Il Baseball e le Blue Laws

di Michele Dodde

Portando concettualmente insieme alle loro tradizioni, usi e costumi praticati in Gran Bretagna ed Irlanda, anche negli Stati Uniti la maggior parte dei coloni diede vita quasi per copia conforme alle “Blue Laws” , ovvero alle cosiddette “Leggi Domenicali”, il cui unico scopo declamato era quello di assicurare il libero esercizio della religione oltre a salvaguardare i lavoratori e le famiglie garantendo loro un giorno di riposo da passare interamente nell’ambito familiare contribuendo così alla stabilità di quella società multietnica. In effetti queste “Leggi Domenicali” che sancivano il vietare o in qualche modo limitare  tutte le attività commerciali con in primis la vendita degli alcolici ed i passatempi ludici, divieti però oggi ancora non del tutto abrogati in alcuni paesi europei come l’Austria, Germania, Svizzera e Norvegia, che mantengono la maggior parte dei negozi chiusi la domenica, già alla fine del 18esimo secolo stavano incominciando ad incrinarsi per via delle esigenze delle nuove generazioni sempre alla ricerca dell’affermazione dei diritti umani inerenti sia alla libertà di pensiero sia alle personali scelte del vivere. 

Inconsapevolmente il baseball fu un grimaldello nello scardinare il granitico concetto legato a queste leggi ed in particolare nell’affrontare il divieto, applicato in molte città americane, che sanciva di non svolgere alcuna attività sportiva nel giorno del Signore.

 

Il fatto è che proprio in quel giorno di domenica molte famiglie potevano disporre del loro tempo libero ed ancora, ma non sottovalutata, la possibilità da parte dei proprietari delle squadre di poter incrementare le loro auspicate entrate economiche fornendo uno spettacolo a più spettatori paganti. 

Così le due correnti di pensiero, quella inerente il fondamentalismo religioso e quella legata alla laicità nel sostenere l’indipendenza da ogni principio etico e morale, ebbero modo di misurarsi il 18 ottobre del 1895 in quel di Portsmouth nell’Ohio quando due franchigie della “Ohio State League” decisero di affrontarsi in una regolare partita.

 

La squadra locale in quel pomeriggio si apprestava a misurarsi con quella di Chillicothe e l’evento stipò le tribune con oltre 1500 spettatori paganti.

 

Fu un successo al botteghino ma all’inizio del terzo inning, con i locali avanti di ben nove punti a zero, la folla vide due agenti della polizia locale, Wolf e Reed, entrare sul campo di gioco per arrestare i giocatori e gli stessi spettatori. Questo spettacolo fuori programma indispettì non poco gli appassionati che, come riportò fedelmente in cronaca il giorno successivo il quotidiano “Enquirer Portsmouth”, “ …scesero dalle tribune ed incominciarono a lanciare contro i due agenti sassi, mazze e contenitori di bibite ed un corpo contundente causò anche un grave taglio alla mascella di Wolf. A quel punto i due agenti riuscirono a sottrarsi alla folla portando con loro solo i due addetti alla vendita dei biglietti ponendoli in detenzione presso l’ufficio del magistrato del luogo e la partita fu sospesa.”

 

Entrando poi nei particolari il quotidiano precisò ancora che una enorme folla si presentò dinnanzi al Comando di Polizia per richiedere il rilascio dei due bigliettai ricevendo di contro la volontà del Connestabile di arrestare i membri più facinorosi non riuscendovi però per la ferma loro opposizione. Si disse poi che  furono emessi circa 200 mandati di arresto tra giocatori e spettatori.

 

Ciò che avvenne a Portsmouth dunque fu la prima controversia tra i cittadini della cosiddetta “Lega per legge ed ordine”, che contribuì anche con denaro a perseguire tutti coloro che erano stati sorpresi a giocare o a sostenere il gioco del baseball durante il Sabbath e tra quei tanti spiriti liberi legati all’associazionismo dei laici a cui sarebbe piaciuto che la domenica si giocasse.

 

Ad onor del vero tuttavia, nessuna ulteriore cronaca rivela ci siano state ripercussioni significative a parte forse alcune multe.

 

Però, come non constatare allora che il baseball, nonostante tutto e tutti, sia stato, è e sarà sempre un vivo personaggio di riferimento per tutte le rivoluzioni di pensiero e stile sociale?.

Ne è testimone la sua lunga storia... 

 

Michele Dodde

 

 

 

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