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Il Diamante è per sempre

di Michele Dodde

Perché il baseball è come la vita: senza la tua squadra non sei nessuno, ma quando conta veramente sei solo contro tutti…” così termina lo studiato elenco dei perché sia necessario trovare una ragione per amare il baseball redatto dal giornalista Mario Salvini nella prefazione del suo libro “Il Diamante è per sempre”. Un elenco che non completa l’infinita misura dei perché in quanto ogni appassionato ha poi da aggiungere i suoi perché ma l’autore delinea un rigoroso incipit che apre la mente all’anonimo lettore sulle particolarità di una disciplina sportiva unica e che poi non è disciplina di un gioco poichè essa come tale riesce ad accompagnarti con ampia scelta filosofica in ogni attimo della giornata vissuta. Sull’onda lunga dell’etica spirituale del gruppo editoriale “Ascesa dei Vinti”, l’autore da par suo e con grande incisività, al fine di invitare alla conoscenza di come nasce una passione, ha rivisitato luoghi, eventi e personaggi riuscendo a donare loro un aristocratico carisma evidenziando infiniti aspetti spirituali e sociali che solo un innamorato del gioco sa intuire e come poi fa lievitare il tutto in un coinvolgente diorama che di seguito resterà impresso nella mente e nel cuore. 

Con particolare conoscenza della storia del baseball statunitense, Salvini ha scelto di raccontare la significativa storia di dieci personaggi e la cabala superstiziosa che coinvolse i Cubs di Chicago per via di una capra, Murphy, ed il suo estroso padrone, Billy Sianis, sfumando il loro alone di immortali icone con l’accettazione della loro umanità ricca di volontà, determinazione, grande impegno ma anche di pregiudizi e perplessità.

Così Mario Salvini accompagna il lettore con il suo modo di intendere il gioco del baseball presentando Jackie Robinson e la sua determinata scelta ad essere coinvolto a cambiare aberranti mentalità razziste, poi il fantasioso ricevitore Yogi Berra che ha legato la sua vita ad aforismi i cui fini lapalissiani ancora oggi fanno testo, il record raggiunto da Cal Ripken, buono per gli annuari ma non ricordato nell’immaginario collettivo, l’umana caritatevole personalità del portoricano Roberto Clemente, eroe per sempre del Nicaragua, l’ironica e gioiosa volontà acchè il prestigio acquisito da Billy Martin, il genio ardente del dugout, potesse essere ricordato con il cognome della mamma Jenny “Salvini”, la inossidabile striscia di quell’eroe solitario che è stato Joe DiMaggio da tutto il mondo conosciuto sia per aver dato stile e competenza al gioco sia per essere stato scelto come marito dall’indimenticabile attrice Marylin Monroe, le vicissitudini di quel “Now batting for the Yankees, number two: Derek Jeter. Number two” che riuscì a far si che la favola divenisse una realtà, la spassosa maledizione dei Chicago Cubs ma soprattutto l’intima storia di Arcado “Hank” Biasatti e Pierino “Reno” Bertoia, umili Carneadi per molti ma significativi per l’intero mondo degli immigrati italiani, spesso ghettizzati nei vari aspetti sociali e che invece attraverso il baseball sono riusciti a rimarcare una loro profonda genialità talentuosa. 

Una nota a parte merita il celebre e decantato Home Run dell’oriundo Mike Piazza, indotto nella Hall of Fame del baseball a stelle e strisce il 24 luglio del 2016, poiché egli stesso traccia per il libro una prefazione di alti contenuti emotivi in specie nell’evidenziare come tra le righe della storia del gioco sia facile individuare come uomini ed eventi siano stati capaci di tramandare una tradizione non solo di vittorie, sconfitte, gare di World Series e record ma, a saperci poi ben guardare dentro, come nel baseball ci sia tanta umanità.

 

Il libro “Il Diamante è per sempre”, va letto con disincanto per essere poi coinvolti per consapevolezza e scelta ed è indispensabile che ora vada ad arricchire l’amata biblioteca degli appassionati di baseball. Edito da una emergente nuova casa editrice, “le Terre di Mezzo”, quasi a vivacizzare il significato Tolkiano di luoghi di incontro in paesaggi metafisici, è un ulteriore merito che va dato a Salvini per questa sua ulteriore scelta non dimenticando però che il primo italo americano a giocare nella Major League fu Eddy Abbaticchio nel 1897.

 

Michele Dodde

 

Il libro è acquistabile anche direttamente presso la casa editrice  "Terre di mezzo"

 


Mario Salvini

 

È nato a Parma nel 1969, vive a Milano, dove lavora per La Gazzetta dello Sport.

 

Da sempre si diverte con il baseball e con altri sport vari ed eventuali, spesso di nicchia.

 

Ne racconta storie e personaggi sul blog Che Palle! del sito Gazzetta.it e sulle pagine social a esso collegate.

 

Per Terre di mezzo Editore ha pubblicato Il diamante è per sempre (2021), dieci storie di altrettanti campioni cha hanno fatto la storia del baseball americano e non solo.

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