Sai quando usare il closer?

Foto da usatoday.com
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di Frankie Russo   tratto da ESPN

C'è un momento durante la partita in cui il manager prende una decisione che non sempre noi riusciamo a comprendere creando non pochi dubbi. Certo, il preconcetto è che i tifosi pensano di essere più intelligenti del manager e più intelligenti del GM, e forse dopo aver bevuto alcune birre pensano di essere ancora più bravi semplicemente schierando gli uscieri del campo al posto del seconda base, ma tutti dentro di noi sappiamo che in realtà non è così. Dentro di noi sappiamo che questi manager non sono stati sorteggiati a caso da un elenco telefonico e mandati in panchina allo sbaraglio. Sappiamo che indossano quelle uniformi perché sono persone estremamente intelligenti e sono state scelte dopo test qualificati. Sappiamo che sono stati selezionati perché nel corso di decenni hanno dimostrato una speciale combinazione di abilità e conoscenze che evidenziano una persona capace di prendere 50 decisioni in una partita sotto pressione.

Questi personaggi sono stati formati, guidati e testati da migliaia di prove, hanno accesso a molte più informazioni di noi oltre all’accesso ai grafici che il front office stampa sulla base di dati statistici e analizzati da matematici di alto livello. Solo il manager sa cosa intercorre tra ogni giocatore e la sua famiglia, o tra lui e il suo braccio stanco, o tra lui e i suoi compagni di squadra. Inoltre il manager fino a prova contraria ha anche più responsabilità di noi.

 

Il manager deve prendere le decisioni giuste. Noi, seduti dietro una scrivania abbiamo un'opinione senza avere alcuna responsabilità. Il manager guadagnerà in alcuni casi milioni di dollari in più se vince o potrebbe essere licenziato se perde. In entrambi i casi sarà giudicato da milioni di tifosi che contano su di lui per vincere.

 

Se la nostra convinzione è che gli esseri umani sono unicamente creature razionali guidate da incentivi economici, allora basterebbero questi incentivi da soli a rendere quel manager migliore di ognuno di noi che siamo seduti su un divano con la posta in gioco basata solo sulla nostra opinione.

Joe Maddon (Getty Images)
Joe Maddon (Getty Images)

Non è solo Joe Maddon, manager dei LA Angels a essere più intelligente di ognuno di noi. Dentro di noi sappiamo che i manager professionisti sono tutti più intelligenti di noi, ma esistono anche momenti in cui ci fanno sorgere dei dubbi. 

 

Perché per noi è cosa ovvia che Joe Maddon stia facendo una scelta sbagliata lasciando sul monte Tizio mentre Caio è seduto in panchina. E Joe Maddon è più intelligente di noi, più informato di noi e più incentivato di noi.

 

Non ha alcun senso pensare che noi abbiamo ragione e lui abbia torto, quindi dobbiamo porci delle domande anche se poi il battitore successivo butterà la palla fuori.

 

Qualche anno fa Buck Showalter degli Orioles certamente tra i manager più rispettati, nel corso di una gara di campionato, con il punteggio in parità, decise di utilizzare il closer Zack Britton per più riprese, ma poi perse la partita al nono inning. Agli occhi di tutti naturalmente fu una pessima scelta. Qualche mese dopo, nella gara della Wild Card contro la stessa squadra e con il punteggio in parità, questa volta Showalter, che stupido non è, decise di utilizzare tutti i suoi rilievi prima di far entrare il closer Zack Britton, ma non si presentò mai l’opportunità di utilizzarlo. Anche questa volta per i più fu una pessima decisione. 

Buck Showalter (Kenya Allen/PressBox)
Buck Showalter (Kenya Allen/PressBox)

Ma se ci soffermiamo un attimo ad analizzare le due strategie, vedremo come la prima abbia più senso.

 

Risparmiare il closer, che generalmente è il più affidabile dei rilievi, solo per una situazione di salvezza, significa utilizzarlo nella maggior parte dei casi per un solo inning, mentre inserirlo in un momento più critico offre la possibilità di utilizzarlo per più riprese. Inoltre, in un momento critico con punteggio pari, la posta in gioco è più alta poiché un punto potrebbe essere più decisivo rispetto a una situazione di salvezza.

 

Riservare a priori il closer per l’ultima ripresa più spesso potrebbe significare semplicemente sprecarlo poiché un qualsiasi rilievo dovrebbe essere in grado di proteggere un vantaggio di 2 o più punti.  

 

Per molto tempo questa decisione sbagliata è stata presa dai manager, risparmiando il closer per una situazione di salvezza che forse non si verificherà mai. Ma Showalter fu così duramente criticato per questa mossa che all’epoca si pensava che i manager avrebbero smesso di fare questo uso improprio del closer. Per il resto di quella postseason, infatti, i  manager usarono il closer con più aggressività, utilizzandolo anche nel sesto o settimo inning in situazioni critiche. La strategia di Showalter sarà pur costata una eliminazione agli Orioles, ma ha avuto l’effetto di aprire gli occhi al resto della categoria. 

 

Fin qui tutto facile, ma va fatta anche un’altra distinzione tra la Regular Season e i Playoff.  Perdere una gara durante i playoff non ha lo stesso effetto di una sconfitta durante il campionato regolare perché il tempo per recuperare è molto limitato. Infatti ciò che si è visto negli anni a seguire è stata una diversa utilizzazione dei rilievi tra campionato e postseason.

 

Infine vi sono considerazioni esterne di cui tener conto come ad esempio la risposta di strategia a cui potrebbe ricorrere l’avversario.

 

In definitiva vi sarà sempre il fattore umano che influenzerà ogni decisione che andrà a prendere il manager e per cui egli avrà sempre le sue ragioni e le sue motivazioni, ma per noi allenatori del giorno dopo essi avranno sempre sbagliato. 

 

Frankie Russo

 

 

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