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Cleveland Indians: una storia sofisticata

di Michele Dodde

Indiscutibilmente l’argomento clou del prossimo anno, che starnazzerà ampiamente tra i cronisti sportivi, tifosi ed appassionati di baseball, sarà la ricerca più appropriata di un nuovo Nickname con cui chiamare la franchigia dell’American League di casa a Cleveland. E’ un vezzo questo che ha sempre contraddistinto le squadre statunitensi mai legate affettivamente al territorio se non a seguito di una cospicua rendita economica derivante. Basta spolverare alcune pagine per delineare le migrazioni dei Browns da St. Louis a Baltimore nel 1915 e quelle dei Giants da Manhattan (New York) a San Francisco e dei Dodgers da Brooklyn (New York) a Los Angeles entrambe nel 1958, per citare solo quelle più note, dettate esclusivamente dalla ricerca di una nuova città che potesse garantire una più cospicua presenza di tifosi sugli spalti, ovvero arricchire economicamente le casse dei club, o meglio asservire lapalissianamente il dio business così caro ai proprietari delle franchigie.

E’ noto che gli affari della Major League e tutta la sua impalcatura non sono altro che lo specchio della storia, cultura e pensiero della società statunitense e dunque l’aver intuito che il nickname “Indians” riportato sulle casacche della squadra di Cleveland agli occhi degli improvvisati moralisti poteva non essere gradito perché considerato offensivo nei confronti dei nativi americani la dice lunga sulle molteplici complicazioni che si evidenziano in una società multietnica.

 

Cleveland Spiders 1892
Cleveland Spiders 1892

Storia particolare quella di questa franchigia che nasce a Grand Rapids nel Michigan come “Rustlers” nel 1894 e trasferitasi nell’Ohio nel 1900 come Cleveland “Lake Shores” per divenire Cleveland “Bluebirds” nel 1901 entrando a far parte da allora quale membro propositore dell’American League che, coagulando in se i resti della Western League, incominciò a contrapporsi tra interessi ed interpretazioni alla già blasonata National League. 

 

Da qui i Nickname della nuova franchigia di Cleveland, città che aveva annoverato un’altra squadra cittadina, gli “Spiders”, nell’ambito della National League ma poi dissolta con il marchio quale peggiore squadra della storia del baseball per via delle 134 sconfitte su 154 giocate, iniziano a cambiare ad ogni spiffero di vento.

 

 

 

Nel 1902 diventano “Bronchos”, poi “Naps” dal 1903 al 1912 in omaggio al loro leggendario giocatore e manager Napoleon “Nap” Lajoie.

 

Poi sino al 1914 furono ufficialmente ribattezzati “Molly McGuires” poiché la maggior parte dei componenti il roster era di origine irlandese e non pareva vero per loro ricordare con questo nome un gruppo di immigrati loro connazionali che alla fine del 19esimo secolo erano diventati noti per aver lottato nel richiedere giusti diritti per i minatori e per il sanguinoso attivismo conseguente.

 

Tuttavia per i fan ed i cronisti sportivi era sempre molto popolare la figura di Napoleon Lajoie tanto da farli ancora chiamare comunemente “ Naps “ ma quando nel 1914 la squadra arrivò ultima in classifica e l’amato Lajoie lasciò la franchigia, sembrò ai dirigenti opportuno dare il via ad un nuovo inizio con un ancor più nuovo Nickname che fu “Indians”. 

Sul nuovo soprannome si narrano due versioni entrambe di positiva caratura: la prima che questo sia stato scelto dai proprietari per ricordare Louis Sockalexis, un pellerossa della tribù Penobscot che fu il primo nativo americano ad aver giocato in Major League nel 1890 con la casacca degli Spiders, la seconda che tale nome fosse stato scelto da un gruppo di cronisti sportivi chiusi in una stanza e sollecitati dai proprietari affinchè dessero una nuova veste alla franchigia.

 

Ed il nome ed il logo sorridente di “Chief Wahoo” stavano a rispecchiare i nuovi intendimenti della società americana nei confronti dei nativi dopo aver assorbito le vicende che avevano dato colore all’epopea del Far West. 

 

Nel 2018, sotto la spinta emotiva di nuove emancipazioni e punti di vista che richiederebbero studi sociologici di ampia fattura, i proprietari hanno cancellato il logo di “Chief Wahoo” sovrapponendo un’anonima rossa “C” sul cappellino blu in attesa di riportare sulle casacche un appropriato, moderno e non criticabile nome.

Apparentemente sembrerebbe una semplice operazione di marketing ma proprio perché questa investirebbe un vorticoso giro economico a vantaggio dei Dolan, proprietari della squadra, si è certi che verrà indetto un sostanzioso sondaggio tra i tifosi non facendo mancare premi per la dritta vincente.

 

E sono sorte diverse correnti di pensiero. Chi ripropone il nome “Spiders”, che però era il nome dell’antica squadra di Cleveland detentore del più negativo record nella storia del baseball, chi la rivedrebbe con il nome di “Blues” a specchio della loro divisa color Blu Navy, chi al ritorno di “Naps” che però era anacronistico allora e lo sarebbe ancora oggi, chi…sostiene che tutto questo è un polverone e poi come si cambierebbero i film della serie Major League ed il gemellaggio del B.C. Nettuno dei tempi d’oro? 

 

Infine c’è il lancio della mia proposta: chiamarli “Jambo Jets”, ma poi voglio il copyright !  

E se poi il Nickname piace, allora questo sotto è il logo! 

 

Michele Dodde

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