Hall of Fame 2020: i protagonisti - Luigi Bellavista

Hall of Fame  2020: i protagonisti

Luigi Bellavista Famer 2020

di Michele Dodde

Il dirigente Luigi Bellavista nasce a Rimini il 14 luglio del 1953. L’approccio alla conoscenza del gioco del baseball per Luigi è la sintesi di una voglia segreta che prende spunto dal forte odore del cuoio di alcuni guantoni accatastati in un angolo della palestra del campo di calcio riminese, il Romeo Neri, dove già giocava lì la squadra del Rimini Baseball i cui dirigenti avevano scelto di posizionare il piatto di casa base sotto le tribune al centro del campo. Era una scelta inusuale poiché accorciava di molto lo spazio del campo esterno ma favoriva un’ottima visione del gioco in diamante agli spettatori.  Uomo di sport a tutto tondo e già consigliere della polisportiva UISP La Torre, pur dinnanzi ad un rifiuto a realizzare il segmento baseball in ambito della stessa, Luigi incisivamente sente in sé che il  baseball non era una pratica sportiva che poteva essere delineata da rigidi binari in quanto esso è bramosia di spazi, continua vitalità, ricchezza di qualità ed opinioni, spunti sociali che seguono l’appassionato come ombre.

E la lettura del libro scritto da Bruno Beneck, allora presidente della Federazione Italiana, unitamente alla leggendaria lettera che si dice il grande Babe Ruth avrebbe scritto ad un giovane Jimmy: “Baseball. Il gioco della vita” gli fece intuire che quel gioco non era uno sport che potesse avere paragoni poiché egli stesso è un prodigioso riassunto che appaga e come tale  investe e trasforma in un modo nobile di essere ed in uno aristocratico stile di vita.

Il suo interesse diventa passione e coinvolgendo amici e genitori si trasforma poi in una forte emozione che lo segnerà per tutta la vita. 

 

Ed ecco emergere allora il personaggio che non aveva mai giocato e che tuttavia, moderno uomo dei sogni, riesce a realizzare attraverso il baseball una consapevole comunità piena di valori ed umana sensibilità. 

 

Così, ammaliato anche dalla fascinosa rivista “Linus” , riesce ad assemblare nel 1977, tra il profumo del cuoio dei guantoni, una mazza di legno e palline trafugate all’ombra lunga della vicina blasonata franchigia di Rimini, una sua squadra di autentiche “Noccioline di Torre Pedrera”, quei “Peanuts” continuamente perdenti ma determinati a realizzarsi, sino a divenire poi nel 1992 gli smaniosi e prorompenti “Falcons” con un logo accattivante tra l’ironico ed il consumato vincente. 

La fondazione della “Società Sportiva Dilettantistica Torre Pedrera Baseball” lo porterà poi, lui che non aveva mai visto una partita di baseball, mai giocato a baseball, mai avuto contatti con chi praticava già il gioco del baseball, a seguire nel 1979 il corso per conseguire il diploma di tecnico per meglio specificare le sue incombenze. Ma stimolante sarà la sua continua attività dirigenziale riuscendo a coinvolgere politica ed assetto sociale portando la squadra a lasciare l’inventato primo diamante del parchetto di Torre Pedrera, a quello più vero di Rivabella.

 

Da allora molte saranno le iniziative che intraprenderà e che lo formeranno come un eclettico dirigente, e poi Presidente. Diventa istruttore nel 1982, poi Presidente Provinciale della Fibs nel 1984 e ricoprirà il ruolo di membro del Comitato Provinciale CONI di Forlì dal 1984 al 1988. La sua sensibilità verso il baseball lo porterà infine ad approfondirne la conoscenza con diversi personali viaggi negli Stati Uniti dove poi diventa anche Membro dell’American Baseball Coach Association (ABCA).

Il libro "Il miracolo del Torre Pedrera" scritto da Francesco Maestri
Il libro "Il miracolo del Torre Pedrera" scritto da Francesco Maestri

Nella sua multiforme attività sia di tecnico sia dirigenziale conquista un titolo nazionale giovanile e due promozioni alla serie B e riesce altresì a realizzare ed a costruire sempre a Rivabella un secondo Campo da Baseball dedicato esclusivamente all’attività giovanile organizzando così Tornei Giovanili nazionali ed internazionali tra cui il Torneo delle Regioni.

 

Con grande capacità ed abnegazione ha ricoperto anche incarichi federali tra cui quello di Presidente della Commissione Nazionale FIBS per i Camps Federali dal 2002 al 2016 e Presidente della Delegazione Regionale Tecnici (CNT) dell’Emilia Romagna dal 2013 al 2018. 

 

Il suo palmares poi è arricchito da quei tanti giocatori che, lasciato i “Falcons”, hanno avuto il carisma di proiettarsi sui grandi palcoscenici del baseball, Alessandro Maestri su tutti, sino a chi ha giocato nella mediocrità ma assimilando consapevolmente la filosofia del gioco con amore e passione tali da farli emergere come viva testimonianza, che ora è storia reale di Torre Pedrera, dell’appassionate vitalità profusa da Luigi Bellavista nel perseguire costantemente la realizzazione del suo sogno: far giocare a Baseball.

 

Di lui da oggi, si dirà in quel centro, parafrasando il duro filosofo Friederich o il popolare Luciano De Crescenzo: “Così parlò, così disse, così fece Luigi Bellavista”.

 

Il dirigente Luigi Bellavista è stato indotto nella Hall of Fame della Federazione Italiana Baseball Softball il 28 gennaio 2021.

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 2
  • #1

    ludovisi franco (lunedì, 15 marzo 2021 18:35)

    Il Dirigente Luigi Bellavista...........no, non mi piace. Luigi, uno di noi che ha amato e ama il baseball tanto da essere ricordato nella Stanza della Fama!

  • #2

    Giorgio (martedì, 16 marzo 2021 15:49)

    ..Grande Gigi te lo sei meritato.. per me è uno dei pochi Dirigenti che ho conosciuto che ha dimostrato in più occasioni come passare dalle parole (progetti) ai fatti (realizzazioni) con una cura ed una precisione oltre la media. Bravo !