L’emblematica figura di Octavius Catto

di Michele Dodde

In questo nebuloso periodo dove sembra che tutti i buoni propositi per debellare definitivamente gli aspetti infamanti del razzismo, anche inteso in senso lato, ovvero verso tutte le etnie e comunità prive di una prorompente configurazione, siano ancora fortemente oggetti di involute mentalità, appare allora interessante andare a spolverare le pagine della storia, a prima vista minore, di Octavius Valentine Catto sia come eclettico giocatore di baseball quanto incisivo autore di pregnanti iniziative sociali. Le vicissitudini incontrate da Catto sono state meta di studio da parte di due giornalisti, Daniel Biddle e Murray Dubin, che nel 2010 hanno licenziato per la stampa la loro inchiesta “Tasting Freedom: Octavius Catto and the Battle for Equality in Civil War America”. La loro ricerca, per meglio delineare la personalità di Catto, inizia da lontano a partire dalla sua nascita avvenuta a Charleston nella Carolina del Sud il 22 febbraio del 1839 come uomo libero al contrario del padre William Catto che, prima di diventare ministro del culto presbiteriano, era nato in schiavitù. Dettagli importanti poiché il padre William, per sfuggire alla segregazione, con tutta la famiglia lasciò definitivamente Charleston per Filadelfia dove non solo c'era una ricca tradizione di chiese frequentate da afroamericani ma c'erano anche scuole per bambini neri che Catto incominciò a frequentare all’età di cinque anni.

Sotto la spinta illuminata del padre che credeva fermamente quanto fosse importante l’istruzione, Catto a quindici anni ebbe modo di iscriversi all’Institute for Colored Youth ( ICY) a Bainbridge Street, scuola fondata dai Quaccheri nel 1832, dove apprese i principi etici e morali studiando i classici della scuola latina e greca, oltre a geometria e trigonometria, ed altresì come fosse distinta la ipotetica linea informale di demarcazione razziale tra gli immigrati irlandesi e gli afroamericani viventi a Filadelfia, strana città in quel tempo poiché offriva diverse opportunità per la popolazione nera non disgiunte però da una convinta segregazione e violenza di matrice razziale. 

Laureatosi, divenne a sua volta docente presso lo stesso ICY ma allo scoppio della guerra civile, favorevole come era all’abolizione della schiavitù, si arruolò nella Guardia Nazionale della Pennsylvania sino a raggiungere il grado di Maggiore.

 

Durante questo servizio militare apprese il gioco del baseball ed incominciò a giocarlo con grande passione tanto che, finita la guerra, consapevole che sport e politica in quel periodo potevano aprire molte altre vie agli atleti neri esclusi come erano da numerose attività, insieme al suo amico Jacob C. White Jr. fondò nel 1865 il “Pythian Base Ball Club”.

 

Di sua iniziativa poi reclutò appassionati e giocatori di baseball principalmente da impiegati professionisti della classe media, già attivi nelle istituzioni politiche e sociali di tutta la città, o che svolgevano il proprio lavoro nelle aree di Washington, Filadelfia e New York componendo così una squadra estremamente talentuosa e culturalmente elevata tra le tante franchigie nere facendo così combaciare il suo entusiasmo per il baseball con il suo forte desiderio politico  e, usando la squadra attraverso lo sport nazionale come un autentico e carismatico biglietto da visita, promuovere presso la società la sospirata parità dei diritti. In definitiva egli auspicava inizialmente delle giuste considerazioni da parte dei Club dei bianchi. 

A latere dello sport, proseguiva la sua attività culturale ed oratoria che era diventata molto nota avendo acquisito i meriti per dirigere il prestigioso “Banneker Literary Institute”, e poi aver fondato la sezione di Filadelfia della “Union League Association” pro-suffragio e divenuto segretario della “Pennsylvania State Equal Rights League”.

 

Molti gruppi, società ed organizzazioni infine si onoravano di averlo come membro di prestigio tra i propri iscritti. Tra l’altro fu il primo membro nero del “Franklin Institute” e dell'Accademia di musica. 

 

Il suo sogno tuttavia era tendere all’integrazione attraverso il gioco del baseball e per tale motivo formulò la domanda di affiliazione alla “Pennsylvania Association of Amateur Base Ball Players” (PAABBP) composta da franchigie di giocatori tutti bianchi. Il club era rappresentato alla convention da Raymond Burr, il vice presidente del club. 

Nonostante lo stretto legame di Burr con Hicks Hayhurst, una figura di spicco nella scena del baseball di Filadelfia, vi furono moltissime e forti pressioni di corridoio affinchè la squadra revocasse la sua domanda di iscrizione al campionato in modo che l'associazione non la dovesse apertamente rifiutare. Ma era la crescente popolarità del baseball che egli voleva cavalcare e che aveva contribuito anche a raffinare i suoi fini e così nel 1869 lanciò una sfida di confronto sportivo a tutte le squadre dei bianchi presenti a Filadelfia.

 

Molte squadre si defilarono ma l'Olympic Club, la più antica squadra della città accettò di giocare contro i Pythian e l’evento avvenne il 3 settembre di quell’anno.

Da buon capitano ed eccellente interbase, lui stesso dettò l’elenco del line up in quella che fu ed in seguito considerata la prima gara interrazziale che però finì sì con la vittoria dell’Olympic Club per 44-23 ma riuscendo a realizzare il fine, con il gioco dimostrato, di colmare la divisione razziale in quel di Filadelfia ed aprendo altresì da allora l’ampia possibilità a molte competizioni che iniziarono a disputarsi tra squadre bianche e nere in tutto il nord-est.

 

Il conseguito successo da parte di Octavius Catto coinvolse anche Thomas Fitzgerald editore del quotidiano “City Item” che, nonostante egli fosse un irlandese bianco, alla luce della giusta causa approdata il 9 luglio del 1868 quando il Congresso ratificò, dopo ben tre anni dalla sua proposta (13 giugno 1866) il 15esimo Emendamento che sanciva nella Sezione 1 come il diritto di voto dei cittadini degli Stati Uniti non potrà essere negato o limitato dagli Stati Uniti o da qualsiasi Stato in ragione della razza, del colore o della precedente condizione di schiavitù, si era votato apertamente all’abbattimento delle barriere razziali ed anzi con poderosi editoriali aveva promosso e difeso il diritto di voto universale stravolgendo le considerazione vigenti della società conservatrice bianca di allora che avrebbe con sufficienza pur accettato che i negri dovessero avere nel Sud alcuni diritti civili ma mai il suffragio universale.

Questo mal gradito Emendamento fu complice di molti tumulti a Filadelfia, interessata alle elezioni di Sindaco della Città in atto il 10 ottobre del 1971, da parte di alcuni facinorosi dei Democratici bianchi, supportati con la complicità della polizia locale, intenzionati ad impedire che gli uomini di colore si recassero a votare.

 

Catto, appreso che già tre uomini neri erano già stati assassinati in mattinata, vestì la sua divisa da Maggiore della Guardia Nazionale quale simbolo di integrato cittadino americano e si diresse al seggio elettorale.

 

La cronaca del quotidiano “Philadelphia Inquirer” dell’11 ottobre del 1871 in sintesi riportò che “Mr. Octavius V. Catto fu fermato all'incrocio tra la Eighth e South Street, a circa mezzo isolato da casa sua, da un uomo bianco di nome Frank Kelly. Questi stava pattugliando le strade con un gruppo di uomini bianchi coordinati da William McMullen, che era il capo della locale Moyamensing Hose Company, un democratico, e conosciuto nella zona come una sorta di garante politico. Ne seguì un’accesa discussione e poi in risposta Kelly estrasse la sua pistola e la puntò contro Catto che alzò immediatamente le mani. Kelly incominciò a sparargli contro e Catto fuggì, sfrecciando dietro un tram di passaggio. Secondo un testimone, Catto è balzato giù dal marciapiede e ha corso in mezzo a South Street con Kelly alle sue spalle. Kelly ha sparato altri due colpi a Catto ed entrambi sono andati a segno. Il testimone ha ricordato che dopo gli ultimi colpi di proiettile, Catto “si voltò ancora una volta di scatto e alzò le mani” prima di accasciarsi a terra. Portato alla Stazione del quinto Distretto, incapace di dire una parola, morì poco dopo l'arrivo. Aveva 32 anni.”

 

Il 30 ottobre del 1871 il New York Times, nel riportare il discorso del Reverendo Henry Highland Garnett che si rivolgeva ai fedeli nella Shiloh Presbyterian Church precisando che “Catto ora dorme nella morte ma i principi per i quali è morto stanno ora crescendo” intitolò l’articolo con un incisivo “A Colored Martyr”

 

Come gli eventi della storia insegnano, l'omicidio di Catto avvenne in un momento critico poiché agli afroamericani la reazione di quei Democratici sembrò una rinascita delle vecchie rivolte del tempo della schiavitù proprio nel giorno in cui assaporavano per la prima volta la libertà mentre alle classi migliori di Filadelfia rivelò un grave stato di barbarie ed illegalità in quella che era la seconda città del paese. 

 

Infine e non da ultimo ai politici fornì un testo ed un esempio sorprendentemente efficace e che non esitarono ad usare. Il risultato di tutto questo fu una vibrante manifestazione di indignazione e di dolore e l'espressione esteriore fu una grande partecipazione al suo funerale che fu forse il più imponente contributo mai dato a un negro americano.

 

L'assassino di Catto, Frank Kelly, eludendo la polizia, fuggì quello stesso giorno e fu arrestato solo dopo oltre cinque anni ma a seguito di un pilotato processo la giuria lo dichiarò non colpevole il 4 maggio 1877 giustificando che era passato troppo tempo per identificare correttamente il tiratore.

 

Come è notorio che la morte distrugge le idee ma i cuori pazientemente le ricostruiscono, quella di abbattere la barriera di colore attraverso il baseball propugnata da Catto riuscì solo molti anni dopo completamente nel 1947 ma è pur vero che la sua eredità fece di Filadelfia una delle città di spicco per il baseball della Negro League.   

 

Ora il Municipio di Filadelfia nel 2017 ha ricordato Octavius Valentine Catto erigendogli una statua commemorativa in bronzo di 12 piedi indicandolo quale integerrimo cittadino, attivista per i diritti civili, educatore, abolizionista e pioniere del baseball.

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 1
  • #1

    Maria Luisa Vighi (giovedì, 24 giugno 2021 10:51)

    Figure belle e importanti in questo sport! La memoria della loro vita e la lungimiranza del significato sociale dello sport per l'integrazione è ancora necessaria!!