comunicati ufficiali del nostro candidato alla presidenza Andrea Marcon. Questo è il secondo e ultimo articolo in cui scriverò di politica sportiva. Come gruppo elettorale abbiamo deciso di percorrere la strada delle proposte. Abbiamo lavorato per più di un anno costruendo il futuro per chi crederà in noi. Per questo lancio per la prima volta un appello. "Cari Presidenti, Dirigenti, Rappresentanti dei Giocatori e Tecnici: Sabato prossimo Votate Andrea Marcon e i candidati al Consiglio Federale che fanno parte di ChangeUp"

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Cosa ci ha insegnato la postseason 2016

Nella foto il manager degli Indians Terry Francona si congratula con Andrew Miller (Maddie Meyer/Getty Images)
Nella foto il manager degli Indians Terry Francona si congratula con Andrew Miller (Maddie Meyer/Getty Images)

di Frankie Russo

2^ parte - Sul campo

Maggiore coinvolgimento dei manager. Se mai ci fosse stato qualche dubbio sull’importanza delle decisioni del manager nel baseball, dopo quanto si è visto in questa postseason dovrebbe aver definitivamente tolto ogni incertezza. Per quattro settimane abbiamo assistito a gare giocate e gestite con uno stile mai visto negli ultimi due decenni. Ci sono state 10 gare in cui almeno una delle squadre ha impiegato 18 dei 25 giocatori del roster. Gare in cui Dodgers e Indians cambiavano strategie in pochi secondi basate su una infinità di statistiche e possibilità di trarre vantaggio dai matchup. E se si allargherà il roster a 26 o 27 giocatori, come sembra essere una delle prossime innovazioni, allora assisteremo ad ancora più di queste sorprendenti, inaspettate e più frequenti sostituzioni. 

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Cosa ci ha insegnato la postseason 2016

Nella foto Corey Seager (Getty Images)
Nella foto Corey Seager (Getty Images)

di Frankie Russo

1^ Parte - Quella a cui abbiamo assistito è stata forse la più significativa postseason degli ultimi decenni. Non solo ha impresso nella mente di molti di noi l’inno dei “Go Cubs Go”, ma  ha aperto una finestra, una finestra che ci ha indicato cosa è cambiato nel baseball moderno e in che direzione si sta evolvendo. Attraverso questa finestra abbiamo visto giovani talenti quali Francisco Lindor, Corey Seager, Noah Syndergaard, Aaron Sanchez, Julio Urias, Roberto Osuna ed i molti Cubs destinati a lasciare un segno indelebile nel futuro di questo sport. Ma dietro a questi personaggi si nascondono altre sostanziali indicazioni che potranno avere un impatto significativo sia fuori che dentro dal campo.

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All the Way - Eddie Veder - Cubs song

Nella foto il cantante dei Pearl Jam Eddie Vedder
Nella foto il cantante dei Pearl Jam Eddie Vedder

di Francesco Zagaglia

Le belle canzoni: All the way – Eddie Vedder

Una canzone da ascoltare davanti al camino, o cullato dalla soffice nebbia autunnale, passeggiando su tappeti di foglie di roveri. O addirittura da urlare come un inno tra tifosi sudati. Interpretabile in vari contesti: è la peculiarità delle belle canzoni. Il legno di una chitarra acustica che richiama sentimenti ancestrali. I tre accordi, quelli delle ballate folk, senza tempo, come nelle belle canzoni. Belle, non troverei aggettivo più umile. Il testo sembra quello di una work song e la melodia sembra andare da sé, dondolandosi tra colline dolci di una voce profonda che vibra dalle corde più vicine all’anima. 

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In MLB non sbagliano mai, o quasi

Nella foto Mark Teixeira commette un errore su una rimbalzante
Nella foto Mark Teixeira commette un errore su una rimbalzante

di Paolo Castagnini 

In MLB non sbagliano mai, o quasi. Questa è sacrosanta verità. D'altra parte se questo è uno degli sport più difficili al mondo l'errore è concesso. C'è anche da dire che in MLB si preferisce avere battitori potenti con qualche pecca in difesa piuttosto che difensori infallibili, ma leggeri di mazza. Se questa è una verità nei ruoli chiave dell'asse centrale (catcher, shortstop, second base, center outfield) figuriamoci agli angoli. Però sapere che anche loro sbagliano tutto sommato ci tranquillizza e ci permette di capire che anche loro sono imperfetti. Gustiamoci quindi questa prima carrellata di errori nella MLB 2016  

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Segui il tuo cuore

di Paolo Castagnini 

Tratto dal romanzo "Ho sognato di te" (The Death and Life of Charlie St. Cloud) di Ben Sherwood, il film in italiano "Segui il tuo cuore" racconta di Charlie St. Cloud, un ragazzo sopraffatto dal dolore per la morte del fratellino minore Sam in un incidente automobilistico che ha visto coinvolto anche lui stesso, così tanto che egli accetta un lavoro come custode del cimitero in cui il fratello è sepolto. Charlie ha un legame speciale e duraturo con il fratello, che può ancora vedere. Charlie si incontra con Sam ogni sera al tramonto per giocare a baseball, loro sport preferito e per parlare. 

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Il Tommasin Padova lancia il Progetto Factory

Nella foto da sinistra Amedeo Vittadello, Marco Flores D'Arcais, Francesco Aluffi (nascosto dietro D'Arcais), Gianni Boldrin e Flavio Gasparella
Nella foto da sinistra Amedeo Vittadello, Marco Flores D'Arcais, Francesco Aluffi (nascosto dietro D'Arcais), Gianni Boldrin e Flavio Gasparella

di Paolo Castagnini 

Nella nuova sala del Comitato Regionale Veneto è stato presentato questa mattina il Progetto Factory Tommasin Padova B.S.C.

In una sala affollata i Dirigenti del Tommasin hanno spiegato in modo chiaro da dove è partita l'idea, come si è sviluppata, come è stata già applicata come test quest'anno e quali sono gli obiettivi e le line guida. A presentare il Progetto Amedeo Vittadello dopo un saluto di benvenuto da parte del Vicepresidente Marco Flores D'Arcais.

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Steve Bartman, fine dell'esilio?

di Frankie Russo

Il proprietario dei Cubs sta pensando di mettersi in contatto con Steve Bartman per farlo tornare allo stadio. E’ un’ipotesi in cui molti sperano dopo che i Cubs hanno vinto le World Series dopo un digiuno di 108 anni, il più lungo di qualsiasi sport. Bartman fu ingiustamente messo alla ghigliottina per aver tentato di catturare una palla battuta in foul eliminando la possibilità all’esterno Moises Alou di effettuare la presa e chiudere l’inning (l’episodio è riportato nei dettagli con un nostro articolo pubblicato il 17/01/2014). Era il 2003 e i Cubs persero Gara 6 e si fecero rimontare dai Marlins anche in Gara 7.

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Papa Francesco riceve il cappellino e la palla firmata dai Cubs

di Paolo Castagnini 

In questi giorni Papa Francesco ha ricevuto in dono il cappellino dei Cubs e una palla firmata dai giocatori. “La vittoria dei Cubs è arrivata in Vaticano. Il Pontefice potrà ora festeggiare con noi  chiedendoci solo di pregare per lui” è quanto ha comunicato via twitter Blase Cupich, Arcivescovo di Chicago. Cupich è a Roma perché domani (sabato 19 novembre) sarà nominato Cardinale. Naturalmente Cupich, da grande tifoso, annunciava quotidianamente le vittorie dei Cubs durante ogni messa celebrata nel mese di ottobre, e ha voluto portare  a Papa Francesco un cappello e una palla autografata. Il Papa, come al suo solito, ha visibilmente apprezzato il regalo.    

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Comunicare il baseball e il softball 2^

di Paolo Castagnini 

Continua la presentazione dei vostri lavori cari amici del baseball e del softball italiano. Dei Red Foxes Roma ne abbiamo già parlato in occasione di un'idea di Pino Bataloni coach della squadra. Ricordate le partite dei 21 lanci per inning? I Red Foxes sono un gruppo di giocatori che rappresentano nel modo migliore l'idea dell'amatoriale misto. Ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani molto divertimento, ma nello stesso tempo con impegno e serietà. Durante la stagione all'Acqua Acetosa e in inverno in una palestra in zona Prati accolgono nuove leve pronte a picchiare la palla gialla.

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Mark "The Bird" Fidrych, 40anni dopo

Prefazione di Paolo Castagnini 

Di storie sul baseball  ne è piena la cronaca soprattutto americana. Quello che ci propone oggi Frankie Russo è qualche cosa di commovente e sbalorditivo al tempo stesso. Personalmente mi capita a volte di commuovermi, ma questa mi ha veramente toccato il cuore. Buona lettura!

di Frankie Russo

Oggi ovviamente i tifosi dei Detroit Tigers sono in festa per il ROY award riconosciuto a Michael Fulmer dopo che anche a Ian Kinsler è stato assegnato il Gold Glove per il migliore seconda base dell’American League. Mercoledì potrebbe essere la volta di Justin Verlander per il Cy Young Award, almeno in Detroit ci sperano e le statistiche lo confermano. 

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L'ultima tappa

di Paolo Castagnini 

E' stata dura ma ce l'hai fatta. Questa ultima tappa sembrava infinita. Qualche volta è caduta la catena, altre volte hai bucato la gomma, ma tu imperterrito hai continuato. Hai persino avuto la forza di passare la borraccia a chi era più stanco di te, ma erano incredibili le voci dei tuoi fan che a bordo strada ti incitavano. Li hai chiamati e tutti sono venuti soprattutto i tuoi cari, i tuoi figli, i nipoti e tutti quegli amici accorsi alla tua ultima tappa. Si, perché quello che non volevi era di essere lasciato solo. L'ultima tappa. Tutto ci hai raccontato di quella lunga e difficile tappa. Ma sei arrivato al traguardo in cima a quella montagna e i tuoi fan sono proprio tutti qui per un grande applauso. Ciao Roberto questa volta la storia l'hai scritta tu. Ora riposa in pace.

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Lo spirito dei Cubs

di Michele Dodde 

Quando un evento diventa epocale, per giunta atteso per 108 anni, gli articoli e gli elogi si spendono a chili e poi subito dimenticati. Molto interessante invece la segnalazione della giornalista-scrittrice Judith Testa che è riuscita ad individuare, e poi porre in evidenza, una lettera indirizzata al New York Times da parte di un certo signor S.B. Lewis.

Il commento inerente la finale della World Series 2016, scritto da questo lettore appassionato di baseball, dal mio punto di vista è la nota più interessante che si potesse leggere sui “Cubs” circa la loro fantastica impresa.

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Il baseball, fenomeno sociale e culturale fondamentale per la storia d'America

Nella foto il Presidente Harry Truman si prepara alla cerimonia del lancio della prima palla  prima della gara tra Washington Senators e New York Yankees all'Opening Day, 1951. (Abbie Rowe/National Park Service)
Nella foto il Presidente Harry Truman si prepara alla cerimonia del lancio della prima palla prima della gara tra Washington Senators e New York Yankees all'Opening Day, 1951. (Abbie Rowe/National Park Service)

di Andrea Salvarezza

Oltre che eccezionali per aver adottato discipline sportive assolutamente peculiari, comunemente battezzate “sport americani”, gli Stati Uniti lo sono anche per il modo in cui hanno messo i loro sport (in particolare il baseball) al centro della propria vita culturale. Non sono molti i contesti in cui uno sport ha assunto una funzione così importante: a partire dagli anni ’60 dell’ottocento il baseball è stato un fenomeno sociale e culturale fondamentale per la storia d’America. Specialmente dopo l’avvento del professionismo, con cui la competizione divenne più intensa e il sistema di partite più regolato, il baseball svolse una funzione cruciale nell’appagare quel bisogno di appartenenza e quel senso di identità che negli Americani ardevano in modo particolarmente intenso.

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Mascotte - 2^ parte

di Allegra Giuffredi

Le attuali mascottes in carica, per dir così sono circa una quarantina, mentre quelle andate in pensione, dopo pochi o tanti anni di servizio, più o meno onorato sono una ventina, ma dietro a parecchie di loro, specie se recenti c’è un vero e proprio business e tanta ricerca sul personaggio a cui affidare e con cui giustificare buona parte del costo del biglietto con l’intrattenimento che precede e condisce lo sviluppo della partita e un uomo in particolare, ossia Dave Raymond, papà di Phanatic Phillie, di cui abbiamo già parlato la volta scorsa e di tante altre mascottes e che ha fiutato l’affare, fondando una vera e propria impresa su questi pupazzi.

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Comunicare il baseball

La home page del sito dei Grizzlies Torino 48
La home page del sito dei Grizzlies Torino 48

di Paolo Castagnini 

Giorni fa e precisamente il 21 di ottobre vi avevo presentato una dichiarazione sul baseball e softball che la società Dragons di Castelfranco Veneto attraverso la sua pagina Facebook aveva rivolto ai genitori. Era un invito al contrario a stare attenti ai "pericoli" di questo sport. Quella lettera ebbe un sorprendente successo di contatti qui sul sito. Che molte società italiane siano attive nel campo dei messaggi e nella promozione è risaputo, anche in assenza di una strategia federale forte che possa supportare l'attività scolastica e il reclutamento giovanile. 

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Quando il baseball comunica

Pref.  di Paolo Castagnini 

E' finita la grande abbuffata per noi super appassionati. Notti intere a seguire le dirette di queste World Series che rimarranno per sempre nella storia. Per fare un esempio si ritiene che la palla dell'ultimo out - recuperata da Antony Rizzo 1^ base e donata alla società - possa valere se messa all'asta circa 3 milioni di dollari!!! Per noi Italiani però questa vittoria ha portato, almeno per questa volta, la giusta notorietà al nostro sport attraverso i media nostrani notoriamente avari di notizie. Come ha sottolineato Filippo Fantasia in un articolo su baseball.it  i Chicago Cubs sono riusciti a scaldare i cuori (e le tastiere) di tutte le redazioni.

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Il capolavoro di Thomas Eakins

di Michele Dodde 

Mai opportunamente quotato e valorizzato in vita per alcune scabrose vicende inerenti la sua vita privata, solo in seguito a Thomas Cowperthwait Eakins fu riconosciuto da parte della critica il dovuto appellativo quale “il più grande e profondo realista della fine del diciannovesimo secolo nell’ambito dell’arte americana”. Nato a Filadelfia nel 1844, e dunque coevo dei vari Winslow Homer e William Glackens, anch’essi pittori della corrente realista, Thomas fu l’unico ad essere stato influenzato dalla caratteristica bellezza dello sport e dall’armonia dei suoi movimenti.

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