Ricordando Marcello

di Allegra Giuffredi

Qualche tempo fa Marcello Perich (1939 – 2020) ci aveva intrattenuto da queste colonne, con una serie di aneddoti sul baseball, o per meglio dire alcune “castronerie” sul baseball che aveva ricavato da telefilm, libri o film  americani, mal tradotti in italiano. Dopo qualche tempo avrebbe voluto scriverne altre e di alcune di queste me ne aveva parlato, ma la dipartita del suo vecchio computer prima e la sua morte poi lo hanno reso impossibile, pertanto adesso proverò a colmare il gap, rievocando alcuni episodi già descritti dal leggendario Marcello, descrivendone uno nuovo e concludendo con una vera e propria “perla”. Dell’equivoco nato dal mal tradurre “Two season - tickets” nel film “L’amore in gioco” con i “biglietti per due stagioni”, invece che “due abbonamenti”,  ai “pochi minuti allo scadere delle World Series” in un altro film, Marcello ci aveva appunto già parlato, ma dopo poco, tecnologia permettendo ci avrebbe voluto segnalare una classica scempiaggine tratta dalla serie televisiva “Orange is the new black”.

In questa serie dove si raccontano le vicissitudini di alcune detenute in un carcere femminile americano, perché ormai non si sa piu cosa raccontare, una detenuta dice ad un’altra di non abbattersi, di reagire e di prendere ad esempio Alex Rodriguez che “quando viene colpito non fa una piega va in prima e ruba i secondi” invece di “ruba la seconda”.

Il fatto è che il nostro sport è davvero poco conosciuto e talmente gergale che forse è davvero ingeneroso fare i puristi: l’importante è accorgersene e riderci su, come in fondo faceva anche il buon Marcello.

 

E il buon Marcello era così portato all’ironia dal passare il tempo a scrivere delle rime, alquanto strampalate, che adesso condividerò con voi.

La prima è quasi filosofica e fa cosi:

  • ” È destino dei grandi essere soli, vincere le battaglie della vita, con coraggio e con forza, quelli soli, perché aspettare che giunga qualche sortita?”

 

La seconda è un po’ triste, perché Marcello era anche molto malinconico, come quasi tutti coloro che sono nati sotto il segno del Cancro e suona cosi:

  • “Dai cosiddetti amici è cosa pazza, son tutti buoni a mettersi a sedere e ad infilare le dita nella tazza, a volerne di più, a crapulare”(gozzovigliare N.d.r).

L’ultima invece è spensierata e quasi lunare per la chiusa che ha, ma leggiamo insieme:

  • ”A volerne non una, bensì due! Intanto lui combatte contro tutto, nero, bruciato, ormai semidistrutto,  mentre si batte contro il barbe – cue” (che fa rima  con due).

Beh, chiaramente erano dei divertisment che Marcello ha lasciato con tanto rimpianto da parte nostra, ma ancora tanta riconoscenza per tutta l’arguzia che ha utilizzato nello scrivere e nel ricordare tanti episodi della sua vita così avventurosa e davvero vissuta “come se non ci fosse un domani”, sempre al massimo. 

 

Ciao Marcello e ancora una volta: che la terra ti sia lieve.

 

Allegra Giuffredi

 

 

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