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Bob Sheppard e i suoi fratelli

di Allegra Giufferdi

Lo sport ha le sue voci. Come dimenticare Nando Martellini che nel 1982 immortalo’ la storica  vittoria al Mundial spagnolo con il triplo “Campioni del Mondo” che ancora tutti ricordano? E poi come dimenticare il grande e sfortunato Bruno Pizzul e gli urlatori come Fabio Caressa o Sandro Piccinini, creatore di espressioni come “il treno dei servizi” o “gran botta”? Anche il baseball ha le sue voci, come quella radiofonica di Vin Scully che addirittura seguì i Dodgers “armi e bagagli” quando si spostarono da New York a Los Angeles e quindi quella da stadio di Bob Sheppard che ha seguito e annunciato dagli altoparlanti dello Yankees Stadium ogni turno di battuta ed azione della squadra per 49 anni, lavorando come speaker fino alla veneranda età di 99 anni e morendo solo un anno più tardi. Sheppard è stato uno sportivo anch’esso ed ha giocato come quarterback in una squadra di football americano. Oltre a ciò è stato pure professore di dizione, cosa questa che privilegiava come sua professione principale e quindi, come si diceva, speaker per gli Yankees.

Famoso è rimasto l’annuncio introduttivo di Derek Jeter fatto da Sheppard ed usato anche a livello pubblicitario e famosa è la filosofia che ha sempre contraddistinto ogni suo annuncio.

Chiarezza, concisione e correttezza” ossia le tre “c” sono sempre state alla base di ogni intervento di Sheppard al microfono dello Yankees Stadium, microfono, tra le altre cose azionato con un pedale dallo stesso Sheppard e che gli rimase aperto, col piede schiacciato, solo una volta, per l’emozione dovuta all’arrivo del Presidente Kennedy nello stadio degli Yankees.


Quest’uomo ha visto la storia del suo paese e un po’ l’ha anche fatta, tanto che, alla fine di ogni partita, per evitare di restare ingolfato tra i fans e nel traffico, fino all’ultimo dei suoi annunci era solito correre via dallo stadio con la scioltezza di una gazzella verso la macchina che lo attendeva per riportarlo a casa.

 

Una persona normale, un professore sposato con una bella signora dal taglio argentato e un bel fare giovanile ed al quale George Steinbrenner, patron degli Yankees non ha mai chiesto di essere particolarmente enfatico o emozionale, come fanno gli attuali commentatori, verso i quali peraltro Sheppard non ha mai avuto nulla da dire, fedele alle tre “c” che lo hanno sempre supportato.

Di tutt’altra pasta è invece John Sterling, commentatore radio degli Yankees assai criticato quanto altrettanto noto per le sue rime estemporanee ed esilaranti come quelle dedicate a Giambi, Judge ed al giocatore Giancarlo Stanton, che in perfetto italiano è stato così dipinto: “Giancarlo, non si può stopparlo!!” e poi, perché alla fine di ogni partita vinta dagli Yankees si produce in un vibrato pazzesco, gridando: ”ballgame over. Yankees win. Theeeeeee Yankees! Win!”.

 


Nella foto Federico Frassinella
Nella foto Federico Frassinella

Anche noi in Italia abbiamo i nostri speaker come Federico Frassinella che da anni, nonostante sia ancora giovane, è la voce dello Stadio Falchi di Bologna ed anche apprezzato radiocronista e commentatore radiofonico delle partite della Fortitudo Baseball, insieme al decano dei commentatori bolognesi ossia il grande Fabrizio Nanni e Fabio Strazziari, altra voce straordinariamente “roca”e radiofonica del nostro sport.

 

Negli Usa, tornando agli Stati Uniti, anche Pat Hughes è una importante voce radiofonica, specie per chi tifa per i Chicago Cubs e quando Joe Maddon lo ha intervistato su come si fosse organizzato per Gara7 delle WS che portarono alla vittoria dei Cubs contro Cleveland nel 2016, Hughes ricordò intanto che dopo la settima partita, ovviamente, non ve ne sarebbe stata un’ottava e che mai nessuno, prima di lui, aveva annunciato alla radio la vittoria dei Cubs alle WS, perché l’ultima affermazione dei Cubs risaliva al 1908 e non vi erano testimonianze radio né tanto meno video a ricordarla. La stessa storica vittoria del Pennant dei Giants nel 1951 al Polo Ground contro i Brooklyn Dodgers, sulla quale ci siamo più volte intrattenuti, ha un sonoro posticcio che è stato ripreso da un commento radiofonico registrato fortuitamente da un ascoltatore ed applicato alle immagini storiche di quella drammatica partita. 

 

La radio ha ancora il suo fascino e talvolta è il solo mezzo con cui riusciamo a capire cosa succede durante una partita di baseball e a “vedere”una partita di baseball, specie in Italia e allora: lunga vita alla radio ed alle sue voci.

 

Allegra Giuffredi

 

 

Sotto Joe Maddon intervista Pat Hughes

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Commenti: 1
  • #1

    Francesco (martedì, 09 febbraio 2021 17:09)

    gran bell'articolo. Emozionante. Grazie