I 10 Migliori di Sempre # 2

Tratto da riversharks.com di Adam Smith tradotto e elaborato da Frankie Russo

vedi il # 1 - Premessa

10 - Mickey Mantle 

Mickey Mantle era soprannominato semplicemente "The Mick". Con i New York Yankees Mickey Mantle giocò come esterno centro e esterno destro e a fine carriera anche in prima base. E’ ritenuto il più grande switch hitter nella storia del baseball e vi è un valido motivo per questa affermazione. Mantle è stato introdotto nella Hall Of Fame nel 1974 e poi nella All-Century Team nel 1999, quattro anni dopo la sua morte.  

Mantle era notoriamente conosciuto per essere un giocatore offensivo ma le sabermetriche ci spiegano il perché è nella lista dei migliori. Mantle registrò in carriera una percentuale del 17,5% di basi su ball conquistate, ha battuto 536 HR di cui 290 di particolare potenza. A fine carriera per tre volte terminò con un WAR oltre 10, conquistò tre trofei MVP e nessuno di essi in concomitanza con i migliori WAR.

 

Tutto ciò ci porta alla consistenza delle sue impressionanti prestazioni nel corso della sua carriera. Il motivo per cui è al 10° posto si spiega con la percentuale di strikeout pari al 17,7% in rapporto alle presenze in battuta, in un periodo in cui si dava maggior peso ai kappa rispetto a oggi. 

 

Nel 1961 realizzò un rWAR di 10,5 e nel 1962 5,9, in netto calo principalmente a causa delle sue prestazioni difensive. Tuttavia, nel 1961 Mantle arrivò secondo nelle votazioni mentre nel 1962, con un più basso WAR, si aggiudicò il trofeo MVP.

 

Altre statistiche mostrano le sue debolezze, principalmente quelle con il guanto, ma non si può negare che la sua presenza e la capacità di offrire prestazioni entusiasmanti lo abbiano portato a diventare una superstar, e questo è già un buon punto di partenza quando si cerca di entrare negli annali.

 

Alla fine, registrò un On-base Plus Slugging Plus (OPS +) di 172, ben 72 punti sopra la media della lega. Se tutto ciò non bastasse, è bene sapere che Mantle giocò la maggior parte della sua carriera con un seri infortuni, tra cui un ACL strappato (legamento crociato anteriore del ginocchio). Mickey Mantle fu anche il più giovane giocatore a battere un fuoricampo nelle World Series all’età di 20 anni, 11 mesi e 16 giorni. 

9 - Lou Gehrig

Si è parlato molto di questo giocatore e purtroppo non solo per i suoi successi nel baseball. Prima di entrare nel merito delle sabermetriche, guardiamo la sua storia personale e professionistica.

 

Gehrig era un prima base ma principalmente conosciuto per le sue capacità in battuta. Il suo soprannome era “The Iron Horse” (Il Cavallo di acciaio).

 

Per coloro che non conoscono la sua storia, è bene sapere che il suo nome è legato alla SLA che lo condannò ad una morte prematura e che ancora oggi la SLA viene definita come la malattia di Lou Gehrig. Al suo commiato dalle scene, pronunciò il discorso passato alla storia come “L’uomo più fortunato della terra” (BOTR 2/5/16).  Non è dato sapere fino a che punto la malattia abbia contribuito alla sua fama di superstar. La domanda che qui ci poniamo è se le statistiche sostengono questa tesi.

 

Gehrig realizzò 493 HR nella sua relativamente corta carriera, una MB di 340, media arrivi in base di 447, e media potenza di 632 (per chi non ha familiarità con le statistiche, basta considerare le medie minime per essere considerati sufficienti: 270/275 per MB, 300 si entra nella HOF, 320 per OBP, 400 SLG, ndt).

 

Di questi HR, 29 sono stati battuti nell’ultima stagione quando finì con una MB di 295 e 523 di SLG. Gehrig è l’unico giocatore ad aver battuto 14 HR contro la stessa squadra in una unica stagione. Inoltre Gehrig giocò 2.130 gare consecutive, la qual cosa ci porta a chiedere cosa avrebbe potuto realizzare se la malattia non lo avesse portato via così giovane. 

8 - Ty Cobb

Ty Cobb era un esterno e divenne famoso anche con il soprannome di “The Georgia Peach”. Sfortunatamente molti dettagli della sua vita personale vennero alla luce dopo la sua morte avvenuta nel 1961.

 

È molto controverso il racconto che Cobb affilava gli spike allo scopo di ferire gli avversari quando scivolava, oltre che essere stato definito un razzista. Per una questione di onestà intellettuale, è bene evidenziare che la maggior parte di queste testimonianze è emersa dopo la sua morte e senza prove, elementi che potrebbero prestarsi a diffamazioni in quanto Cobb non era in grado di difendersi e colui che le scrisse fu un giornalista al quale fu negato di scrivere la sua biografia. 

 

È improbabile che la verità venga alla luce, e non è nella nostra intenzione fare da giudici, quindi ci accontenteremo di onorare i suoi record e lasciare la sua vita personale ad altri. (BOTR 27/5/16).

 

Per quanto concerne le sue statistiche e i suoi riconoscimenti invece, andiamo ad analizzare i numeri che realizzò colui che fu il primo giocatore di baseball ad essere introdotto nella Hall Of Fame. Per tale introduzione, Cobb ricevette una percentuale insolitamente alta di voti pari al 98,2%, corrispondente a 222 su 226, un record che ha resistito fino al 1992.

 

Ha anche avuto la MB più alta nella storia della MLB con 366; è secondo nella classifica di tripli realizzati con 295 e quarto per basi rubate con 897. Con questi numeri è difficile escluderlo dalla lista dei migliori. La "Stella della Georgia" fu un simbolo di consistenza e di prestazioni di alta qualità. Non terminò mai una stagione con una MB inferiore a 316 a dispetto di 23 anni di carriera.

 

Tutt'ora Cobb detiene ancora molti record come i 12 titoli di miglior battitore e di aver collezionato 6 valide e 3 HR in sei turni alla battuta nella stessa gara. Per quanto concerne i record persi, come quello per il maggior numero di valide e punti segnati, essi resistettero per oltre mezzo secolo prima di essere infranti. (Storia della sua MB BOTR 7/3/14).

 

[ndt: Cobb non era solo bravo, era uno che riusciva a far vendere biglietti alla folla che sempre più numerosa accorreva ad ammirare le sue gesta. O almeno lo è stato per i primi 15 anni della carriera. Nel 1919 Cobb era ancora il migliore, il più entusiasmante dei giocatori in circolazione, ma la sua fama stava per essere oscurata dalla nuova stella nascente: Babe Ruth. Quell’anno Ruth realizzò 29 HR, rompendo il record di 27 stabilito nel 1884. Fu allora che Ruth divenne il nuovo fenomeno nazionale e Cobb ormai aveva davanti a sé il nuovo re acclamato dalle folle, colui che rappresentava la trasformazione del gioco del baseball. Storia completa BOTR 11/6/16].

 

Frankie Russo

 

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