La giovanissima Joy Wilde prescelta nel MLK Day

di Michele Dodde

Il Dipartimento delle Pubbliche Relazioni dei Seattle Marines ha comunicato in grande evidenza che la giovanissima Joy Wilde nella città di Tacoma, nell’ambito degli eventi organizzati per il MLK Day attuati il 18 gennaio, ha ricevuto il Dr. Martin Luther King, Jr. Community Service Awards. La dodicenne Joy Wilde è stata prescelta dalla Commissione che opera nell’attuare il progetto “On BASE Hometown Nine”. Questo progetto  è stato lanciato dai Mariners la scorsa estate per aiutare i giovani svantaggiati delle comunità di colore a continuare a giocare a baseball ed a softball ed a far progredire la loro istruzione dall'ottavo grado fino all'ultimo anno di scuola superiore. 

Nel consegnarle lo speciale “Emerging Leader Award” la giuria ha dettato la seguente motivazione: “Il suo nome dice tutto. Leggere la sua storia ci ha portato gioia. La giovane Wilde è davvero un leader emergente a Tacoma. È appena un'adolescente, ma tutti possiamo imparare dal suo esempio di incanalare il trauma della tragedia in qualcosa di positivo, e anche per aver usato la sua passione per lo sport ed il softball come piattaforma per conversare sulla razza e ispirare altre giovani donne a fare lo stesso.  Lei incarna i criteri di aggiudicazione e ha dimostrato un impegno a diventare un leader per tutta la vita, seguendo le generazioni che sono venute prima per restituire ed elevare in futuro le loro comunità”.  

Joy di fatto si è sempre dimostrata una studentessa dalle eccellenti doti con un GPA (Grade Point Average)  pari a 4.0. Le piacciono diverse discipline sportive ma il softball ha avuto il maggiore impatto sulla sua vita. All'età di sette anni, Joy ha vissuto una tragica esperienza che l'ha lasciata con un disturbo da stress post-traumatico. All'età di nove anni ha iniziato a giocare a softball, il che le ha dato forza e coraggio. E le piace dire in sintesi che  "Quando gioco a softball tutto il dolore, i cattivi pensieri e la rabbia scompaiono e con me restano solo io, la pallina e la mia squadra".

 

La scorsa primavera, quando la pandemia COVID-19 ha interrotto gli sport, Joy ha detto di essere rimasta "devastata e spaventata" senza il softball. Ma ha creato i suoi programmi di allenamento e pratica per mantenere le sue capacità atletiche. “Anche se vorrei ancora che fosse una stagione normale – ha detto - ho imparato lezioni preziose sulla perseveranza. Questi due eventi della vita mi hanno insegnato come rimanere forte anche nei miei momenti più deboli, come essere coraggiosa e come avere coraggio". 

 

Oltre allo sport, Joy ha imparato l'arte della rilegatura ed ha realizzato libri rilegati in pelle per le sue compagne di squadra. Ed ha idee molto chiare la giovanissima Joe poiché ha programmato di voler giocare per la squadra di softball dell'Università di Washington ed in seguito diventare un allenatore. O in alternativa un designer di svariati prodotti. Tutto ciò comunque sempre nell’ottica di lavorare per affermare il diritto dell'equità razziale e senza aspettare che il futuro abbia inizio. Per tale motivo essa sta raccogliendo già da ora testimonianze di "storie per il cambiamento" da atlete che hanno già affrontato il razzismo. Secondo il sito web che ha creato per il progetto, il suo obiettivo è quello di "creare una guida per le squadre femminili che istruisca le giocatrici sulle questioni che riguardano la razza e diventi così un punto di partenza per ulteriori discussioni sulla razza". 

 

Joy è fortemente consapevole che condividere queste storie possa avere in seguito un significativo impatto in specie quando sottolinea che "Se le mie compagne di squadra avessero saputo quanto alcune loro affermazioni e commenti mi stavano ferendo, forse non le avrebbero mai pronunciate".

 

Il programma On BASE Hometown Nine  che ha preso vita nell’ambito delle attività sociali dei Seattle Mariners la scorsa estate è in parte sponsorizzato grazie a una donazione di 50.000 dollari da parte di T-Mobile come primo e partner fondatore del programma. Questo prevede che i Mariners pagheranno tutte le tasse inerenti il viaggio, la selezione, gli allenamenti e l'attrezzatura oltre a fornire quali tutor  per gli studenti sia i giocatori sia il personale del front office per assisterli con supporto accademico, professionale e sociale e quindi aiutarli ad avere successo sia sul campo sia in ambito scolastico. E’ questa dei Seattle Mariners indubbiamente una lodevole e nuova iniziativa che sta confezionando una inaspettata sinergia con ampie vedute ma soprattutto capace di donare un ulteriore carisma ad una disciplina sportiva che non ha limiti e fine.

 

Michele Dodde

 

 

Sotto il video di presentazione del Progetto "On BASE Hometown Nine" dei Seattle Mariners

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