Dietro le quinte delle World Series 2020

di Frankie Russo 

Hanno vinto i Los Angeles Dodgers, hanno vinto meritatamente surclassando gli avversari sul loro stesso terreno: tre ottime prestazioni sul monte di lancio di Kershaw e Buehler, aggressività sulle basi con Betts in testa, ottime giocate difensive (a parte il pasticciaccio nel nono inning di Gara 4) oltre a un attacco che già si sapeva esplosivo ma con un Seager una spanna su tutti.  I Rays hanno potuto contare quasi esclusivamente sul sorprendente Randy Arozarena in attacco e Blake Snell sul monte.  

Al di la di tutto, potete pensare quello che volete di questa anomala stagione, potete anche essere d’accordo con coloro che vogliono mettere un asterisco vicino al nome del vincitore, ma se qualcuno dice che non abbiamo assistito a una World Series esaltante, allora è il caso che cambi sport.  Credo che molto probabilmente il momento più emozionante sia stato nel nono inning di Gara 4 con i Dodgers in vantaggio di un punto ma la difesa ha commesso un paio di errori permettendo ai Rays di vincere in modo rocambolesco, forse più unico che raro, e di cui si è già parlato molto.

Dave Roberts
Dave Roberts

Ma ciò che vediamo sul campo non sempre corrisponde quanto succede dietro le quinte. Spesso le recondite strategie e decisioni ci vengono svelate nelle interviste post partita. Ed è su questo che vogliamo soffermarci oggi iniziando dall’intervista di Dave Roberts dopo gara 5.

 

Kershaw stava lanciando alla grande (85 lanci, 5 H, 2 R, 2 BB e 6 SO) e aveva eliminato i primi due battitori nel sesto inning con solo due lanci. Sembrava ovvio che rimanesse sul monte per chiudere l’inning. Invece no,  Dave Roberts è scattato subito fuori dal dugout e ha sostituito Kershaw con il rilievo Dustin May. Il tecnico è stato accolto da sonori fischi di disappunto, e non era la prima volta che succedeva. 

 

Nell’intervista post partita si è venuto a sapere che a Kershaw era stato già detto prima di iniziare il 6° inning che non avrebbe affrontato più di due battitori. La tesi viene confermata anche da May che già ad inizio quinto, era stato avvisato che sarebbe entrato nel sesto.  Cioè qui stiamo parlando di una decisione presa ancor prima di vedere come si svolgerà il gioco, in barba all’istinto del manager, ed in barba all’autonomia del manager stesso. Le voci che i Dodgers giocano secondo un piano prestabilito sembrano essere veritiere, e questa ne è la prova. Quindi, ci fa anche intendere che non è Roberts che prende le decisioni, ma sembrerebbe che queste arrivino da dirigenti superiori (Andrew Friendman?). 

Clayton Kershaw
Clayton Kershaw

E questo potrebbe essere messo in relazione con quanto accaduto nei playoff lo scorso anno. Una gara in cui ai Dodgers mancavano solo sei eliminazioni per accedere alle NLCS, Roberts ignorò l’ordine pervenuto dall’alto, perse la gara ponendo fine di fatto alla stagione dei Dodgers. Nonostante avesse il migliore bullpen della NL, Roberts lasciò Kershaw sul monte e quindi non mettendolo nelle condizioni di vincere.

 

E’ sufficiente ascoltare la voce dei tifosi per quanto si lamentano dell’incapacità di Roberts di gestire sia la rotazione dei partenti che il bullpen. Anche in Gara 6 c’è stato un momento in cui si è visto Roberts gridare a un giocatore nel dugout ordinando di prepararsi che sarebbe entrato come pinch hitter, ma per un inspiegabile motivo il cambio non è avvenuto.

 

Pare ancora più evidente che ci sia qualcuno che gli suggerisce cosa fare e quando, come se gli fosse stato consegnato un programma definito. Ma a guardare bene non è l’unico manager al quale è stato tolta la bacchetta di comando e anche il motivo per cui i salari dei manager sono scesi al di sotto del milione di dollari annui. 

Kevin Cash
Kevin Cash

Nel dugout opposto ci sono i Tampa Bay Rays, una delle due squadre più giovani, e questo è stato il secondo anno in cui sono arrivati alle finali.

 

Nel 2008 persero in cinque gare contro i Philadelphia Phillies. Per loro questa Gara 6 ha rappresentato la migliore opportunità per divenire campioni; rappresentava la partita più importante della loro storia.

 

E il momento decisivo di questa Gara 6 è avvenuto ancora una volta nel sesto inning quando Kevin Cash ha preso la decisione di sostituire Blake Snell mentre il mancino asso della rotazione stava lanciando molto probabilmente la migliore gara di questa stagione.

 

Aveva ottenuto nove strike out, era a solo 69 lanci e aveva concesso una sola valida fino a quando Austin Barnes ha battuto la seconda valida con un eliminato. I Rays erano in vantaggio 1-0 dopo che Randy Arozarena aveva battuto un solo HR nel primo inning. A differenza di quanto si dice dei Dodgers, Cash ha dichiarato che non c’era nessun piano prestabilito, ma la decisione è stata presa per evitare che Snell affrontasse per la terza volta il leadoff Mookie Betts, strategia spesso utilizzata dai Rays, anche se poi questa volta non ha funzionato. 

 

Di seguito riportiamo una tabella che mostra come si sono comportati i lanciatori partenti affrontando il lineup avversario la terza volta nelle ultime cinque stagioni, ivi compresi i playoff. 

E’ comunque inconfutabile che Snell peggiora le sue prestazioni la terza volta che affronta l’avversario. In carriera la prima volta l’OPS è di 592 per poi salire a 711 e 742. Non credo però che questi siano stati i numeri che hanno forzato la sostituzione, anche perché analizzando altri numeri e fatti, essi sono tutti in suo favore. 

  • i successivi tre battitori che avrebbe dovuto affrontare erano Betts, Seager e Turner, ed erano andati tutti 0x6 con sei strike out nei primi due turni;
  • quest’anno Mookie Betts ha battuto 214 contro lanciatori mancini;
  • sempre quest’anno, Betts aveva un OPS di 1,061 contro lanciatori destri paragonato a 531 contro mancini. 
  • Betts è un ottimo battitore di palle veloci e per Anderson la veloce è il suo miglior lancio;
  • Nick Anderson non ha lanciato bene nella postseason. Non era l’imbattibile Nick Anderson della regular season (2 punti in 16,1 inning lanciati). L’Anderson della postseason (9 punti in 14,2 inning). era solo l’ombra di quello visto in campionato. 
Blake Snell
Blake Snell

La strategia quindi si è trasformata in un boomerang e ciò che è successo è sotto gli occhi di tutti. Betts ha battuto un doppio posizionando corridori in seconda e terza. Barnes ha segnato su lancio pazzo con avanzamento in terza di Betts che ha poi segnato su una rotolante di Seager in prima dove Ji-Man Choi ha tentato invano l’eliminazione a casa con i Dodgers che passano in vantaggio 2-1.

 

Se vogliamo guardare il pelo nell’uovo, forse Choi avrebbe dovuto caricare la palla e farsi trovare in una posizione più atletica per effettuare un tiro migliore invece di stare fermo sulle gambe. Ma qui veramente stiamo guardando i minimi particolari. Cash ha dichiarato che si è rammaricato più per la prestazione di Anderson che per la sostituzione di Snell. Ma questo è come i Rays hanno gestito lo staff lanciatori per tutto l’anno, e sono in molti a riconoscere che è uno dei motivi per cui i Rays sono arrivati alle World Series, solo che questa volta qualcosa non ha funzionato come da copione.   

Cash aveva dichiarato che la squadra sarebbe stata più aggressiva in Gara 6 e che qualora si fosse trovato in vantaggio avrebbe potuto contare sui suoi ottimi rilievi. Questo è il loro modus operandi, consentire agli avversari l’opportunità di studiare i propri lanciatori il meno possibile. Sono parole pronunciate solo 24 ore prima che Snell effettuasse il primo lancio di Gara 6 e lasciasse al piatto Betts, Seager e Turner due volte ciascuno. Solo che è stato sostituito prima che potesse affrontarli per la terza volta.

 

L’episodio ci fa ritornare la memoria indietro di cinque anni quando al centro di grandi polemiche delle allora World Series ci fosse il manager dei Mets Terry Collins quando decise di lasciare il suo partente Matt Harvey sul monte nel nono inning di Gara 5 che poi perse.  Proprio il contrario di quanto successo ieri ed è incredibile come due decisioni contrapposte, prese in situazioni abbastanza simili, si siano concluse con lo stesso risultato. 

 

Questo è un buon promemoria per farci capire che non esiste una tattica giusta e che non sapremo mai con certezza quale potrà essere l’esito. In altre parole: Quando la strategia funziona, il manager è un genio, se fallisce è un idiota.

 

Intanto l'ombra di quel momento aleggerà sui Rays e il loro manager per un bel po di tempo, e Cash sarà ritenuto il vero responsabile della sconfitta, giusto o meno che sia. 

 

Frankie Russo

 

 

 

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