Il baseball nell'Antologia dei Fumetti n° 4

di Michele Dodde

4^ parte

3^ parte 2^ parte - 1^ parte


L’antologia dei fumetti sul baseball comunque affonda le sue radici nel lontano 1880 con la famosa ideologica cartolina “Struck Out” ma dopo va dato merito alla Street and Smith, prestigiosa e più antica casa editrice sul baseball tale da essere considerata la carismatica Bibbia cui attingere tutto il sapere su questa disciplina, che incominciò a pubblicare dal 19 aprile del 1896 la “Tip Top Weekly” con le cover ed i disegni interni a cura di Yesterday Cafè, forse uno pseudonimo o forse in linea con quella mentalità che voleva l’artista non firmasse i propri lavori perché una volta pubblicati divenivano proprietà dell’editore.

Inoltre in quel tempo i dagherrotipi costavano molto ed era anche difficile una corretta riproduzione, quindi meglio la rappresentazione grafica anche se non proprio precisa. 

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Il baseball nell'Antologia dei Fumetti n° 3

di Michele Dodde

3^ parte

2^ parte - 1^ parte

Ed in quel periodo, quasi come una ricercata panacea, furoreggiava anche il mitico Superman che in virtù dei suoi poteri certamente non poteva giocare un baseball umano. Ed allora ecco il Clark Kent, italianizzato dalla Mondadori come Nembo Kid, andare a giocare da solo nel mondo galattico interpretando in bravura ed a dismisura i diversi ruoli. I fantasiosi disegni a forti tinte su carta porosa lasciavano in verità più che perplessi ma le storie erano sempre godibili.  Il baseball-cartoon infine è stato poi interpretato in filosofia e poesia anche da autori non statunitensi come l’irresistibile “Torpedo”, ideato dal geniale Enrico Abuli ed interpretato magistralmente dalle matite di Jordi Bernet, l’italianissimo “John Doe” coinvolto dalla fervida mente del grande Lorenzo Bartoli in un episodio di rara bellezza tracciata nei segni da Spartaco Ripa 

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Umpire: Passione e determinazione

di Michele Dodde

Durante gli anni novanta, quando avevo assunto l’incarico di Presidente della Commissione Disciplinare del Comitato Nazionale Arbitri, tra le varie problematiche di cui la stessa era investita capitò il deferimento di un collega per un’azione fortemente singolare.

Successivamente, raccolte le debite testimonianze ed espletando rigorosamente gli insegnamenti e lo stile tramandato alla Commissione da parte di Attilio Meda, con i colleghi membri Mario Noli e Casotti ci fu una lunga ed interessante disamina dell’accaduto poiché nel suo insieme lo svolgimento dell’episodio nella sua gestualità piaceva non poco, ma non si poteva confessare, ed anzi era vera e pregnante notizia.

Era accaduto che il giovane collega umpire, per tutta la durata dell’intero incontro che stava dirigendo, era stato infastidito sino all’esasperazione da uno spettatore con frasi ed aggettivi fortemente offensivi.

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