Attenta analisi della statistica

Foto dal sito FIBS
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di  Paolo Castagnini

Lo scorso sabato 7 novembre, come è noto, si è svolta, durante la 36esima Assemblea Elettiva tenutasi alla Tuscany Hall di Firenze, la rielezione di Andrea Marcon a Presidente della Fibs.  In questa Assemblea ha votato il 92% delle Società aventi diritto e le preferenze sono andate al 58,51% ad Andrea Marcon ed il 41,49% all’altro candidato Massimo De Luca. Questo in sintesi il risultato finale che, dopo ombre e proclami spesi durante la campagna elettorale, ora non ha più bisogno di commenti ma solo di una osservazione nata da un’attenta analisi della statistica poiché, indipendentemente dai Programmi portati avanti dai due candidati, questa richiama quasi per copia conforme l’andamento di precedenti elezioni che hanno interessato la presidenza della Fibs. E che la statistica già indicasse in Andrea Marcon la rielezione è cosa certa.  

Infatti un Presidente uscente ha in sé, nella consapevolezza del trascorso mandato, un grande vantaggio rispetto a chi si propone di sostituirlo ed a conferma di questo dato parlano chiaramente i numeri. E per chi sa di baseball sa anche benissimo quanto valga l’esame dei numeri.

 

A sorvolare sulle elezioni dei primi Presidenti, quasi quelli ormai fossero da emarginare nella affascinante “Dead Area”, se andiamo ad esaminare quelle inerenti i Presidenti dell’era moderna, da alcuni considerata involutiva, eccetto una sola, in tutte le altre il Presidente uscente è stato rieletto a grande maggioranza. Quindi se l'eccezione conferma la regola, è intuitivo che un nuovo candidato avrebbe avuto poche possibilità di successo. 

 

Il principale motivo, a mio parere, è che le Società sono orientate a scegliere una strada già nota e percorsa a scapito di promesse politiche che vengono presentate senza alcuna copertura economica razionale, ovvero sensibili al detto: “è difficile lasciare la strada vecchia per quella nuova” o meglio opportunamente che “si vota per ciò che si conosce”. Certamente questo motivo induce a pensare che le Società preferiscono, in momenti di crisi ed assestamenti, un Presidente conservatore più che innovatore. Nel caso di Marcon poi, presentatosi inizialmente come innovatore, è prevalsa  una rigida constatazione dei fatti, richieste ed esigenze.

Foto dal sito FIBS
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Dunque archiviando i periodi:

dal 1950 al 1960  del Presidente Steno Borghese,
dal 1961 al 1968  del Presidente  Giuseppe Ghillini,
dal 1968 al 1984  del Presidente  Bruno Beneck,
dal 1984 al 1985  del Commissario Mario Pescante inserito a causa di una accusa di peculato nei confronti del Presidente Bruno Beneck, accusa per altro ritenuta in seguito infondata con assoluzione piena dell’imputato, si giunge all’esame dell’era moderna ad iniziare dal 1985. Da allora:

  • dal 1985 al 2000 viene eletto Presidente Aldo Notari che resterà alla guida della Fibs per 15 anni  ripetutamente rieletto a meno dell’ultima datata 2001. E se ne parlerà in seguito*
  • dal 2001 al 2001 fu eletto Presidente Everardo Dalla Noce, stimato giornalista, amante del gioco ed amico di Beneck. Vinse la sfida contro il Presidente uscente Aldo Notari ma poi fu costretto alle dimissioni a causa di malanni fisici*
  • dal 2001 al 2016 prende il posto di Presidente Riccardo Fraccari, in quel momento rivestiva il ruolo di Vice Presidente e verrà successivamente sempre riconfermato per 15 anni. Alle elezioni nel 2016 non gli fu permesso di ricandidarsi per sopraggiunte norme interne da parte del CONI.
  • Nel 2016 viene eletto Presidente Andrea Marcon ed ora nel 2020, dopo 4 anni, ha riscosso la fiducia della maggioranza delle Società venendo rieletto.

Le sfide per la presidenza quindi si sono sempre svolte tra personaggi che già operavano assiduamente nell’ambito della Federazione stessa ed il caso di Everardo della Noce è semplicemente unico all’esame dei fatti.

 

*Il Presidente Aldo Notari nel 2001 si ricandidava dopo 15 anni di dominio assoluto. Si presentò a quelle elezioni con la solita sicurezza di vincere, ma non valutò tre fattori che furono a mio avviso determinanti per la sua sconfitta. 

 

Il primo fu che si era ormai entrati nell’avvento di internet di massa. Il Sito baseball.it in particolare, ma anche altri siti naviganti, aveva derubricato negativamente la gestione FIBS più volte ed anche in momenti particolari. Il dibattito portato avanti sugli allora social network (forum di discussione) era diventato rovente ed estremamente critico nei confronti dell’operato della Presidenza. Notari ha sottovalutato completamente questo aspetto.

 

Il secondo riguarda una incisiva campagna elettorale molto ben organizzata da un gruppo capitanato da Nello Rega, Luca Felletti e soprattutto Valerio Pradal. Le loro argomentazioni spostarono  la scelta degli indecisi a favore di Everardo Dalla noce.

 

Il terzo, fondamentale, fu che l’ex Presidente Bruno Beneck, ancora molto stimato ed amato per le sue qualità coinvolgenti e poi completamente prosciolto dalle accuse di peculato, si schierò apertamente contro Aldo Notari a favore di Everardo Dalla Noce

 

E tutto questo solo analizzando le elezioni senza valutare programmi o cosa un Presidente aveva fatto o non fatto.

 

Viene da concludere allora che per sostituire l’attuale Presidente Andrea Marcon, il futuro avversario dovrà organizzarsi per tempo e molto bene sperando anche in qualche colpo di fortuna per lui e negativo per l’avversario (l’ultima campagna elettorale di Massimo De Luca è stata troppo debole per vincere contro la legge dei numeri). In caso contrario la prossima futura elezione del 2024 vedrà ancora vincente Andrea Marcon e non lo dico io, lo dicono i numeri.

 

Pertanto Buon Lavoro ad Andrea Marcon e a tutto il suo staff.

 

Paolo Castagnini

 

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Commenti: 1
  • #1

    ludovisi franco (giovedì, 12 novembre 2020 12:15)

    Una testimonianza sulla non riconferma di Aldo Notari.
    In un colloquio avuto con Aldo a Parma prima delle votazioni Notari mi diceva della sua stanchezza a dover combattere ogni giorno per evitare il calo del nostro sport, sempre più evidente. Mentre trovava ancora spinta e determinazione per gli organismi internazionali che lo vedevano alla Presidenza: meno rogne e più soddisfazioni personali insomma.