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Pillole di curiosità

di Allegra Giuffredi

Di recente ho visto un bel film dedicato al baseball, basato su una storia vera, che s’intitola “La partita perfetta” e che racconta le peripezie di una squadra messicana di ragazzini che partecipa alla Little League statunitense del 1957, messa in piedi con molta buona volontà e pochissimi mezzi da un coach messicano, Cesar Faz (1919 – 2017) che aveva lavorato per i Cardinals di St. Louis come ragazzo di fatica, con poca fortuna e molto risentimento per come lo trattavano … male. La squadra originaria di Monterrey, sbarca negli Usa, in Texas e comincia la sua scalata, partita dopo partita, ma siccome non voglio spoilerarvi il finale, consiglio davvero di gustarvelo: è un film che si può tranquillamente vedere in famiglia. E’ un film molto semplice, ed emozionale e che sembra una di quelle storie confezionate dalla Disney, ma siccome è una storia realmente accaduta ha il suo fascino e una gran bella colonna sonora.

E del resto racconta una grande verità, perché la vita come il baseball va vissuta sempre per tappe: giorno per giorno, inning per inning, obiettivo per obiettivo, senza guardare al bersaglio grosso, ma al modo per arrivarci, pian piano.

 

Il baseball si pratica così, azione per azione, punto per punto, mirando alla vittoria e questa deve essere stata anche la filosofia dei nostri Azzurri del calcio che partita dopo partita ci hanno regalato una strepitosa vittoria nel recente europeo calcistico ed anche dell’ASD Parma che ad Ostrawa, partita dopo partita si è imposta contro la sorpresa tedesca di Bonn, vincendo la Coppa Campioni di baseball per club in una finale inedita e non sempre all’insegna del “trito e ritrito” Italia – Olanda.

 

Tra baseball e calcio del resto qualche punto in comune c’è di sicuro, perché pure durante i recenti Europei, di soppiatto, tra il pubblico è comparsa la maglia bianco rossa dei Nationals di Washington, che hanno gli stessi colori della nazionale svizzera, sorpresa del torneo e che un suo supporter ha voluto seguire mostrandosi al mondo con la divisa della squadra di baseball americana, vincitrice delle WS del 2019.

 

E che dire degli sponsor tecnici che vestono sia il baseball che il calcio, come per esempio la bolognese Macron che per la verità veste diversi sport, arbitri e diverse nazionali calcistiche e che finalmente mostra anche di tenere al baseball, avendo inserito nella decalcomania che campeggia sui suoi furgoni anche un giocatore di baseball alla battuta.

 

E questo ci porta ad un’ultima considerazione, perché la forza della pubblicità e dei consigli per gli acquisti o di blockbuster che parlano di baseball sono un veicolo assolutamente imprescindibile per la diffusione di qualsiasi sport e quindi anche del nostro che paradossalmente rischia l’estinzione dei tifosi, più che dei praticanti e questo lo dico, perché recentemente allo stadio Falchi di Bologna l’età media del pubblico era abbastanza over più che under, a parte qualche nugolo di bimbi dietro alle palle in foul e che in fondo fanno ben sperare …

 

Allegra Giuffredi

 

 

N.d.r. ..... e pensare che Macron è nata con il baseball. Qualcuno forse si ricorda bene il primo negozio di Macron di Cesare Tugnoli a Bologna

 

Da wikipedia: L'azienda nasce a Bologna nel 1971 (inizialmente è solo un negozio di articoli sportivi) per iniziativa di Cesare Tugnoli, come distributore esclusivo per l'Italia di attrezzatura per il baseball dell'azienda statunitense MacGregor. Nel 1974 acquisisce Record Sports e inizia a produrre  abbigliamento per baseball, pallacanestro, pallavolo e football americano e in parallelo alla distribuzione di attrezzature sportive produce per conto di Adidas, Nike, Spalding, Reeboke Champion le divise per i team professionistici degli sport americani.

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