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Hall Of Fame: E' arrivato il momento di cambiare

di Frankie Russo   tratto da totallytigers.com

Le votazioni dovrebbero essere basate sulle statistiche del giocatore, sull’abilità di gioco, sull’integrità, sulla sportività, sul carattere e sul contributo che ha dato alla squadra/e in cui ha giocato”. Queste sono le istruzioni per i giornalisti da seguire per le elezioni dei giocatori nella Hall Of Fame. Ma ogni anno che passa, diventa sempre più difficile prendere seriamente le votazioni. E ogni anno salta fuori qualche giornalista che rivela che vi sono state selezioni o molto deludenti o altamente preoccupanti. Stamattina è scoppiata la bomba di Curt Schilling, una conferma che qualcosa deve cambiare nelle votazioni. Ma di questo tratteremo più avanti. 

Nei giorni che hanno preceduto le votazioni sempre più giornalisti hanno espresso il loro profondo disagio per il processo di voto. Alcuni hanno dichiarato pubblicamente la loro insoddisfazione per le scelte, altri hanno ammesso che non voteranno e una fazione sempre più in crescita sta ora affermando che questa sarà la loro ultima partecipazione. Perché? Perché le loro coscienze, nel profondo, parlano. Molti di questi giornalisti sono alle prese con il tentativo di bilanciare la parte statistica del gioco con le altre 4 qualifiche richieste per essere prese in considerazione mentre altri votanti ritengono che le capacità e statistiche sono gli unici fattori che contano, in barba alle istruzioni loro fornite.

 

Il numero massimo di giocatori per cui ogni elettore può votare è di 10, e dei 13 giocatori in lista, solo tre di loro, Jeff Kent, Scott Rolen e Billy Wagner, sono sembrati essere in possesso indiscutibilmente dei requisiti di integrità, sportività, carattere e contribuzione.

 

Sette di loro sono legati all’uso di steroidi. Uno, oltre ad altri due, sono accusati di violenze domestiche. Un'altro coinvolto nello scandalo degli steroidi ha avuto anche una relazione con un minore (atto criminale) mentre era sposato con figli. Un altro candidato ha subito diversi arresti per guida in stato di ebbrezza. E l'ultimo che comprende questo gruppo di 13 ha rilasciato alla stampa commenti inadeguati e spesso offensivi.

Nella foto Alex Rodriguez
Nella foto Alex Rodriguez

Ma il vero problema non sono i votanti che vogliono essere ligi alle regole nell’esprimere il proprio voto. Sono coloro che ignorano o fanno finta di ignorare le indiscutibili prove e molteplici indizi a carico di giocatori con discutibili carriere e comunque voteranno per loro, sottovalutando completamente le clausole di carattere e integrità.

 

E la loro logica si basa sull'affermazione che quei giocatori non sono stati ufficialmente scoperti; coprono gli occhi di fronte ai nomi elencati nel Rapporto Mitchell, le testimonianze rese in tribunale e altre prove.

 

Fanno finta anche di non riconoscere il drammatico cambiamento nel fisico da parte dei giocatori che si sono visti crescere le teste alle dimensioni di una zucca e hanno cambiato le dimensioni del corpo in forme irriconoscibili.

 

O i giocatori anziani che improvvisamente e inspiegabilmente hanno avuto una significativa esplosione della carriera realizzando i migliori numeri della loro vita quando sono entrati nella metà degli anni '30. Diamine, secondo loro Alex Rodriguez è pulito perché non è risultato ufficialmente positivo. Ignorano i fatti che circondano lo scandalo Biogenesis e migliaia di pagine di prove. Non bisogna essere Sherlock Holmes per scoprire come molti giocatori hanno saputo raggirare le regole.

 

Alcuni di questi stessi giornalisti si sono giustificati affermando che certi giocatori sono degni di essere ammessi perché avevano già realizzato grandi numeri prima di far uso di sostanze proibite ignorando ancora una volta quelle fastidiose clausole di carattere e di integrità. Le persone con queste qualità non imbrogliano né commettono atti illegali.

 

Poi vi sono ancora altri votanti all'interno di questo gruppo i quali affermano che ci sono già dei giocatori nella HOF che hanno fatto uso di steroidi e quindi perché non permettere ad altri di entrare? Ma come dice la madre di tutte le scuse: “Siccome lo hanno fatto gli altri non vuol dire che abbiano fatto la cosa giusta”.  

 

Infine vi è il gruppo di giornalisti ignoranti i quali affermano che molti all'interno della HOF hanno fatto uso solo di “erba” o anfetamine, come se fossero tutt’altra cosa, ed equipararli agli steroidi non è giusto. Questi votanti ignorano che il primo contribuisce ad incrementare l’energia e offre una prontezza temporanea, mentre il secondo ha la capacità di cambiare radicalmente il corpo fisicamente costruendo massa muscolare, migliorando il sistema respiratorio, aumentando i riflessi a contrazione rapida, potenza e velocità, oltre a migliorare la vista e la coordinazione occhio-mano.

Nella foto Joe Morgan
Nella foto Joe Morgan

Il grande Joe Morgan si starà rotolando nella tomba. Nelle sue dichiarazioni pubbliche Morgan era la voce dei giocatori della Hall of Fame sostenendo che gli atleti legati all’uso di sostanze proibite non dovrebbero mai essere votati.

 

E’ stato anche reso noto che coloro che sono attualmente nella Hall sono fortemente intenzionati a tenere gli imbroglioni fuori perché va contro le clausole di integrità e di carattere oltre ad insultare chi è entrato senza barare. Anche le statistiche gonfiate artificialmente diminuiscono e alterano i risultati di quei giocatori che hanno giocato secondo le regole.

 

Risulta preoccupante anche la teoria revisionista usata come scusa per l’inserimento di giocatori moderni di dubbia moralità. Questa teoria sostiene che i giocatori di 75-100 anni fa che si sono resi colpevoli di quelle azioni che oggi sono considerate inappropriate. Non evidenziando però il fatto che nel lontano passato quelle azioni erano per la maggior parte accettate all'interno della società dell’epoca. Quindi per questi votanti sarebbe ingiusto escludere giocatori truffaldini di oggi quando nella Hall vi sono già quelli di molti decenni fa cercando di fatto di comparare gli stessi standard in tempi diversi. 

Nella foto Curt Schilling (Focus On Sport/Getty Images)
Nella foto Curt Schilling (Focus On Sport/Getty Images)

Ma tornando ai giorni nostri, la più grande preoccupazione nel processo di voto ha a che fare con la libertà di parola e qui portiamo ad esempio Curt Schilling.

 

Sappiamo tutti che alcuni giocatori, a causa della loro personalità o dello scomodo comportamento nei confronti dei media, sono stati eliminati dalle elezioni a causa di pregiudizi personali dei giornalisti.

 

Basta costatare la lunga attesa prima dell’introduzione di Jack Morris nella HOF. O Lou Whitaker che ha trascorso solo 1 anno al ballottaggio e sta ancora aspettando nonostante i suoi numeri siano migliori di tanti altri seconda base già nella Hall of Fame.

 

Possiamo anche essere tutti d'accordo sul fatto che le dichiarazioni di Schilling sono state spesso ripugnanti e preoccupanti, ma è pur vero che sono dichiarazioni rilasciate a dieci anni dal suo ritiro, mentre i votanti lo vogliono punire per la sua vita post baseball ignorando le regole che affermano chiaramente che devono essere considerati solo gli anni relativi alla loro carriera.

 

Non importa quali siano i sentimenti personali per Schilling, ma cercare di negare a qualcuno un posto al tavolo solo per aver esercitato il suo diritto alla libertà di parola è l'atto peggiore di tutti. Va contro ogni forma di democrazia e stabilisce un pericoloso precedente che stiamo vedendo in troppi altri aspetti della vita in questi giorni.

 

Quindi quali sono i denominatori comuni a cui stiamo assistendo mentre i giornalisti determinano chi entra nella Hall of Fame?

 

Vediamo che le regole vengono applicate in modo diverso a seconda del candidato e che i paletti vengono modificati e spostati a piacimento.  Le incoerenze nel processo decisionale vengono accettate e abbracciate. Le mele e le arance vengono equiparate come se fossero la stessa cosa. Sono completamente assenti la logica e un modo coerente di presentare le informazioni. E a molti non sembra importare un fico secco. 

 

Molti di questi scrittori stanno cercando di cambiare le regole in modo che si adattino a loro in barba alle regole stabilite. Abbiamo individui non eletti e auto-nominati che stanno cercando di eludere le regole e imporre le loro convinzioni agli altri senza un sistema democratico in atto. Per porre fine a questo scandalo bisogna togliere il voto ai giornalisti. Dopotutto, il diritto originario di voto da essi acquisito non era basato sulle loro qualifiche, bensì sulla risonanza che avevano i loro articoli sportivi all'inizio degli anni '30. Da allora i tempi sono chiaramente cambiati. 

 

La domanda sorge naturale: Allora a chi dovrebbe essere assegnato il diritto di voto?  Ai giocatori e ai manager! Chi meglio di loro, che hanno lavorato e giocato contro, che hanno trascorso molto tempo sul campo come compagni di squadra o come avversari, può avere un giudizio più obiettivo invece di coloro che non hanno mai calpestato un diamante a livello professionistico?

 

E peggio ancora, da chi non ha mai conosciuto personalmente un singolo candidato o che deve emettere un giudizio sulla base di un paio di interviste? Chi di noi in un momento importante della propria vita vorrebbe essere giudicato da chi non ci conosce nemmeno? Credo nessuno. 

 

In un recente programma televisivo che ha documentato le vite dei 7 Hall of Famers che ci hanno lasciato lo scorso anno, le dichiarazioni finali sono state riservate per colui che hanno ritenuto il più speciale. Un finale basato sul personaggio. Il narratore ha detto questo di lui: 

È stato accolto a Cooperstown come Hall of Famer al suo primo ballottaggio. Ha incarnato ciò che un Hall of Famer deve veramente essere. Era rispettato e amato da tutti. Era un perfetto gentiluomo ".

Il suo nome? Al Kaline, e dovrebbe essere il portabandiera di tutti coloro che vengono eletti nella Hall Of Fame. 

 

Frankie Russo

 

N.d.r.(Il 6 Aprile 2020 è venuto a mancare Al Kaline, una vita passata nei Detroit Tigers e Frankie Russo che di Tigers se ne intende lo definisce così: il Gianni Rivera, Francesco Totti, Derek Jeter dei Tigers. Qui un suo articolo

 

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