Modifiche sperimentali…o involuzione del gioco?

di Michele Dodde

Prenderanno il via quest’anno durante la stagione agonistica presso alcuni segmenti della Minor League, le attivazioni di alcune modifiche sperimentali inerenti sia l’attrezzatura dei campi di gioco e sia il cambiamento interpretativo degli atti leciti ed illeciti sanciti dal regolamento del gioco. I risultati, calmierati in una statistica ponderale, sicuramente poi ravviveranno le notti in bianco dei componenti della Official Playing Rules Committee al fine di redigere le dovute considerazioni da porre sulla scrivania di Rob Manfred, Commissioner della Major League Baseball. Il suo avallo potrebbe infiocchettare il crisma virtuale alla sempre attesa quadratura del cerchio più volte auspicata per realizzare un continuo miglioramento allo svolgimento del gioco, di per sé già perfetto, e dare un senso concreto alla sicurezza fisica tra i giocatori.

Ma andiamo con ordine. Le prime modifiche interessano la fisionomia e l’attrezzatura del campo di gioco. Infatti come primo intervento si sta assaggiando l’opportunità di allungare la distanza che separa la pedana del lanciatore dal piatto di casa base di 12 pollici (30,48 centimetri) portandola dall’attuale 60,5 piedi (18,44 metri) a 61,6 piedi (18,75 metri).

 

Sono molti o sono pochi questi emblematici 30,48 centimetri che potrebbero avere un rilevante riscontro sul braccio dei lanciatori nel calibrare i vari lanci della pallina ? L’idea in effetti sembra essere quella di consentire al battitore una migliore valutazione della traiettoria della pallina in arrivo consentendo allo stesso battitore di valutare meglio il punto di contatto mazza-pallina e dunque favorire un miglior gioco della fase d’attacco. Ma basteranno solo 30,48 centimetri per movimentare quanto pensato a bordo di una scrivania?

Un secondo approccio è quello di modificare i cuscini delle basi portando la dimensione degli stessi da 15 pollici quadrati (96,774 cmq) a 18 pollici quadrati (116,129 cmq).

 

Tale modifica viene edulcorata dalla possibilità che potrebbero ridursi gli infortuni e le collisioni tra i giocatori. In effetti sul campo di Softball fu sperimentato e poi adottato, per quanto riguarda la prima base, un particolare “cuscino doppio” a cavallo della linea di foul e questo ha favorito in verità un miglior arrivo e gioco presso la stessa.

 

Le altre sperimentazioni vanno ora a riguardare i concetti interpretativi dello svolgimento del gioco stesso ed ancora una volta vertono sul lanciatore, vulcano propulsore del gioco ed acerrimo nemico di tutti e del tutto. Già a suo tempo gli fu vietato di “confezionare” a suo modo, con opportune sostanze, la pallina, poi gli fu vietato di interrompere il movimento inerente il proprio modo di lanciare la pallina, di seguito gli è stato vietato di indossare orpelli che avrebbero potuto ingannare l’angelico battitore…ora gli si sta vietando di:

  • tirare, con corridori sulle basi ed in prima, verso qualsiasi base se non dopo aver staccato il piede di perno dalla pedana di lancio, ovvero di fatto cessare di ricoprire il suo ruolo di lanciatore e divenire un interno qualsiasi. In caso di inosservanza di questa disposizione l’ormai noto giudice di campo, quell’umpire cireneo di turno, sarà costretto a sancire quell’azione un atto illegale e dovrà applicare le sanzioni previste dal demoniaco balk,
  • di non poter, con corridori sulle basi ed in prima, attuare più di due step-off o pick-off mentre sta affrontando lo stesso battitore. All’eventuale terzo tentativo ancora una volta l’uomo in blue applicherà le sanzioni previste dal balk.

Ora in effetti, ed è intuibile il perché, già in alcune gare propedeutiche svolte in ambito della Atlantic League, l'implementazione di questa regola ha portato a più tentativi riusciti di basi rubate ma far ritornare ad un più spettacolare gioco in diamante è forse l’intendimento ultimo di queste sperimentazioni ed anzi si mormora che, se il tutto sarà di gradimento del pubblico, il divieto dei due step-off o pick-off sarà portato ad uno solo.

 

E pensare che, secondo il giudizio dell’ ideatore di questa variante, la sua applicazione avrebbe portato solo “ un modesto impatto sul tasso di successo inerente i tentativi di basi rubate o il raggiungimento delle basi stesse su palline battute in diamante o a seguito di bunt”.

 

Allora provare per credere. Tuttavia la corrente di pensiero dominante è convinta che queste modifiche alle regole, dopo essere state monitorate ed analizzate, saranno vincenti poiché “aumenteranno i giochi sulle basi, si creeranno più possibilità, migliorerà il ritmo e si ridurrà la durata delle partite oltre a ridurre gli infortuni dei giocatori".

 

Su queste modifiche sperimentali ognuno comunque giustamente sarà portato a farsi una propria idea di fattibilità o meno, la certezza resta però in una brillante precisazione dell’ingegnoso Ezio Cardea quando fantasiosamente volle precisare che molte sono le varianti apportate alla famosa e ricercata “pizza”, ed alcune in verità molto buone, di certo però, ed è ineluttabile, quella vera napoletana è e resta la pizza “Margherita”. Intelligenti pauca.

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 7
  • #1

    Paolo (mercoledì, 19 maggio 2021 10:02)

    Non mi piace assolutamente il limite dei 2 pickoff sulle basi. Dopo aver fatto due pickoff cosa succede? Teoricamente il corridore dovrebbe partire sparato verso la base successiva anche prendendo più spazio. Quale potrebbe essere la contromisura della difesa? Mi viene da dire un pitch-out al catcher, ma con quali risultati? Io corridore quanto mi posso staccare dalla prima? 3/4/5 metri o più? Mah!

  • #2

    Frankie (mercoledì, 19 maggio 2021 10:45)

    A volte il commissario Manfred mi da l'impressione di non aver mai giocato a baseball. Il suo pensiero fisso è ridurre i tempi di gioco stravolgendo oltremodo, a mio modestissimo avviso, le strategie di gioco. Passi per la doppia base in prima, anche ingrandire le basi che avrà sicuramente un impatto sulla corsa sulle basi e sulle abilità degli interni, ma eliminare i riti del lanciatore e dei battitori comincia a rasentare il ridicolo come lo è la riduzione dello step off e le stupidate in merito ai pick-off. L'introduzione degli shift difensivi ha certamente fatto diminuire le MB di circa 20/30 punti e quindi bisogna pur trovare una soluzione per favorire l'attacco. Se la memoria non mi inganna, l'anno 1968 fu definito "L'anno del Lanciatore" e per favorire appunto l'attacco, l'anno successivo fu abbassato il monte di lancio. Sempre secondo la mia modestissima opinione, credo che l'allontanamento di 30 cm del monte sarebbe deleterio, comporterà una modifica sostanziale non solo alla meccanica ma anche alla varietà dei lanci. Quindi, perché non ripetere quanto già applicato nel 1969 e magari abbassare ancora il monte di lancio senza apportare tutte queste invenzioni che stravolgono le strategie di gioco? Se non vado errato, le gare più entusiasmanti sono quelle con basso punteggio proprio perché si assiste ad un gara giocata ad alto livello a differenza del contrario. E non mi risulta nemmeno che il vero appassionato si annoia assistendo ad una gara ben giocata anche se dura più di 3 ore.

  • #3

    Pino (mercoledì, 19 maggio 2021 11:35)

    Frankie, un appunto sulla tua frase di chiusura, il vero appassionato è riferibile solo per quelle nazioni dove il Baseball è praticato a libello Pro. In Italia non puoi auspicare lo sviluppo del baseball contando sui veri appassionati, diventerebbe, o forse è già diventato, uno sport per pochi intimi e te lo dice uno che ad anni 80 va 4 volte a settimana sul campo a lavorare. Quindi qui da noi, nelle fasce di formazione dei giocatori va proprio introdotta una rivoluzione copernicana. Che lo faccia l'A1 il baseball tradizionale.

  • #4

    Frankie (mercoledì, 19 maggio 2021 20:33)

    Io invece credo che molte cose sono abbastanza simili nonostante il divario. Le giovanili, sia negli States che in Italia sono seguiti almeno dal 90% da genitori ai quali poco interessa il livello di gioco, vogliono prima di tutto che i figli si divertano. Ci sarà anche una minoranza alla quale vede il figlio già campione, ma questo non fa testo. Per le categorie superiori, lo spettatore, anche se non numeroso, va vedere le partite perchè appassionato, ed è a questo tifoso che mi riferivo.

  • #5

    FRANCO LUDOVISI (mercoledì, 19 maggio 2021 21:48)

    Assolutamente no alla limitazione dei pick off e degli step off. Limitarli a due vorrebbe dire dare ai corridori, una volta eseguiti, impunità nel prendere il distacco dalle basi.
    Piuttosto che allungare la distanza della pedana dalla casa base che andrebbe sperimentata per vedere l'effetto che potrebbe produrre, preferirei l'abbassamento ulteriore del monte: anche se l' abbassamento avvenuto in passato non ha favorito i battitori perchè, con nuove tecniche, i lanciatori hanno continuato a lanciare sempre più forte. Poi alcuni lanciatori più lenti e semmai curvi ottengono tutt'ora ottimi risultati.

  • #6

    Ezio Cardea (mercoledì, 19 maggio 2021 22:06)

    Grazie, Michele, per aver ricordato quella mia osservazione!
    Approvo in pieno quanto detto da Paolo e Frankie, e non capisco l’intervento di Pino sul vero appassionato "riferibile solo per quelle nazioni dove il Baseball è praticato a livello Pro": Dodde, Paolo, Frankie ed il sottoscritto siamo appassionatissimi del baseball, anche del baseball nostrano e non siamo soli.
    Il baseball in Italia è diventato per pochi intimi perché da un certo punto in avanti si è puntato solo sulla qualità e sullo spettacolo (raggiungendo questo secondo obiettivo solo sporadicamente) trascurando quello che è l’essenza di ogni sport: l’agonismo.
    La corsa sfrenata - complice la Federazione - all’accaparramento di atleti stranieri ha privilegiato le società meglio sponsorizzate, con la conseguenza di campionati con eccessivi squilibri tecnici tra le società, aumento di incontri sbilanciati e di “manifeste”! Il tutto a scapito dell'agonismo che il vero strumento di aggancio degli appassionati di qualsiasi sport.
    Partite fortemente sbilanciate o addirittura finite per “manifesta” non possono attirare e tanto meno affezionare, semmai producono l’effetto contrario. Sicché negli ultimi anni il pubblico si presentava allo stadio sempre meno numeroso e riappariva in numero decente solo nei Play Off.
    Può crescere uno sport che attira interesse solo per un paio di settimane l’anno? Forse che riconquisti pubblico, appassionati e praticanti con partite vinte a suon di fuoricampo contro squadre di livello decisamente inferiore?
    La molla di tutto non è lo spettacolo ma l'agonismo, ma si fa di tutto per annientarlo o limitarlo a gare di fuoricampo, senza strategie, senza poter contare che sulla forza!
    Parlando delle modifiche che proprio i maestri del baseball vorrebbero apportare, c'è da restare stupefatti che non pensino alle conseguenze più banali, quelle che impietosamente ha messo in evidenza Paolo!

  • #7

    Ezio Cardea (mercoledì, 19 maggio 2021 22:13)

    Anche Frankie ha un "impietoso" senso di meraviglia per Manfred!
    Sono modifiche tutte tese al cosiddetto “spettacolo” (più gioco… più movimento … più … ) a danno della tattica e della strategia che sono la peculiarità del baseball. Capisco che negli anni passati ci sia stata la preoccupazione di allentare l’eccessiva potenza dei lanciatori, ma tendere a trasformarli in lanciapalle per consentire un maggior numero di fuoricampo … ovvero per trasformare un incontro di baseball in quelle noiosissime gare di fuoricampo …
    Purtroppo questa mentalità che individua nella potenza della battuta e non nell’intelligenza di gioco e nella tecnica la bellezza del baseball, sta creando danni soprattutto in Italia dove i tecnici (quelli di nuova generazione, che frequentano i corsi cui partecipano tecnici USA e pertanto si sentono dei padreterni), stanno rovinando la gran parte dei ragazzini al loro primo approccio alla nostra disciplina: tanto per fare un esempio, a loro non insegnano a battere (perché spesso non conoscono e non insegnano loro nemmeno i fondamentali della battuta!), insegnano a fare il fuoricampo! Gridano ai ragazzini: “quando il lanciatore inizia il caricamento, carica anche tu spostati sul piede di dietro e alza la gamba davanti, tieni il gomito (quello verso il catcher) alto sopra la spalla e poi scarica la mazza con tutta la forza!”. Ovviamente scucchiaiando alla golfista!
    Che pietà vedere ‘sti ragazzini imprecare nel prendere i ko senza capirne il perché o nel vedere la palla rotolare perché semplicemente “sbucciata” o andare alta in diamante o facile out all’esterno e sentire l’imbecille dell’istruttore di nuova generazione, incapace di vedere i difetti di impostazione, gridare come un forsennato: “la prossima volta gira più forte!”.
    Se il baseball in Italia è nelle pietose condizioni in cui è, non è colpa della crisi dietro cui si rifugiava Fraccari, e il Covid non è una attenuante per Marcon: se si è arrivati alla completa distruzione del massimo campionato che andava rivoluzionato fin dal 2017 evitando la perdita di almeno 4 grossi club tra cui il Rimini, mi dispiace dirlo perché apprezzavo la determinazione del suo "ChangeUp", ma la colpa è sua. Quella attuale del massimo campionato non è una riforma, ma qualcosa che si è dovuta fare, ed è stata fatta anche molto male!
    Povero baseball ammazzato da coloro che dovrebbero riformare, invece del baseball, la loro percezione dell'essenza del baseball, per adeguarsi a quello che è, e spero resti, lo sport più bello del mondo!