Quando il Rio Grande non era frontiera chiusa…

di Michele Dodde

Nel 1686, quando gli spagnoli decisero di incrementare sempre più il loro commercio con il nuovo mondo scelsero di fondare una città sulla sponda destra del Rio Grande e la chiamarono “Los Esteros Hermosos” (Gli Estuari Belli). Successivamente, in ricordo del predicatore Mariano Matamoros nel 1826 la città fu ribattezzata in “Matamoros” in suo ricordo. Data la sua strategica posizione fu coinvolta direttamente durante la guerra Messico-Stati Uniti nel periodo 1846 – 1848 quando il generale statunitense Zachary Taylor la conquistò per utilizzarla come base logistica per sferrare l’attacco contro la città di Monterrey. In seguito fu attrice protagonista durante la guerra di secessione americana (1861 – 1865)  divenendo il maggior centro di commercio per gli Stati Confederati che, avendo gli stati dell’Unione bloccate tutte le rotte commerciali, potevano scambiare lì il cotone da loro prodotto in cambio di cospicui rifornimenti di armi, munizioni e varie merci. 

Di fronte, al di là del Rio Grande, che andrà ad identificarsi come un confine naturale, nel 1848, appena dopo il “Trattato di Guadalupe Hidalgo”, che poneva fine alla guerra Messico-Stati uniti, fu l’imprenditore americano Charles Stillman, avendo sviluppato una fiorente società di battelli fluviali che operavano con successo commerciale lungo il fiume, a dare vita ad una fiorente città con i pochi coloni ivi residenti dandole il nome di “Brownsville”  in onore del maggiore Jacob Brown che in quella zona durante la citata guerra tra i due stati confinanti, nel vicino Rancho de Carricitos aveva perso la vita.

 

Anche questa città successivamente sarà investita dagli eventi della guerra civile divenendo anch’essa zona di acceso contrabbando a favore dei Confederati ed ultima roccaforte a cadere ben 34 giorni dopo la resa firmata dal generale Lee. 

Perché però ora è interessante parlare di queste due città e quale senso logico le gemella?  E’ che tra le pagine sparse della leggendaria storia dell’espansione del baseball nel mondo si legge che già a partire dal 1860 diverse franchigie erano solite svolgere gare dimostrative fuori dagli USA  e che, laddove non erano giunte le squadre, siano stati connazionali statunitensi che vivevano all’estero ad organizzare partite di alto richiamo. In Italia, ad esempio, la prima gara di baseball si giocò nel 1869 a Roma, a cura dei membri dell’American Club of Rome, poi a Livorno nel 1884 ed infine a Napoli il 19 febbraio del 1889.

 

In tal modo il baseball si è fatto conoscere divenendo sport sociale in luoghi come Hawaii, Cina, Giappone, Alaska, Scozia e Cuba. Da quest’isola caraibica poi in forma quasi di emancipazione rivoluzionaria il baseball si è diffuso nella Repubblica Domenicana, nelle Antille Olandesi, in Porto Rico ed in Venezuela e tra i praticanti è noto che sono emersi talentuosi giocatori molti dei quali hanno raggiunto visiva celebrità sul palcoscenico della Major League negli Stati Uniti. 

 

Ma in Messico, nazione del tutto confinante, quando si incominciò a conoscere il baseball?  Ecco il perché allora annotare queste due città di confine divise dal noto Rio Grande poiché la cronaca ci svela che tramite queste due città ricche di cimeli, ben elencati nel registro nazionale dei luoghi storici, il baseball sia passato da una all’altra come un dono di amicizia. 

Ne è testimonianza l’arguta ricerca effettuata da Bruce Allardice, egregio certosino ricercatore di Protoball.org, quando afferma di aver riscontrato sul quotidiano “The Brownsville Ranchero” del 27 dicembre del 1868 una particolare notizia che delinea in modo inequivocabile il giorno esatto in cui in terra messicana si svolse la prima partita ufficiale di baseball. 

 

In effetti era avvenuto che a Brownsville, il porto più meridionale del Texas, si costituisse una base di rifornimento per le guarnigioni dell'esercito americano alloggiate nel vicino Fort Brown e lungo il confine con il Messico. 

 

Dunque Brownsville di fatto era una "città militare" e come tale destava interesse verso molti coloni nati nel nord in cerca di opportunità commerciali. Ancora, a differenza di altre aree del Texas, ciò sta a significare che quei coloni  avevano già  una potenziale familiarità con il nuovo gioco del baseball, così come gli stessi soldati della guarnigione che erano cresciuti a New York e avevano già giocato al gioco. 

 

Il Rio Grande, che separa Brownsville e la sua controparte messicana Matamoros, non era di fatto un insormontabile ostacolo e favoriva un intenso passaggio da una parte all’altra sia di merci sia di persone sia di conoscenze e fu così che molti abitanti di Matamoros poterono assistere il 22 novembre del 1866 ad una prima partita giocata sulla piazza d’armi di Fort Brown tra i soldati e i soci del “Rio Grande Baseball Club” vinta dai primi per 15 – 6 in una gara sui cinque inning.

Da allora furono molte le partite che vennero seguite con molto interesse anche dai messicani e fu così che si costituì anche a Matamoros una squadra nell’ambito dell’“Union Baseball Club” e che il 16 dicembre del 1868 un tale Jose Telesforo Medrano, quale presidente e capitano della squadra “Union B.C.”, unitamente a Enrique Schreck Munoz e Eduardo Nunez de Caceres, rispettivamente tesoriere e segretario del Club, inviasse formalmente in modo spagnolesco e privo di sudditanza una sfida a Joseph F. Cummings, presidente del “Brownsville club”, per disputare una partita nel giorno del Santo Natale da giocare secondo le regole scritte ed applicate a New York.

 

La sfida venne signorilmente accettata e la gara si svolse nella città di Matamoros e dunque per la prima volta sul territorio messicano si giocò a baseball ed il resoconto della partita con debito scorer venne pubblicato dal quotidiano “The Brownsville Ranchero” in data 27 dicembre 1868.

 

Essa ebbe termine ai nove inning a favore dei padroni di casa per 49 a 32 e si svolse sotto la direzione dell’umpire Angel Maiz e scorers i signori J.M. Parteafojo e L. Kowolsky. La squadra messicana vinse piuttosto facilmente e i suddetti Schreck e Medrano appaiono nel lineup dell’Union e Cummings in quello del Rio Grande. Da quel primo incontro molte altre gare furono disputate ed anche in formazioni “all stars”, come avvenne in una gara disputata contro una agguerrita formazione di militari con i civili a rispondere con quattro giocatori del Rio Grande e cinque dell’Union a dimostrazione del rispetto che gli americani avevano per le capacità di gioco dei messicani e dei buoni rapporti che esistevano tra gli abitanti di entrambe le città. 

 

Successivamente, da quell’evento del 25 dicembre del 1868 in Matamoros, furono assemblate altre squadre e, come riporta sempre il “The Brownsville Ranchero” del 17 settembre 1870, questa  volta, sempre  a Matamoros, furono i locali soci dell’Oriental Club a confrontarsi con i rivali Ranger Club di Brownsville.

 

Poi la storia si espande poiché nacquero altri club a Ciudad Juarez e Nuevo Laredo che comunque giocheranno sempre  con squadre amatoriali tra di loro e/o  con franchigie americane sempre al di là o al di qua del Rio Grande e questo fino al 1925 quando, sotto la spinta interessata della Major League statunitense, prese vita ufficialmente la “Liga Mexicana de Beisbol” che, dato il clima caldo, poteva permettersi di organizzare campionati di baseball da potersi svolgere anche durante l’inverno. Per un ciclo senza soluzione di continuità. 

 

Michele Dodde

 

 

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