Eventi salienti di una storia infinita # 22

Cornelius “Neal” Ball
Cornelius “Neal” Ball

di Michele Dodde

Il 18 luglio del 1909 una giocata spettacolare fece impazzire gli scorer ed entrò in modo lusinghiero nell’immaginario spettacolo delle aspettative degli appassionati: l’interbase Cornelius “Neal” Ball dei “Naps” di Cleveland andò a perfezionare per la prima volta nella Major League un triplo gioco difensivo senza assistenza alcuna. Cornelius non era un fulmine di guerra ed anzi durante la sua stagione da rookie in ambito degli “Highlanders” di New York ebbe a registrare quale interbase il record negativo di ben 80 errori pur edulcorati dalle 438 positive assistenze attuate da chi in sintesi era un debuttante. Ma la ruota del caso, sempre inaspettato dietro l’angolo, volle che a metà stagione del 1909, al fine di sostituire temporaneamente l’interbase titolare Terry Turner che necessitava di cure per un infortunio al braccio, fosse ingaggiato dai “Naps”  per circa cinquemila dollari facendogli così indossare la casacca di Cleveland. Qui la magia insita nel profondo cilindro del mistero si evidenziò nella forma più plateale. 

Quel giorno, il 18 luglio, al League Park si stava svolgendo la gara tra i futuri “Indians” contro i “Red Sox” di Boston. Si era nella prima parte del secondo inning con il line up dei “Red” a contrastare i lanci del funambolico Cy Young. Sulla seconda base era giunto Heine Wagner mentre la prima base era stata occupata da Jake Stahl. Sul tabellone segnapunti la luce degli eliminati era posizionata sullo zero. Nel box di battuta si presentò Amby McConnell che con maestria andò ad incocciare la veloce pallina lanciata da Young facendole realizzare una traiettoria “line drive”.

I giocatori sulle basi allora si mossero verso le basi successive quando Neal Ball con un inaspettato salto riuscì ad agguantare la pallina, poi velocemente si diresse verso la seconda base e di poi corse incontro a Stahl toccandolo con il guantone in cui teneva stretta la pallina.

 

Un’azione fulminea, un gioco mai visto prima, gli oltre undicimila spettatori ammutoliti e con lo stesso Cay Young, perplesso, a chiedere a Neal perché stesse uscendo dal campo. Solo gli umpire erano riusciti a seguire visivamente le intere sequenze quasi al rallentatore e quando decretarono il termine dell’inning in quanto Ball con la sua azione aveva eliminato tre giocatori avversari: McConnell perché la sua pallina battuta era stata legalmente presa al volo, Wagner per aver omesso di ritornare immediatamente sulla base inizialmente acquisita e quindi per averla lasciata prima della presa al volo e Stahl perché venne toccato mentre si trovava fuori base. 

 

Quando il pubblico a sua volta riuscì a memorizzare il prodigioso evento, dalle tribune e dal dougout si elevò una calorosa ovazione nei confronti di Cornelius che tuttavia fu l’unico a restare umile e restio a tanto fervore. Ai giornalisti infatti precisò che “Sì, sono felice di essere stato nel posto giusto al momento opportuno ed essere stato in grado di farcela, ma chiunque avrebbe potuto fare quel gioco visto che sono riuscito a realizzarlo io che sono un semplice giocatore di utilità. E’ stata solo la mia fortuna a guidarmi, ovvero farmi trovare pronto quando mi è stata offerta questa possibilità”.

 

La cronaca sportiva lo citerà più volte nella sua carriera sia per esaltare alcune sue prese o giocate come quando contribuì ad eliminare Birdie Cree a casa base sia per sottolineare grossolani errori nei confronti di Shano Collins permettendo all’uomo struzzo Ping Bodie di segnare il punto vincente. Di certo però, il guantone che egli indossava quando realizzò la sua personale tripla eliminazione ora è posto come cimelio in grande evidenza presso il museo della Hall of Fame a Cooperstown.

Il 1910 segna nella storia del baseball un evento di grande interesse: a sessantaquattro anni dalla sua presunta nascita il gioco riceve anche dalla politica la massima attenzione. A Washington il 14 aprile William Howard Taft, sagace politico della corrente democratica, avvocato, giudice ed accademico, ex giocatore semiprofessionista e tifoso dichiarato dei Cincinnati Reds, nonché 27° Presidente degli Stati Uniti, volle inaugurare la stagione agonistica lanciando la prima pallina nell’incontro fra i locali Senators e gli Athletics di Philadelphia.

 

Il gesto, che delineò una sentita consuetudine che sarà portata avanti anche dai suoi successori, andava finalmente a riconoscere al baseball l’indelebile crisma di sport popolare e di interesse nazionale. Dopo il suo lancio, fu la volta del lanciatore Walter Johnson che con una maiuscola prestazione portò i Senators a vincere contro gli Athletics per 3 a 0.

Wildfire Schulte
Wildfire Schulte

Nell’anno successivo, il 1911, durante l’inverno i parrucconi preposti a dirigere la Major League dietro le scrivanie sancirono l’attuazione di due innovazioni. La prima riguardava le divise delle varie squadre, la seconda verteva sull’attrezzatura.

 

In quell’anno dunque diventava obbligatorio per le squadre di casa indossare una tenuta completamente bianca mentre alle squadre ospiti era consentito presentarsi sul diamante con una uniforme scura.

 

Le squadre dei Giants e dei Phillies furono le prime ad osservare questa nuova disposizione anche perché la trovarono congeniale per farsi distinguere senza errori da parte dei propri tifosi.

 

Per quanto riguardava invece l’attrezzatura, veniva abolita la pallina con il nocciolo centrale di gomma ed adottata quella con il nocciolo centrale di sughero. I record di quell’anno con la nuova pallina furono la media battuta di Ty Cobb pari a .420 ed i 21 fuori campo realizzati da Wildfire Schulte con la casacca dei Cubs.

E la storia infinita continua…

 

Michele Dodde

 

 

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Commenti: 2
  • #1

    Judith Testa (giovedì, 24 settembre 2020 02:15)

    Mi piace tanto imparare il vocabolario di baseball in italiano! Ma vedo che non è possibile tradurre la locuzione "line drive" dall' inglese all' italiano. : )

    Molto interessante, come sempre, Michele!

  • #2

    eziocardea@hotmail.it (giovedì, 24 settembre 2020 20:34)

    Peccato che hai rivelato il mistero della triplice eliminazione ad opera di un unico giocatore (Cornelius “Neal” Ball dei “Naps” di Cleveland): sarebbe stato un interessante quesito da porre agli appassionati e chissà quali .... castronate sarebbero uscite da tanti "intenditori"! Posso dirti (forse mi crederai) che ho prefigurato con successo l'azione prima di leggerne la tua descrizione (anche perché credo non ci siano altre possibilità!).
    In ogni caso, complimenti per tutte queste interessanti "spigolature", e anche per l'articolo "Un Monte di Statistiche" in cui inviti il lettore "ad aprirsi culturalmente verso la personale serendipità"!
    Caro Michele, sei un fenomeno!