L'interferenza dei genitori

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito Detroit Free Press

Quando uno ha praticamente fatto lo stesso mestiere per circa 47 anni, cioè seguire lo sport giovanile, sono in molti a domandargli cosa è cambiato nel tempo. Molti pensano che i giovani siano cambiati, ma questo non è vero. C’è di più dietro alle frasi  frequenti tipo “guarda cosa so fare”, che probabilmente è conseguenza di quanto si vede fare dai pro in TV. Il più evidente cambiamento che ho potuto constatare è stato nei genitori. Siamo passati da quei pochi arroganti genitori che una volta difendevano i  figli a quelle molte decine che hanno ormai reso difficile la vita a tecnici e istruttori di ogni sport. 

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Baseball e TV: un antico connubio

Nell'illustrazione come la rivista "Science and Invention magazine" uscita nel Luglio del 1922, prevedeva le riprese televisive di una partita di baseball
Nell'illustrazione come la rivista "Science and Invention magazine" uscita nel Luglio del 1922, prevedeva le riprese televisive di una partita di baseball

di Michele Dodde 

Quel moderno simulacro che è il televisore, insostituibile soprammobile o aristocratico quadro visivo da appendere al muro ma comunque ora diventato splendido compagno per via di essere il continuo giornale aperto sia per notizie, sia per gossip, sia per approfondimenti culturali, sia per avvenimenti sportivi e sia per quant’altro, ha storia antica ed evoluzione in sintonia con le esigenze industriali e sociali. In concorrenza con la qualità del cinema, la televisione ha sempre cercato spazi vuoti da colmare con la freschezza delle idee e delle immagini. 

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Anatomia di una salvezza

Nella foto Francisco K-Rod Rodriguez (Photo: Robin Buckson, Detroit News)
Nella foto Francisco K-Rod Rodriguez (Photo: Robin Buckson, Detroit News)

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito

detroitnews.com

Qual è il gioco preferito di ogni appassionato di baseball? Naturalmente sostituire il manager e contestare le sue scelte, o come lo definiscono gli americani “to 2nd guess the manager” (nel football americano si chiama “l’allenatore del giorno dopo”).  Troppo spesso succede di pensare che il manager sta facendo una sostituzione o strategia sbagliata o meglio, a noi non comprensibile. Ma dietro quelle scelte ci sono tante considerazioni. Noi a casa abbiamo forse sotto mano tutte le statistiche ed i matchup che hanno loro? Certamente no. Noi a casa, conosciamo forse a fondo il carattere o lo stato d’animo di ogni giocatore in una determinata situazione? Certamente no. Ovviamente questo non significa che le strategie scelte portino sempre al successo, ma alla fine di tutto credo che chi fa del baseball la fonte di vita possiede un'esperienza anni luce lontana dalla nostra comoda poltrona a casa.

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How it's made? - 2^ parte

di Allegra Giuffredi

Dopo aver visto quanti aneddoti e vicende ci sono stati con la costruzione delle sole mazze da baseball, torniamo a noi e proseguiamo con la descrittiva di come si costruisce la palla da baseball ed il guantone.

Gli standard del peso e delle dimensioni della palla sono tali del 1872 e dentro ad essa c’è una sfera di gomma con un cuore di sughero; le sfere vengono cosparse di colla adesiva, perché al di sopra dovranno aderirvi quattro strati di filo arrotolato di diversi materiali, in modo da ottenere una rotondità di 22 cm e ½ sulla quale andrà altra colla e, dopo 48 ore di macerazione, una particolare copertura di cuoio. Le coperture sono quindi inumidite, in modo da essere più lavorabili. 

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PITCH

di Paolo Castagnini

Presentazione di Paolo Sutera tratta da TVBLOG.it  

In produzione e uscirà a settembre su FOX la nuova serie "PItch" che racconta la storia di una ragazza che cercherà di farsi strada in un mondo "maschilista" quale lo sport e in questo caso il baseball. Pitch è il primo sceneggiato creato e prodotto con il supporto ufficiale della Major League Baseball (MLB). La squadra dalla quale Ginny Baker è ingaggiata (la protagonista), sono i San Diego Padres.

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Il ricevitore e il suo cavallo

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito hardballtimes.com

“Il ricevitore è come un cowboy senza la suggestiva cornice del Far West. E’ un lavoro duro, sporco e pericoloso. I vecchi ricevitori, come i vecchi cowboy, tendono a camminare più dissennatamente rispetto agli altri individui”. Dan Rather.

Piegarsi sulle ginocchia per un secondo o due dieci volte ogni giorno è probabilmente salutare. Tuttavia, accucciarsi  dietro al piatto  dai cinque ai dieci secondi per circa centocinquanta volte ogni giorno non è salutare.  Se analizziamo questo gesto da una prospettiva fisica, dobbiamo capire che quando si è accovacciati, le ginocchia esercitano uno sforzo verso l’alto per spostare tutto il peso che si trova sopra di loro.

Quando Buster Posey si alza chiedendosi perché nessun compagno è andato a coprire la terza, le ginocchia supportano circa l’80% del suo peso. Quindi ogni suo ginocchio supporta circa 41 kg e verosimilmente questo è vero quando è accucciato dietro al piatto. Quando è giù in posizione in attesa di ricevere un lancio, qualcosa deve tenere su il resto del corpo per evitare che crolli a terra.  E che altro se non le ginocchia?

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Alberto Mineo three-run home run!

di Paolo Castagnini

Alberto Mineo c'è e al 3° inning batte un colpo e che colpo!

Ma andiamo con ordine. Sono cinque gare di seguito che South Bend Cubs vince consecutivamente e gli avversari di questa notte sono i Dayton Dragons (organizzazione Cincinnati Reds). Alberto Mineo continua la sua presenza regolare in campo. Catcher, 1^ Base o DH ed è proprio quest'ultimo il ruolo che il manager gli affida in questa partita. South Bend parte bene e al secondo inning l'esterno sinistro Eloy Jimenez batte un triplo alla rete. Il 3^ Base Matt Rose colpisce un singolo (sua la striscia di 10 partite consecutive con valide) e porta a casa Jimenez. 1-0 South Bend Cubs.

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Azzurra e Gloria le prime ragazze partite per gli Stati Uniti

A sinistra Azzurra Baroncini e a destra Gloria Di Lauro alla partita tra White Sox e Royals presso lo stadio di Kansas City il 10 Agosto scorso
A sinistra Azzurra Baroncini e a destra Gloria Di Lauro alla partita tra White Sox e Royals presso lo stadio di Kansas City il 10 Agosto scorso

di Paolo Castagnini

Come gli anni precedenti è arrivato il momento della partenza per chi ha deciso di trascorrere un anno di studio e sport dall'altra parte dell'oceano Atlantico.

Le prime a partire sono state Azzurra Baroncini e Gloria di Lauro. La prima è di Livorno e gioca in ISL nella Sestese. Diventata famosa per il suo esordio nella massima serie con un fuoricampo tant'è che il giornalista Mario Salvini l'ha paragonata a Trevor Story il mitico rookie del Colorado che ha frantumato tutti i record MLB di esordio. Gloria è del Bollate e gioca in A2 con il Jazz Bovisio Masciago che ha chiuso il campionato in testa alla classifica. Insomma due ottime atlete pronte a sfruttare per il meglio il loro tempo negli Stati Uniti.

Altri quattro tra ragazzi e ragazze sono pronti alla partenza. Due sempre negli USA e altri due in Canada. Ma di questi parleremo più avanti tra qualche giorno.

Oggi ecco un'intervista a "caldo" alle due ragazze arrivate a destinazione a Kansas City da pochi giorni passando per la tre giorni di orientation a New York.

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Almeno una famiglia di Boston ama Alex Rodriguez

Nella foto a sinistra Alex con il piccolo Patrick, il fratello maggiore e il padre nel 2005 -  A destra assieme a Patrick cresciuto
Nella foto a sinistra Alex con il piccolo Patrick, il fratello maggiore e il padre nel 2005 - A destra assieme a Patrick cresciuto

di Paolo Castagnini

Ieri sera Alex Rodriguez ha fatto la sua ultima apparizione al Fenway Park di Boston battendo un rocambolesco RBI per la vittoria per 4-2 dei suoi Yankees. Alex non è mai stato particolarmente amato dal pubblico di Boston soprattutto dopo le sue ammissioni di assunzione di doping. Il ritiro di Alex Rodriguez è previsto per la serata del 12 Agosto, tra poche ore, ma nonostante ieri sera ogni suo turno di battuta sia stato accompagnato dai buuuu delle migliaia di fans, alcuni lo hanno sostenuto, acclamato e chiesto il suo autografo. In particolare una famiglia che ha con lui un debito di riconoscenza. 

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Perché il baseball vinse sul cricket? - L'ipotesi nazionalista

di Andrea Salvarezza

L’atteggiamento assunto nei confronti del cricket negli ex possedimenti dell’Impero britannico risentì fortemente dell’identificazione del gioco con la cultura inglese: se questa associazione lo rese senza dubbio attraente in molti ex paesi del Commonwealth, sia per coloro che avevano a cuore la madre patria, sia per coloro che si auguravano invece di poterla (almeno simbolicamente) sconfiggere, al tempo stesso può spiegarne il rigetto che si verificò in altre ex colonie. Un saggio uscito di recente ha messo a fuoco il ruolo giocato dal nazionalismo nell’indirizzare le culture sportive di India e Stati Uniti, in cui ad affermarsi come National Pastime furono rispettivamente cricket e baseball.

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Il coach visto dall'arbitro

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.gc.com

Carl Olsen si è trovato da entrambe le parti. Olsen ha allenato la squadra del figlio per 10 anni e comprende perfettamente cosa significa non essere d’accordo con l’arbitro. Ha anche arbitrato per più di 20 anni e sa gestire una situazione quando un coach è in disaccordo. Il 4 luglio Olsen, 76enne, è stato molto impegnato arbitrando un buon numero di partite ad un torneo. Avendo a che fare con un concentramento di tanti coach in un così breve lasso di tempo, Olsen ha avuto modo di notare comportamenti contrastanti. Era evidente che c’erano coach che ritenevano l’arbitro un nemico ed era altrettanto evidente che i ragazzi assumevano lo stesso comportamento del coach. Se il coach è il primo a contestare, è ovvio che i ragazzi seguiranno il suo esempio.

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Il Coaching staff

Nella foto Jake Wells e Joins Crimson - Tide baseball (Photo RollTide.com)
Nella foto Jake Wells e Joins Crimson - Tide baseball (Photo RollTide.com)

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito theseason.gc.com

COME SELEZIONARE E ORGANIZZARE UN COACHING STAFF

 

Man mano che i ragazzi crescono e raggiungono un più alto livello di competizione, generalmente si allarga anche il gruppo dei potenziali coach. Ma mettere insieme uno staff di coach non è così semplice come può sembrare. In alcune leghe, la rosa dei giocatori è formata dalla selezione delle squadre locali che hanno partecipato ad un certo campionato. In questo caso, anche i coach sono frutto della selezione di quelle squadre.

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How it's made? - 1^ parte

di Allegra Giuffredi

C’è una bella trasmissione in TV che permette di capire come si fanno le cose di uso comune che mangiamo, indossiamo o con cui giochiamo e tra le cose descritte vi è stata anche la costruzione di una mazza da baseball, una palla per giocarlo e il guantone. E allora adesso ve lo descrivo io, partendo dalla mazza, ovviamente di legno! La mazza di alluminio, infatti o altro materiale che non sia ligneo è considerata da molti conoscitori del gioco una vera aberrazione, ma torniamo a noi: come si fa una mazza da baseball?

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Perché dire si al baseball e al softball alle Olimpiadi

di Michele Dodde 

Il 5 agosto tra proclami destabilizzanti, doping a chili e quant’altro di immaginabile sia in positivo sia in negativo hanno preso il via i Giochi della XXXI Olimpiadi in quel di Rio de Janeiro. Ancora una volta il simbolo di Olimpia, la fiaccola inventata dai tedeschi nel 1906 per i giochi del terzo Reich, ha acceso il mitico braciere la cui fiamma è stata sempre destinata emotivamente a rappresentare il visivo testimone ed il sublimale messaggio dell’idea linfa della Olimpiade esclusivamente volta a delineare la necessità e la vitalità di una moderna echechèria, ovvero l’affermazione della tregua sacra nella continuazione “di un dialogo tra uomini che meno di altri si fanno suggestionare da barriere e schieramenti”.

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L'approccio del giovane coach

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito 

home.gc.com

Spesso i primi coach sono dei volontari. Lo scenario tipico si verifica quando i genitori iscrivono il proprio figlio ad un’organizzazione sportiva, e gli viene chiesto se vogliono collaborare come coach. Spesso il genitore si ritiene più adatto ad essere un assistente, ma succede pure che viene investito come capo. Sovente i principianti trovano questo ruolo più impegnativo del previsto, quindi è opportuno che seguano alcune regole che potrebbero tornare utili per facilitare il loro lavoro e aiutare i giovani atleti.

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Le chiavi del successo

di Frankie Russo

Libera traduzione dal sito home.gc.com

Non esiste un modo perfetto per allenare una squadra di baseball. Earl Weaver ha condotto i Baltimore Orioles a quattro vittorie di lega e alla conquista di un titolo delle World Series essendo stato espulso 97 volte e con una buona dose di capricci. Tony La Russa ha vinto tre World Series e tre titoli di lega preferendo più un approccio mentale.

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Alberto Mineo e la ripida scala dei prospetti

di Paolo Castagnini

In questi giorni qualcuno avrà notato che sono particolarmente attento alle prestazioni di Alberto Mineo. Vi chiederete il perché. Molto semplice. Ho seguito tra il 2014 e il 2015 almeno una cinquantina di partite del livello in cui sta giocando Alberto e so cosa significa il Singolo A. Avere un rendimento come quello attuale di Alberto è cosa che fa svegliare gli scout assopiti. Si perché il problema è che generalmente gli scout seguono i prospetti e Alberto non lo è. Qualcuno si chiederà: "come non è un prospetto"?  Ebbene i prospetti sono quelle poche decine di giocatori che sono usciti da contratti milionari. Ogni tanto però saltano fuori - molto raramente - ragazzi a cui non più di tanto ci si bada. La sfortuna di queste migliaia di ragazzi diversamente da un centinaio che sono considerati prospetti, è che trovano la strada in salita e che salita!(teniamo presente che in minor league giocano all'incirca 5.000 giocatori) 

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