Chiara Bolognini, sei mesi passati in Texas

di Paolo Castagnini

Tra le varie ragazze e ragazzi che sono partiti per gli USA nell'agosto 2020 e quelli che stanno partendo in questi giorni, dopo aver contattato Baseball On The Road, c'è una ragazza che ha trascorso non un anno scolastico bensì un solo semestre. Questa ragazza, Chiara Bolognini atleta del Rovigo Softball è riuscita a combinare bene l'esperienza scolastica negli Stati Uniti, senza farsi mancare la scuola italiana e persino il suo sport preferito: il softball. Eccovi una bella intervista a Chiara. Buona lettura!

Ciao Chiara! Innanzitutto presentati. 

Ciao a tutti!!! Sono Chiara Bolognini, ho 18 anni e sono nata a Rovigo il 2 giugno 2003.

Racconta come è composta la tua famiglia

La mia famiglia è composta da mamma, papà, due fratelli più piccoli che giocano a rugby, un cane e un gatto.

 

Quando hai iniziato a giocare a softball?

Ho iniziato a giocare a baseball a fine 2013, l’anno dopo hanno creato l’under 13 di softball e ho fatto qualche anno giocando sia a baseball che softball per poi giocare solo a softball all’età di 13 anni.

 

Descrivi la scintilla che ti ha fatto decidere "questo è il mio sport!"

Dopo un mese che avevo iniziato mi ruppi una caviglia provando a scivolare in allenamento e durante il mese di riposo sentivo la mancanza dello sport e delle persone. Nessuno si aspettava io tornassi ma per fortuna l’ho fatto!

In che società giochi in Italia a che livello e in quale ruolo/ruoli

Gioco nel BSC Rovigo da sempre, quest’anno in under 18 e serie A2. Sono ricevitore e terza base ma quest’anno gioco anche interbase.

 

Che giocatrice sei?

Ci metto tanto impegno in tutto quello che faccio e per questo tengo molto alle mie prestazioni. Le mie compagne di squadra sono come una famiglia e ci conosciamo da sempre. Cerco sempre di dare il meglio e ogni volta penso di poter dare un po’ di più, non mi accontento mai.

 

Quali passioni oltre al softball? 

Mi piace molto tenermi allenata anche con la palestra, amo cucinare dolci (le due cose a volte non vanno d’accordo!) e mi piace molto viaggiare. 

 

Il tuo piatto preferito?

Le penne al ragù della nonna!! Impossibili da replicare 

 

Perché hai voluto fare l'esperienza di studiare/giocare negli Stati Uniti?

L'ho sempre voluto fare perché da piccola vedevo le ragazze più grandi partire per giocare negli Stati Uniti. Crescendo ho deciso di farlo per maturare, imparare meglio l’Inglese e diventare un po’ più indipendente.

 

Hai affrontato un momento così difficile come questo del COVID-19

Si, non è stato facile, fino all’ultimo non sapevo se sarei partita o meno. 

 

I tuoi genitori ti hanno sostenuto in questa decisione o sono preoccupati?

Mi hanno sempre sostenuta, non mi hanno fatto mancare nulla mentre ero via. Mi sono mancati sia loro che i miei fratelli, non pensavo!

 

Dove sei stata in questa esperienza? 

Ero a Little Elm, una città del nord Texas. Ho frequentato la Little Elm High School che era la classica scuola americana con armadietti e laboratori e autobus gialli, era gigante. Mi sono persa per i corridoi per tutta la prima settimana

 

Hai deciso di fare solo il secondo semestre. Perché non tutto l’anno? Sei stata contenta di questa scelta?

Non ho fatto tutto l’anno per la scuola italiana, volevo avere meno cose possibili da recuperare durante l’estate, e per il Covid. Ora sono contenta perché ho meno cose da studiare ma mentre ero là avrei preferito aver fatto l’anno intero.

Com'è stata la tua famiglia ospitante?

Era meravigliosa: host mom, host dad, due bimbi piccoli e un’altra ragazza francese. Ero la decima studentessa che ospitavano quindi avevano tanta esperienza ed erano la classica famiglia ospitante. Mi mancano molto, anche se riesco a sentirli quasi sempre. Hanno anche vinto il premio famiglia ospitante dell’anno quest’estate!

 

Hai dovuto affrontare restrizioni come ad esempio un periodo di quarantena?

In realtà in Texas hanno preso il Covid un po’ alla leggera, già ad aprile le mascherine non erano più obbligatorie se non a scuola. Però so che è stato un caso, perché gli altri stati facevano online school e quindi mandavano gli studenti da noi.

 

Quali sono le cose diverse dall'Italia che ti hanno sorpreso sia nel bene che nel male?

Sicuramente il poter scegliere le materie è una cosa molto americana che mi è piaciuta tantissimo. Loro non usano libri ma computer, molto meglio. La scuola è molto più facile là, e la lingua alla fine non è stato un problema. L’unica pecca è che se non hai la patente non puoi andare da nessuna parte a meno che non trovi un passaggio ogni volta perché non ci sono trasporti pubblici. Però c’erano fast food da tutte le parti quindi il cibo era molto facile da andare a prendere!

Parliamo di softball sei riuscita a giocare anche facendo solo il 2^ semestre?: 

Si, abbiamo iniziato a giocare a febbraio. Ci allenavamo tutti i giorni, con partite due volte a settimana. Il campo era sintetico, il primo su cui avessi mai giocato. Molto bello!

 

Come sei stata accolta dalle compagne e dai coach?

I coach erano molto molto disponibili, con le compagne di squadra ho cominciato a trovarmici bene verso la fine perché all’inizio ero un po’ timida

 

Come hai visto il livello di gioco dove sei stata? 

C’erano giocatrici fortissime e altre meno, perché là giocano anche in squadre fuori dalla scuola dove il livello è più competitivo. Di sicuro giocare tre mesi in più mi ha aiutato per questa stagione.

 

Consiglieresti ad altri ragazzi e altre ragazze ad affrontare questa esperienza?

Assolutamente si, anche in Stati di cui non si conosce nulla. Bisogna buttarsi, sperimentare, imparare e godersi il periodo. Tornassi indietro lo rifarei mille volte, e un’esperienza di crescita diversa da tutte le altre.

 

Perché ti sei rivolto a Baseball On The Road?

Sapevo che molti giocatori erano partiti scrivendo a questa associazione e non nascondo di aver letto tutti i vostri articoli varie volte da più piccola! Mi sembrava la cosa più giusta da fare.

 

L’Agenzia che ti ha consigliato Baseball On The Road,  la MB Scambi Culturali, ti ha supportato nel migliore dei modi anche tenuto conto di questo periodo Covid?

Si, sono stati gentili senza essere invasivi mentre ero là. Nessun rimprovero! Anzi grazie.

 

Rimpianti?

Avrei voluto mi fossi aperta prima con gli americani, ma me lo terrò a mente per una prossima esperienza all’estero. Magari senza Covid sarei riuscita a viaggiare di più, ma non ci posso fare molto. 

 

Grazie Chiara!

Grazie a te!!!

 

Paolo Castagnini

 

Le foto in ordine

Un primo piano di Chiara (home page)

Chiara con la divisa del Rovigo

Chiara con la famiglia americana ospitante

Chiara con la squadra della Little Elm High School 

La squadra del Rovigo Softball

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