Tampa Bay Rays, un esempio da seguire

Photo by CNN
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di Frankie Russo  

tratto da ESPN

Quando nel 2008 i Tampa Bay Rays raggiunsero i primi successi disputando le Word Series dopo solo 10 anni dalla loro esistenza, il manager di allora Joe Maddon spesso sosteneva che la squadra era ancora nella fase dell’infanzia, che quelli erano i primi capitoli di un libro che stava per scrivere la storia.  Quell’anno i Rays persero la finale contro i Philadephia Phillies e da allora non vinsero mai il titolo mondiale, ma, con un occhio al passato, si può dire che è arrivato il momento di cambiare la storia per sempre. Sia in caso di sconfitta che di vittoria, si può affermare che i Rays da tempo stanno cambiando il baseball con un approccio innovativo di come costruire una squadra. La dirigenza è stata guidata da un gruppo di persone ora facenti parte di altre società, compresa quella appena eliminata nell’ALCS Houston Astros e l’altra contro la quale si stanno giocando le finali, Los Angeles Dodgers.

E’ di comune dominio che sotto la guida di Andrew Friedman, una volta analista di Wall Street, per 10 anni GM dei Rays ed ora con i Dodgers, la società si è guadagnata la reputazione di saper massimizzare le potenzialità dei suoi giocatori, saper creare un ottimo farm system e effettuare scambi intelligenti. 

Andrew Friedman
Andrew Friedman

Ha saputo tirar fuori fior fior di giocatori quali il super-utility Ben Zobrist e l’asso della rotazione Chris Archer il quale è stato scambiato due anni fa avendo in ritorno due importanti pedine responsabili dell’attuale successo, il lanciatore partente Tyler Glasnow e l’esterno Austin Meadows. La capacità di saper sviluppare i propri talenti sarà sempre una mossa vincente, ed è un elemento che i Rays sanno fare molto bene. 

 

Non è stato facile per i Rays raggiungere il successo poiché giocare nell’AL East e dovendo affrontare gli Yankees e Red Sox per un totale di 38 volte l’anno non è facile per nessuno. Ma facendo tutto nel modo giusto e con nuova metodologia, i Rays hanno inventato la strategia dell’opener, applicano uno shift a volte estremo fino a schierare la squadra con tre interni aggiungendo un quarto esterno. Nonostante un tetto salariale che risulta essere al 28° posto nelle majors superiore solo ai Pittsburgh Pirates e Baltimore Orioles, la loro filosofia, in aggiunta a saper trarre il massimo vantaggio da ogni scambio e introduzione di nuove tattiche, ha portato i Rays ad essere una delle società più rispettate ed ora a disputare le World Series.

 

Con un roster da pochi nomi famosi, seppure ce ne sono, la caratteristica dei Rays 2020 è e lo è stato per molti anni, la versatilità dei propri giocatori. Questo era un concetto su cui insisteva molto Friedman sia per far fronte agli infortuni che alle deludenti prestazioni. Questa versatilità, sia per quanto concerne la difesa che per il lineup, spesso ha l’effetto di sorprendere gli avversari. Questa filosofia è rimasta anche dopo la partenza di Friedman. 

 

Questo modo innovativo di operare ha spesso causato contraccolpi essendo stato criticato dai media fino a quando non è stato assunto anche da squadre di maggior grido come i Red Sox, Yankees e gli stessi Dodgers. Non deve essere una coincidenza se tutte e quattro le squadre arrivate alle semifinali abbiano dirigenti che hanno lavorato con l’organizzazione dei Rays: Click (Astros), Anthopoulos (Braves), e naturalmente Friedman (Dodgers) il quale si trova ora a sfidare una squadra che lui conosce meglio di chiunque altro. 

 

Nel 2018 la dirigenza si chiese se avere una rotazione di cinque partenti e un bullpen tradizionale con un closer fosse la soluzione giusta. Nacque così la strategia dell’opener e il primo a ricoprire il ruolo fu l’esperto Sergio Romo.

 

Ovviamente l’idea non fu accettata all’unanimità. Le critiche più dure vennero da alcuni lanciatori partenti, tra cui Zack Greinke, i quali sostenevano che era un modo per abbassare i salari, avendo di fatto i partenti un salario molto alto.

 

Nonostante le critiche e tenuto conto dei risultati, i Rays insistettero con l’esperimento per tutto l’anno per un totale di 42 gare. Nel 2019 altre sei squadre provarono l’esperimento, strategia che ebbe particolare successo, specialmente durante i playoff. Lo hanno provato anche gli Yankees nell’ALDS di quest’anno proprio contro i Rays, ma è risultato un boomerang. 

Kevin Cash
Kevin Cash

Con gli arrivi di Snell, Glasnow e Morton la strategia è cambiata di nuovo. La nuova filosofia consiste nell’inserire il giocatore giusto al momento giusto per ottenere una eliminazione incuranti della situazione di gioco o dell’inning. Si tratta di individuare i punti di forza di ogni singolo giocatore in qualsiasi momento.

 

Non è sempre cosa facile, ma più possibilità si danno ai giocatori, più possibilità si hanno di sviluppare le loro capacità. Non sono poche le critiche che seguono le mosse di Cash come quando in Gara 7 dell’ALCS ha sostituito l’asso Morton nel 5° inning con due eliminati, corridori agli angoli e con solo 66 lanci a carico.

 

Cash ha buttato nella mischia Anderson, generalmente utilizzato nelle ultime riprese, fiducioso che il suo miglior rilievo sarebbe stato in grado di risolvere l'importantissima situazione invece di permettere a Morton di affrontare l’attacco degli Astros per la terza volta. Anderson ha ottenuto l’eliminazione e tre riprese dopo i Rays festeggiavano il diritto di giocare le World Series. 

 

Quando gli fu chiesto il motivo della rischiosa sostituzione, Cash non ha fatto una piega:

E’ molto semplice, è raro che permettiamo a un lanciatore di affrontare il lineup avversario tre volte. E’ una valutazione che facciamo già da tempo, ci crediamo e lo continueremo a fare”.  

 

Raramente i Rays sbagliano uno scambio. I Mariners vedevano in Ryan Yarbrough un lanciatore massimo da Triplo A, mentre i Rays vedevano in lui un futuro partente. I Marlins erano certi di aver fatto un affare scambiando Nick Anderson per due prospetti, Anderson è oggi un elemento fondamentale nel bullpen dei Rays. I Rays hanno visto bene ancora una volta quando hanno ceduto Chris Archer ai Pirates in cambio di Meadows, spesso infortunato, e Glasnow, problemi di controllo.

 

Yandi Diaz è arrivato ai Rays in uno scambio con gli Indians dove Diaz non trovava spazio con Jose Ramirez in terza. I Rays avevano notato in Diaz disciplina al piatto, velocità nello swing e abilità di giocare sia in terza che in prima.

 

Colpo di fortuna è rappresentato dall’arrivo di Randy Arozarena ceduto dai Cardinals poiché il giovane prospetto non trovava spazio tra gli esterni di St Louis. Tutti questi giocatori oggi sono nel roster dei playoff per i Rays, frutto di un attento studio delle analitiche e di certosino lavoro da parte degli scout. 

 

Joe Maddon avrà scritto il primo capitolo della storia per i Rays, ma la squadra di Cash ora sta disputando le World Series  con la possibilità di poter scrivere l’ultimo capitolo di questo meraviglioso percorso.  

 

Frankie Russo

 

 

 

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